Giovedì della I settimana di Quaresima 1 Marzo 2012

Gio   01  Feria quaresimale

Gio 01 Mar 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi
Media  Vespri  Compieta

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Viola

http://www.maranatha.it/PDAliturgy/12qu01/00-ENTRA.htm

       

MissaleF.E.

 

MERCOLEDÌ  DELLE  CENERI
IV sett. Salterio 

Feria quarta Cinerum
 
 Tempo di Quaresima
Tempus Quadragésimae
Cattedra di San Pietro

Gio  23 Giovedì dopo le Ceneri

 

Ven 24 Venerdì dopo le Ceneri

 Sab  25 Sabato dopo le Ceneri

 

DOM
26 Feb
 I DOM.  DI QUARESIMA – B
Domínica prima in Quadragésima

MissaleF.E.
 Lun  27  Feria quaresimale
 Mar  28  Feria quaresimale
 Mer  29  Feria quaresimale

Ascolta il Vangelo >http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/EQ014.mp3

Signore, sto alla tua porta e busso. Busso a tutte le finestre della tua casa e imploro…
Mi hai messo in difficoltà con questa tua frase: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Ho preso quest’affermazione alla lettera. Ecco perché non osavo mandare via, senza prima aiutarlo, nessuno di coloro che mi chiedevano aiuto nel nome tuo. Pensavo che tu eri là, davanti a me, con gli occhi bagnati di lacrime, a lamentarti della tua povertà. Credevo che eri tu a scrivere le lettere piene di implorazioni che, a centinaia, ogni giorno, gravavano la mia scrivania e il bilancio della nostra Opera. E io ho detto “sì” sempre, ogni volta che tu sei venuto a me, per chiedermi qualche cosa per te. Perché ogni nostro aiuto non vede che te, che soffri nella tua Chiesa perseguitata.

Ciò è stato possibile per quattordici anni. Quattordici anni durante i quali tu non mi hai deluso nella mia attesa. Tu hai sempre toccato il cuore di amici e benefattori che mi riempivano le mani, permettendomi di distribuire tutto quello che avevo promesso per amor tuo.
Ma tu sei venuto da me troppo spesso, Signore, con troppe esigenze. Tu mi hai assillato troppo inesorabilmente con i lamenti delle tue labbra di mendicante. Mi hai fatto promettere più di quanto possa mantenere.
Tu sai bene, Signore, che anch’io sono solo un uomo debole e limitato. Tu sai quanto io sia stanco la sera e come non dorma di notte, cercando nuovi mezzi per provvedere ai bisogni della tua Chiesa. Tu sai che mi sono affaticato per te fino al limite delle mie forze e sono alla fine delle mie possibilità. Controlla tu stesso, dall’alto dei cieli, la mia contabilità e il lungo elenco delle promesse non mantenute.

Antifona d’ingresso
Ascolta le mie parole, Signore,
intendi il mio lamento.
Sii attento al mio grido di aiuto,
mio Re e mio Dio. (Sal 5,2-3)

Colletta
Ispiraci, o Padre, pensieri e propositi santi,
e donaci il coraggio di attuarli,
e poiché non possiamo esistere senza di te,
fa’ che viviamo secondo la tua volontà.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura  Est 4,17k-u

Non ho altro soccorso fuori di te, o Signore.

Dal libro di Ester

In quei giorni, la regina Ester cercò rifugio presso il Signore, presa da un’angoscia mortale. Si prostrò a terra con le sue ancelle da mattina a sera e disse: «Tu sei benedetto, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe. Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso all’infuori di te, o Signore, perché un grande pericolo mi sovrasta.
Io ho sentito dai libri dei miei antenati, Signore, che tu liberi fino all’ultimo tutti coloro che compiono la tua volontà. Ora, Signore, mio Dio, aiuta me che sono sola e non ho nessuno all’infuori di te.
Vieni in soccorso a me, che sono orfana, e poni sulle mie labbra una parola opportuna davanti al leone, e rendimi gradita a lui. Volgi il suo cuore all’odio contro chi ci combatte, a rovina sua e di quanti sono d’accordo con lui. Quanto a noi, liberaci dalla mano dei nostri nemici, volgi il nostro lutto in gioia e le nostre sofferenze in salvezza». Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 137

Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto.

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.

La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.

Canto al Vangelo (Sal 50,12)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Crea in me, o Dio un cuore puro;
rendimi la gioia della tua salvezza.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Vangelo   Mt 7,7-12

Chiunque chiede, riceve.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.
Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti». Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
O Signore, che riveli nella storia dell’uomo il disegno della tua provvidenza e ci ami al di sopra di ogni misura, guarda alle necessità del tuo popolo e ascolta il grido della sua preghiera. Diciamo insieme:
Ascoltaci, o Signore.

Perchè la Chiesa annunci sempre che Dio attua con amore unico e ineffabile la sua provvidenza verso di noi, inviandoci il suo Figlio diletto come Salvatore. Preghiamo:
Perchè gli uomini scoprano nella preghiera la gioia di essere figli di Dio. Preghiamo:
Perchè le persone provate dalla vita e abbandonate a se stesse, sull’esempio di Ester, ricorrano fiduciose a Dio, che riempie il vuoto della solitudine con la potenza dell’amore. Preghiamo:
Perchè le comunità ecclesiali, che continuano nel tempo l’insegnamento di Gesù sulla preghiera, creino con l’esempio e con appropriate iniziative pastorali, il clima spirituale favorevole al dialogo con Dio. Preghiamo:
Perchè questa eucaristia, che esprime in maniera perfetta la nostra domanda di salvezza, irradi la sua grazia su tutta la giornata, rendendo efficace ogni altra preghiera. Preghiamo:
Per le persone della nostra parrocchia prive di affetto e di aiuto.
Per tutti coloro che si sentono non accettati dagli altri.

O Dio, nostro Padre, tu ci esaudisci donandoci il tuo Figlio Gesù, che è l’unica cosa veramente buona per noi; fà che, pur chiedendo e bussando, non cadiamo nella tentazione di volere ciò che tu non vuoi. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli nella tua bontà, o Dio,
le preghiere e le offerte che ti presentiamo
e converti a te i nostri cuori.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DI QUARESIMA I
Il significato spirituale della Quaresima

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Ogni anno tu doni ai tuoi fedeli di prepararsi con gioia,
purificati nello spirito,
alla celebrazione della Pasqua,
perché, assidui nella preghiera e nella carità operosa,
attingano ai misteri della redenzione
la pienezza della vita nuova
in Cristo tuo Figlio, nostro salvatore.
E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
ai Troni e alle Dominazioni
e alla moltitudine dei Cori celesti,
cantiamo con voce incessante
l’inno della tua gloria: Santo…

Antifona di comunione
“Chiunque chiede, riceve”, dice il Signore,
“chi cerca trova,
e a chi bussa sarà aperto”. (Mt 7,8)

Preghiera dopo la comunione

Signore, nostro Dio,
questi santi misteri, che hai dato alla tua Chiesa
come forza e vigore nel cammino della salvezza,
ci siano di aiuto in ogni momento della nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120301.shtml

Eremo San Biagio     (Omelia del 01-03-2012)

Commento su Matteo 7,12

Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Mt 7,12

Come vivere questa Parola?

Tutte le parole di Gesù splendono di verità e rispondono alle esigenze più profonde del cuore umano e della vita, ma questa è veramente aurea, sì la legge aurea del vangelo.

Capovolge infatti una malformazione dovuta al peccato delle origini e impegna l’uomo a vivere secondo la nobiltà e bellezza della sua natura così come sgorgò dalle mani del Creatore.

La malformazione consiste in questo: siamo sempre propensi a volere che gli altri facciano a noi gentilezze, o almeno ci trattino con stima, rispetto, possibilmente anche affetto. E ciò è giusto.

Il male però è quello di volere intensamente solo questo, avendo per centro di ogni attenzione noi stessi e basta. Un comportamento di questo tipo è, in genere, delle persone che hanno tagliato il filo dall’alto: il rapporto con Dio creatore e salvatore. Sì, quando viene a mancare questo rapporto, la vita intera è come una ragnatela che non regge più, si rattrappisce avviluppata attorno al ragno che ne muore soffocato.

Il correttivo, dunque, della malformazione è questo: a me piace essere stimato, eccomi a dare dimostrazioni di stima anzitutto alle persone più vicine a me. Io amo essere compreso, valorizzato in quelli che sono i miei doni, m’impegno a cogliere quello che c’è di bello e di buono nei familiari e collaboratori, promuovendoli e incoraggiandoli con stima e amore.

Come si dispiega bene, allora, la rete delle relazioni e come è bello vivere in questo modo. È promuovere la vita! È spostare la propria attenzione dal proprio ombelico al solare centro del mondo: l’amore.

Gesù, tu che non hai tenuta stretta la tua vita ma l’hai donata sulla croce, dammi di scegliere il comodo degli altri, ciò che li fa contenti.

La voce di un educatore, scrittore e oratore statunitense 

Più passa il tempo e più mi convinco che l’unica cosa per cui valga la pena di vivere e morire è il privilegio di rendere qualcuno più felice e più utile. Nessun uomo che faccia qualcosa per il suo prossimo fa un sacrificio.
Booker Taliaferro Washington

Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 01-03-2012)

Chiunque chiede, riceve.

La triplice formula: “chi chiede riceve, chi cerca trova, a chi bussa sarà aperto” mira a qualificare la vera preghiera, oltremodo fiduciosa, quella che nasce da un cuore credente e si rivolge a Colui che tutto può. Non è un importunare Dio per estorcergli ciò che vogliamo. E’ l’atteggiamento del figlio, cosciente di essere alla presenza del Padre, perciò non ha timore di chiedergli qualunque cosa, pur rimettendosi alla sua volontà. Ciò non toglie che bisogna continuare a chiedere, senza mai stancarsi. Non perché Dio non doni, ma perché in noi si rafforzi la fiducia nella sua magnanimità. Speranza e desiderio quindi, rivolti in Lui, non per un dono da ricevere, quanto per far nascere la consapevolezza del suo esserci Padre nel nostro essergli figli e fratelli tra noi. Ma non è tutto. Gesù ci svela quanto il Padre vuole fare, infatti “A voi è dato di conoscere il mistero del Regno dei cielo.” Se dunque voi che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro darà cose buone a quelli che gliele domandano. Con umiltà dobbiamo riconoscere di dover imparare a pregare. Non per nulla Gesù ce lo insegnò con la preghiera che più volte al giorno diciamo e con la quale ci rivolgiamo al Padre. Ma se non siamo attenti, è molto facile che non chiediamo ciò che Dio desidera; allora ciò che chiediamo non è buono per noi. Non è male chiedere tutto, specialmente in certi momenti critici, ma è essenzialmente necessario rimettersi alla sua volontà, sicuri che non ci farà mancare la sua paternità. Cercheremo, busseremo, chiederemo di accogliere quanto la Provvidenza ci manda per il nostro vero bene e di fare agli altri quanto desideriamo venga fatto a noi.

Movimento Apostolico – rito romano     (Omelia del 01-03-2012)

Chiedete e vi sarà dato

Chiedere, cercare, bussare nella scrittura non è mai unilaterale. Si vive sempre in una dimensione trilaterale: “Dio – noi – prossimo”. Il prossimo chiede a noi. Noi diamo al prossimo. Noi chiediamo a Dio. Dio dona a noi e noi doniamo ancora e sempre al prossimo, in un perenne scambio di doni che mai si arresta. Ecco come il Libro del Siracide annunzia questa nostra dimensione essenziale: “Chi si vendica subirà la vendetta del Signore, il quale tiene sempre presenti i suoi peccati. Perdona l’offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati. Un uomo che resta in collera verso un altro uomo, come può chiedere la guarigione al Signore? Lui che non ha misericordia per l’uomo suo simile, come può supplicare per i propri peccati? Se lui, che è soltanto carne, conserva rancore, chi espierà per i suoi peccati? Ricòrdati della fine e smetti di odiare, della dissoluzione e della morte e resta fedele ai comandamenti. Ricorda i precetti e non odiare il prossimo, l’alleanza dell’Altissimo e dimentica gli errori altrui” (Sir 28,1-7). In un altro passo così viene illuminata la mente credente: “Tuttavia sii paziente con il misero, e non fargli attendere troppo a lungo l’elemosina. Per amore del comandamento soccorri chi ha bisogno, secondo la sua necessità non rimandarlo a mani vuote. Perdi pure denaro per un fratello e un amico, non si arrugginisca inutilmente sotto una pietra. Disponi dei beni secondo i comandamenti dell’Altissimo e ti saranno più utili dell’oro. Riponi l’elemosina nei tuoi scrigni ed essa ti libererà da ogni male. Meglio di uno scudo resistente e di una lancia pesante, essa combatterà per te di fronte al nemico” (Sir 29,8-13). È questa la legge del chiedere: si chiede per dare. Si dona per chiedere. Chiedere e dare devono essere in noi una cosa sola.
Viene Gesù è non annulla questa legge. La inserisce in una grande verità di fede, aprendo così il nostro cuore ad una speranza contro ogni speranza. Dio è il Buono, il Santo, il Misericordioso, il Pietoso, il Caritatevole, il Paziente. Dio è verso l’uomo un Dono senza fine, senza misura, senza tempi, senza circostanze. Quando l’uomo ricorre a Lui, deve avere nel cuore la certezza che la sua preghiera sarà di certo esaudita. Chi prega però deve sempre osservare la dimensione trilaterale: “Dio – noi – prossimo”. Se questa dimensione non sarà rispettata, Dio mai potrà esaudire la nostra supplica perché solo i misericordiosi troveranno misericordia e solo i pii troveranno pietà. Chi è spietato di cuore mai potrà ricorrere presso Dio. Non sarà ascoltato.
Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
L’uomo viene posto da Cristo Gesù misura del suo esaudimento. San Paolo aveva compreso bene questa regola e così la formalizza per la comunità dei Filippesi: “Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni. Lo sapete anche voi, Filippesi, che all’inizio della predicazione del Vangelo, quando partii dalla Macedonia, nessuna Chiesa mi aprì un conto di dare e avere, se non voi soli; e anche a Tessalònica mi avete inviato per due volte il necessario. Non è però il vostro dono che io cerco, ma il frutto che va in abbondanza sul vostro conto. Ho il necessario e anche il superfluo; sono ricolmo dei vostri doni ricevuti da Epafrodìto, che sono un piacevole profumo, un sacrificio gradito, che piace a Dio. Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù. Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen” (fil 4,14-20). Bisogno per bisogno, urgenza per urgenza, necessità per necessità. È questa la misura della misericordia che noi offriamo il Signore. Se noi saremo larghi, Lui sarà larghissimo.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci misericordiosi sempre.

Marzo 2012
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Martedì 28 Febbraio 2012
I SETTIMANA DI QUARESIMA – MARTEDÌ   versione testuale
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01/03/2012  Leoluca  Tra Sicilia e Calabria

01/03/2012   SANTO DEL GIORNO   Beata Giovanna Maria Bonomo

1 marzo  Non indurci in tentazione   di Gianfranco Ravasi

La Liturgia di oggi

Giovedì della I settimana di Quaresima
(Viola)
I Lettura Est 4,17k-u
Non ho altro soccorso fuori di te, o Signore.
Salmo (Sal 137)
Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto.
Vangelo Mt 7,7-12
Chiunque chiede, riceve.

01 marzo 2012
Il Santo del giorno

San David di Menevia (del Galles) Vescovo
i santi di oggi …

I Santi di oggi

San David di Menevia (del Galles)Vescovo
Sant’ Albino di Angers Vescovo
Sant’ Albino di Vercelli Vescovo
Sant’ Eudocia (Eudossia) di EliopoliMartire
Santa DomninaVergine in Siria
San Silvio e compagni Martiri venerati ad Anversa
San Suitberto di Kaiserswerth
gli altri santi …
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