Martedì della V settimana del Tempo Ordinario (Anno pari) 7 Febbraio 2012

Mar 07 Feb 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi
Media  Vespri  Compieta

http://www.maranatha.it/PDAliturgy/12to05/00-ENTRA.htm

 Mar  07  Feria
 27nov11 – 25feb12 Avvento –  Natale –  TOrd. I – VII
19feb12 – 16giu12 Quar.  – Triduo – Pasqua – T.O.
17giu12 – 01set12 Tempo Ordinario  XI – XXI
02set12 – 01dic12 Tempo Ordinario  XXII – XXXIV

 Avvento – Natale – Gen – Feb – Ceneri

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/PO052.mp3

Dalle maldestre astuzie degli Ebrei di duemila anni fa l’arte di dare interpretazioni ha fatto progressi decisivi. Oltre alle interpretazioni siamo infatti capaci di fornire delle spiegazioni che nascondono molto meglio quegli ordini semplici, ma, sfortunatamente, così poco piacevoli. Le nostre convinzioni si fermano, però, proprio come all’epoca di Cristo, nel momento in cui entrano in conflitto con le nostre intenzioni.
Di fronte a decisioni importanti che non riguardano solo noi, il realismo è d’obbligo. Nel mondo odierno degli affari, sconosciuto all’epoca del Vangelo, non c’è spazio per i principi evangelici, almeno per la loro applicazione alla lettera. Eppure basta fare un passo indietro e tutto si presenta subito sotto un altro aspetto…
Diventiamo – come dice san Paolo – dei giullari di Dio!
Basta con questa musica! Il nostro “sì” sia un vero “sì”, e il nostro “no” un “no”; facciamo in modo che la nostra obbedienza al volere di Dio sia semplice e il più spontanea possibile, anche se è una follia. Perché, senza questa follia, la nostra terra rischia di diventare presto invivibile per i “pazzi” come per i “razionali”.

Antifona d’ingresso
Venite, adoriamo il Signore,
prostrati davanti a lui che ci ha fatti;
egli è il Signore nostro Dio. (Sal 95,6-7)

Colletta
Custodisci sempre con paterna bontà
la tua famiglia, Signore,
e poiché unico fondamento della nostra speranza
è la grazia che viene da te,
aiutaci sempre con la tua protezione. Per il nostro…

Prima lettura   1Re 8,22-23.27-30

Tu hai detto, Signore: «Lì porrò il mio nome!». Ascolta la supplica del tuo popolo Israele.

Dal primo libro dei Re

In quei giorni, Salomone si pose davanti all’altare del Signore, di fronte a tutta l’assemblea d’Israele e, stese le mani verso il cielo, disse:
«Signore, Dio d’Israele, non c’è un Dio come te, né lassù nei cieli né quaggiù sulla terra! Tu mantieni l’alleanza e la fedeltà verso i tuoi servi che camminano davanti a te con tutto il loro cuore.
Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruito!
Volgiti alla preghiera del tuo servo e alla sua supplica, Signore, mio Dio, per ascoltare il grido e la preghiera che il tuo servo oggi innalza davanti a te! Siano aperti i tuoi occhi notte e giorno verso questa casa, verso il luogo di cui hai detto: “Lì porrò il mio nome!”. Ascolta la preghiera che il tuo servo innalza in questo luogo.
Ascolta la supplica del tuo servo e del tuo popolo Israele, quando pregheranno in questo luogo. Ascoltali nel luogo della tua dimora, in cielo; ascolta e perdona!». Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 83

Quanto sono amabili, Signore, le tue dimore!

L’anima mia anela
e desidera gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente.

Anche il passero trova una casa
e la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari, Signore degli eserciti,
mio re e mio Dio.

Beato chi abita nella tua casa:
senza fine canta le tue lodi.
Guarda, o Dio, colui che è il nostro scudo,
guarda il volto del tuo consacrato.

Sì, è meglio un giorno nei tuoi atri
che mille nella mia casa;
stare sulla soglia della casa del mio Dio
è meglio che abitare nelle tende dei malvagi.

Canto al Vangelo (Sal 118)
Alleluia, alleluia.
Piega il mio cuore, o Dio, verso i tuoi insegnamenti;
donami la grazia della tua legge.
Alleluia.

Vangelo   Mc 7,1-13

Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: “Onora tuo padre e tua madre”, e: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte». Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Siamo stati creati a immagine di Dio e consacrati, attraverso il battesimo, ad essere suo tempio santo. Preghiamo il Signore perché ci aiuti a vivere la nostra appartenenza a lui, cercando sempre il suo volere. Diciamo:
Padre nostro e Signore nostro, ascoltaci!
Aiuta, Signore, gli uomini a riconoscerti come creatore e padre, vivendo nel rispetto delle tue leggi e nell’amore reciproco. Preghiamo:
Fà, o Signore, che la Chiesa ti sia sempre fedele, e sappia distinguere il vero messaggio del vangelo dai precetti che vengono dagli uomini. Preghiamo:
Illumina, o Signore, chi non sente il bisogno di conoscerti e di amarti, perché scopra l’ardente desiderio di te che hai messo nel cuore di ogni uomo. Preghiamo:
Guida, o Signore, questa nostra comunità nel suo cammino verso di te, in modo che, nella fedeltà alla tradizione, sia sempre aperta alla novità del tuo Spirito. Preghiamo:
Non permettere, o Signore, che nel nostro cuore si annidino l’ipocrisia e l’arroganza, ma orientaci verso una fede semplice e rispettosa. Preghiamo:
Insegnaci, Signore, a pregare con semplicità.
Aiutaci a santificare la domenica, giorno a te consacrato.
O Signore, Padre santo, accogli le suppliche che indegnamente ti presentiamo: purifica i nostri cuori, rendili semplici e umili perché la nostra preghiera ti sia gradita. Te lo chiediamo nel nome di Gesù Cristo che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Il pane e il vino che hai creato, Signore,
a sostegno della nostra debolezza,
diventino per noi sacramento di vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona di comunione
Rendiamo grazie al Signore per la sua misericordia,
per i suoi prodigi verso i figli degli uomini;
egli sazia il desiderio dell’assetato e
ricolma di beni l’affamato. (Sal 107,8-9)

Oppure: “Beati coloro che piangono, perché saranno consolati.
Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia,
perché saranno saziati. (Mt 5,5-6)

Preghiera dopo la comunione

O Dio, che ci hai resi partecipi
di un solo pane e di un solo calice,
fa’ che uniti al Cristo in un solo corpo
portiamo con gioia frutti di vita eterna
per la salvezza del mondo.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120207.shtml

mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 06-02-2007)

Questo lungo brano evangelico riporta una discussione tra Gesù e i farisei sull’osservanza di alcune prescrizioni riguardanti la purificazione. I discepoli di Gesù si sentivano “liberi” da queste norme rituali che, per altro, non erano dedotte dalla Scrittura ma, appunto, aggiunte dalla “tradizione degli antichi”. Inizialmente le disposizioni ricordate erano riservate ai sacerdoti; solo successivamente vennero estese a tutto il popolo. La disputa che nasce tra Gesù e i farisei si sposta subito su ciò che è puro e ciò che non lo è. Ma Gesù riporta il problema dell’osservanza delle norme sul suo punto nodale: il cuore. Il cuore, infatti, è la fonte dell’impurità. Dal cuore nascono i pensieri malvagi, le intenzioni impure, le decisioni cattive. È il cuore perciò che bisogna curare; è dal cuore che debbono essere sradicate le erbe amare ed è nel cuore che va accolta e custodita la Parola di Dio. Maria, la prima dei credenti, ce lo insegna fin dall’inizio. Essa, scrive il Vangelo, “custodiva nel cuore tutte queste cose”, tutto ciò che vedeva accadere a Gesù.

Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 07-02-2006)

Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini

L’accusa di Gesù è grave ed inequivocabile. La sua portata si amplifica se pensiamo a chi è rivolta. Sono gli scribi, venuti da Gerusalemme, il cui compito è anche verificare l’operato e le parole di questo Gesù di Nazareth di si cui parla tanto. Essi rappresentano la religione ufficiale, quasi un tribunale senza appello per Gesù; un tribunale che pretende di operare in nome di quel Dio che ha sempre rappresentato il fondamento della loro religione. E lo colgono subito in difetto, almeno secondo il loro punto di vista, con un giudizio che sembra essere spietato. Gesù però non solo ribalta l’accusa a chi lo vuol condannare ma va ancora in profondità. Senza mezzi termini accusa chi si sente il depositario di un insegnamento divino, di non rispettare i comandi del Signore; anzi le loro prescrizioni, promulgate nel nome del Signore, in realtà spesso ne sono contrarie. Non è soltanto un appello a liberarsi dalle ipocrisie ma riguarda il loro rapporto con la religione stessa. Gesù, da vero ebreo, rispetta tutte le leggi mosaiche; la sua Legge di amore non ribalta la legge del Sinai; la perfeziona e la completa. Gesù rispetta, quindi la vera e pura tradizione; guarda all’uomo e ne assume appieno la sua culturalità, il suo vivere sociale. La lezione di Gesù non è quindi contro le tradizioni degli uomini; non chiede una religione al di fuori di qualsiasi regola o legge. L’opposizione forte è quando l’uomo vuole sovrapporsi a Dio stesso; quando la tradizione cancella il comandamento di Dio.

Eremo San Biagio     (Omelia del 12-02-2002)

Dalla Parola del giorno
Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini. Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini.

Come vivere questa Parola?
Tutto lo splendore della verità balena in queste forti parole che Gesù prende dalla Bibbia citando Isaia. Egli si oppone a quanto nell’uomo è inautentico, formalistico, legato a convenienze e calcoli sia pure dettati da una realtà di ordine religioso, com’è quello di fare certe pratiche, essere fedeli a certe osservanze, senza curarne l’anima. I farisei se l’erano presa, appunto, con Lui e coi suoi discepoli perché li avevano colti nell’inadempienza di certi risvolti della Legge ma del tutto esteriorizzati. Gesù reagisce con forza perché è a partire dal cuore, dalle proprie intenzioni interiori che la vita del credente va nella direzione della verità, dell’amore e della luce. Se tutto si gioca a suon di abitudini esteriorità legalismi e formalismi, la vita dello Spirito muore in noi. Ed è tristezza, vuoto, fatica, non senso.

Oggi, in questa vigilia della Quaresima, rientrerò al cuore chiedendomi se è nel cuore che io decido di rispon-dere con amore all’amore di Dio, se è dal cuore che viene sempre rinnovata la mia decisione di compiere la sua volontà nell’adempimento anche delle leggi di minore importanza.

La voce di un poeta contemporaneo
Ripeti: La virtù quando non giunge fino all’amore è cosa vana.
Mario Luzi

padre Lino Pedron     (Omelia del 11-02-2003)

Commento su Marco 7,1-13

Questi primi versetti del capitolo 7 di Marco possono sembrare a noi del 2003 questioni ridicole e controversie definitivamente superate da un pezzo: e in parte è vero, per fortuna! Dobbiamo però cogliere almeno due affermazioni importanti e valide in tutti i tempi e sotto tutti i cieli:

1. Comandamenti di Dio e tradizioni degli uomini devono essere tenuti sempre distinti: i comandamenti di Dio hanno valore perenne e universale e quindi sono immutabili; le tradizioni degli uomini sono provvisorie e quindi possono, e spesso devono, essere cambiate. Di conseguenza il cristiano, e più in generale l’uomo onesto e intelligente, si rinnova in continuità ed è disponibile alle riforme e al progresso.

2. Gesù rifiuta la distinzione giudaica tra puro e impuro, tra una sfera religiosa separata, in cui Dio è presente, e una sfera ordinaria, quotidiana, in cui Dio è assente. Non ci si purifica dalla vita quotidiana cercando Dio altrove, fuori dalla vita di tutti i giorni, ma al contrario ci si deve purificare dal peccato che è dentro di noi. Gesù contesta la distinzione allora ritenuta sicura e indiscutibile: l’ebreo è puro e tutti gli altri sono impuri.

La questione del puro e dell’impuro ha avuto una grande importanza nei primi tempi della Chiesa, soprattutto per la partecipazione alla stessa mensa tra giudei e pagani (cfr Gal 2,11-17). Ci ritorna alla mente la voce che Pietro sentì nella visione di Ioppe: “Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo più profano” (At 10,15).

Citando il quarto comandamento Gesù dimostra di accettare la forza vincolante della legge di Dio, ma rifiuta le tradizioni asfissianti e cavillose che contraddicono ai comandamenti del Signore più che aiutare a capirli e ad osservarli meglio.

Gesù sceglie un caso particolarmente grossolano per dimostrare che il precetto umano può condurre alla trasgressione del comandamento divino. Il dovere di onorare il padre e la madre e di assistere i genitori vecchi e bisognosi era stato affermato da un comandamento di Dio. Ma anche mantenere un voto costituiva un dovere sacro. L’abuso di danneggiare i genitori col voto del corbàn era frequente al tempo di Gesù.

Gesù pone il comandamento dell’amore al di sopra dell’olocausto e degli altri sacrifici (cfr 12,33) e non permette di trascurare il dovere verso i genitori nemmeno con la scusa di un voto. Dio non vuole essere amato e onorato a spese dell’amore del prossimo. Dio è amore e vuole solo amore, quell’amore del prossimo per mezzo del quale egli stesso viene amato.

E’ il principio fondamentale posto alla base di tutta la nostra condotta: l’amore di Dio e del prossimo si inseriscono l’uno nell’altro indissolubilmente (cfr 12,30-31).

Leggiamo nella Prima Lettera di Giovanni: “Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il fratello” (4,21). Nell’amore viene superata ogni forma di legalismo.

Ciò che talvolta tiene lontano da Dio e dal prossimo le persone buone sono le tradizioni religiose staccate dall’amore, che è la loro sorgente e la loro unica motivazione.

Paolo Curtaz     (Omelia del 11-02-2003)

Commento Marco 7,1-13

Gesù è libero di fronte alle norme che regolavano la purificazione rituale, scandalosamente libero; eppure il suo atteggiamento non è quello un po’ adolescenziale e un po’ snob di chi si sente superiore alle regole della vita comune, no; lui entra nel profondo, nello spirito autentico della norma, senza cadere nel legalismo, il Signore vede la ragione di una norma e ne valuta l’opportunità o meno: la sua non è la ripetizione stanca di una tradizione che ci impedisce di crescere, ma una interpretazione matura e posata dell’obiettivo che la norma vuole raggiungere. La tradizione degli uomini, allora come oggi, rischia di soffocare il comandamento di Dio e troppe volte attribuiamo a Dio pensieri e comportamenti che, in realtà, sono frutto della nostra ostinazione; Gesù non ha detto: “io sono la conservazione” ma “io sono la verità” e la Chiesa, le comunità parrocchiali e religiose devono davvero essere pronte a leggere ogni piccola scelta, ogni tradizione degli uomini alla luce della Parola innovativa del vangelo. Così il rispetto della tradizione diventava un escamotage per non soccorrere i genitori: consacrando al Tempio il proprio reddito non si era tenuti a devolverlo ai genitori bisognosi, contravvenendo ? e gravemente ? alla norma del rispetto e della tutela dei propri famigliari.
Oggi, 11 febbraio, ricordiamo anche l’apparizione di Maria a Lourdes, segno di speranza per milioni di ammalati. Sono proprio loro, i fratelli ammalati, ad essere oggi al centro della nostra riflessione e della nostra preghiera: sentano vicina la presenza consolatoria della madre di Dio.

Rendici liberi, Signore, di fronte alla norma, aiutaci a distinguere le tradizioni degli uomini dal tuo comandamento che è sempre e solo un comandamento d’amore!

07/02/2012   SANTO DEL GIORNO    Beato Pio IX

07/02/2012   Beata Anna Maria Adorni    Il Rosario vivente

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V SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO – MARTEDÌ   versione testuale
I Settimana del Salterio
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La Liturgia di oggi

Martedì della V settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
(Verde)
I Lettura 1Re 8,22-23.27-30
Tu hai detto, Signore: «Lì porrò il mio nome!». Ascolta la supplica del tuo popolo Israele.
Salmo (Sal 83)
Quanto sono amabili, Signore, le tue dimore!
Vangelo Mc 7,1-13
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini.

07 febbraio 2012
Il Santo del giorno

San Riccardo Re degli Inglesi
i santi di oggi …

I Santi di oggi

San Riccardo Re degli Inglesi
San Teodoro di Amasea Generale e martire
Sant’ Egidio Maria di San Giuseppe (Francesco Pontillo)Professo Frate Minore
San Giovanni (Lantrua) da Triora
San Lorenzo Maiorano Vescovo di Siponto
San Luca il GiovaneEremita
San Patendo Vescovo
gli altri santi …
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