Il perchè delle nostre esistenze

 
 La preghiera è davvero molto bella.
Chi poco ha vissuto comprende quanto vere siano le parole ed il loro contenuto. Si può solo riflettere, meditare e pregare che tutti si arrivi in cima e che Lui sia il nostro capolinea, grazie ……!!!!!
La “porta” è “stretta”.
La “strada” è “angusta”.
Le spalle sono ammaccate dalla croce.
Il dorso è arato dai colpi dello scudiscio.
La croce è pesante.
E bisogna arrampicarsi lungo i tornanti di una Montagna.
Non si ha il tempo per sedersi.
Solo il tempo di cadere sotto la croce. Il dorso è arato dai colpi dello scudiscio.
La croce è pesante.
E bisogna arrampicarsi lungo i tornanti di una Montagna.
Non si ha il tempo per sedersi.
Solo il tempo di cadere sotto la croce.
 La cima ci aspetta.
Lì è la nostra meta.
Lì è il nostro capolinea.
E’ il Calvario.
Signore, sei Tu la nostra “Porta”, la nostra “Strada”.
“Porta stretta”, nostro Paradiso.
“Ecco il paradosso della croce. L’albero della morte si trasforma in albero della vita” (Mons.A.Pronzato)
 
pubblicata da Henry White  Henry Whyte  sulla Pagina Facebook di ELEONORA GIOVANNINI-SCRITTRICE  ore 12:58 giorno 9 Maggio 2012

LA MADONNA E’ APPARSA AI CARDINALI

 
http://www.youtube.com/watch?v=_mieiIl3kL4

Anna Posta  Non sono all’altezza della situazione e sicuramente mi arrogo un diritto che non mi appartiene, ma non posso lasciar cadere un discorso così importante. Uccide più l’indifferenza di mille parole. Il male esiste, ma non tocca a noi esorcizzarlo. Il compito più grande è dare conforto e verità a quanti invocano e chiedono aiuto. Siamo in un grande oceano e navighiamo in ciò che noi stessi organicamente emettiamo, c’è un modo per sublimarci, la vocazione. Ognuno ha la sua. Ci sono politici, magistrati, avvocati, economisti, insegnati, scolari e religiosi. Qual’è il compito di un religioso. Seguire l’esempio e fare la volontà del Padre. Quando gli fù chiesto “estirpiamo la zizzania…” cosa fù risposto: No.

Dio scruta i cuori di ognuno di noi, perdoni se non so argomentare ulteriormente, ma tanto ancora ci sarebbe da dire. La vocazione è un dono da esercitare con umiltà e competenza, ad ognuno il suo, al Signore Iddio che è nei cieli il Giudizio, noi umilmente possiamo rendere noti i motivi di scandalo, possiamo invocare e chiedere giustizia, ma entrare nel merito richiede conoscenza, essere informati sui fatti e presumo ci siano gli organi preposti che possono e devono farlo, perchè è di loro competenza. Noi possiamo rispondere facendo meglio ciò per cui siamo chiamati a svolgere  il ruolo o vocazione alle quali  siamo vocati, altrimenti abbiamo sbagliato e ci siamo inoltrati in campi a noi oscuri. La vocazione ci porta all’ ubbidienza alla Santa Madre Chiesa, ci sono regole che disciplinano ogni campo e vanno osservate. Cosa sarebbe la società senza il “diritto civile e penale”, che valore avrebbe un contratto se non ci fossero regole da stipulare da entrambi i contraenti, cosa sarebbe di una famiglia, se all’interno ognuno pretendesse di fare quel meglio gli aggrada o che reputa giusto, senza tener conto della ragion d’essere. Le ricchezze materiali indispensabili per la sopravvivenza, ma ci sono virtù e ricchezze spirituali che non andrebbero ignorate, ma coltivate. A cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio. Il nostro compito è salvare anime e non disperderle. Entrare nel merito di cose più grandi richiede competenza e spesso non la si possiede, demandare ad altri competenti tale è quanto di più giusto e adeguato si possa fare. La società non può e non devo essere cozzaglia informe di istinti e pregiudizi, ma ognuno il proprio compito e vigilare che questo venga fatto con serietà e competenza. Vocazione religiosa chiama spiritualmente e non solo sacramentalmente a svolgere presso i fedeli servizio di dedizione a Signore, conoscenza di quanto annunciato nel Vangelo. Ai politici, agli avvocati, agli economisti, ai giornalisti, alla magistratura il compito a loro assegnato. “non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esca dalla bocca di Dio. Non violenza, non rancore, non invidia, ma volontà di cooperare al meglio per costruire un mondo migliore che si sia fondato sulla roccia. Il cammino spirituale richiede tempo, a noi il compito di sensibilizzare e dedicare spazio ed energie alla conoscenza del “vero” che non può limitarsi a fatti di cronaca. Dio è venuto sulla terra, perchè abbandonassimo i nostri pensieri errati e sulle spoglie dell’uomo vecchio, erigere l’uomo nuovo, rinato nella fede, giustificato nell’amore. Amiamo, diamo consolazione e da buoni educatori insegniamo i veri valori a chi ancora non li possiede. Indirizziamoli al senso “vero” della vita e della “misericordia”, nel tempo e solo nel tempo si raccoglieranno i frutti e tanto più saranno buoni ed abbondanti se noi per primi avremo fatto fruttificare i “talenti” ricevuti. Riscopra il significato “vero” della sua vocazione. Spero non si adiri, ma comprenda che abbiamo dei limiti invalicabili, olltre i quali non si può sempre desiderare di ottenere risposta. Pregare per chi ha fede è un ottimo rimedio contro ciò che siamo impossibilitati a capire e cambiare il vero problema è lavorare su sè stessi, senza pretendere di voler arrogarci compiti che esulano dalla nostra competenza. Ad maiora..!!

Rileggendo ho riscontrato errori che non posso correggere, ma spesso mi è capitato che nel rileggere quanto avevo scritto, improvvisamente perdo tutto quanto, senza possibilità di recupero, per questo digito il tasto condividi, meglio ci sia qualche errore, piuttosto di perdere l’intero messaggio. questo episodio mi ha fatto riflettere e applicato nella nostra esistenza significa che non si può buttare l’intero raccolto perchè non tutto procede secondo canoni e giudizi che riteniamo validi. Non si possono invadere campi altrui, ci sono mezzi, uomini, istituzioni preposti a fare chiarezza, a queste bisogna rivolgersi, cercando comunque di compiere nonostante tutto il nostro dovere in coscienza ed umiltà: “fatti non fummo per viver da bruti, m per seguir virtude e conoscienza”. Sviluppiamo la capacità di essere cittadini. Se non abbiamo ancora maturato in noi la conoscenza dell’essere e del vivere, come si può pretendere di educare gli animi. Prendersi cura delle anime è un compito gravoso, quanto lo sia per ogni altro compito: medico, chirurgo, madre, padre, insegnante, ed altro. Esercitare professione “prete” non è soltanto impartire sacramenti, ma educare spiritualmente, assistere e guidare nella crescita spirituale quanti a noi sono stati affidati. Non è di loro competenza comprendere i menage burocratici ed amministrativi, a meno che siamo in grado di farlo con competenza. La crescita morale e spirituale viene al primo posto. Non si può entrare nelle coscienze altri Denunciare quanto di sbagliato vi sia questo sì, senza accanimento personale, risentimento o ripicche, ma perchè giusto fare chiarezza su comportamenti che riteniamo errati e non idonei. Anche Gesù invitava ad “ammonire” il fratello quando questi è nell’errore, ma si impone anche la preghiera, non tanto pre redimerlo, ma quanto a redimere l’umanità intera. Il nostro compito termina nel non giudizio, chiedere chiarezza e ognuno in coscienza e consapevolezza compia il proprio dovere, svolgendo al meglio compiti assegnati. La società si regge nella capacità individuale di occuparsi di cose differenti e in questa moltiplicità o poliedricità di contenuti e comportamenti si ottiene la differenziazione della società. La differenziazione sociale è il processo tramite il quale le parti di una collettività – ossia gli individui e i gruppi sociali che questi compongono – acquisiscono identità sociali differenti rispetto alla funzione, all’attività, alla cultura, al potere e alle altre caratteristiche socialmente rilevanti. Ognuno per capacità personale, dovrebbe essere in grado quindi di cooperare al bene comune prodigandosi e promuovendo in ogni ambito il benessere fisico, mentale, sociale, lavorativo e religioso di tutti. Auspico quindi una crescita collettiva dove tutti attori e protagonisti in un palcoscenico d’amore dove tutti siamo chiamati a recitare ed interpretare ruoli assegnati di diritto, se manchiamo o falliamo oltre che nuocere a noi stessi, le ripercussioni negative di riflesso condizioneranno l’operare di molti. Curiamo le nostre coscienze, indaghiamo nei nostri pensieri, consideriamo ogni cosa con scrupolo e coscienza ed agiamo con cognizione di causa. Ragione e convinzione non sempre sono sufficienti è necessaria anche conoscenza, istruzione, è l’ignoranza la bestia da sconfiggere, l’ignoranza rende deboli e vulnerabili, inclini all’errore, alle mistificazioni e condizionamenti. Educhiamo ad amare la conoscenza, spendiamoci per divulgare sapienza, rendiamo edotti i nostri simili, diamo senso alle nostre esistenze occupandoci di quanti vivendo nell’oblio non sanno nemmeno di esistere. E’ gravoso, ma al fine, non avremo vissuto invano.

Anna posta pubblicato sulla Pagina Facebook di : ELEONORA GIOVANNINI-SCRITTRICE  giovedì 10 Maggio ore pomeridiane.

Published in: on maggio 10, 2012 at 3:23 pm  Lascia un commento  
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