Venerdì della II settimana del Tempo Ordinario (Anno pari) 20 Gennaio 2012

Ven 20 Gen 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi
Media  Vespri  Compieta

http://www.maranatha.it/calendar/LiturcalPage.htm

Ven  20  Feria
 27nov11 – 25feb12 Avvento –  Natale –  TOrd. I – VII
19feb12 – 16giu12 Quar.  – Triduo – Pasqua – T.O.
17giu12 – 01set12 Tempo Ordinario  XI – XXI
02set12 – 01dic12 Tempo Ordinario  XXII – XXXIV

Avvento – Natale – Gen – Feb – Ceneri


Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/PO025.mp3

Siamo tutti chiamati ad essere discepoli, ma non tutti i discepoli sono chiamati per essere apostoli. Dalla montagna (luogo che generalmente nella Bibbia è teatro delle rivelazioni divine) Gesù Cristo sceglie, senza alcun obbligo, dodici discepoli perché questi diventino apostoli.
Apostolo significa “inviato” di Gesù Cristo, investito della sua autorità. Gli apostoli hanno la responsabilità di cementare la Chiesa, nella persona di Gesù Cristo. Ne ha scelti dodici perché siano con lui, perché annuncino come lui il vangelo e scaccino gli spiriti cattivi.
Il numero dodici simboleggia le dodici tribù di Israele. Sono loro che sosterranno il nuovo popolo di Dio, iniziato da Gesù Cristo.
La Chiesa è apostolica perché è cementata dagli apostoli. Tutti i suoi membri partecipano all’apostolato, che è luce e speranza tra gli uomini, come un fermento.
L’apostolo e il discepolo hanno un solo scopo, anche se il loro ministero è diverso. Essi trasmettono il regno di Dio a tutti e a tutte le generazioni.
Sulla soglia del terzo millennio, le voci dei nostri pastori ci invitano a dare un impulso all’evangelizzazione. Se la prendiamo sul serio, questa sfida verrà in aiuto a molti uomini che aspettano una nuova civiltà di amore e di solidarietà.

Antifona d’ingresso
Tutta la terra ti adori, o Dio, e inneggi a te:
inneggi al tuo nome, o Altissimo. (Sal 66,4)

Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che governi il cielo e la terra,
ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo
e dona ai nostri giorni la tua pace.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura   1Sam 24,3-21

Non stenderò la mano su di lui, perché egli è il consacrato del Signore.

Dal primo libro di Samuèle

In quei giorni, Saul scelse tremila uomini valorosi in tutto Israele e partì alla ricerca di Davide e dei suoi uomini di fronte alle Rocce dei Caprioli. Arrivò ai recinti delle greggi lungo la strada, ove c’era una caverna. Saul vi entrò per coprire i suoi piedi, mentre Davide e i suoi uomini se ne stavano in fondo alla caverna.
Gli uomini di Davide gli dissero: «Ecco il giorno in cui il Signore ti dice: “Vedi, pongo nelle tue mani il tuo nemico: trattalo come vuoi”». Davide si alzò e tagliò un lembo del mantello di Saul, senza farsene accorgere. Ma ecco, dopo aver fatto questo, Davide si sentì battere il cuore per aver tagliato un lembo del mantello di Saul. Poi disse ai suoi uomini: «Mi guardi il Signore dal fare simile cosa al mio signore, al consacrato del Signore, dallo stendere la mano su di lui, perché è il consacrato del Signore». Davide a stento dissuase con le parole i suoi uomini e non permise loro che si avventassero contro Saul. Saul uscì dalla caverna e tornò sulla via.
Dopo questo fatto, Davide si alzò, uscì dalla grotta e gridò a Saul: «O re, mio signore!». Saul si voltò indietro e Davide si inginocchiò con la faccia a terra e si prostrò. Davide disse a Saul: «Perché ascolti la voce di chi dice: “Ecco, Davide cerca il tuo male”? Ecco, in questo giorno i tuoi occhi hanno visto che il Signore ti aveva messo oggi nelle mie mani nella caverna; mi si diceva di ucciderti, ma ho avuto pietà di te e ho detto: “Non stenderò le mani sul mio signore, perché egli è il consacrato del Signore”. Guarda, padre mio, guarda il lembo del tuo mantello nella mia mano: quando ho staccato questo lembo dal tuo mantello nella caverna, non ti ho ucciso. Riconosci dunque e vedi che non c’è in me alcun male né ribellione, né ho peccato contro di te; invece tu vai insidiando la mia vita per sopprimerla. Sia giudice il Signore tra me e te e mi faccia giustizia il Signore nei tuoi confronti; ma la mia mano non sarà mai contro di te. Come dice il proverbio antico:
“Dai malvagi esce il male,
ma la mia mano non sarà contro di te”.
Contro chi è uscito il re d’Israele? Chi insegui? Un cane morto, una pulce. Il Signore sia arbitro e giudice tra me e te, veda e difenda la mia causa e mi liberi dalla tua mano».
Quando Davide ebbe finito di rivolgere a Saul queste parole, Saul disse: «È questa la tua voce, Davide, figlio mio?». Saul alzò la voce e pianse. Poi continuò rivolto a Davide: «Tu sei più giusto di me, perché mi hai reso il bene, mentre io ti ho reso il male. Oggi mi hai dimostrato che agisci bene con me e che il Signore mi aveva abbandonato nelle tue mani e tu non mi hai ucciso. Quando mai uno trova il suo nemico e lo lascia andare sulla buona strada? Il Signore ti ricompensi per quanto hai fatto a me oggi. Ora, ecco, sono persuaso che certamente regnerai e che sarà saldo nelle tue mani il regno d’Israele». Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 56

Pietà di me, o Dio, pietà di me.

Pietà di me, pietà di me, o Dio,
in te si rifugia l’anima mia;
all’ombra delle tue ali mi rifugio
finché l’insidia sia passata.

Invocherò Dio, l’Altissimo,
Dio che fa tutto per me.
Mandi dal cielo a salvarmi,
confonda chi vuole inghiottirmi;
Dio mandi il suo amore e la sua fedeltà.

Innàlzati sopra il cielo, o Dio,
su tutta la terra la tua gloria.
Grande fino ai cieli è il tuo amore
e fino alle nubi la tua fedeltà.

Canto al Vangelo (2Cor 5,19)
Alleluia, alleluia.
Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo,
affidando a noi la parola della riconciliazione.
Alleluia.

Vangelo   Mc 3,13-19

Chiamò a sé quelli che voleva perché stessero con lui.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni.
Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè “figli del tuono”; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì. Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Fratelli e sorelle, uniamo le nostre invocazioni alla preghiera che Cristo rivolge al Padre, e alla voce dello Spirito che è in noi, dicendo:
Signore, ascoltaci.

Concedi, Signore, al tuo popolo fondato sugli apostoli, giorni sereni e frutti di bene. Noi ti preghiamo:
Benedici, Signore, il Papa, i vescovi e i loro collaboratori che tu invii a evangelizzare, e dona loro amore e sapienza. Noi ti preghiamo:
Illumina, Signore, i ragazzi e le ragazze che compiono una decisiva scelta di vita e chiama nuovi operai nella tua messe. Noi ti preghiamo:
Dona, Signore, a tutti i cristiani un rapporto personale e profondo con Cristo, perché comunichino con gioia agli altri la propria fede. Noi ti preghiamo:
Suscita, Signore, nella nostra comunità parrocchiale, un rinnovato impegno ad evangelizzare, con le parole e con le opere, l’ambiente in cui viviamo. Noi ti preghiamo:
Perché anche noi ci lasciamo evangelizzare.
Per i sacerdoti, i religiosi e le religiose della nostra parrocchia.

O Signore, tu ci hai chiamati per nome affidandoci una missione particolare nella tua Chiesa, e ci ami di amore eterno: attiraci sempre di più a te e rendici strumenti della tua salvezza. Per Gesù tuo Figlio, nostro fratello e salvatore, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Concedi a noi tuoi fedeli, Signore,
di partecipare degnamente ai santi misteri
perché, ogni volta che celebriamo
questo memoriale del sacrificio del tuo Figlio,
si compie l’opera della nostra redenzione.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona di comunione
Dinanzi a me hai preparato una mensa
e il mio calice trabocca. (Sal 23,5)

Oppure:
Abbiamo conosciuto l’amore che Dio
ha per noi e vi abbiamo creduto. (1Gv 4,16)

Preghiera dopo la comunione

Infondi in noi, o Padre, lo Spirito del tuo amore,
perché nutriti con l’unico pane di vita
formiamo un cuor solo e un’anima sola.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120120.shtml

mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 19-01-2007)

Con questo brano inizia una nuova sezione del Vangelo di Marco. E si apre, come in una sintesi generale, con l’immagine della comunità dei discepoli attorno a Gesù. Gesù attorniato dai Dodici, sul monte, rappresenta l’universalità della comunità cristiana. I Dodici sono chiamati uno per uno, come per sottolineare la “familiarità” di questa comunità. Essa non è anonima. Nella comunità cristiana ognuno ha il suo nome, la sua storia. E ad ognuno è affidata, appunto come ai Dodici, la missione di annunciare il Vangelo e di guarire le malattie. Ma c’è una condizione previa alla missione: l’apostolo deve anzitutto “stare con Gesù”. Potremmo dire che l’apostolo è prima di tutto discepolo, ossia uno che sta con Gesù. Il legame stretto con la vita e le parole di Gesù è a fondamento della apostolicità dei discepoli. Se stanno con Gesù, andranno con lui in mezzo alle folle e faranno quello che Gesù ha fatto. “Senza di me non potete fare nulla” (Gv 15, 5).

Eremo San Biagio     (Omelia del 20-01-2012)

Ne costituì Dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare.
Mc 3,14-15

Come vivere questa parola?

Il testo evangelico che ci propone la liturgia odierna parla della chiamata dei Dodici. Quasi in una carrellata nomi e volti si susseguono. Pietro, Matteo il pubblicano, Tommaso? Tanta diversità nella Chiesa nascente! E Gesù li mette insieme! I conflitti non mancheranno, gli attriti aumenteranno a seconda delle personalità emergenti, pensiamo a Paolo. Discussioni accese, prese di posizione, ma mai divisioni nella comunità apostolica!

La diversità accolta e condivisa ha dato a quella comunità un volto dinamico, una capacità di adeguarsi, incarnandosi nelle varie culture con cui veniva a contatto. Ricchezza che oggi siamo chiamati a custodire e incrementare. Sì, perché il volto umano-divino del Cristo non può esaurirsi in un’unica espressione. Il riflesso della sua bellezza è rintracciabile ovunque. È quindi con profondo rispetto che siamo chiamati a guardare alle Chiese sorelle per cogliere in esse i Semi del Verbo, dell’unica Bellezza che si è compiaciuta di rivelarsi a tutte le genti.

Oggi, nel mio rientro al cuore, osservo il mio sguardo sulla Chiesa oggi e sulle Chiese sorelle: le guardo con indifferenza? Nutro pregiudizi? Ho paura di un’apertura che potrebbe turbare una fede un po’ tradizionalista? Con il movimento ecumenico prego:

Signore Dio, insegnaci ad accettare con umiltà che l’unità è un dono del tuo Spirito; mediante questo dono, cambiaci e trasformaci sempre più ad immagine del tuo Figlio Gesù Cristo.

La voce del movimento ecumenico

La preghiera per l’unità, dunque, non è un accessorio opzionale della vita cristiana, ma, al contrario,
ne è il cuore. L’ultimo comandamento che il Signore ci ha lasciato prima di completare la sua offerta redentiva sulla croce, è stato quello della comunione fra i suoi discepoli, della loro unità come Lui e il Padre sono uno, perché il mondo creda.

Movimento Apostolico – rito romano     (Omelia del 20-01-2012)

Perché stessero con lui e per mandarli a predicare

Di alcuni apostoli conosciamo la loro chiamata. Essa è diretto o indiretta a seconda del Vangelo dal quale attingiamo la notizia. I Sinottici parlano di chiamata diretta: “Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono” (Mt 4,18-22).
In Giovanni invece essa è prevalentemente indiretta: “Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro -, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro. Il giorno dopo Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi!». Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaele gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità»” (Gv 1,35-47). Non ha alcuna importanza sapere per quale via una vocazione è sorta, se via diretta o indiretta. Importante è sapere invece che ogni vocazione sorge dal cuore del Padre. È Lui la fonte unica di ogni ministero.
Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli -, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanérghes, cioè «figli del tuono»; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.
I Dodici sono stati costruiti perché stessero con Lui. Loro domani dovranno vivere tutta la missione di Gesù. Per questo essi dovranno conoscere ogni cosa del loro Maestro e Signore: parole, opere, interventi, modalità, relazioni, insegnamento, risposte, dialoghi, atteggiamenti. È come se loro si dovessero impregnare di Gesù Signore, in modo da essere “immagine” perfetta di Lui nel mondo. La frequentazione con Gesù dona loro lo spessore giusto, quando domani dovranno essere loro a svolgere la sua missione sullo stesso suo modello ed esempio. Per questo motivo essi non dovranno mai distrarsi, dovranno invece stare sempre attenti, vigili, prudenti, accorti, sapienti ed intelligenti in modo da apprendere ogni cosa da un Maestro così elevato, da essere l’unico Maestro vero sulla nostra terra. Essi dovranno andare anche a predicare con il potere di scacciare i demòni. Mentre Gesù è in vita, dovranno fare una intensa esperienza di quanti sacrifici e abnegazione comporti la missione. In modo che seguendo Cristo Gesù possano essere pronti ad assolvere al loro mandato, quando si diffonderanno sul mondo intero ed annunzieranno la venuta del regno di Dio. Senza il contatto quotidiano con Gesù, è facile perdere di vista il mistero e trasformarsi in annunciatori vani.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci una cosa sola con Gesù.

II SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO – VENERDÍ   versione testuale
II Settimana del Salterio
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http://www.avvenire.it/Rubriche/Pagine/Il%20Santo%20del%20giorno/Difensore%20della%20Chiesa_20120120.aspx?Rubrica=Il%20Santo%20del%20giorno

La Liturgia di oggi

Venerdì della II settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
(Verde)
I Lettura 1Sam 24,3-21
Non stenderò la mano su di lui, perché egli è il consacrato del Signore.
Salmo (Sal 56)
Pietà di me, o Dio, pietà di me.
Vangelo Mc 3,13-19
Chiamò a sé quelli che voleva perché stessero con lui.

20 gennaio 2012
Il Santo del giorno

San Fabiano Papa e martire
i santi di oggi …

I Santi di oggi

Sant’ AgneseVergine e martire –Memoria
Sant’ Epifanio di Pavia Vescovo
San Publio di AteneVescovo
Santi Fruttuoso, Augurio ed EulogioMartiri
San Patroclo Martire
San Meinrado (Meginrado) di Einsiedeln Eremita e martire
San Zaccaria del Mercurion
gli altri santi …

 

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