Giovedì della I settimana del Tempo Ordinario (Anno pari) 12 Gennaio 2012

Gio 12 Dic 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi
Media  Vespri  Compieta

http://www.maranatha.it/PDAliturgy/12to01/00-ENTRA.htm

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 http://www.maranatha.it/calendar/cal12Apage.htm
Gio  12  Feria
 27nov11 – 25feb12 Avvento –  Natale –  TOrd. I – VII
19feb12 – 16giu12 Quar.  – Triduo – Pasqua – T.O.
17giu12 – 01set12 Tempo Ordinario  XI – XXI
02set12 – 01dic12 Tempo Ordinario  XXII – XXXIV

 Avvento – Natale – Gen – Feb – Ceneri

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/PO014.mp3

Gesù è mosso a compassione. È uno degli enigmi della vita di Gesù: egli ha la capacità di guarire tutti i malati, eppure ne guarisce soltanto alcuni, ora qua ora là. Chiediamo a Dio di chiarirci la risposta a questa domanda: perché Gesù non li guarisce tutti? Forse non vuole che noi ci aspettiamo che faccia dei miracoli per liberare gli uomini da tutte le loro sofferenze: egli non vuole compiere quello che è invece nostro dovere. La lebbra è diffusa ancor oggi in molti luoghi, ma essa è una malattia che si può guarire: dipende da noi usare tutte le tecniche, tutta la nostra intelligenza, tutte le nostre risorse umane perché possa esserci guarigione. Qualche volta, prima del pasto, si dice: “Da’ del pane a chi non ne ha”. Il Signore non può fare tutto al nostro posto, ma è sempre con noi affinché abbiamo la forza instancabile di servire quelli che soffrono.

Antifona d’ingresso
Vidi il Signore su di un trono altissimo:
lo adorava una schiera di angeli e cantavano insieme:
“Ecco colui che regna per sempre”.

Colletta
Ispira nella tua paterna bontà, o Signore,
i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera,
perché veda ciò che deve fare
e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura   1Sam 4,1-11

Israele fu sconfitto e l’arca di Dio fu presa.

Dal primo libro di Samuèle

In quei giorni i Filistei si radunarono per combattere contro Israele. Allora Israele scese in campo contro i Filistei. Essi si accamparono presso Eben-Ezer mentre i Filistei s’erano accampati ad Afek. I Filistei si schierarono contro Israele e la battaglia divampò, ma Israele fu sconfitto di fronte ai Filistei, e caddero sul campo, delle loro schiere, circa quattromila uomini.
Quando il popolo fu rientrato nell’accampamento, gli anziani d’Israele si chiesero: «Perché ci ha sconfitti oggi il Signore di fronte ai Filistei? Andiamo a prenderci l’arca dell’alleanza del Signore a Silo, perché venga in mezzo a noi e ci liberi dalle mani dei nostri nemici».
Il popolo mandò subito alcuni uomini a Silo, a prelevare l’arca dell’alleanza del Signore degli eserciti, che siede sui cherubini: c’erano con l’arca dell’alleanza di Dio i due figli di Eli, Ofni e Fineès. Non appena l’arca dell’alleanza del Signore giunse all’accampamento, gli Israeliti elevarono un urlo così forte che ne tremò la terra.
Anche i Filistei udirono l’eco di quell’urlo e dissero: «Che significa quest’urlo così forte nell’accampamento degli Ebrei?». Poi vennero a sapere che era arrivata nel loro campo l’arca del Signore. I Filistei ne ebbero timore e si dicevano: «È venuto Dio nell’accampamento!», ed esclamavano: «Guai a noi, perché non è stato così né ieri né prima. Guai a noi! Chi ci libererà dalle mani di queste divinità così potenti? Queste divinità hanno colpito con ogni piaga l’Egitto nel deserto. Siate forti e siate uomini, o Filistei, altrimenti sarete schiavi degli Ebrei, come essi sono stati vostri schiavi. Siate uomini, dunque, e combattete!».
Quindi i Filistei attaccarono battaglia, Israele fu sconfitto e ciascuno fuggì alla sua tenda. La strage fu molto grande: dalla parte d’Israele caddero trentamila fanti. In più l’arca di Dio fu presa e i due figli di Eli, Ofni e Fineès, morirono. Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 43

Salvaci, Signore, per la tua misericordia.

Signore, ci hai respinti e coperti di vergogna,
e più non esci con le nostre schiere.
Ci hai fatto fuggire di fronte agli avversari
e quelli che ci odiano ci hanno depredato.

Hai fatto di noi il disprezzo dei nostri vicini,
lo scherno e la derisione di chi ci sta intorno.
Ci hai resi la favola delle genti,
su di noi i popoli scuotono il capo.

Svégliati! Perché dormi, Signore?
Déstati, non respingerci per sempre!
Perché nascondi il tuo volto,
dimentichi la nostra miseria e oppressione?

Canto al Vangelo (Mt 4,23)
Alleluia, alleluia.
Gesù annunciava il vangelo del Regno
e guariva ogni sorta di malattie e infermità nel popolo.
Alleluia.

Vangelo   Mc 1,40-45

La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
La parola di Dio proclamata davanti a noi è un annuncio di speranza e un invito a rinnovarci, oggi, finchè dura l'”oggi” della nostra vita. Preghiamo con fede come il lebbroso:
Gesù, guarisci.

Gesù Salvatore, guida la tua Chiesa affinché comunichi ai più dimenticati tra gli uomini, agli intoccabili della società, la speranza che viene da te. Noi ti invochiamo:
Gesù Salvatore, sveglia le coscienze dei cristiani perché si oppongano ad ogni forma di corruzione e siano strumenti di pace fra gli uomini. Noi ti invochiamo:
Gesù Salvatore, dona energia e perseveranza a coloro che faticano per eliminare le emarginazioni e i pregiudizi tra i popoli e nelle comunità. Noi ti invochiamo:
Gesù Salvatore, continua a guarire oggi i lebbrosi e insegnaci la solidarietà attiva verso ogni bisognoso. Noi ti invochiamo:
Gesù Salvatore, guarisci questa nostra comunità dalla lebbra dell’egoismo, dell’impurità e della insensibilità. Noi ti invochiamo:
Per gli stranieri e i nomadi che dimorano tra noi.
Per i drogati e i loro genitori.

Dio, Padre buono, concedici di operare da veri fratelli di Cristo, e dopo esserci purificati dal nostro egoismo, di contribuire alla guarigione del nostro vicino. Per Gesù tuo Figlio e nostro fratello, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore, l’offerta che ti presentiamo,
esaudisci la nostra fiduciosa preghiera
e santifica tutta la nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona di comunione
Presso di te, Signore, è la sorgente della vita,
nella tua luce noi vedremo la luce. (Sal 36,10)

Oppure:
“Io sono venuto perché abbiano la vita,
e l’abbiano in abbondanza”, dice il Signore. (Gv 10,10)

Preghiera dopo la comunione

Dio onnipotente, che ci hai nutriti alla tua mensa,
donaci di esprimere in un fedele servizio
la forza rinnovatrice di questi santi misteri.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120112.shtml

Movimento Apostolico – rito romano     (Omelia del 12-01-2012)

Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città

L’onnipotenza taumaturgica di Gesù Signore non ha limiti. A Lui è sufficiente una sola parola e tutto l’universo visibile e invisibile, animato e inanimato, spirituale e materiale, si pone subito al suo comando. L’obbedienza della creatura è immediata, istantanea, senza alcun ritardo o lasso di tempo. Oggi viene da Gesù un lebbroso e gli chiede la guarigione, affidandosi alla sua volontà: “Se vuoi, puoi purificarmi!”.
Si è detto che la compassione di Cristo verso l’uomo non è governata dal suo cuore né dalla sua volontà, bensì dal cuore del Padre e dal suo eterno volere. È questo il grande mistero che avvolge Gesù e che fa la differenza con ogni altro uomo. Tutti, chi più chi meno, si lasciamo guidare e muovere dal proprio cuore non solo verso il bene, molto di più verso il male. L’uomo si sente padrone e signore di ogni suo atto, sentimento, moto del cuore e della mente. Lui non è vero servo del Signore, perché la sua volontà non è data tutta al suo Dio. Con Gesù questo non si può dire. Lui è tutto del Padre suo, sempre del Padre suo. Il Vangelo ci ricorda un solo momento in cui Lui era fortemente tentato di riprendersi la sua volontà. Si prostrò nella preghiera e la tentazione fu superata: “Uscì e andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione». Poi si allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio e pregava dicendo: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». Gli apparve allora un angelo dal cielo per confortarlo. Entrato nella lotta, pregava più intensamente, e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadono a terra. Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro: «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione»” (Lc 22,39-46). La preghiera intensa, forte, tenace, sempre ci fa consegnare la nostra volontà al Signore. Anche in questo Gesù è vero Maestro.
Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Gesù conosce la sua missione. L’ha manifesta per intero nella Sinagoga di Nazaret: “Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore” (Lc 4,16-19). Il segno in Lui non è fine a se stesso. Deve produrre un vero processo di fede. La fede è sempre alla Parola, alla quale si deve obbedire con pronta e sollecita risposta. Il rischio che ci si fermasse al segno è altissimo. Per questo Gesù ammonisce severamente il miracolato che taccia, non dica niente a nessuno. Il miracolo per il miracolo non è espressione della missione di Gesù.

La fede invece sì che è espressione perfetta. Colui che era stato guarito non obbedisce a Gesù e divulga la sua guarigione ai quattro venti. Con quale risultato? Che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città. Rimaneva fori, in luoghi deserti. La gente però accorreva a lui da ogni parte. È facile confondere la nostra opera di compassione, pietà, misericordia. È facile fermarsi al dono materiale che si riceve senza aprirsi per nulla alla fede nella Parola del Vangelo. A noi l’obbligo di non lasciarci mai fuorviare dalla giusta e santa compassione.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci strumenti di vera fede.

Movimento Apostolico – rito romano     (Omelia del 13-01-2011)

Lo voglio, sii purificato!

Oggi si incontrano la santità di Gesù e la lebbra dell’uomo. In natura è la lebbra che contagia chi è sano. Per questo il lebbroso doveva sempre stare a distanza e avvisare della sua impurità, in modo che nessuno venisse a contatto con lui. Era una disposizione di grande carità. La lebbra era a quei tempi malattia difficile, quasi sempre incurabile. Non vi era alcuna medicina efficace. L’unico rimedio era quello di impedire ogni contatto. Amare è anche evitare, prevenire, quando non si può curare.
Gesù è il Santo di Dio. La sua “malattia divina che è la santità” è più forte di qualsiasi malattia della terra. Chi viene a contatto con la santità di Gesù, da essa viene contagiato, guarito, sanato, purificato, mondato. Anche i morti a contatto con la santità di Gesù risuscitano e riprendono la loro vita. Questa è la forza della santità. Per questo al cristiano niente è più necessario della santità. Un discepolo di Gesù che si fa santo, che nella santità cresce, diviene la salvezza del mondo, perché si fa guarigione per ogni peccato, vizio, imperfezione. La santità è anche lo strumento della conversione.
Gesù però non è venuto per sanare i corpi. Lo fa anche, ma solo come segno, attestazione, testimonianza che il Regno di Dio è presente nel seno dell’umanità. Lui è venuto per guarire il cuore dell’uomo, il suo spirito, la sua anima. È venuto per mostrare visibilmente all’uomo e per dirgli udibilmente tutta la volontà del Padre, dalla quale è ogni vita, anche quella dei corpi e non solo quella delle anime. Il miracolo del corpo lo fa anche, ma per compassione, pietà, grande carità. Non vuole però che gli uomini vadano a Lui solo per il corpo, dimenticandosi dell’anima e dello spirito.
La carità di Gesù è grande, la sua pietà è infinita, la sua misericordia estesa quanto i cieli. Guarisce il lebbroso, gli comanda però che nessuno venga a saperlo. Che la cosa rimanga tra loro due soli. Invece il lebbroso sanato se ne va e diffonde la notizia in tutta la regione .Qual è l’effetto di questa testimonianza? Gesù non può più entrare pubblicamente in nessuna città. Tutto il mondo della malattia e della sofferenza corre dietro di Lui. Deve rimanere in luogo deserti, isolati. Ma anche qui, accorrono da ogni parte. Quasi sempre vengono però per la sola guarigione del corpo.
Gesù si dispiace di questo uso improprio della sua santità. Questa non deve solo servire per sanare i corpi, molto di più deve essere usata per guarire l’anima e lo spirito.

Solo che la malattia del corpo tutti la vedono e avvertono i limiti da essa imposti. Quella dell’anima e dello spirito nessuno la vede. Per questo occorre la parola della rivelazione, quella luce divina che ci mette dinanzi agli occhi la nostra malattia spirituale, in modo che noi chiediamo al Signore la sua immediata e pronta guarigione. È la malattia dell’anima la vera tristezza, il vero limite dell’umanità. Oggi questa malattia è divenuta un vero cancro letale e tuttavia tutti la ignorano e fingono che essa non ci sia. Addirittura si trovano per essa rimedi di vera stoltezza ed insipienza, tanto grande è la nostra cecità morale, spirituale, intellettuale.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli e Santi di Dio, sanateci da ogni cecità.

mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 12-01-2006)

Da chi altro poteva andare quel lebbroso, se non da Gesù? Mentre tutti, per timore del contagio, lo scansavano, Gesù lo accolse. È una scena emblematica di come Gesù si rapporta con i più deboli. In quel lebbroso è presente tutta la numerosissima schiera di coloro che ancora oggi non hanno speranza di guarigione e che sono allontanati dagli uomini per paura del contagio. Quel lebbroso invoca la guarigione dall’unica persona che non lo allontana: Gesù. La preghiera del lebbroso è semplice, ma piena di fiducia. Egli ha intuito che quel profeta è l’unico che può salvarlo. Gesù non resiste: “Lo voglio, sii guarito!” gli dice. E la lebbra scompare. Quell’uomo, pieno di gioia, non si trattiene dal divulgare la notizia. E cerca di comunicare la gioia che sente.

Eremo San Biagio     (Omelia del 12-01-2012)

Commento su Primo Samuele 4,3

Andiamo a prenderci l’arca dell’alleanza del Signore a Silo, perché venga in mezzo a noi e ci liberi dalle mani dei nostri nemici
(1Sam 4,3)

Come vivere questa Parola?

Israele è attaccato dai Filistei e subisce pesanti sconfitte. Ecco allora la drastica decisione: portiamo sul campo di battaglia l’arca dell’alleanza!

A prima vista potrebbe sembrare un encomiabile ricorso a Dio. In realtà esso è viziato in radice dalla subdola pretesa di piegare Dio ai propri interessi: “ venga Dio in mezzo a noi e ci liberi dalle mani dei nostri nemici“. L’arca non è più il segno di una gratuita alleanza di amore, ma un amuleto. Alla fiducia che rende autentica la preghiera, subentra la superstizione e il magismo.

Un rischio che può sempre infiltrarsi a inquinare la relazione con Dio, soprattutto quando siamo afferrati dall’angoscia e dal senso di impotenza. Sono i momenti più difficili, quando la fede è messa a dura prova: si vorrebbe poter palpare la presenza di Dio, avvertire il calore della sua mano a cui afferrarci. Il suo silenzio ci pesa e il grido che ci sgorga dal cuore, grido che in sé sarebbe già preghiera, viene soffocato dal convulso cercare il modo di “mettere alle strette” Dio. La fiducia vacilla e l’abbandono sereno svanisce. Si ricorre a tutto: novene, coroncine, pellegrinaggi? Cose in sé ottime, ma trasformate, inconsciamente in talismani.

Sono i mementi in cui è necessario ricordare che egli è sempre in mezzo a noi, ma per sua libera e gratuita scelta, è sempre pronto a venire in nostro soccorso, ma secondo le modalità e i tempi da lui stabiliti.

Verificherò, quest’oggi, la consistenza della mia preghiera per purificarla da eventuali impennate tese, magari inconsapevolmente, a manipolare Dio per ottenere quello che a me sembra un bene irrinunciabile.

Come gli apostoli, ti chiedo, Gesù, di insegnarmi a pregare, superando la tentazione di indicare al Padre ciò che deve fare.

La voce di una santa

Tutte le nostre orazioni devono essere condizionate, non chiedendo a Dio altro mai che la sua amabilissima volontà.
(S.Maria Maddalena De’Pazzi)

12/01/2012 
Bernardo da Corleone 
Il padre dei miseri

SANTO DEL GIORNO   12/01/2012

San Bernardo da Corleone

ravasi 12  gennaio
Quattordici generazioni
di Gianfranco Ravasi
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I SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO – GIOVEDÌ   versione testuale
I Settimana del Salterio
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La Liturgia di oggi

Giovedì della I settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
(Verde)
I Lettura 1Sam 4,1-11
Israele fu sconfitto e l’arca di Dio fu presa.
Salmo (Sal 43)
Salvaci, Signore, per la tua misericordia.
Vangelo Mc 1,40-45
La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.

12 gennaio 2012
Il Santo del giorno

San Bernardo da Corleone Religioso
i santi di oggi …

I Santi di oggi

San Bernardo da Corleone Religioso –Comune
San Benedetto Biscop Abate
Santa Cesira (Cesaria) di ArlesSorella di S. Cesario
Sant’ Arcadio di Cesarea di Mauritania Martire
Sant’ Antonio Maria Pucci Religioso
Sant’ Aelredo (Etelredo) di RievaulxAbate
Santa Taziana di Roma Martire
gli altri santi …

 

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