Martedì della I settimana di Quaresima 28 Febbraio 2012

Mar 28 Feb 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi
Media  Vespri  Compieta

http://www.maranatha.it/PDAliturgy/12qu01/00-ENTRA.htm

http://www.maranatha.it/calendar/cal12Apage.htm

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Viola

Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/EQ012.mp3

Il tempo di Quaresima deve essere innanzi tutto un tempo di preghiera, e la Chiesa vuole subito mostrarci la preghiera che deve essere il nostro modello: quella che Gesù ha insegnato ai suoi discepoli per farli entrare nella nuova religione da lui apportata. Ciò che vi è di assolutamente nuovo in questa religione è che essa ci fa guardare a Dio non più solamente come al creatore onnipotente, ma come al Padre nostro. Dio è nostro Padre! Il solo nome di “Padre” può immergere i nostri cuori nell’adorazione. Siamo dunque lontani dalle “ripetizioni dei pagani”. È così liberatorio pensare che Dio è nostro Padre! Non vi è più affanno, paura, preoccupazione: vi è la fiducia! Abbiamo un Padre che conosce tutti i nostri bisogni. Allora, possiamo pronunciare con Gesù le parole del tutto disinteressate della sua preghiera, non pensare più che alla gloria di nostro Padre, al suo regno, alla sua volontà. 

Ma Gesù precisa subito: Padre “Nostro”. Egli sottolinea così la fratellanza tra tutti gli uomini che egli è venuto a consacrare per mezzo del suo sangue sulla croce.
Il “Padre nostro” è una preghiera filiale, ma è anche la preghiera fraterna per eccellenza. È il motivo per cui Gesù insiste tanto sul perdono. Possiamo essere grandi peccatori, possiamo essere criminali, e dire il “Padre nostro”. Ma a condizione di voler perdonare tutti, a condizione di non voler serbare nessun risentimento nel fondo del nostro cuore. Così, così solamente, saremo veramente figli del Padre.

Antifona d’ingresso
Signore, tu sei nostro rifugio
di generazione in generazione;
tu sei da sempre, Signore, e per sempre. (Sal 90,1-2)

Colletta
Volgi il tuo sguardo, Padre misericordioso,
a questa tua famiglia,
e fa’ che superando ogni forma di egoismo
risplenda ai tuoi occhi per il desiderio di te.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura   Is 55,10-11

La mia parola opera ciò che desidero.

Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore:
«Come la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».

Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 33

Il Signore libera i giusti da tutte le loro angosce.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.

Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.
Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo.

Gridano i giusti e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.

Canto al Vangelo (Mt 4,4)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Vangelo  Mt 6,7-15

Voi dunque pregate così.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il tuo Spirito, Signore, è la parola interiore della nostra preghiera. Per questo tuo Spirito diciamo insieme:
Ascoltaci, o Signore.

Per la Chiesa, segno della presenza orante del Cristo nel mondo, perchè invitando alla preghiera liturgica e alla preghiera personale, aiuti l’uomo ad adorare Dio in spirito e verità. Preghiamo:
Per le persone della cultura, della scienza, dell’arte e dello spettacolo, perchè sperimentino la preghiera come sublimazione del pensiero e del sentimento, nel dialogo con Dio autore e ispiratore di ogni cosa. Preghiamo:
Per i fedeli che esprimono il sentimento religioso nelle forme della pietà popolare, perchè, con la guida della Chiesa, pratichino le loro devozioni per dare gloria a Dio. Preghiamo:
Per le famiglie cristiane, perchè siano Chiesa che prega e conduce al senso religioso della vita. Preghiamo:
Per noi che nell’eucaristia sperimentiamo l’efficacia della Parola di Dio, perchè dalla terra irrigata della nostra vita germini il canto della lode e del ringraziamento per i benefici della salvezza. Preghiamo:
Per coloro che non sanno pregare. Preghiamo:
Per le comunità di vita contemplativa della nostra Chiesa locale. Preghiamo:

O Dio, Padre del cielo e della terra, che conosci i nostri bisogni e non ti accontenti di parole vuote, fa’ che la nostra preghiera sia simile a quella del tuo Figlio, che cercava in tutto la tua volontà. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accetta, Dio creatore,
i doni che abbiamo ricevuto dalla tua paterna generosità,
e trasforma il pane e il vino
che ci hai dato per la nostra vita quotidiana
in sacramento di salvezza eterna.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DI QUARESIMA I
Il significato spirituale della Quaresima

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Ogni anno tu doni ai tuoi fedeli di prepararsi con gioia,
purificati nello spirito,
alla celebrazione della Pasqua,
perché, assidui nella preghiera e nella carità operosa,
attingano ai misteri della redenzione
la pienezza della vita nuova
in Cristo tuo Figlio, nostro salvatore.
E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
ai Troni e alle Dominazioni
e alla moltitudine dei Cori celesti,
cantiamo con voce incessante
l’inno della tua gloria: Santo…

Antifona di comunione
Quando t’invoco, esaudiscimi, o Dio,
tu che sei la mia giustizia e dalle angosce mi hai liberato;
pietà di me, Signore,
ascolta la mia preghiera. (Sal 4,2)

Preghiera dopo la comunione

Per questa comunione ai tuoi misteri
insegnaci, Signore,
a moderare le passioni e i desideri terreni
e a cercare la tua giustizia e il tuo regno.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120228.shtml

Movimento Apostolico – rito romano     (Omelia del 28-02-2012)

Il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate

Il temine “Padre” applicato a Dio è assai tardivo nell’Antico Testamento. La prima volta lo troviamo nel Deuteronomio: “Udite, o cieli: io voglio parlare. Ascolti la terra le parole della mia bocca! Scorra come pioggia la mia dottrina, stilli come rugiada il mio dire; come pioggia leggera sul verde, come scroscio sull’erba. Voglio proclamare il nome del Signore: magnificate il nostro Dio! Egli è la Roccia: perfette le sue opere, giustizia tutte le sue vie; è un Dio fedele e senza malizia, egli è giusto e retto. Prevaricano contro di lui: non sono suoi figli, per le loro macchie, generazione tortuosa e perversa. Così tu ripaghi il Signore, popolo stolto e privo di saggezza? Non è lui il padre che ti ha creato, che ti ha fatto e ti ha costituito? Ricorda i giorni del tempo antico, medita gli anni lontani. Interroga tuo padre e te lo racconterà, i tuoi vecchi e te lo diranno. Quando l’Altissimo divideva le nazioni, quando separava i figli dell’uomo, egli stabilì i confini dei popoli secondo il numero dei figli d’Israele. Perché porzione del Signore è il suo popolo, Giacobbe sua parte di eredità. Egli lo trovò in una terra deserta, in una landa di ululati solitari. Lo circondò, lo allevò, lo custodì come la pupilla del suo occhio. Come un’aquila che veglia la sua nidiata, che vola sopra i suoi nati, egli spiegò le ali e lo prese, lo sollevò sulle sue ali. Il Signore, lui solo lo ha guidato, non c’era con lui alcun Dio straniero. Lo fece salire sulle alture della terra e lo nutrì con i prodotti della campagna; gli fece succhiare miele dalla rupe e olio dalla roccia durissima, panna di mucca e latte di pecora insieme con grasso di agnelli, arieti di Basan e capri, fior di farina di frumento e sangue di uva, che bevevi spumeggiante” (Dt 32,1-14).
Altra volta è con Davide: “Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio. Se farà il male, lo colpirò con verga d’uomo e con percosse di figli d’uomo, ma non ritirerò da lui il mio amore, come l’ho ritirato da Saul, che ho rimosso di fronte a te. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà reso stabile per sempre” (2Sam 7,14-16). Davide benedisse il Signore sotto gli occhi di tutta l’assemblea. Davide disse: «Benedetto sei tu, Signore, Dio d’Israele, nostro padre, ora e per sempre. Tua, Signore, è la grandezza, la potenza, lo splendore, la gloria e la maestà: perché tutto, nei cieli e sulla terra, è tuo. Tuo è il regno, Signore: ti innalzi sovrano sopra ogni cosa. Da te provengono la ricchezza e la gloria, tu domini tutto; nella tua mano c’è forza e potenza, con la tua mano dai a tutti ricchezza e potere. Ed ora, nostro Dio, noi ti ringraziamo e lodiamo il tuo nome glorioso” (1Cr 29,10-13). Seguono: il Salmo 88, Sapienza, Siracide, Isaia, Geremia, Malchia. In verità esso non è molto usato. La trascendenza di Dio è così alta da impedire l’uso di questo termine.
Viene Gesù e dona a noi la stessa sua relazione che vive con Dio. Dio per Lui è vero Padre. È Padre per generazione eterna. Lui è il Figlio Unigenito del Padre. Dio è anche vero Padre nella sua umanità. Cristo Gesù è stato concepito per opera dello Spirito Santo. Non possiede alcun padre secondo la carne. Giuseppe è padre putativo.
Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe.
Cosa ci insegna Gesù in questa preghiera, comunemente detta del “Padre nostro”? Che viviamo con Dio una vera relazione di figliolanza, adempiendo ogni suo desiderio. Che noi viviamo da veri suoi figli, manifestando la bellezza della sua santità, consegnando la nostra vita a Lui, che la vuole tenere lontana da ogni male.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci veri figli del Padre.

Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 28-02-2012)

Pregate così?

Il meditare cristiano non è in un vuoto fantasioso, né il pregare è senza una persona a cui rivolgersi. Tutto nasce da un ascolto della parola di Dio, accolta in un clima orante. La classica formula della preghiera che Gesù ha consegnato ai suoi, non diviene per nulla una preghiera glorificante né per lui, né per noi, se non accogliamo nel profondo del nostro cuore, sotto la luce dello Spirito, quanto viene espresso in essa. Non si tratta di pregare per chiedere o per promettere qualcosa da fare, ma di renderci coscienti di quanto ci viene donato. Ripresenta e realizza quell’esperienza fondamentale che da’ senso e pienezza alla vita. Siamo legati con un vincolo personale con Dio Padre sulla relazione dell’essere figli nel suo Figlio prediletto in forza anche del suo stesso comando: “Voi dunque pregate così”. Gesù vuole introdurre anche gli uomini in quella sua stessa intimità con il Padre e tra noi, insegnandoci che l’unico scopo della nostra vita quaggiù, in attesa dell’altra, consiste proprio, come per la sua, in questo legame profondo e permanente di vita d’amore con il Padre. Non si finirebbe mai di parlare della grandezza di questa preghiera. Ci viene consegnata nel giorno del nostro Battesimo, perché ci deve accompagnare per tutta la vita, fino all’ingresso della Vita Eterna, quando finalmente ci apparirà il Padre. E’ la preghiera comunitaria e personale, proclamata in confidenza, perché mentre ci rivolgiamo al Padre, portiamo nel cuore tutti gli altri fratelli, condizione indispensabile per essere tali. Ci rivolgiamo innanzitutto al Padre in piena fiducia, perché in noi sia santificato il suo nome, sia accolto e riconosciuto il suo regno d’amore, sia fatta la sua volontà, garanzia per la nostra pacifica convivenza. Lo invochiamo ancora perché ci anticipi nell’oggi il pane del Vita Eterna, che sia clemente sulle nostre miserie, come noi vorremmo fare verso gli altri, che non ci faccia cadere nel pericolo, ma ci liberi dal male. Tutto questo lo chiediamo perché siamo enormemente coscienti che senza il suo aiuto nulla possiamo sperare.

Eremo San Biagio     (Omelia del 28-02-2012)

Commento su Matteo 6,9

Sia santificato il tuo nome.
Mt 6,9

Come vivere questa Parola?

Gesù stesso ci ha insegnato a pregare. Perché lamentarci di non saperlo fare? Questa espressione è proprio la prima richiesta rivolta al Padre, incastonata in quella preghiera semplicissima e profonda che è il Padre nostro. Ecco, chiedere che il nome di Dio sia santificato, significa volerlo glorificare e lodare. Sia santificato il tuo nome vuol dire anzitutto accorgerci che siamo in un mondo creato per noi da Dio e consegnato alla nostra cura, alla nostra lode, alla nostra gioia.

Sì, il grande S. Ireneo di Lione ha colto in profondità quello che noi siamo, quando ha detto che l’uomo è la vivente gloria di Dio. Ma lo dimentichiamo di fatto quando ci rendiamo conto delle meraviglie che ci circondano: il cielo, la terra, il mare, l’umile fiore dell’erba e il monte gigante, il gatto, l’uccello, il bambino.

Il grande Papa Paolo VI ha scritto nelle sue pagine intime: “Questo mondo immenso misterioso magnifico, questo universo dalle mille forze, dalle mille leggi, dalle mille bellezze, dalle mille profondità, è un panorama incantevole. Mi assale il rammarico di non aver osservato quanto meritavano le meraviglie della natura, le ricchezze sorprendenti del macrocosmo e del microcosmo”.

Ecco, educarsi alla gioia di vivere consapevolmente il creato e la bellezza che è intorno a noi vuol dire respirare e vivere questa petizione della preghiera del Padre nostro.

“Sia santificato il tuo nome”. Sia lodato nel mio cuore e sussurrato dalle mie labbra. Vado per la strada non distratto, indaffarato o annoiato. Ci vado scoprendo che il cielo sereno o con nuvole è bello, ciuffi d’erba o alberi sono vivi, eloquenti. Tutto ha in sé una lode e io sono qui a sprigionarla. Vivo per darle voce e gioia di grazie nel mio cuore.

La voce di un Dottore della Chiesa 

Gesù disse ai discepoli che, quando pregavano, non dovevano parlare molto, perché il Padre celeste sa molto bene ciò di cui hanno bisogno. Soltanto raccomandò loro, insistentemente, di perseverare nella preghiera, cioè nel Padre nostro, dicendo che «è necessario pregare sempre, senza stancarsi» (Lc 18,1).
San Giovanni della croce

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Martedì 28 Febbraio 2012
I SETTIMANA DI QUARESIMA – MARTEDÌ   versione testuale
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28/02/2012  SANTO DEL GIORNO  Sant’Osvaldo di Worcester

La Liturgia di oggi

Martedì della I settimana di Quaresima
(Viola)
I Lettura Is 55,10-11
La mia parola opera ciò che desidero.
Salmo (Sal 33)
Il Signore libera i giusti da tutte le loro angosce.
Vangelo Mt 6,7-15
Voi dunque pregate così.

28 febbraio 2012
Il Santo del giorno

Beato Daniele Alessio Brottier Sacerdote
i santi di oggi …

I Santi di oggi

Beato Daniele Alessio Brottier Sacerdote
San Romano di Condat Abate
Sante Marana e CiraVergini
Santi Martiri di Alessandria
Beato Timoteo (Stanislaw Tymoteusz) Trojanowski Religioso e martire
Beati Martiri di Unzen
Beato Ciriaco Maria Sancha y HervasCardinale
gli altri santi …

 

Le Notizie
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