III DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B) 11 Marzo 2012

Dom 11 Mar 2012 III DOM. DI QUARESIMA – B
Domínica tértia in Quadragésima

MissF.O.  MissF.E.  Letture Lodi  Media  Vespri  Compieta

Lun 12 Mar 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi  Media  Vespri  Compieta

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Viola

Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/BQ030.mp3

Una visita sul sito del Tempio nella Gerusalemme attuale dà un’idea della sacralità del luogo agli occhi del popolo ebreo. Ciò doveva essere ancora più sensibile quando il tempio era ancora intatto e vi si recavano, per le grandi feste, gli Ebrei della Palestina e del mondo intero.
L’uso delle offerte al tempio dava la garanzia che la gente acquistasse solo quanto era permesso dalla legge. L’incidente riferito nel Vangelo di oggi dà l’impressione che all’interno del tempio stesso si potevano acquistare le offerte e anche altre cose.
Come il salmista, Cristo è divorato dallo “zelo per la casa di Dio” (Sal 068,10). Quando gli Ebrei chiedono a Gesù in nome di quale autorità abbia agito, egli fa allusione alla risurrezione. All’epoca ciò dovette sembrare quasi blasfemo. Si trova in seguito questo commento: “Molti credettero nel suo nome. Gesù però non si confidava con loro, perché conosceva tutti”. Noi dobbiamo sempre provare il bisogno di fare penitenza, di conoscerci come Dio ci conosce.
Il messaggio che la Chiesa ha predicato fin dall’inizio è quello di Gesù Cristo crocifisso e risorto. Tutte le funzioni della Quaresima tendono alla celebrazione del mistero pasquale. Che visione straordinaria dell’umanità vi si trova! Dio ha mandato suo Figlio perché il mondo fosse riconciliato con lui, per farci rinascere ad una nuova vita in lui. Eppure, a volte, noi accogliamo tutto ciò con eccessiva disinvoltura. Proprio come per i mercati del tempio, a volte la religione ha per noi un valore che ha poco a vedere con la gloria di Dio o la santità alla quale siamo chiamati.

Antifona d’ingresso
I miei occhi sono sempre rivolti al Signore,
perché libera dal laccio i miei piedi.
Volgiti a me e abbi misericordia, Signore,
perché sono povero e solo. (Sal 25,15-16)

Colletta
Dio misericordioso, fonte di ogni bene,
tu ci hai proposto a rimedio del peccato
il digiuno, la preghiera e le opere di carità fraterna;
guarda a noi che riconosciamo la nostra miseria
e, poiché ci opprime il peso delle nostre colpe,
ci sollevi la tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura  Es 20,1-17

La legge fu data per mezzo di Mosè.

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, Dio pronunciò tutte queste parole: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile:
Non avrai altri dèi di fronte a me.
Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo, né di quanto è quaggiù sulla terra, né di quanto è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano.
Ricòrdati del giorno del sabato per santificarlo. Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro, né tu né tuo figlio né tua figlia, né il tuo schiavo né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il settimo giorno. Perciò il Signore ha benedetto il giorno del sabato e lo ha consacrato.
Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà.
Non ucciderai.
Non commetterai adulterio.
Non ruberai.
Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
Non desidererai la casa del tuo prossimo. Non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo né la sua schiava, né il suo bue né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo». Parola di Dio.

Forma breve (20, 1-3.7-8.12-17):

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, Dio pronunciò tutte queste parole: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile: Non avrai altri dèi di fronte a me.
Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano.
Ricòrdati del giorno del sabato per santificarlo.
Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà.
Non ucciderai.
Non commetterai adulterio.
Non ruberai.
Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
Non desidererai la casa del tuo prossimo. Non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo né la sua schiava, né il suo bue né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo». Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 18

Signore, tu hai parole di vita eterna.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.

Più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante.

Seconda lettura  1Cor 1,22-25

Annunciamo Cristo crocifisso, scandalo per gli uomini, ma, per coloro che sono chiamati, sapienza di Dio.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio.
Infatti ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 3,16)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito;
chiunque crede in lui ha la vita eterna.
Lode e onore a te, Signore Gesù!

Vangelo   Gv 2,13-25

Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere

Dal Vangelo secondo Giovanni

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo. Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Invochiamo con fiducia Dio, fonte di misericordia, perché purifichi i nostri cuori e li faccia diventare tempio vivo del suo Spirito.
Preghiamo insieme dicendo: Ascolta, Signore, la nostra preghiera.

1. Per tutta la Chiesa: il dono dello Spirito sia sorgente per un rinnovato impegno di conversione, che la spinga ad essere riconosciuta da ogni uomo come il vero luogo di incontro con l’umanità del Cristo, preghiamo.
2. Per i ministri ordinati: nel loro servizio sappiano valorizzare i diversi carismi che lo Spirito suscita per sostenere la vitalità e la missione della Chiesa, preghiamo.
3. Per tutti i catecumeni che si preparano a ricevere il dono del Battesimo: nell’incontro con Cristo sappiano riconoscere la sorgente del vero senso della vita, preghiamo.
4. Per tutti gli uomini che sono alla ricerca del Dio vivo e vero: lo Spirito Santo doni loro la gioia di incontrare cristiani che possano essere segno e testimonianza vera del tuo amore, preghiamo.
5. Per tutti gli artisti che hanno il compito di costruire o restaurare le chiese: siano strumento che comunica l’autentica bellezza di Dio agli uomini del nostro tempo, preghiamo.

Ascolta, o Padre, le nostre preghiere. Lo Spirito, che abita nel nostro cuore, le ha suscitate e portate alla nostra bocca: accoglile nella tua bontà e adempile secondo la tua volontà. Per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
Per questo sacrificio di riconciliazione
perdona, o Padre, i nostri debiti
e donaci la forza di perdonare ai nostri fratelli.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DI QUARESIMA III
I frutti della penitenza

È veramente cosa buona e giusta,
innalzare un inno a te, Padre onnipotente,
e cantare insieme la tua lode.
Tu vuoi che ti glorifichiamo
con le opere della penitenza quaresimale,
perché la vittoria sul nostro egoismo
ci renda disponibili alle necessità dei poveri,
a imitazione di Cristo tuo Figlio, nostro salvatore.
E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
ai Troni e alle Dominazioni
e alla moltitudine dei Cori celesti,
cantiamo con voce incessante
l’inno della tua gloria: Santo…

Antifona di comunione
Il passero trova la casa,
la rondine il nido dove porre i suoi piccoli
presso i tuoi altari, Signore degli eserciti,
mio re e mio Dio.
Beato chi abita la tua casa:
sempre canta le tue lodi. (Sal 84,4-5)

Preghiera dopo la comunione

O Dio, che ci nutri in questa vita
con il pane del cielo, pegno della tua gloria,
fa’ che manifestiamo nelle nostre opere
la realtà presente nel sacramento che celebriamo.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120311.shtml

 mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 11-03-2012

La frusta di Gesù

Il modo con cui Gesù si presenta o, se vogliamo, presenta la sua missione, è perentorio e non ammette tentennamenti.
Da sempre il popolo ebreo attendeva ‘la notizia delle notizie’, ossia che il Messia fosse tra di loro e quindi Dio attuasse tutte le promesse fatte.
‘Il tempo è compiuto’ annunciava Gesù, alle genti di Galilea che Lo seguivano, Lo ascoltavano, ma non riuscivano a capire il senso profondo del Suo essere il Messia. “Il regno di Dio è vicino. Convertitevi e credete al Vangelo”.
Certamente voleva dire: “E’ finito il tempo di stare a discutere o a sperare: il tempo delle incertezze, del sentirsi avvolti da una pericolosa nebbia, il tempo di dubitare sull’agire di Dio, sul Suo Amore per noi. Oggi è il tempo della fiducia, della decisione, della scelta”.
La buona novella che Dio costruisce giorno per giorno, uomo per uomo; il Suo progetto per noi è qui, in mezzo a noi, è Gesù stesso che parla ed opera.
Lui è la Buona Novella che il mondo attendeva, l’unica, quella che il mondo mai ha avuto.
Gesù è la concreta prova che l’amore di Dio non è certamente una parola, come tra noi poveri uomini, priva di senso, o, quando va bene, con tante promesse o sogni tutti da verificare.
GESU’ è la PAROLA di DIO, il Suo VANGELO.
Scrive oggi S. Paolo ai Corinzi: “Fratelli mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo dei Giudei, stoltezza per i pagani, ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che greci, noi predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio. Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini e ciò che è debolezza d Dio, è più forte degli uomini” (Cor.1, 22-25)
Deve aver fatto una certa impressione a quanti Lo udivano parlare in questo modo con autorevolezza e senza esitazione.
Non era facile, come non lo è oggi, entrare nella bellezza divina della Parola di Gesù. Difficilmente le permettiamo di scuoterci e, a volte, la sentiamo, ma non la ascoltiamo davvero neppure quando viene proclamata la domenica. Eppure ogni Parola contiene la sapienza di Dio, che nulla ha a che fare con il vuoto che tante volte è nelle nostre parole.
Gesù è venuto tra di noi e anche la Sua presenza oggi, non è un fatto insignificante, che ci può lasciare indifferenti. Lo può essere solo per chi nulla o poco sa della bellezza e verità della Sua parola, per chi non ha ancora fatto esperienza della Sua Presenza viva e reale nella propria vita. Penso invece a tanti fratelli nella fede, non solo monaci o religiosi o sacerdoti, ma laici cristiani. uomini e donne, giovani e anziani, che si lasciano affascinare ed educare dalla Sua Parola.
Senza la luce che mi viene dalla Parola di Dio, – mi diceva un signore un giorno – io vivrei una vita da sbandato con tutte e inevitabili conseguenze amare’.
E sono tanti coloro che percorrono le vie della vita in modo confuso, disorientato, senza sapere alla fine di una giornata la ragione del tempo che è trascorso, senza lasciare traccia che meriti di essere conservata, come il prezioso bagaglio delle parole che hanno senso o della testimonianza che lascia una traccia da seguire sempre.
Carissimi, penso davvero che a volte ci perdiamo in troppe parole, che sono solo chiacchiere.
Non bastassero le nostre, ci pensano i mezzi di comunicazione a riempire ogni briciola di tempo, lasciandoci alla fine con l’amarezza nel cuore. Davvero abbiamo sete di parole buone e di comunicarle, come ci invita S. Paolo oggi nella lettera ai Corinzi.
Quanti di noi a volte sognano un poco di silenzio, tanto è lo stordimento che ci circonda, spesso sopraffatti da avvenimenti che altro non fanno che aumentare le nostre angosce.
Abbiamo bisogno di sperimentare quel silenzio che dà modo, per chi ha ancora voglia di Cielo, di sentire la compagnia di Dio, che usa di tutto per donarci verità e serenità.
Potrebbe veramente, questo tempo di Quaresima, invitare tutti a cercare spazi di silenzio, riempiti dalla Parola di Dio, che infonde nella mente e nel cuore pensieri di verità e sentimenti di bellezza e bontà.
Il Vangelo di oggi, ci mostra Gesù indignato nel vedere come la casa di Dio, il tempio, anziché essere un luogo di preghiera, di ascolto del Padre, fosse diventata, per i mercati che vi si svolgevano, ‘piazza di interessi materialì .
Un vero schiaffo ai luoghi di Dio che chiedono rispetto e gioia, sapendo che lì ci attende il Padre per farci sentire la Sua voce e riempirci di speranza.
C’erano una volta chiese aperte tutto il giorno, per dare modo a quanti, passando vicino, volessero trovare tempo e modo di stare con Dio. E non è forse il dono più bello? Non è forse un meraviglioso dono trascorrere anche solo un po’ di tempo in una chiesa per contemplare o dialogare con Dio?
Se ci riflettiamo bene, non è forse questo un dono stupendo che Dio ha fatto a noi, creando le chiese, i luoghi dell’incontro con Lui?
Chi ha conservato la gioia del silenzio e comprende il grande dono di stare con Dio, anche in silenzio, sa che nulla, ma proprio nulla, ha paragone. Per questo fa tanta tristezza, oggi, scoprire che le chiese, per paura di ladri o altro, sono chiuse per la gran parte della giornata.
Ricordo un dialogo, a cui ho assistito, tra due persone, che discutevano animatamente proprio riguardo alla visita al SS. mo Sacramento: una era quasi scandalizzata nel sapere che l’altra trovava serenità nello stare per un certo tempo ogni giorno a tu per tu con Dio.
Come invece non provare grande stupore di fronte a questo grande dono fatto a noi uomini: la disponibilità di Dio di stare in mezzo a noi, a portata di mano, attendendoci con la gioia del Padre che ama stare in compagnia del figlio. Sa che il figlio, noi, ha tanto bisogno di Lui, anche e soprattutto quando non ne è consapevole.
E Lui ha tanto desiderio di farsi vicino, portare quella serenità che è la sola aria, che fa respirare la nostra anima.
Dovrebbe essere sentita, da noi cristiani, come una necessità, quella di avere una chiesa dove sappiamo che Gesù nel tabernacolo ci attende, ci è vicino e ama essere visitato.
Da qui l’origine delle chiese nel mondo.
Ed è sotto gli occhi di tutti come i nostri fratelli nella fede hanno costruito chiese che sono vere opere d’arte per la loro bellezza. A Dio era doveroso costruire una dimora dove stare con noi.
Ma non sempre viene capito questo grandioso dono di Dio ‘a portata di mano’: la Chiesa come luogo, meravigliosa casa del Padre che ci attende.
Troppe chiese rimangono chiuse di giorno e sono aperte solo per le cerimonie.
Purtroppo qualche volta manca anche il senso della solennità, sacralità, frutti della fede, e, in alcuni casi, diventano davvero un mercato, come durante i matrimoni o altro.
Per questo Gesù oggi si indigna vedendo il tempio di Gerusalemme usato per altro.
“In quel tempo – racconta l’apostolo Giovanni – si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori dal tempio con le pecore e i buoi, gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: ‘Portate via queste cose, e non fate della casa del Padre mio, un luogo di mercato’.
I discepoli si ricordarono che sta scritto: “Lo zelo per la tua casa mi divora”. ( Gv. 2,13-25) Onoriamo le nostre chiese e siano davvero la casa meravigliosa per incontrare, con i fratelli, Dio. Sono questi sentimenti che dovrebbero accompagnarci frequentando le Chiese.
C’era un tempo, e ancora oggi, in cui i nostri fratelli costruivano le Chiesa facendone dei capolavori, che sono un vero gioiello di arte e cultura.
Ma non scordiamoci mai che la bellezza è nell’essere luoghi in cui possiamo incontrare il nostro Dio, realmente Presente nell’Eucarestia.
Solo con il desiderio di tale incontro noi davvero onoriamo le nostre chiese.
Infine non dimentichiamo anche come il Concilio ha definito la famiglia: ‘chiesa domestica’.
E, per grazia di Dio, vi sono ancora oggi tante famiglie che danno davvero l’impressione di essere un angolo di chiesa, per la fede che vi regna.
Visitando una casa di persone semplici, ho trovato una scritta sulla porta, che mi ha stupito: ‘Benvenuti in questa casa! Vi sentirete come in una Chiesa perché qui, con noi, vive Dio’.
Era una casa sobria in tutto, ma vi erano tutti gli ingredienti per essere Regno di Dio.
“Vede, Padre – mi disse il capo famiglia – ci fu un tempo in cui anche noi credevamo alla casa del mondo: vivevamo solo con il desiderio di diventare ricchi. E vi eravamo riusciti in qualche modo. Cercavamo di stare bene .. finché non ci raggiunse la Grazia. Ci convertimmo e ora viviamo come gente che si prepara per essere degni di fare parte della Sua Casa. Ci raggiunse la Parola di Dio e ci siamo convertiti .. La grande fatica è stata quella di voltare le spalle alla mentalità del mondo che impedisce di desiderare la bellezza della Casa del Padre. Ora abbiamo la voglia di dare la nostra mano a qualcuno che desidera di amare ed essere amato, e insieme sulle ali della speranza indirizzare i passi verso il cielo”.
Per fortuna sono tanti, ancora oggi, i cristiani che conservano gelosamente la loro casa come fosse una chiesa in cui regna Dio.
Non resta che anche noi riportare nelle nostre famiglie il dono di essere ‘Chiesa domestica’. Sarebbe davvero il miracolo pasquale.

mons. Roberto Brunelli     (Omelia del 11-03-2012)

La differenza tra il fatto e l’intenzione

Il vangelo di oggi (Giovanni 2,13-25) presenta un insolito Gesù “arrabbiato” che scaccia i mercanti dal tempio, perenne monito anche ai suoi seguaci a non mescolare sacro e profano, a servire Dio e non servirsene. Ma forse di maggiore impatto è la prima lettura (Esodo 20,1-17), col brano dei dieci comandamenti; li si conosce sin dal catechismo, ma contratti nella formula facile da memorizzare: oggi li si ascolta nella loro formulazione integrale. Ad esempio, quello conosciuto come “Ricordati di santificare le feste”, per intero suona così: “Ricordati del giorno di sabato per santificarlo. Sei giorni lavorerai, ma il settimo è il sabato in onore del Signore tuo Dio: non farai alcun lavoro, né tu né tuo figlio né tua figlia, né il tuo schiavo né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il settimo giorno. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha consacrato”.
Ci sono scritti di cui il tempo non intacca la validità. I comandamenti, formulati per un piccolo popolo attendato nel deserto oltre 3200 anni fa, sono tuttora basilari per ogni civiltà e guida per la vita di innumerevoli uomini. Non se ne contano i commenti e le interpretazioni; tra tutte, nel breve spazio di questa rubrica può risultare utile richiamarli, ripartiti in tre gruppi.
Cominciano, non a caso, con la relazione tra l’uomo e Dio. Primo: Dio è l’unico, e non ammette gli se ne oppongano altri (neppure quelle divinità di fatto che guidano la vita di molti, quali il danaro o il potere). Secondo: non si deve pronunciare invano il suo nome (soprattutto con intento offensivo, come la bestemmia). Terzo: lo si deve onorare, in particolare santificando la festa (il sabato per gli ebrei, la domenica per i cristiani: astenendosi dal lavoro e partecipando alla Messa).
Il gruppo successivo riguarda il rispetto che ogni uomo deve ai suoi simili: onora il padre e la madre, non uccidere (è detto in assoluto: quindi no alla guerra, alla pena di morte, all’aborto, all’eutanasia e ad altri pretesti per togliere la vita a qualcuno), non commettere adulterio, non rubare (né ai singoli, né alla collettività evadendo le tasse), non mentire a danno del prossimo. Per capire la validità di questi precetti, basta pensare a quale meraviglia diventerebbe il mondo se da domattina tutti li osservassero tutti.
Infine, il gruppo dei due ultimi comandamenti, di sorprendente acume psicologico: non desiderare, né la donna né i beni altrui. Già 3200 anni fa si era capito che il male ha radice nel desiderio di far proprio quello che proprio non è. Le leggi umane condannano i comportamenti illeciti; non possono fare altro; Dio invece vede l’intenzione, e comanda di correggere anche questa. Ai suoi occhi l’intenzione, il desiderio coltivato di comportamenti sbagliati, conta quanto il tradurli in atto, anche se la traduzione non dovesse avvenire.
E’ chiaro anche dal vangelo (Matteo 5,17-28). Come afferma lui stesso, Gesù non ha abolito i comandamenti ma è venuto a dare loro pieno compimento, cioè a manifestarne il significato autentico: per così dire, l’anima segreta. Ad esempio: “Avete inteso che fu detto agli antichi: ?Non uccidere’; ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto a giudizio. Avete inteso che fu detto: ?Non commettere adulterio’; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore”.
Vale per l’adulterio, come per ogni altro umano atteggiamento. Il fatto e l’intenzione: gli uomini vedono, e se del caso sanzionano, il primo; Dio va oltre, alla radice, perché vuole l’uomo spiritualmente sano. E’ come per una pianta: se le radici non sono sane, circa i frutti c’è poco da sperare.

Totustuus     (Omelia del 15-03-2009)

SCHEMA RIASSUNTIVO
Tema: Zelo per la santità di Dio 

1. “Lo zelo per la tua casa mi divora”.
a) Cristo manifesta l’appassionato amore che ha per Dio suo Padre:
I) cerca Dio nel Tempio, luogo della sua speciale presenza;
II) si adira di fronte alla profanazione del Tempio, dedicato alla preghiera.
b) lo zelo di Cristo è giusto, in quanto:
I) manifesta l’amore di Cristo per il Padre;
II) realizza la volontà di Dio attraverso l’applicazione dei comandamenti

2. Agli uomini sembra una “pazzia” servire Dio.
a) Cercare le cose di Dio in questa vita fa apparire gli uomini dei pazzi di fronte al mondo: la bontà, il perdono, la carità cristiana, ecc. Tutto ciò manifesta un grado superiore di rapporto con gli altri. Un rapporto basato sull’amore e il disinteresse, non sul proprio interesse personale.
b) Cristo ci mostra che dobbiamo anteporre alla nostra comodità e benessere gli interessi spirituali: andare a messa, testimoniare la nostra fede di fronte agli amici, parlare di Dio nell’ambiente di lavoro, ecc.

LA BIBBIA
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito: chi crede in lui ha la vita eterna» (Gv 3,16).
«La legge del Signore è perfetta. Gli ordini del Signore sono giusti, fanno gioire il cuore; i comandi del Signore sono limpidi, danno luce agli occhi» (Sal 18).

LA CATECHESI E IL MAGISTERO
«La prima e più alta forma di carità per i fratelli è l’anelito per la loro eterna salvezza. L’amore cristiano non conosce confini e si sottrae perfino ai limiti dello spazio e del tempo, permettendoci di amare quanti hanno già lasciato questa terra» (Giovanni Paolo II, Messaggio alle religiose Minime di Nostra Signora del Suffragio).

I PADRI
Chi sono, poi, quelli che nel tempio vendono i buoi? Cerchiamo di capire nella figura il mistero racchiuso in questo fatto. Chi sono quelli che vendono le pecore e le colombe? Sono coloro che nella Chiesa cercano i loro interessi e non quelli di Cristo» (Ph 2,21).

«Quelli che non vogliono essere redenti, considerano ogni cosa come roba d’acquisto: non vogliono essere acquistati, quel che vogliono è vendere. Eppure, niente di meglio, per loro, che essere redenti dal sangue di Cristo e giungere così alla pace di Cristo. Del resto, a che serve acquistare, in questo mondo, beni temporali e transitori, siano il denaro siano i piaceri del ventre e della gola siano gli onori della lode umana? Che altro sono, tutte queste cose, se non fumo e vento? E passano tutte, corrono via. Guai a chi si sarà attaccato alle cose che passano, perché insieme passerà anche lui. Non sono, tutte queste cose, un fiume precipite che corre al mare? Guai a chi vi cade dentro, perché sarà trascinato nel mare. Insomma, dobbiamo trattenere i nostri affetti da simili concupiscenze» (Sant’Agostino, Comment. in Ioan., 10).

PENSIERI E FRASI
Il desiderio di essere molto amato procede dal grande amore… Per questo quando a noi non interessa molto una persona, non cerchiamo molto il suo amore, benché si tratti di un personaggio insigne e stimato: invece, se amiamo con sincerità qualcuno, benché sia umile e modesto, ci importa molto che ci ami (San Giovanni Crisostomo, in Rom 10,5). 

Il nostro Dio buono desidera ardentemente darci il grande tesoro del suo amore; ma vuole che glielo chiediamo con insistenza e che operiamo in tal maniera che tutti i nostri atti siano una continua supplica per chiedergli quell’amore (Teresa Margherita di Redi).

ANEDDOTI
Santa Teresina di Lisieux racconta nel suo libro che una volta vide sul giornale l’annuncio di un condannato che stava per morire sulla ghigliottina e non voleva convertirsi né confessarsi. Allora, lei si sacrificò e pregò per quell’anima e Dio l’ascoltò. Ma lei chiese un segno o una prova che realmente fosse stata ascoltata e che il criminale si fosse convertito. Il giorno dopo lesse sul giornale che il condannato, prima di morire, e dopo avere respinto più volte i conforti del sacerdote, si inginocchiò e baciò la croce del rosario del sacerdote. Con questo segno, la santa di Lisieux comprese che aveva ricevuto la grazia richiesta.

Le Ragioni della Speranza  ogni sabato ore 17:30  su Rai 1

A Sua immagine – Le Ragioni della Speranza

Padre Ermes Ronchi commenta il Vangelo della domenica con l’obiettivo di portare la Parola a tutti i credenti e non credenti, con un’apertura del Vangelo all’attualità del mondo.

La regia è di Barbara Borgiotti.

11/03/2012  SANTO DEL GIORNO San Sofronio

ravasi 8 marzo
Il paralitico, il perdono, gli uomini
di Gianfranco Ravasi
Ogni domenica alle 8.50 su Canale 5
Il programma di cultura e attualità religiosa è curato e condotto dall’insigne biblista il cardinale Gianfranco Ravasi e dalla giornalista Maria Cecilia Sangiorgi. Con “Le Frontiere dello Spirito”, per la prima volta una televisione ha affrontato la lettura integrale dei testi sacri. Ogni domenica, infatti, monsignor Gianfranco Ravasi, dalla Chiesa di Santa Croce in Gerusalemme, accanto a San Giovanni in Laterano a Roma, approfondisce due scritture sacre: la prima è un testo sacro letto da due giovani attori del Piccolo Teatro di Milano, la seconda una poesia di padre Turoldo letta dall’attrice Pia Lanciotti. Nel corso degli anni, la lettura è stata affidata anche ad attori prestigiosi come Giorgio Albertazzi, Mariangela Melato, Ottavia Piccolo, Pamela Villoresi, Chiara Muti, Gerard Depardieu e molti altri. Questo approfondimento verrà inoltre pubblicato sul settimanale Famiglia Cristiana.
Nella seconda parte del programma, curata dalla giornalista Maria Cecilia Sangiorgi, vengono affrontati, invece, argomenti di stretta attualità attraverso reportage, testimonianze e storie di vita. Un vero e proprio itinerario di scoperta e di conoscenza della dimensione religiosa ed ecclesiale nelle sue varie espressioni – istituzionali, comunitarie, personali – sempre improntato al dialogo con le altre religioni, alla cultura moderna e con uno sforzo costante da parte dei curatori della trasmissione: quello di calare la parola del Signore nella quotidianità.
Il produttore esecutivo della trasmissione è Tiziana Colombo e la regia è affidata a Vittorio Riva.
Puntata dell’11 marzo 11/03/2012
Marzo 2012
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Domenica 11 Marzo 2012
TERZA DOMENICA DI QUARESIMA
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La Liturgia di oggi

III DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)
(Viola)
I Lettura Es 20,1-17
La legge fu data per mezzo di Mosè.
Salmo (Sal 18)
Signore, tu hai parole di vita eterna.
II Lettura 1Cor 1,22-25
Annunciamo Cristo crocifisso, scandalo per gli uomini, ma, per coloro che sono chiamati, sapienza di Dio.
Vangelo Gv 2,13-25
Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere

11 marzo 2012
Il Santo del giorno

Sant’ Eulogio di Cordoba Sacerdote e martire
i santi di oggi …

I Santi di oggi

Sant’ Eulogio di Cordoba Sacerdote e martire
San Costantino Re e martire
Santa Rosina di Wenglingen Vergine, martire
San Firmino di Amiens Abate
San Sofronio di Gerusalemme Patriarca
Sant’ Eutimio di SardiVescovo e martire
San Pionio (o Pione) di Smirne Martire
gli altri santi …

 

Le Notizie
Agenzia Sir
Osservatore Romano
Avvenire
Misna
Fides
Zenit

Anna Posta

Published in: on marzo 11, 2012 at 4:54 pm  Lascia un commento  
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