21 Gennaio 2012 Sant’Agnese

Sab 21 Gen 2012
S. AGNESE (m)

MissF.O.  Letture  Lodi
Media  Vespri  Compieta

http://www.maranatha.it/calendar/cal12Apage.htm

 Sab  21  S. Agnese (m)    
 27nov11 – 25feb12 Avvento –  Natale –  TOrd. I – VII
19feb12 – 16giu12 Quar.  – Triduo – Pasqua – T.O.
17giu12 – 01set12 Tempo Ordinario  XI – XXI
02set12 – 01dic12 Tempo Ordinario  XXII – XXXIV

Avvento – Natale – Gen – Feb – Ceneri

Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Rosso

Il tesoro per il quale un cristiano deve saper vendere tutto è l’amore di Dio: come san Paolo anche noi siamo certi che nulla potrà separarcene. Santa Agnese ci mostra oggi la vittoria dell’amore. Ma qual è questa vittoria? L’amore di Dio secondo san Paolo è l’amore cristiano cioè mai separato dall’amore del prossimo ed è bellissimo vederlo nei martiri. Malgrado le persecuzioni essi non sono mai venuti meno a questo amore più forte dell’odio. In modo speciale essi hanno riportato la vittoria dell’amore sull’odio non rinunciando mai ad amare i loro persecutori.
Durante il periodo in cui la guerra infuriava nel Libano io ho avuto modo di leggere una lettera di un giovane cristiano di 22 anni scritta un mese circa prima di essere ucciso.

Stava preparandosi al sacerdozio e nella previsione di poter morire, scrisse ai suoi familiari: “Ho una sola cosa da chiedervi: perdonate di cuore a quelli che mi avranno ucciso; domandate con me che il mio sangue serva come riscatto per il Libano, come offerta per la pace, per l’amore che sono scomparsi nel nostro paese e nel mondo; che la mia morte insegni agli uomini la carità. ~ Signore vi consoli. Io non rimpiango questo mondo ma mi rattrista il pensiero della vostra tristezza. Pregate, pregate e amate i vostri nemici”. 

È una testimonianza viva della vittoria dell’amore cristiano. Ringraziamo il Signore di farci conoscere che anche oggi i cristiani muoiono come Gesù perdonando chi li uccide; preghiamo per i cristiani che sono tuttora perseguitati e domandiamo di poter essere promotori di unità con la carità che supera ogni odio.

Antifona d’ingresso
Rallegriamoci ed esultiamo, perchè il Signore
ha amato questa vergine santa e gloriosa.

Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che scegli le creature miti e deboli
per confondere le potenze del mondo,
concedi a noi, che celebriamo la nascita al cielo
di sant’Agnese vergine e martire,
di imitare la sua eroica costanza nella fede.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura   2Sam 1,1-4.11-12.17.19.23-27

Come son caduti gli eroi in mezzo alla battaglia?

Dal secondo libro di Samuèle

In quei giorni, Davide tornò dalla strage degli Amaleciti e rimase a Siklag due giorni. Al terzo giorno ecco arrivare un uomo dal campo di Saul con la veste stracciata e col capo cosparso di polvere. Appena giunto presso Davide, cadde a terra e si prostrò. Davide gli chiese: «Da dove vieni?». Rispose: «Sono fuggito dal campo d’Israele». Davide gli domandò: «Come sono andate le cose? Su, dammi notizie!». Rispose: «È successo che il popolo è fuggito nel corso della battaglia, molti del popolo sono caduti e sono morti; anche Saul e suo figlio Giònata sono morti».
Davide afferrò le sue vesti e le stracciò; così fecero tutti gli uomini che erano con lui. Essi alzarono lamenti, piansero e digiunarono fino a sera per Saul e Giònata, suo figlio, per il popolo del Signore e per la casa d’Israele, perché erano caduti di spada.
Allora Davide intonò questo lamento su Saul e suo figlio Giònata:
«Il tuo vanto, Israele,
sulle tue alture giace trafitto!
Come sono caduti gli eroi?
O Saul e Giònata, amabili e gentili,
né in vita né in morte furono divisi;
erano più veloci delle aquile,
più forti dei leoni.
Figlie d’Israele, piangete su Saul,
che con delizia vi rivestiva di porpora,
che appendeva gioielli d’oro sulle vostre vesti.
Come son caduti gli eroi
in mezzo alla battaglia?
Giònata, sulle tue alture trafitto!
Una grande pena ho per te,
fratello mio, Giònata!
Tu mi eri molto caro;
la tua amicizia era per me preziosa,
più che amore di donna.
Come sono caduti gli eroi,
sono perite le armi?».
Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 79

Fa’ splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi.

Tu, pastore d’Israele, ascolta,
tu che guidi Giuseppe come un gregge.
Seduto sui cherubini, risplendi
davanti a Èfraim, Beniamino e Manasse.
Risveglia la tua potenza
e vieni a salvarci.

Signore, Dio degli eserciti,
fino a quando fremerai di sdegno
contro le preghiere del tuo popolo?
Tu ci nutri con pane di lacrime,
ci fai bere lacrime in abbondanza.
Ci hai fatto motivo di contesa per i vicini
e i nostri nemici ridono di noi.

Canto al Vangelo (At 16,14b)
Alleluia, alleluia.
Apri, Signore, il nostro cuore
e accoglieremo le parole del Figlio tuo.
Alleluia.

Vangelo   Mc 3,20-21

I suoi dicevano: «E’ fuori di sé».

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare.
Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Cristo, il santo dei santi, ha operato tra l’incomprensione e le opposizioni. Chiediamo con fiducia al Padre di non lasciarci intimorire dalle opposizioni e dalle difficoltà, ma di testimoniare con coraggio la nostra fede, dicendo:
Donaci, o Padre, la forza del tuo Spirito.

Sostieni la Chiesa nel suo compito profetico di richiamare gli uomini al vero Dio e di abbandonare i falsi valori del mondo. Noi ti invochiamo:
Concedi al Papa e ai vescovi la luce per riconoscere le necessità del nostro tempo, e dona loro una grande sollecitudine verso i poveri. Noi ti invochiamo:
Aiuta i perseguitati e i prigionieri politici, incarcerati per la ricerca di verità e libertà, perché si sentano confortati da Cristo crocifisso. Noi ti invochiamo:
Guida le famiglie del nostro paese verso rapporti di vero amore, che rafforzi la libertà interiore dei loro componenti. Noi ti invochiamo:
Donaci la capacità di correggerci l’un l’altro fraternamente, senza cedere alla critica maligna e alla condanna del prossimo. Noi ti invochiamo:
Per le famiglie colpite da disgraziate e da lutti.
Perché siamo consapevoli dell’immenso valore della messa.

O Padre nostro e nostro Signore, ti presentiamo con piena confidenza le necessità di tutti gli uomini e il nostro sforzo di costruire una società più umana: vieni a salvarci con la tua grazia onnipotente perché ci accostiamo al tuo Cristo, perfetto sacrificio per i secoli eterni. Amen.

Preghiera sulle offerte
Benedici, Signore, i doni che ti offriamo
nel ricordo di sant’Agnese,
e rinnova profondamente il nostro spirito
perchè, liberi dai fermenti del male,
viviamo una vita nuova, nella luce del Vangelo. Per Cristo …

Antifona di comunione
Le cinque vergini sagge presero l’olio
in piccoli vasi insieme con le lampade.
A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo che viene,
andate incontro a Cristo Signore.

Preghiera dopo la comunione

La comunione alla mensa del corpo e sangue del tuo Figlio
ci distolga, Signore, dalla seduzione delle cose che passano,
e sull’esempio di sant’Agnese ci aiuti a crescere nel tuo amore,
per godere in cielo la visione del tuo volto. Per Cristo …

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120121.shtml

Movimento Apostolico – rito romano     (Omelia del 22-01-2011)

Uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: È fuori di sé

Nella sua vita terrena Gesù subì ogni sorta di incomprensione. Credo che sole quelle pochissime persone presenti alla sua croce lo abbiamo compreso, creduto, obbedito, seguito in ogni sua Parola. Ecco come l’Evangelista Giovanni racconta questo momento del Golgota: “Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé” (Gv 19,25-27). Tutti gli altri erano assai lontano dal suo mistero.
La lontananza, se è animata dalla grande virtù dell’umiltà, sempre si trasforma in comprensione, adesione, giusta sequela. Non certo all’istante, bensì a poco a poco, giorno dopo giorno. Se invece è mossa da superbia, vanagloria, arroganza, presunzione, stoltezza e grande stupidità spirituale e intellettuale, crea un abisso invalicabile. Il mistero di Gesù si farà sempre più lontano e inafferrabile.
Nell’episodio del Vangelo di questo giorno, non si limitano più alle parole. Vi aggiungono i fatti. Vogliono andare a prenderlo per riportarlo a Nazaret in modo da tenerlo sotto il loro stretto controllo. Non può Gesù infangare la sua parentela.
Povero Gesù, quante ne ha dovuto subire. Ma il suo amore è grande. Lui sa che anche questa è la sua passione spirituale: la non comprensione da parte di tutti coloro che gli stanno accanto. Questa passione va vissuta fino in fondo. È quella croce spirituale che si fa solitudine, secondo quanto dice il Salmo: “Tu sai quanto sono stato insultato: quanto disonore, quanta vergogna! Sono tutti davanti a te i miei avversari. L’insulto ha spezzato il mio cuore e mi sento venir meno. Mi aspettavo compassione, ma invano, consolatori, ma non ne ho trovati”. (Sal 69 (68),20-21). Questa passione spirituale e questa croce dello spirito e dell’anima hanno accompagnato Gesù per tutto il tempo della sua permanenza sulla nostra terra.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, donaci la perfetta comprensione della carità e della verità di Gesù Signore. Angeli e Santi di Dio, conduceteci nel suo mistero.

Eremo San Biagio     (Omelia del 22-01-2011)

Comenti su Marco 3,21

Allora i suoi [?] uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: “È fuori di sé”.Mc 3,21

Come vivere questa Parola?

L’evangelista Marco annota che la folla stringeva Gesù per le strade e dentro le abitazioni, a tal punto che lui e i suoi “non avevano più tempo per prendere cibo“. Quelli che se ne preoccupano di più sono i suoi stessi parenti. Ecco, vorrebbero tirarlo fuori dalla mischia. Sembra perfino di vederli scuotere il capo angustiati, mentre dicono: “È fuori di sé” che è come dire: è impazzito.

Il racconto, pur nella sua incisività, è tra l’umoristico e il drammatico. Però racchiude soprattutto una profonda verità: Gesù è davvero “folle”, ma per amore. S.Paolo non a caso parla della “follia della croce” e l’autore della lettera agli Ebrei, nel brano odierno, dice che Cristo “con uno spirito eterno offrì se stesso senza macchia a Dio“. Infatti Gesù “non entrò nel santuario col sangue di capri e di agnelli, ma con il proprio sangue“.

Sì, Gesù – “fuori di sé” – c’insegna a uscire dal nostro ego su strade di quella follia dettata dall’amore.

Oggi, nel mio rientro al cuore, chiedo al Signore quel po’ di ?follia d’amore’ senza la quale il cammino spirituale rischia di divenire rassicurante sequenza di pratiche moralistiche.

O Gesù, pazzo d’amore per me, donami un cuore innamorato di te e donato ad ogni fratello e sorella..

La voce di una giovanissima santa

O mio Dio, voglio amarti e servirti per tutta la vita; perciò ti dono la mia anima, il mio cuore, tutto il mio essere. Voglio morire piuttosto che offenderti col peccato.
Laura Vicuña

a cura dei Carmelitani     (Omelia del 24-01-2009)

1) Preghiera

Dio onnipotente ed eterno,
che governi il cielo e la terra,
ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo
e dona ai nostri giorni la tua pace.
Per il nostro Signore Gesù Cristo… 

2) Lettura 

Dal Vangelo secondo Marco 3,20-21
In quel tempo, Gesù entrò in una casa e si radunò di nuovo attorno a lui molta folla, al punto che non poteva neppure mettersi a tavola per mangiare qualcosa.
Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; poiché dicevano: ?È fuori di sé?.

3) Riflessione

? Il vangelo di oggi è molto breve. Appena due versetti. Parla di due cose: (a) della grande attività di Gesù che non gli lascia tempo nemmeno per mangiare e, (b) la reazione contraria della famiglia di Gesù, fino a pensare che era diventato pazzo. Gesù aveva problemi con la famiglia. La famiglia, a volte, aiuta ed altre volte, rende difficile il cammino. Avvenne con Gesù ed avviene con noi.
? Marco 3,20: L?attività di Gesù. Gesù ritorna a casa. La sua casa ora è Cafarnao (Mc 2,1). Non sta più con la famiglia a Nazaret. Sapendo che Gesù sta a casa, la gente si dirige verso di lui. Ed attorno a lui si riunisce tanta gente che non trova più il tempo nemmeno di mangiare. Marco parla di nuovo del servizio prestato fino al punto di non avere tempo di mangiare in pace (Mc 6,31).
? Marco 3,20: Conflitto con la famiglia. Quando i parenti di Gesù seppero questo, dissero: ?E? impazzito!? Forse, perché Gesù non seguiva più un comportamento normale. Forse perché comprometteva il nome della famiglia. Comunque, i parenti di Gesù decisero di riportarlo a Nazaret, segno questo che la relazione di Gesù con la sua famiglia si stava logorando. Ciò deve essere stato motivo di molta sofferenza sia per Gesù che per sua madre, Maria. Più avanti, (Mc 3,31-35) Marco racconta come fu l?incontro dei parenti con Gesù. Loro giunsero alla casa dove stava. Probabilmente erano venuti da Nazaret. Da lì, fino a Cafarnao, sono 40 chilometri, sua madre era insieme a loro. Non potevano entrare in casa, perché c?era gente perfino davanti alla porta. Per questo gli mandano a dire: Tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono lì fuori e ti cercano! La reazione di Gesù è stata molto decisa: Chi è mia madre, chi sono i miei fratelli? Lui stesso risponde indicando la moltitudine che stava attorno: Ecco qui mia madre e i miei fratelli! Poiché tutti coloro che fanno la volontà di Dio sono mio fratello, mia sorella, mia madre! Allargò la famiglia! Gesù non permette che la famiglia lo allontani dalla missione.
La situazione della famiglia al tempo di Gesù. Nell?antico Israele, il clan, in pratica la grande famiglia (la comunità), costituiva la base della convivenza sociale. Costituiva la protezione delle piccole famiglie e delle persone, la garanzia del possedimento della terra, il veicolo principale della tradizione, la difesa dell?identità. Era il modo concreto che la gente di quella epoca aveva di incarnare l?amore di Dio nell?amore verso il prossimo. Difendere il clan, la comunità era lo stesso che difendere l?Alleanza. In Galilea, al tempo di Gesù, a causa del sistema romano, impiantato nei lunghi anni di governo di Erode Magno (37 aC a 4 aC) e di suo figlio Erode Antipa (4 aC a 39 dC), tutto ciò non esisteva più, o sempre meno. Il clan (comunità) si stava debilitando. Le imposte da pagare sia al governo che al tempio, l?indebitamento crescente, la mentalità individualista dell?ideologia ellenista, le frequenti minacce di repressione violenta da parte dei romani, l?obbligo di accogliere i soldati e dare loro ospitalità, i problemi sempre maggiori di sopravvivenza, tutto questo portava le famiglie a rinchiudersi in se stesse e nelle proprie necessità. Non si praticava più l?ospitalità, la condivisione, la comunione attorno al tavolo, l?accoglienza agli esclusi. Questa chiusura era rafforzata dalla religione dell?epoca. L?osservanza delle norme di purezza era il fattore che causava l?emarginazione di molte persone: donne, bambini, samaritani, stranieri, gente posseduta dal demonio, pubblicani, malati, mutilati, paralitici. Invece di promuovere l?accoglienza e la comunione, queste norme favorivano la separazione e l?esclusione.
Così, sia la struttura politica, sociale ed economica, come pure l?ideologia religiosa dell?epoca, tutto cospirava a favore dell?indebolimento dei valori centrali del clan, della comunità. Orbene, affinché il regno di Dio potesse manifestarsi di nuovo nella convivenza comunitaria della gente, le persone dovevano superare i limiti stretti della piccola famiglia ed aprirsi di nuovo alla grande famiglia, alla Comunità.
Gesù ci da l?esempio. Quando i suoi parenti giungono a Cafarnao e cercano di impossessarsi di lui e di portarlo di nuovo a casa, lui reagisce. Invece di rinchiudersi nella sua piccola famiglia, lui allarga la famiglia (Mc 3,33-35). Crea comunità. Chiede la stessa cosa a tutti coloro che vogliono seguirlo. Le famiglie non possono rinchiudersi in se stesse. Gli esclusi e gli emarginati devono essere accolti, di nuovo nella convivenza e, così, sentirsi accolti da Dio (cf Lc 14,12-14). Era questo il cammino per raggiungere l?obiettivo della Legge che diceva: ?Tra di voi non ci siano poveri? (Dt 15,4). Come i grandi profeti del passato, Gesù cerca di rafforzare la vita comunitaria nei villaggi della Galilea. Lui ritorna al senso profondo del clan, della famiglia, della comunità, quale espressione dell?incarnazione dell?amore di Dio nell?amore del prossimo.

4) Per un confronto personale

? La famiglia aiuta o rende difficile la tua partecipazione alla comunità cristiana? Come assumi l?impegno nella comunità cristiana?
? Cosa ci dice tutto questo circa le nostre relazioni nella famiglia e nella comunità? 

5) Preghiera finale

Applaudite, popoli tutti,
acclamate Dio con voci di gioia;
perché terribile è il Signore, l?Altissimo,
re grande su tutta la terra.
 (Sal 46)

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SANT’AGNESE, vergine e martire   versione testuale
Memoria
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Agnese martire  
21/01/2012 
Un unico Amore

SANTO DEL GIORNO   21/01/2012

Sant’Agnese

La Liturgia di oggi

Sant’Agnese
(Rosso)
I Lettura 2Sam 1,1-4.11-12.17.19.23-27
Come son caduti gli eroi in mezzo alla battaglia?
Salmo (Sal 79)
Fa’ splendere il tuo volto, Signore, e noi saremo salvi.
Vangelo Mc 3,20-21
I suoi dicevano: «E’ fuori di sé».

21 gennaio 2012
Il Santo del giorno

Sant’ Agnese Vergine e martire
i santi di oggi …

I Santi di oggi

Sant’ AgneseVergine e martire –Memoria
Sant’ Epifanio di Pavia Vescovo
San Publio di AteneVescovo
Santi Fruttuoso, Augurio ed EulogioMartiri
San Patroclo Martire
San Meinrado (Meginrado) di Einsiedeln Eremita e martire
San Zaccaria del Mercurion
gli altri santi …
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Published in: on gennaio 21, 2012 at 11:37 pm  Lascia un commento  
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