Giovedì della II settimana del Tempo Ordinario (Anno pari) 19 Gennaio 2012

Gio 19 Gen 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi
Media  Vespri  Compieta

http://www.maranatha.it/calendar/LiturcalPage.htm

Gio   19  Feria
 27nov11 – 25feb12 Avvento –  Natale –  TOrd. I – VII
19feb12 – 16giu12 Quar.  – Triduo – Pasqua – T.O.
17giu12 – 01set12 Tempo Ordinario  XI – XXI
02set12 – 01dic12 Tempo Ordinario  XXII – XXXIV

Avvento – Natale – Gen – Feb – Ceneri

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/PO024.mp3

Secondo il Nuovo Testamento, è discepolo colui che riconosce in Gesù Cristo il suo Maestro. Sono tanti coloro che lo seguono e si dirigono verso di lui perché hanno sentito dire che fa cose straordinarie. Le sue parole e i suoi gesti contengono la vita divina. Egli parla con autorità. Quando lo si conosce e riconosce, nasce spontaneamente in chi lo ascolta un atto di fede: “Tu sei il Figlio di Dio”.
Gesù non ama le dimostrazioni spettacolari né le acclamazioni della folla. Egli ama le persone semplici che penetrano e approfondiscono la fede, senza condizioni; queste si fidano delle sue parole. Aderiscono a lui, rompendo con il passato e cominciando una nuova vita. Adatteranno la loro vita alla persona del Maestro. Non seguono un insieme di idee (che costituiscono dei dogmi) ma la persona che è Parola di vita e insegnamento eterno.
Anche oggi c’è bisogno di discepoli disposti a continuare ad affermare la propria completa adesione alla persona di Gesù Cristo. L’uomo di oggi è in attesa; aspetta che qualcuno lo avvicini al Dio vivo, al Dio risuscitato.

Antifona d’ingresso
Tutta la terra ti adori, o Dio, e inneggi a te:
inneggi al tuo nome, o Altissimo. (Sal 66,4)

Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che governi il cielo e la terra,
ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo
e dona ai nostri giorni la tua pace.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura   1Sam 18,6-9; 19,1-7

Saul, mio padre, cerca di ucciderti.

Dal primo libro di Samuèle
In quei giorni, mentre Davide tornava dall’uccisione del Filisteo, uscirono le donne da tutte le città d’Israele a cantare e a danzare incontro al re Saul, ccompagnandosi con i tamburelli, con grida di gioia e con sistri. Le donne cantavano danzando e dicevano: «Ha ucciso Saul i suoi mille e Davide i suoi diecimila».
Saul ne fu molto irritato e gli parvero cattive quelle parole. Diceva: «Hanno dato a Davide diecimila, a me ne hanno dati mille. Non gli manca altro che il regno». Così da quel giorno in poi Saul guardava sospettoso Davide.
Saul comunicò a Giònata, suo figlio, e ai suoi ministri di voler uccidere Davide. Ma Giònata, figlio di Saul, nutriva grande affetto per Davide. Giònata informò Davide dicendo: «Saul, mio padre, cerca di ucciderti. Sta’ in guardia domani, sta’ al riparo e nasconditi. Io uscirò e starò al fianco di mio padre nella campagna dove sarai tu e parlerò in tuo favore a mio padre. Ciò che vedrò te lo farò sapere».
Giònata parlò dunque a Saul, suo padre, in favore di Davide e gli disse: «Non pecchi il re contro il suo servo, contro Davide, che non ha peccato contro di te, che anzi ha fatto cose belle per te. Egli ha esposto la vita, quando abbatté il Filisteo, e il Signore ha concesso una grande salvezza a tutto Israele. Hai visto e hai gioito. Dunque, perché pecchi contro un innocente, uccidendo Davide senza motivo?». Saul ascoltò la voce di Giònata e giurò: «Per la vita del Signore, non morirà!».
Giònata chiamò Davide e gli riferì questo colloquio. Poi Giònata introdusse presso Saul Davide, che rimase alla sua presenza come prima. Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 55

In Dio confido, non avrò timore.

Pietà di me, o Dio, perché un uomo mi perseguita,
un aggressore tutto il giorno mi opprime.
Tutto il giorno mi perseguitano i miei nemici,
numerosi sono quelli che dall’alto mi combattono.

I passi del mio vagare tu li hai contati,
nel tuo otre raccogli le mie lacrime:
non sono forse scritte nel tuo libro?
Allora si ritireranno i miei nemici,
nel giorno in cui ti avrò invocato.

Questo io so: che Dio è per me.
In Dio, di cui lodo la parola,
nel Signore, di cui lodo la parola.

In Dio confido, non avrò timore:
che cosa potrà farmi un uomo?
Manterrò, o Dio, i voti che ti ho fatto:
ti renderò azioni di grazie.

Canto al Vangelo (2 Tim 1,10)
Alleluia, alleluia.
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.
Alleluia.

Vangelo   Mc 3,7-12

Gli spiriti impuri gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.

Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui. Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo.
Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse. Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Cristo, unico ed eterno sacerdote, si manifesta come l’Inviato di Dio che guarisce l’umanità malata e la libera dal potere del demonio. Invochiamo il Padre celeste, perché anche in noi faccia risplendere la vittoria del Messia, dicendo:
In te, Signore, vinceremo la morte.
Preghiamo per la Chiesa: il Signore continui a guarire e a liberare l’umanità sofferente attraverso l’opera dei cristiani.
Preghiamo per le autorità civili: non ricerchino un potere che divide e opprime, ma che risponda alle necessità degli umili e degli indifesi.
Preghiamo per le folle smarrite dei profughi, degli emigranti rifiutati, degli anziani abbandonati: la Provvidenza di Dio assista ciascuno di loro e muova alla solidarietà i cristiani.
Preghiamo per i malati psichici: la loro infermità, unita alla passione di Cristo, giovi per la salvezza di tutti e ci renda più consapevoli della nostra responsabilità verso i deboli.
Preghiamo per la nostra comunità locale: cerchi con perseveranza la presenza di Cristo nella preghiera e nei sacramenti, per essere da lui rinnovata.
Per la terra di Gesù e i popoli che vi abitano.
Per uno sviluppo della medicina nel rispetto dell’uomo.
O Dio, ti invochiamo per l’intercessione di Gesù, il tuo Cristo: guarisci il nostro cuore e il nostro corpo, perché possiamo oggi e ogni giorno sperimentare la tua misericordia. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Concedi a noi tuoi fedeli, Signore,
di partecipare degnamente ai santi misteri
perché, ogni volta che celebriamo
questo memoriale del sacrificio del tuo Figlio,
si compie l’opera della nostra redenzione.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona di comunione

Dinanzi a me hai preparato una mensa
e il mio calice trabocca. (Sal 23,5)

Oppure:
Abbiamo conosciuto l’amore che Dio
ha per noi e vi abbiamo creduto. (1Gv 4,16)

Preghiera dopo la comunione

Infondi in noi, o Padre, lo Spirito del tuo amore,
perché nutriti con l’unico pane di vita
formiamo un cuor solo e un’anima sola.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120119.shtml

mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 18-01-2007)

Le folle sono spesso tra i protagonisti del Vangelo. Gesù, in qualunque città o regione si rechi, è sempre circondato da folle che si stringono attorno a lui. In tanti accorrono da tutte le regioni, come questo brano ricorda. E sono anche invadenti, al punto da costringere Gesù a salire su una barca per non essere schiacciato. Tutti gli si buttano addosso per toccarlo, come per scaricare su di lui il loro dolore e le loro speranze. Sanno bene di trovare un uomo buono e compassionevole che mai li respingerà. Chiediamoci: dove le folle di oggi, più numerose di quelle di allora, possono “toccare” Gesù? Non dovrebbero essere le nostre comunità cristiane di oggi, il corpo di Gesù che i poveri e i deboli possono “toccare”? Questo è tanto più necessario quanto più sembrano crescere le barriere per impedire alle folle dei poveri, specialmente quelle del Sud del mondo, anche solo di lambire le frontiere dei paesi ricchi.

Movimento Apostolico – rito romano     (Omelia del 19-01-2012)

Quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo

Ormai tutti sanno che non vi è alcun bisogno di chiedere a Gesù che faccia loro un qualche miracolo. Basta semplicemente toccarlo e il miracolo avviene, si compie. Non è però uno solo che lo tocca, sono a centinaia. La folla che lo seguiva, giungeva da ogni parte. Essa veniva dalla Galilea, dalla Giudea, da Gerusalemme, dall’Idumea, da oltre il Giordano, dalla parti di Tiro e Sidone. Ognuno veniva nutrendo un speranza nel cuore: basta che io lo tocchi e di sicuro sarà guarito.
Questa fede faceva sì che tutti si gettassero su di Lui per toccarlo. Come si fa a parlare, predicare, insegnare, ammaestrare, se tutti ti spintonano e chi ti getta da una parte e chi da un’altra? Come si fa a dare a questo popolo così numeroso la volontà del Padre, se si è nella condizione fisica di non poter neanche aprire la bocca? Anche se Gesù avesse potuto parlare, di certo loro non stavano ad ascoltarlo. Ognuno pensava come potersi gettare su di Lui prima degli altri, per essere guarito. Questa la reale situazione nella quale oggi Gesù si trova.
Gesù però è l’uomo dalla saggezza ed intelligenza senza misura. Egli sempre vince ogni sentimento, volontà, desiderio, tentazione, prova, pressione da parte degli uomini con la sua sapienza nella quale cresceva ogni giorno di più. È proprio questo il ministero della sapienza ed intelligenza: vincere ogni stoltezza ed insipienza che si dovesse trasformare in un vero impedimento perché noi possiamo compiere la volontà di Dio. Poiché ogni giorno la stoltezza e l’insipienza si presentano con sempre più grande virulenza, noi siamo obbligati a rispondere con sapienza ed intelligenza che crescono in noi a dismisura, altrimenti di certo soccomberemo. Gesù mai è caduto in una sola prova o tentazione a motivo della sua altissima saggezza.
Gesù, intanto, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidone, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui. Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo. Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.
Ecco la saggezza di Gesù: chiede che gli venga messa a disposizione una barca. Si discosta un poco dalla riva, quanto basta perché non fosse più accerchiato e spintonato, e in tale modo può insegnare alla folla i misteri del regno di Dio. Il miracolo senza la verità di esso non è fine del ministero di Gesù. Lui è venuto per condurre ogni uomo al Padre, non per lasciarlo raggomitolato in se stesso, anche se prima era in una condizione di malattia ed ora è in una situazione di perfetta guarigione. Nella pura immanenza era prima. Nella pura immanenza è dopo.
Invece Gesù deve liberare l’uomo dalla sua immanenza e trasportarlo in una condizione di trascendenza. Deve sganciarlo da se stesso e agganciarlo al Padre suo che è nei cieli. Questo sgancio e questa aggancio mai potranno avvenire per solo miracolo. Ad esso va sempre aggiunta la Parola. È questa la via perché si conosca la purissima volontà del Signore sulla nostra vita e si presti a Lui la nostra più immediata obbedienza. Il miracolo deve manifestarci che Gesù è vero inviato di Dio, vero suo profeta, vero suo servo. Lui può parlarci in nome di Dio, perché da Dio viene e per suo comando agisce ed opera, insegna ed ammaestra. Lui è il solo vero, perfetto, pieno, esaustivo rivelatore del Padre. Quando l’uomo comprende questa verità, può salvare la sua vita, se vuole, perché la può liberare dall’immanenza e trasportare nella più altra trascendenza. La può agganciare a Dio, dal quale è la sua vera salvezza. È questo il motivo per cui Gesù dona al miracolo un posto secondario, il posto solo di segno.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, agganciateci al Padre celeste.

Eremo San Biagio     (Omelia del 19-01-2012)

Commento su Primo Samuele 18,9

Saul si ingelosì di Davide.
1Sam 18,9

Come vivere questa parola?

La prima lettura della liturgia odierna, letta alla luce della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, ci offre interessanti suggestioni. Saul e Davide: due “eletti” per guidare Israele. Due consacrati su cui si è posato lo Spirito. Molto li accomuna, ma qualcosa stride e l’unità auspicata s’infrange fin dall’inizio. È la presenza insidiosa del male di cui parla la Genesi: “Il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dominalo” (4,7). La “sacra unzione” dello Spirito non libera, né preserva dai limiti, non immunizza dal peccato. Ed ecco Saul corroso dalla gelosia per l’entusiasmo suscitato dalla strepitosa vittoria di Davide, che ha esposto la sua vita per la salvezza di Israele. È l’inizio di un cammino tortuoso che vedrà i due “unti-consacrati a Dio” su percorsi contrastanti: l’uno all’inseguimento dell’altro. Segnati entrambi dal nome di quel Dio che è per natura comunione, e nonostante ciò divisi.

Scandalo che si perpetua nella storia. Battezzati nel nome dell’unico Dio, segnati dal medesimo sigillo dello Spirito, membra ferite di un unico Corpo, oggi siamo noi cristiani a scoprirci tanto vicini eppure tanto divisi.

Oggi, nella mia pausa contemplativa, m’interrogherò sulla risonanza che ha in me il discorso del-la comunione nella comunità cristiana, il discorso ecumenico che viviamo in questa settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Lo vivo come qualcosa che mi riguarda personalmente? Lo soffro come una ferita che lacera quel Corpo Mistico di cui sono membro? Sono convinto che la radice della disunione è da ricercare innanzitutto dentro il cuore, dentro il mio cuore? Con il movimento ecumenico prego: Dio Padre, Signore della pace perdona la colpa della divisione nella tua Chiesa, Corpo di Cristo, e donaci il coraggio di cercare quell’unità che è tuo dono e volontà tua, e nella quale è la nostra pace.

La voce del movimento ecumenico

Mentre preghiamo e ci adoperiamo per la piena e visibile unità della Chiesa, noi – e le tradizioni cui apparteniamo – saremo cambiati, trasformati e conformati ad immagine di Cristo. I cristiani intendono sforzarsi insieme, senza trionfalismi, in tutta umiltà, nel servizio a Dio e ai fratelli, sull’esempio di Gesù Cristo. Nel tendere all’unità, è questo l’atteggiamento che desideriamo chiedere a Dio tutti insieme.


Macario il Grande    
19/01/2012 
Noi, come bambini

ravasi 19  gennaio
Non la conobbe

di Gianfranco Ravasi

SANTO DEL GIORNO   19/01/2012

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II SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO – GIOVEDÌ   versione testuale
II Settimana del Salterio
help

http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new_v3/cciv4_edit_info.edit_liturgia?p_data=19/01/2012

La Liturgia di oggi

Giovedì della II settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
(Verde)
I Lettura 1Sam 18,6-9; 19,1-7
Saul, mio padre, cerca di ucciderti.
Salmo (Sal 55)
In Dio confido, non avrò timore.
Vangelo Mc 3,7-12
Gli spiriti impuri gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.

19 gennaio 2012
Il Santo del giorno

San Bassiano Vescovo
i santi di oggi …

I Santi di oggi

San Bassiano Vescovo
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San Macario il Grande Abate di Scete
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