Lunedì della VI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari) 13 Febbraio 2012

Lun 13 Feb 2012 – Feria

MissF.O.  Letture Lodi 
Media  Vespri  Compieta

http://www.maranatha.it/PDAliturgy/12to06/00-ENTRA.htm

 

Rosarium Virginis Mariæ
 

Lun  13  Feria
 27nov11 – 25feb12 Avvento –  Natale –  TOrd. I – VII
19feb12 – 16giu12 Quar.  – Triduo – Pasqua – T.O.
17giu12 – 01set12 Tempo Ordinario  XI – XXI
02set12 – 01dic12 Tempo Ordinario  XXII – XXXIV

Avvento – Natale – Gen – Feb – Ceneri

PO061 ; 

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/PO061.mp3

I farisei chiedono un segno per credere. Anche noi chiediamo a Dio segni e miracoli. La tentazione più grande contro la
fede è dire: Perché Dio non interviene? Perché non si manifesta in modo più evidente? Perché non entra con più forza nella storia degli uomini, cambiando situazioni ingiuste, liberando gli oppressi, convertendo i cuori induriti? Noi stessi siamo sempre alle prese con le nostre debolezze e peccati: perché Dio non ci cambia e non ci rende più buoni?
La fede si vive nell’oscurità. Noi non comprendiamo le vie di Dio, che rimane inaccessibile, incomprensibile, misterioso. Dio ci dà tanti motivi per credere ed un egual numero di motivi per non credere. Ci lascia veramente liberi, non vuole imporci nulla né vincerci con la sua forza. Dio si capisce solo nella fede e nell’amore. Fede significa anche fiducia completa.
La mancanza di efficacia della fede è la difficoltà maggiore del credere. Il cristianesimo sembra inefficace nella storia degli uomini: sembra che non cambi nulla, che lasci tutto come prima. La via evangelica della conversione del cuore e della non violenza appare spesso perdente. Il marxismo, ad esempio, è sembrato per decenni ben più efficace per risolvere i problemi sociali e dare ai popoli la liberazione. Oggi non è più così: la storia ha fatto giustizia.

Antifona d’ingresso
Sii per me difesa, o Dio, rocca e fortezza che mi salva,
perché tu sei mio baluardo e mio rifugio;
guidami per amore del tuo nome. (Sal 31,3-4)

Colletta
O Dio, che hai promesso di essere presente
in coloro che ti amano
e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola,
rendici degni di diventare tua stabile dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura   Giac 1,1-11

La vostra fede, messa alla prova, produce la pazienza perché siate perfetti e integri

Dalla lettera di san Giacomo apostolo

Giacomo, servo di Dio e del Signore Gesù Cristo, alle dodici tribù che sono nella diaspora, salute.
Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di prove, sapendo che la vostra fede, messa alla prova, produce pazienza. E la pazienza completi l’opera sua in voi, perché siate perfetti e integri, senza mancare di nulla.
Se qualcuno di voi è privo di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti con semplicità e senza condizioni, e gli sarà data. La domandi però con fede, senza esitare, perché chi esita somiglia all’onda del mare, mossa e agitata dal vento. Un uomo così non pensi di ricevere qualcosa dal Signore: è un indeciso, instabile in tutte le sue azioni.
Il fratello di umile condizione sia fiero di essere innalzato, il ricco, invece, di essere abbassato, perché come fiore d’erba passerà. Si leva il sole col suo ardore e fa seccare l’erba e il suo fiore cade, e la bellezza del suo aspetto svanisce. Così anche il ricco nelle sue imprese appassirà. Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 118

Venga a me la tua misericordia e avrò vita.

Prima di essere umiliato andavo errando,
ma ora osservo la tua promessa.
Tu sei buono e fai il bene:
insegnami i tuoi decreti.

Bene per me se sono stato umiliato,
perché impari i tuoi decreti.
Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d’oro e d’argento.

Signore, io so che i tuoi giudizi sono giusti
e con ragione mi hai umiliato.
Il tuo amore sia la mia consolazione,
secondo la promessa fatta al tuo servo.

Canto al Vangelo (Gv 14,6)
Alleluia, alleluia.
Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore.
Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Alleluia.

Vangelo   Mc 8,11-13

Perché questa generazione chiede un segno?

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.
Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno».
Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva. Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
La risurrezione di Cristo è il grande segno della nostra fede. Con l’assistenza dello Spirito, chiediamo al Padre la semplicità e l’amore, dicendo:
Sostieni la nostra fede, Signore.

Perché la Chiesa testimoni la verità di Cristo rinunciando alla potenza esteriore, e, sostenuta dall’amore, cammini con gioia nella via dell’umiltà e della povertà. Preghiamo:
Perché i giovani non si lascino sedurre dalla tentazione della violenza ma scoprano nel comandamento dell’amore l’unica possibilità per la personale realizzazione. Preghiamo:
Perché chi vive nel dubbio e nell’incertezza si abbandoni fiduciosamente nel grembo di Dio, da cui ogni vita ha origine. Preghiamo:
Perché il popolo cristiano abbandoni ogni forma di superstizione, e creda unicamente nel Signore morto e risorto per tutti. Preghiamo:
Perché la nostra fede, nutrita dalla preghiera e dai sacramenti, sia sempre più vera e gioiosa e si esprima attraverso i numerosi carismi ricevuti gratuitamente per il bene di tutti. Preghiamo:
Perché non poniamo delle condizioni al Signore.
Per chi si è pentito dei delitti commessi.

O Dio, tu possiedi tutta la gloria e la potenza; eppure hai voluto manifestarti sotto le umili spoglie di un uomo povero e crocifisso. Aiutaci ad essere sereni nei nostri limiti e a godere dei doni che ci hai dato. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Questa nostra offerta, Signore,
ci purifichi e ci rinnovi,
e ottenga a chi è fedele alla tua volontà
la ricompensa eterna.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona di comunione
Hanno mangiato e si sono saziati
e Dio li ha soddisfatti nel loro desiderio,
la loro brama non è stata delusa. (Sal 78,29-30)

Oppure:
Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo unico Figlio,
perché chiunque crede in lui non perisca,
ma abbia la vita eterna. (Gv 3,16)

Preghiera dopo la comunione

Signore, che ci hai nutriti al convito eucaristico,
fa’ che ricerchiamo sempre quei beni
che ci danno la vera vita.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120213.shtml

Eremo San Biagio     (Omelia del 13-02-2012)

Commento su Giacomo 1,3.4.7

La prova della vostra fede produce la pazienza e la pazienza completi l’opera sua in voi. (?) Non pensi di ricevere qualcosa dal Signore un uomo che ha l’animo oscillante e instabile in tutte le sue azioni”
Gc 1,3.4.7

Come vivere questa Parola?

L’inizio della lettera di Giacomo gravita intorno a una polarità: la pazienza e l’instabilità. Come specifica il testo greco, paziente (dahypomon?) è colui che ?resta sotto’, pronto a resistere con fermezza alle avversità della vita. Per l’AT il paziente è colui che sa attendere e sperare contro ogni speranza. Per lui, il tempo della prova è kairos, tempo di salvezza.

L’uomo instabile invece, definito da Giacomodipsychos, che significa “dal cuore doppio”, è colui che non accetta pacatamente di ?restare sotto’ e si vuole mettere al posto di Dio. Costui oscilla tra il dubbio e la fiducia, come le onde del mare agitate dal vento. Fino ad infrangersi contro lo scoglio dell’onnipotenza trascinando con sé solo schiuma e rumoreggiando paurosamente in uno scontento senza fondo.

L’apostolo ci avverte: o viviamo pacificati nella pazienza del kairos o siamo sballottati dall’inquietudine, primogenita dell’incredulità.

Oggi nella mia pausa contemplativa consegnerò dunque al Signore ogni impazienza, “gettando in Lui ogni affanno” (1 Pt 5,6).

Lode a Te, Signore Gesù, che non ci doni per la nostra fede, ma per la tua gratuita azione di misericordia!

Le parole di un testimone di oggi

La prova c’è e c’è per tutti, anche per i migliori. L’atteggiamento a cui tendere nella prova è la sottomissione, l’accogliere e non il domandare.
Carlo Maria Martini

Movimento Apostolico – rito romano     (Omelia del 13-02-2012)

A questa generazione non sarà dato alcun segno

La fede si costruisce sulla Parola di Dio, che è di per sé onnipotente, creatrice, rinnovatrice di ogni vita. Chiedere un segno particolare, per aprirsi alla fede, è grande povertà e miseria spirituale. A volte tradisce anche un cuore duro, che difficilmente si aprirà poi alla fede. Nel Vangelo secondo Giovanni questo tema dei segni viene così sviluppato: “Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo». Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai! Vi ho detto però che voi mi avete visto, eppure non credete. Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno»” (Gv 6,26-40). Sappiamo che dopo queste parole molti dei suoi discepoli e tutti i Giudei abbandonarono Gesù. Il suo linguaggio era troppo duro.
Vennero i farisei e si misero a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno». Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.
I farisei oggi non chiedono il segno a Gesù per aprirsi alla fede. Di segni ne avevano visti molti, eppure il loro cuore era rimasto duro come pietra. Chiedono il segno per mettere in difficoltà Gesù. Essi vogliono un segno inconfondibile, che vada al di là di ogni guarigione, ogni miracolo finora compiuti. Il segno che essi chiedono dovrà essere talmente eclatante da lasciarli sbigottiti, senza respiro. Vogliono una vera opera di magia e per di più fuori di ogni saggezza ed intelligenza divina. Noi sappiamo che Dio compie segni e prodigi solo per sua eterna misericordia, per pietà verso la sua creatura. Mai Dio ha fatto prodigi per mostrare la sua grandezza. Neanche li ha compiuti per rivelare la sua onnipotenza. Inoltre sappiamo che i segni di Dio sono stati fatti con una parola proferita, detta, gridata. Dio opera sempre nella più grande semplicità. Anche le dieci piaghe d’Egitto sono state operate solo sul fondamento di una parla proferita da Mosè. Per costringere il faraone, non per convincerlo, il Signore ha dovuto ingaggiare con lui una vera battaglia cosmica. Ha dovuto far scendere in campo tutta la sua creazione senza alcun risultato in ordine alla fede di quello.
Quando il cuore è di pietra, la mente superba e invidiosa, stolta ed insipiente, i sentimenti ostili e contrari, non si cerca il segno per aprirsi alla fede. Lo si cerca per attestare la nullità dell’avversario. Per questo motivo Gesù non dona loro alcun segno. Sarebbe un’opera vana e Dio mai potrà agire vanamente. Non solo Gesù non dona il segno, addirittura li lascia e li abbandona alla loro superbia e invidia. È come se già li vedessi dannati nell’inferno. Sono morti spiritualmente, anche se apparentemente vivi. Il loro corpo è così. La loro anima è già perduta senza alcun rimedio.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, liberateci da ogni stoltezza.

Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 15-02-2010)

A questa generazione? Nessun altro segno!

I farisei chiedono al Signore un segno. È una richiesta che sembra logica e coerente per le loro aspettative. Gesù si dimostra essere il Messia tanto aspettato; loro chiedono nient’altro che Egli lo dimostri concretamente. È nella logica del loro modo di intendere il rapporto con Dio. Sotto la richiesta dei farisei si nasconde però un ribaltamento sottile. Pretendono, infatti, che Dio si adegui ai loro piani ed alle loro aspettative; è il Dio che si deve restringere alle categorie umane. La gloria che loro credono di vedere è in realtà la manifestazione di un Dio che nasce solo dall’uomo e dalle sue richieste. Gesù dimostra il contrario; il suo diventare piccolo per noi non significa un restringimento del suo messaggio; anzi implica il movimento opposto. L’Incarnazione è la nostra possibilità di partecipare alla vita divina; significa la nostra concreta opportunità di elevarci. Gesù opera allora, già con il suo messaggio in questa prospettiva. Non sarà dato nessun segno che implichi una ristrettezza perché Gesù, diventato cittadino del mondo, dona segni che invitano all’apertura del cuore, invitano a considerarci suoi concittadini del cielo. Non giudichiamo, però, troppo severamente i farisei, perché nel loro atteggiamento possiamo cadere anche noi quando ci chiudiamo a Dio e quando non riconosciamo, nella nostra vita, i segni della sua presenza.

13/02/2012   SANTO DEL GIORNO  San Benigno di Todi

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VI SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO – LUNEDÌ   versione testuale
II Settimana del Salterio
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La Liturgia di oggi

Lunedì della VI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
(Verde)
I Lettura Giac 1,1-11
La vostra fede, messa alla prova, produce la pazienza perché siate perfetti e integri.
Salmo (Sal 118)
Venga a me la tua misericordia e avrò vita.
Vangelo Mc 8,11-13
Perché questa generazione chiede un segno?

13 febbraio 2012
Il Santo del giorno

Beata Cristina da Spoleto
i santi di oggi …

I Santi di oggi

Beata Cristina da Spoleto
Sante Fosca e Maura Martiri
San Benigno di TodiMartire
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