Sabato della III settimana di Quaresima 17 Marzo 2012

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In diretta: http://www2.tv2000.it/home_page/mediacenter/00000014_Video.html

‎08:30 SANTA MESSA dalla Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo in Roma http://www2.tv2000.it/home_page/mediacenter/00000014_Video.html

In diretta da telepace:
http://www.telepace.it/web-tv.php
08:55 APOSTOLATO DELLA PREGHIERA
09:00 In diretta dalla Cappellina Beato Giovanni Paolo II in Roma: SANTA MESSA
09:45 rubrica: Preghiera allo Spirito Santo
09:50 rubrica: IL VOLTO DEI SANTI
10:00 rosario biblico

Sab 17 Mar 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi
Media  Vespri  Compieta

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Viola

Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/EQ036.mp3

Se siamo onesti, dobbiamo riconoscere che noi tutti abbiamo la tendenza a compiacerci di noi stessi.
Forse perché pratichiamo molto fedelmente la nostra religione, come quel zelante fariseo, pensiamo di dover essere considerati “per bene”.
Non abbiamo ancora capito queste parole di Dio in Osea: “Voglio l’amore e non il sacrificio” (Os 6,6). Invece di glorificare il Padre per quello che è, il nostro ringraziamento troppo spesso riguarda ciò che noi siamo o, peggio, consiste nel confrontarci, in modo a noi favorevole, con gli altri. È proprio questo giudizio sprezzante nei confronti dei fratelli che Gesù rimprovera al fariseo, così come gli rimprovera il suo atteggiamento nei confronti di Dio.
Durante questa Quaresima, supplichiamo Gesù di cambiare radicalmente il nostro spirito e il nostro cuore, e di darci l’umiltà del pubblicano che invece ha scoperto l’atteggiamento e la preghiera “giusti” di fronte a Dio. Non comprenderemo mai abbastanza che il nostro amore è in stretta relazione con la nostra umiltà. La cosa migliore che possiamo fare di fronte a Dio, in qualsiasi misura ci pretendiamo santi, è di umiliarci di fronte a Dio.
Ci sono dei momenti in cui non riusciamo a rendere grazie in modo sincero; allora possiamo fare la preghiera del pubblicano, possiamo cioè approfittare della nostra miseria per avvicinarci a Gesù: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Gesù esaudisce sempre questa preghiera.
L’umiltà non ha niente a che vedere con un qualsiasi complesso di colpa o con un qualsiasi senso di inferiorità. È una disposizione d’amore; essa suppone che sappiamo già per esperienza che il nostro stato di peccatori attira l’amore misericordioso del Padre, poiché “chi si umilia sarà esaltato”. Essa suppone cioè che siamo entrati nello spirito del Magnificat.

Antifona d’ingresso
Anima mia, benedici il Signore,
non dimenticare tanti suoi benefici:
egli perdona tutte le tue colpe. (Sal 103,2-3)

Colletta
O Dio, nostro Padre,
che nella celebrazione della Quaresima
ci fai pregustare la gioia della Pasqua,
donaci di approfondire e vivere
i misteri della redenzione
per godere la pienezza dei suoi frutti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura  Os 6,1-6

 Voglio l’amore e non il sacrificio.

Dal libro del profeta Osèa

«Venite, ritorniamo al Signore:
egli ci ha straziato ed egli ci guarirà.
Egli ci ha percosso ed egli ci fascerà.
Dopo due giorni ci ridarà la vita
e il terzo ci farà rialzare,
e noi vivremo alla sua presenza.
Affrettiamoci a conoscere il Signore,
la sua venuta è sicura come l’aurora.
Verrà a noi come la pioggia d’autunno,
come la pioggia di primavera che feconda la terra».
Che dovrò fare per te, Èfraim,
che dovrò fare per te, Giuda?
Il vostro amore è come una nube del mattino,
come la rugiada che all’alba svanisce.
Per questo li ho abbattuti per mezzo dei profeti,
li ho uccisi con le parole della mia bocca
e il mio giudizio sorge come la luce:
poiché voglio l’amore e non il sacrificio,
la conoscenza di Dio più degli olocàusti.
Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 50

Voglio l’amore e non il sacrificio.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.

Tu non gradisci il sacrificio;
se offro olocàusti, tu non li accetti.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi.

Nella tua bontà fa’ grazia a Sion,
ricostruisci le mura di Gerusalemme.
Allora gradirai i sacrifici legittimi,
l’olocàusto e l’intera oblazione.

Canto al Vangelo (Sal 94,8)
Gloria e lode a te, o Cristo!
Oggi non indurite il vostro cuore,
ma ascoltate la voce del Signore.
Gloria e lode a te, o Cristo!

Vangelo   Lc 18,9-14

Il pubblicano tornò a casa giustificato, a differenza del fariseo.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato». Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
La giustificazione e la salvezza non sono opera nostra ma dono della misericordia infinita di Dio. Invochiamo perciò il Signore perchè, nella nostra povertà, egli ci accolga e ci riconcili. Diciamo insieme:
Signore, pietà di noi peccatori.

Perché la Chiesa proclami continuamente la misericordia di Dio che la chiama a nuova conversione, purificandola e rinnovandola con il suo amore. Preghiamo:
Perchè nessun uomo pretenda di possedere tutta la verità, ma tutti la ricerchino e la servano con umiltà. Preghiamo:
Perchè chi pensa alla religione solo come ad un insieme di pratiche esteriori, possa comprendere che il vero culto a Dio è nel coinvolgimento del cuore. Preghiamo:
Perchè la coscienza dei cristiani si opponga ai peccati collettivi delle nazioni, come la corsa agli armamenti, lo sfruttamento dei poveri, la soppressione della vita, e aiuti l’uomo a ritrovare la via della riconciliazione. Preghiamo:
Perchè il sangue di Cristo versato per molti ci faccia vivere l’esperienza di essere amati dall’infinito amore del Padre. Preghiamo:
Per chi si è rivolto a noi chiedendoci perdono.
Per chi abbiamo considerato inferiore a noi.

O Signore, che pervadi il nostro cuore con la tua potenza quando la nostra conversione è profonda e sincera, accetta la preghiera che ti rivolgiamo: fa’ che il nostro cuore non aderisca mai a ciò che impedisce l’incontro vero con te. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
O Dio, che ci doni la grazia
di accostarci con animo purificato ai misteri pasquali,
fa’ che celebrando i giorni della loro istituzione
ti rendiamo l’omaggio di una lode a te gradita.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DI QUARESIMA III
I frutti della penitenza

È veramente cosa buona e giusta,
innalzare un inno a te, Padre onnipotente,
e cantare insieme la tua lode.
Tu vuoi che ti glorifichiamo
con le opere della penitenza quaresimale,
perché la vittoria sul nostro egoismo
ci renda disponibili alle necessità dei poveri,
a imitazione di Cristo tuo Figlio, nostro salvatore.
E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
ai Troni e alle Dominazioni
e alla moltitudine dei Cori celesti,
cantiamo con voce incessante
l’inno della tua gloria: Santo…

Antifona di comunione
Il pubblicano, stando a distanza,
si batteva il petto e diceva:
“O Dio, abbi pietà di me peccatore”. (Lc 18,13)

Preghiera dopo la comunione
Signore, il pane del cielo
che ci doni con tanta larghezza,
susciti in noi sincera devozione
e coerenza di vita.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120317.shtml

Movimento Apostolico – rito romano     (Omelia del 17-03-2012)

Non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo

L’umile, il povero, sono “categorie protette, amate” dal Signore. Così il Libro del Siracide:“Non corromperlo con doni, perché non li accetterà, e non confidare in un sacrificio ingiusto, perché il Signore è giudice e per lui non c’è preferenza di persone. Non è parziale a danno del povero e ascolta la preghiera dell’oppresso. Non trascura la supplica dell’orfano, né la vedova, quando si sfoga nel lamento. Le lacrime della vedova non scendono forse sulle sue guance e il suo grido non si alza contro chi gliele fa versare? Chi la soccorre è accolto con benevolenza, la sua preghiera arriva fino alle nubi. La preghiera del povero attraversa le nubi né si quieta finché non sia arrivata; non desiste finché l’Altissimo non sia intervenuto e abbia reso soddisfazione ai giusti e ristabilito l’equità. Il Signore certo non tarderà né si mostrerà paziente verso di loro, finché non abbia spezzato le reni agli spietati e si sia vendicato delle nazioni, finché non abbia estirpato la moltitudine dei violenti e frantumato lo scettro degli ingiusti, finché non abbia reso a ciascuno secondo il suo modo di agire e giudicato le opere degli uomini secondo le loro intenzioni, finché non abbia fatto giustizia al suo popolo e lo abbia allietato con la sua misericordia. Splendida è la misericordia nel momento della tribolazione, come le nubi apportatrici di pioggia nel tempo della siccità “(Sir 35,14-26). Anche la Vergine Maria, nel suo Magnificat, proclama la stessa verità, mettendo in contrasto superbia e umiltà, ricchezza e povertà: “Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote” (Lc 1,51-53). Veramente l’umile penetra il cuore di Dio, nel quale vi è ogni ricchezza di misericordia, pietà, compassione, ogni abbondanza di carità.
Per i superbi non c’è posto nel cuore di Dio, perché nei loro cuori non c’è spazio né per il Creatore e né per la creatura. Il superbo si compiace di se stesso. È ricco di se stesso. Gli altri gli danno fastidio. Neanche possono stare alla loro presenza. Per questo li disprezzano, li umiliano, li distruggono nella loro miseria spirituale e materiale. Ignorano che il Signore tratta loro come essi trattano i loro fratelli. Poiché essi non hanno pietà dei miseri e de poveri, Dio mai potrà avere pietà di loro. La misericordia genera misericordia. La superbia, superbia. L’ipocrisia, ipocrisia. La perversione, perversione. Loro hanno ciò che producono. Si sono isolati nel loro castello di male, vivranno di solitudine eterna nel fuoco dell’inferno, senza alcun conforto.
Disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».
È triste la preghiera del fariseo. È una lode del suo niente. La sua santità consiste in poche misere cose: nel pagare la decima e nel digiunare due volte alla settimana. Tutto qui. Nient’altro. Lui poi non è ingiusto, non è adultero, non è ladro, secondo però la sua misura di ingiustizia, adulterio, furto, non secondo la divina verità e il puro comandamento del Signore. Questo suo niente spirituale ingigantito dalla sua superbia lo usa come metro per giudicare gli altri, condannarli, dichiararli indegni di presentarsi alla presenza del suo Dio. Il Dio del fariseo è in tutto superbo, arrogante, presuntuoso come lui. Non deve tollerare la presenza di un povero peccatore nel so tempio. Quanto differente è invece il Dio di Gesù Cristo. È il Dio che perdona, accoglie, fa festa quando il peccatore si converte e torna nella sua casa. È questo Dio che noi amiamo.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci amare il Dio di Gesù.

Eremo San Biagio     (Omelia del 17-03-2012)

Commento su Luca 18,10.11.13

Due uomini salirono al tempio a pregare?

Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: «O Dio, ti ringrazio perché non sono come tutti gli altri»?Il pubblicano? si batteva il petto dicendo: «O Dio, abbi pietà di me peccatore».
Lc 18,10.11.13

Come vivere questa Parola?

“L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore” (1Sam 16,7). È ciò che vuole dirci la parabola di oggi.

Il fariseo nella sua preghiera sembra non abbia bisogno di salvezza. È a posto con sé e con gli altri. In fondo fa un monologo con se stesso, con Dio non scambia neppure una parola.

In fondo al tempio, la preghiera del pubblicano, cioè di un peccatore. Si batte il petto chiedendo sinceramente perdono. Egli parla con Dio.

Il fariseo è l’uomo dell’autosufficienza, che cerca incenso più che benedizioni. Il pubblicano è l’uomo umile e perciò autentico: sa di aver bisogno di misericordia perché peccatore e fragile. La sua preghiera, quella che più commuove il Padre, è oggi chiamata Preghiera del cuore. Un vero regalo di Gesù insieme al Padre nostro!

Oggi, nella mia pausa contemplativa, chiederò al Signore il dono di una preghiera umile e sincera: Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore.

Le parole di una santa confondatrice 

È vero che noi siamo capaci a nulla, ma con l’umiltà e la preghiera terremo il Signore vicino a noi e quando il Signore è con noi tutto va bene.
Madre Mazzarello

17/03/2012   SANTO DEL GIORNO   San Patrizio

17/03/2012  Patrizio dIrlanda  Da schiavo a patrono

ravasi 15 marzo
La casa d’Israele 
di Gianfranco Ravasi
Marzo 2012
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Martedì 13 Marzo 2012
III SETTIMANA DI QUARESIMA – MARTEDÌ
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La Liturgia di oggi

Sabato della III settimana di Quaresima
(Viola)
I Lettura Os 6,1-6
Voglio l’amore e non il sacrificio.
Salmo (Sal 50)
Voglio l’amore e non il sacrificio.
Vangelo Lc 18,9-14
Il pubblicano tornò a casa giustificato, a differenza del fariseo.

17 marzo 2012
Il Santo del giorno

San Patrizio Vescovo
i santi di oggi …

I Santi di oggi

San Patrizio Vescovo – Memoria Facoltativa
Santa Gertrude di Nivelles
San Giovanni Sarkander Martire
San Gabriele Lalemant Gesuita, martire in Canada
Santi Martiri di Alessandria d’Egitto
Sant’ Agricola di Chalon sur SaoneVescovo
San Paolo di CiproMonaco e martire
gli altri santi …

 

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