Martedì della II settimana di Quaresima 6 Marzo 2012

Mar 06 Mar 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi
Media  Vespri  Compieta

http://www.maranatha.it/PDAliturgy/12qu02/00-ENTRA.htm

Mar  06  Feria quaresimale 


Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/EQ022.mp3

http://www.maranatha.it/calendar/cal12Bpage.htm

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Viola

Sin dall’inizio della Quaresima Gesù ci incita a fare l’elemosina, a pregare e a digiunare non “per essere ammirati dagli uomini”, ma solamente per il Padre. Il nostro io cerca sempre di essere approvato, ama tutto ciò che lo mette in mostra, si compiace delle lusinghe. Non abbiamo paura di chiedere la morte di questo io, perché il nostro cuore possa finalmente risuscitare con Gesù. Guardiamo Maria, umile “serva del Signore”, nella quale si è incarnata, in tutta la sua logica d’amore, questa regola misteriosa: “Chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato”. Maria era immacolata, eppure Dio poteva immediatamente “vedere la sua umiltà”. Noi, che siamo peccatori, abbiamo bisogno di essere “abbassati”, e per questo l’umiliazione è un’ottima scuola. Chiediamo allo Spirito Santo di farci amare le umiliazioni. Smettiamo di affligerci per i nostri difetti, se essi possono contribuire ad umiliarci; rimpiangiamo solamente il peccato che è in noi. Si ama così poco l’essere umiliati! È una delle pratiche più difficili! Non scegliamo le umiliazioni, non cerchiamole, ma chiediamo a Dio di darci quelle di cui abbiamo bisogno, e sforziamoci di vivere nella gioia! 

L’umiliazione è una grazia, essa ci “abbassa”, ma, se noi l’accettiamo, essa ci immerge nella misericordia del cuore di Gesù, che ci “innalza” con lui sino al Padre.

Le tentazioni. Il possedere

Antifona d’ingresso
Illumina i miei occhi, Signore,
perché non mi addormenti nella morte;
perché il mio nemico non dica:
“Ho prevalso su di lui”. (Sal 13,4-5)

Colletta
Custodisci, o Padre, la tua Chiesa
con la tua continua benevolenza,
e poiché, a causa della debolezza umana,
non può sostenersi senza di te,
il tuo aiuto la liberi sempre da ogni pericolo
e la guidi alla salvezza eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura   Is 1,10.16-20

Imparate a fare il bene, cercate la giustizia.

Dal libro del profeta Isaìa

Ascoltate la parola del Signore,
capi di Sòdoma;
prestate orecchio all’insegnamento del nostro Dio,
popolo di Gomorra!
«Lavatevi, purificatevi,
allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni.
Cessate di fare il male,
imparate a fare il bene,
cercate la giustizia,
soccorrete l’oppresso,
rendete giustizia all’orfano,
difendete la causa della vedova».
«Su, venite e discutiamo
– dice il Signore.
Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto,
diventeranno bianchi come neve.
Se fossero rossi come porpora,
diventeranno come lana.
Se sarete docili e ascolterete,
mangerete i frutti della terra.
Ma se vi ostinate e vi ribellate,
sarete divorati dalla spada,
perché la bocca del Signore ha parlato».
Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 49

A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.

Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
i tuoi olocàusti mi stanno sempre davanti.
Non prenderò vitelli dalla tua casa
né capri dai tuoi ovili.

Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle?

Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te!
Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa.
Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora;
a chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio.

Canto al Vangelo (Ez 18,31)
Lode e onore a te, Signore Gesù.
Liberatevi da tutte le iniquità commesse, dice il Signore,
e formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo.
Lode e onore a te, Signore Gesù.

Vangelo   Mt 23,1-12

Dicono e non fanno.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Dio, unico nostro Padre, da cui trae origine ogni paternità sulla terra, si china su di noi e accoglie la nostra preghiera. Diciamo insieme:
Donaci un cuore umile, Signore.

Perchè i ministri di Dio e della Chiesa preferiscano servire che essere serviti, dimostrando che vi è una sola autorità, quella del Padre celeste, e un solo insegnamento, quello del Figlio Gesù. Preghiamo:
Perchè coloro che hanno responsabilità nell’ambito culturale, politico, economico, sociale, adempiano la loro missione con umiltà e spirito di servizio. Preghiamo:
Perchè i paesi poveri possano ricorrere agli aiuti internazionali senza dover accettare egemonie e soprusi. Preghiamo:
Perchè i giovani considerino l’impegno politico come legittima vocazione dei laici cristiani. Preghiamo:
Perchè questa eucaristia, che ricorda l’ultima cena in cui Gesù lavò i piedi agli apostoli, liberi il nostro cuore da ogni chiusura e ci renda capaci di amare il prossimo. Preghiamo:
Per i genitori e gli insegnanti che esercitano la difficile arte dell’educazione.
Per gli animatori di associazioni, di gruppi e di attività parrocchiali.

O Dio, che abbassi i superbi e innalzi gli umili, fa’ che nella corrispondenza alla vocazione battesimale, non cerchiamo l’affermazione di noi stessi, ma ciò che è giusto davanti a te e giova al bene dei fratelli. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Il sacrificio che ti offriamo, Signore,
compia in noi la tua opera di santificazione,
ci guarisca dai nostri egoismi,
e ci renda partecipi dei beni eterni.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DI QUARESIMA II
La penitenza dello spirito

È veramente giusto renderti grazie,
è bello cantare la tua gloria,
Padre Santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Tu hai stabilito per i tuoi figli
un tempo di rinnovamento spirituale,
perché si convertano a te con tutto il cuore,
e liberi dai fermenti del peccato
vivano le vicende di questo mondo,
sempre orientati verso i beni eterni.
Per questo dono della tua benevolenza,
uniti agli angeli e ai santi,
con voce unanime
cantiamo l’inno della tua lode: Santo…

Antifona di comunione
Annunzierò tutte le tue meraviglie.
In te gioisco ed esulto, canto inni al tuo nome, o Altissimo. (Sal 9,2-3)

Oppure:
“Chi si innalza sarà abbassato
e chi si abbassa sarà innalzato”. (Mt 23,12)

Preghiera dopo la comunione

O Dio, nostro Padre, la partecipazione alla tua mensa
ci faccia progredire nell’impegno di vita cristiana,
e ci ottenga il continuo aiuto della tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore

https://vetrinadipreghiera.wordpress.com/wp-admin/post-new.php

Movimento Apostolico – rito romano     (Omelia del 06-03-2012)

Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo

San Giacomo, vero interprete, nello Spirito Santo, del pensiero di Cristo Gesù, insegna che chi vuole essere maestro per gli altri, deve esserlo dalla personale santità: “Fratelli miei, non siate in molti a fare da maestri, sapendo che riceveremo un giudizio più severo: tutti infatti pecchiamo in molte cose. Se uno non pecca nel parlare, costui è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il corpo. Se mettiamo il morso in bocca ai cavalli perché ci obbediscano, possiamo dirigere anche tutto il loro corpo. Ecco, anche le navi, benché siano così grandi e spinte da venti gagliardi, con un piccolissimo timone vengono guidate là dove vuole il pilota. Così anche la lingua: è un membro piccolo ma può vantarsi di grandi cose. Ecco: un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta! Anche la lingua è un fuoco, il mondo del male! La lingua è inserita nelle nostre membra, contagia tutto il corpo e incendia tutta la nostra vita, traendo la sua fiamma dalla Geènna. Infatti ogni sorta di bestie e di uccelli, di rettili e di esseri marini sono domati e sono stati domati dall’uomo, ma la lingua nessuno la può domare: è un male ribelle, è piena di veleno mortale. Con essa benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini fatti a somiglianza di Dio. Dalla stessa bocca escono benedizione e maledizione. Non dev’essere così, fratelli miei! La sorgente può forse far sgorgare dallo stesso getto acqua dolce e amara? Può forse, miei fratelli, un albero di fichi produrre olive o una vite produrre fichi? Così una sorgente salata non può produrre acqua dolce. Chi tra voi è saggio e intelligente? Con la buona condotta mostri che le sue opere sono ispirate a mitezza e sapienza. Ma se avete nel vostro cuore gelosia amara e spirito di contesa, non vantatevi e non dite menzogne contro la verità. Non è questa la sapienza che viene dall’alto: è terrestre, materiale, diabolica; perché dove c’è gelosia e spirito di contesa, c’è disordine e ogni sorta di cattive azioni. Invece la sapienza che viene dall’alto anzitutto è pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera. Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustizia” (Gc 3,1-18).
Se non parliamo dalla santità, siamo falsi maestri, perché siamo falsi testimoni di Cristo Gesù, che è il Santo di Dio. Alla falsità della testimonianza si aggiunge anche lo scandalo. Diciamo, ma non facciamo. Siamo di cattivo esempio e in più con il nostro comportamento giustifichiamo tutti i peccati e la stessa non fede di quanti ancora non sono approdati a Cristo Gesù e al suo Vangelo. Grande è la responsabilità del cristiano. La fede in Cristo passa per la sua santità, che è fedeltà alla sua Parola.
Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato.
Gesù non vuole che i suoi discepoli vivano alla maniera degli scribi e dei farisei del suo tempo. Vuole che essi partano dall’umiltà, che è amore che si spoglia di ogni ricerca di gloria terrena, rinunzia ad ogni egoismo, disposizione del cuore e della mente a farsi servi dei fratelli, con la parola e con l’esempio, perché la loro fede in Cristo Gesù cresca ogni giorno fino a raggiungere la perfezione. Il cristiano dovrà essere vero servo della fede di ogni altro uomo. Null’altro. Nulla di più. Servo della fede e solo di essa.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci veri servi dei fratelli.

Eremo San Biagio     (Omelia del 06-03-2012)

Commento su Isaia 1,18

Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana. Is 1,18


Come vivere questa Parola?

Non è facile perdonare, ma ancor più difficile è perdonarsi! Di fronte all’ammissione di un nostro sbaglio spesso recalcitriamo non perché temiamo la condanna degli altri, ma perché ci pesa scadere in qualche modo dinanzi a noi stessi. È, in ultima analisi, la sottile tentazione adamitica: essere infallibili, cioè essere Dio.

Talvolta, anche quell’insistere sul fatto che siamo peccatori, è una subdola e mascherata stizza di esserlo e quindi di aver bisogno del perdono.

La liturgia oggi, nel nostro cammino quaresimale, ci sollecita a guardarci dai lacci dell’amor proprio e a spalancare i polmoni dello spirito al soffio vivificante di un perdono capace di restituirci a noi stessi, rendendoci creature nuove.

Un cammino di umiltà che comporta il riconoscimento e l’accettazione della situazione creaturale, segnata dal limite e quindi peccabile, e del conseguente bisogno di essere perdonati dai fratelli e da Dio.

Un semplice moto del cuore che dal narcisistico ripiegamento su se stessi fa passare alla gioiosa ed esaltante scoperta che non c’è assolutamente nulla di irreparabile nella vita quando ci si lascia raggiungere dalla grazia.

Voglio trascorrere la pausa contemplativa di quest’oggi non a tormentarmi con il ricordo dei miei peccati ma a gioire del perdono che li ha già totalmente cancellati.

Donami, Signore, un cuore nuovo, capace di sostare dinanzi a te gioendo per quanto operi nella mia vita.

La voce dei Padri del deserto

Un soldato domandò un giorno a un anziano se Dio concede il perdono ai peccatori. E l’anziano rispose: “Ditemi, carissimo, se il vostro mantello è strappato, voi lo buttate via?” Il soldato replicò: “No, lo accomodo e continuo a usarlo”. L’anziano concluse: “Se voi vi prendete cura del vostro mantello, Dio non sarà misericordioso verso la propria immagine?” Dagli Apoftegmi

Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 06-03-2012)

Dicono e non fanno.
E’ bellissimo il vangelo di oggi, è un vangelo ricco di suggestioni profonde. Gesù parlava alla folla, e gli scribi e i farisei seguivano spesso con molta attenzione i suoi discorsi, perché si sentivano toccati e spesso duramente criticati, come in questa occasione. Diceva a proposito di questi maestri della folla: “Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno”. Gesù rimprovera ai farisei l’ostentazione di opere e meriti per farsi vedere, la ricerca di stima e di gloria, il voler essere considerati maestri di vita, “perché dicono e non fanno”. “Si sono assisi sulla cattedra di Mosè, ma non sono segno di una presenza di Dio. Mettevano in evidenza la loro persona, la loro autorità. “Voi, miei discepoli, non fatevi chiamare maestri; uno solo è il vostro maestro, e voi siete tutti fratelli”. E poteva ben dirlo, egli che era venuto per servire e non essere servito. In opposizione a tutta questa ricerca di consensi personali nel servizio dell’autorità, Gesù ripropone: c’è un solo Maestro che non vi inganna, c’è un solo Padre che vi ama davvero. Tutti siamo nel rischio di farci chiamare maestri, e di attirare indebitamente su di noi un’attenzione. Poco ci preoccupiamo di quello che siamo agli occhi di Dio. Spesso trascuriamo quello che Dio solo vede, la preghiera nascosta, le opere di carità “non sappia la tua sinistra ciò che fa la destra”. Mentre mettiamo maggior cura in ciò che, pur fatto per Dio potrebbe essere visto dagli altri in nostro prestigio, un’esigenza, un presunto diritto, specialmente quando ci si trova ad esercitare un’autorità. L’autorità è un riflesso di Dio e di Cristo, nient’altro. Con la proposta di questo testo evangelico costatiamo come la Chiesa esiga dai suoi figli in questa quaresima una conversione, che scavi in profondità. Essere attenti a non metterci tra gli altri e Dio, semmai servi, non maestri.

06/03/2012   SANTO DEL GIORNO   Santa Rosa da Viterbo

06/03/2012   Rosa da Viterbo   Il fuoco dell’innocenza

Marzo 2012
D L M M G V S
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
Martedì 6 Marzo 2012
II SETTIMANA DI QUARESIMA – MARTEDÌ   versione testuale
help

La Liturgia di oggi

Martedì della II settimana di Quaresima
(Viola)
I Lettura Is 1,10.16-20
Imparate a fare il bene, cercate la giustizia.
Salmo (Sal 49)
A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.
Vangelo Mt 23,1-12
Dicono e non fanno.

06 marzo 2012
Il Santo del giorno

Beata Rosa da Viterbo Vergine
i santi di oggi …

I Santi di oggi

Beata Rosa da Viterbo Vergine –Comune
Santa Coletta BoyletVergine
San Vittore e compagni Martiri di Nicomedia
San Marciano (Marziano) di Tortona Vescovo e martire
San Giuliano di Toledo Vescovo
San Quiriaco (Ciriaco) di TreviriSacerdote
Sant’ Evagrio di CostantinopoliVescovo
gli altri santi …
Le Notizie
Agenzia Sir
Osservatore Romano
Avvenire
Misna
Fides
Zenit

Anna Posta


The URI to TrackBack this entry is: https://vetrinadipreghiera.wordpress.com/2012/03/06/martedi-della-ii-settimana-di-quaresima-6-marzo-2012/trackback/

RSS feed for comments on this post.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: