BATTESIMO DEL SIGNORE (ANNO B) 8 Gennaio 2012

Dom 08 Gen 2012
BATTESIMO DEL SIGNORE
 (s)
Dominica prima post
Epiphaníam – Sanctae Familiae Iesu, Mariae, Ioseph

MissF.O.  MissF.E.  Letture
Lodi  Media  Vespri  Compieta

http://www.maranatha.it/PDAliturgy/12nat2/00-ENTRA.htm

http://www.maranatha.it/calendar/cal12Apage.htm

DOM
08 Gen
 BATTESIMO DEL SIGNORE – B (f)
Domínica prima post
Epiphaníam –
Sanctae Familiae Iesu,
Mariae, Ioseph

MissaleF.E.
 27nov11 – 25feb12 Avvento –  Natale –  TOrd. I – VII
19feb12 – 16giu12 Quar.  – Triduo – Pasqua – T.O.
17giu12 – 01set12 Tempo Ordinario  XI – XXI
02set12 – 01dic12 Tempo Ordinario  XXII – XXXIV

 Avvento – Natale – Gen – Feb – Ceneri

Battesimo del Signore Anno B In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento». Il racconto del Giordano ci riporta alla genesi, quando la Bibbia prende avvio con una immagine d’acqua: in principio… lo spirito di Dio aleggiava sulle acque (Gen 1,2) come un grande uccello in cova su di un mare gonfio di vita inespressa. L’origine del creato è scritta sull’acqua. Allo stesso modo anche la vita di ognuno di noi ha inizio nelle acque di un grembo materno. Essere immersi di nuovo nell’acqua è come esserlo nell’origine, il battesimo parla di nascita, come fa la voce dal cielo che scende su Gesù: tu sei mio Figlio. Voce che è anche per me; voce in cui brucia il cuore ardente del cristianesimo: io sono figlio; il mio nome è: amato per sempre. Io ho una sorgente nel cielo, che si prende cura di me come nessun altro al mondo. E nasco della specie di Dio, perché Dio genera figli secondo la propria specie. In te ho posto il mio compiacimento. Una parola inusuale, la cui radice porta una dichiarazione d’amore gioioso verso ciascuno: «mio compiacimento» significa: tu mi piaci! Una definizione della grazia di Dio: prima che tu faccia qualsiasi cosa, come sei, per quello sei, tu mi dai gioia. Prima che io risponda, prima che io sia buono o no, senz’altro motivo che la gratuità di Dio, perché la grazia è grazia e non calcolo o merito o guadagno, la Voce ripete ad ognuno: io ti amo. Gesù vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere come una colomba. Noto la bellezza del particolare: il cielo si squarciò, si lacerò, si strappò. Come un segno di speranza si stende sull’umanità questo cielo aperto, aperto per sempre, e non chiuso come una cappa minacciosa e pesante. Aperto come si aprono le braccia all’amico, all’amato, al povero: c’è comunicazione tra terra e cielo. Da questo cielo aperto e non più muto viene come colomba lo Spirito, cioè la vita stessa di Dio. Si posa su di te, ti avvolge, entra dentro, a poco a poco ti modella, ti trasforma pensieri, affetti, speranze secondo la legge dolce, esigente, rasserenante del vero amore. Battesimo significa etimologicamente: immersione. Il battezzato è uno immerso in Dio. Adesso, in questo momento immerso; in ogni momento, in ogni giorno immerso in Dio, come nel mio ambiente vitale, dentro una sorgente che non viene meno, dentro un grembo che nutre, fa crescere, riscalda e protegge. E fa nascere. Io nella sua vita e Lui nella mia vita. Come donna gravida di una vita nuova, io vivo due vite, la mia e quella di Dio. Sono uno e due al tempo stesso. Ormai indissolubile da me è Dio, io non più separato da Lui. Nel Battesimo è il movimento del Natale che si ripete: Dio scende ancora, entra in me, nasce in me perché io nasca in Dio; perché nasca nuovo e diverso, con in me il respiro del cielo. (Letture: Isaia 55,1-11; Salmo: Isaia 12,2-6; 1 Giovanni 5,1-9; Marco 1,7-11).

articoli recenti

» tutti gli articoli

Giornale in edicola

Grado della Celebrazione: FESTA
Colore liturgico: Bianco

Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/BO010.mp3

L’evangelista Marco racconta il battesimo di Gesù con la sua abituale sobrietà. Non ha parlato (e non parlerà) della nascita di Gesù, e nemmeno della sua infanzia. Per lui, tutto ha inizio col battesimo di Gesù. I pochi versetti dedicati alla missione di Giovanni richiamano e riassumono in breve la lunga attesa, da parte dell’umanità, della venuta del Salvatore. La missione del Salvatore comincia con il far passare in secondo piano il precursore, il quale, potendo proporre soltanto un battesimo d’acqua, lascia il posto a colui che battezzerà nello Spirito Santo. Comincia una nuova era, una creazione assolutamente nuova. Il Creatore prende il posto della creatura. Il Salvatore scende nel Giordano come un peccatore, il giudice di questo mondo fa la parte di un nuovo Adamo. Gesù esce dall’acqua e intraprende la propria missione, come all’inizio l’uomo fu plasmato dal fango, mentre un flutto risaliva dalla terra e bagnava la superficie del suolo (Gen 2,6). Gesù riceve lo Spirito Santo come già un tempo: “Dio… soffiò nelle sue narici un alito di vita” (Gen 2,7). E Gesù, secondo Marco, diviene l’uomo nuovo, proprio come di Adamo si dice: “E l’uomo divenne un essere vivente” (Gen 2,7). L’umanità ricomincia allora, col battesimo di Gesù, su basi nuove. Dovrà ancora passare attraverso l’esperienza della morte ed entrare quindi nella gloria della risurrezione. Dovrà ancora, e deve tuttora, trasformarsi lentamente in ogni uomo, aspettando il giorno in cui “vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi… Ed egli… riunirà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo” (Mc 13,26-27). Allora non ci sarà più battesimo (At 21,23-27).

Antifona d’ingresso
Dopo il battesimo di Gesù si aprirono i cieli,
e come colomba
lo Spirito di Dio si fermò su di lui,
e la voce del Padre disse:
“Questo è il Figlio mio prediletto,
nel quale mi sono compiaciuto”. (cf. Mt 3,16-17)

Colletta
Padre onnipotente ed eterno,
che dopo il battesimo nel fiume Giordano
proclamasti il Cristo tuo diletto Figlio,
mentre discendeva su di lui lo Spirito Santo,
concedi ai tuoi figli, rinati dall’acqua e dallo Spirito,
di vivere sempre nel tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:
O Padre, il tuo unico Figlio
si è manifestato nella nostra carne mortale,
concedi a noi,
che lo abbiamo conosciuto come vero uomo,
di essere interiormente rinnovati a sua immagine.
Egli è Dio e vive e regna con te…

Oppure:
Padre d’immensa gloria,
tu hai consacrato con potenza di Spirito Santo
il tuo Verbo fatto uomo,
e lo hai stabilito luce del mondo
e alleanza di pace per tutti i popoli;
concedi a noi che oggi celebriamo
il mistero del suo battesimo nel Giordano,
di vivere come fedeli imitatori
del tuo Figlio prediletto,
in cui il tuo amore si compiace.
Egli è Dio, e vive e regna con te…

Prima lettura   Is 55,1-11

Venite all’acqua: ascoltate e vivrete.

Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore:
«O voi tutti assetati, venite all’acqua,
voi che non avete denaro, venite;
comprate e mangiate; venite, comprate
senza denaro, senza pagare, vino e latte.
Perché spendete denaro per ciò che non è pane,
il vostro guadagno per ciò che non sazia?
Su, ascoltatemi e mangerete cose buone
e gusterete cibi succulenti.
Porgete l’orecchio e venite a me,
ascoltate e vivrete.
Io stabilirò per voi un’alleanza eterna,
i favori assicurati a Davide.
Ecco, l’ho costituito testimone fra i popoli,
principe e sovrano sulle nazioni.
Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi;
accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano
a causa del Signore, tuo Dio,
del Santo d’Israele, che ti onora.
Cercate il Signore, mentre si fa trovare,
invocatelo, mentre è vicino.
L’empio abbandoni la sua via
e l’uomo iniquo i suoi pensieri;
ritorni al Signore che avrà misericordia di lui
e al nostro Dio che largamente perdona.
Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri,
le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore.
Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.
Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».
Parola di Dio

Salmo responsoriale   Da Is 12

Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.

Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.

Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime.

Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.

Seconda lettura   1Gv 5,1-9

Lo Spirito, l’acqua e il sangue.

Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Carissimi, chiunque crede che Gesù è il Cristo, è stato generato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato. In questo conosciamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. In questo infatti consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede.
E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio? Egli è colui che è venuto con acqua e sangue, Gesù Cristo; non con l’acqua soltanto, ma con l’acqua e con il sangue. Ed è lo Spirito che dà testimonianza, perché lo Spirito è la verità. Poiché tre sono quelli che danno testimonianza: lo Spirito, l’acqua e il sangue, e questi tre sono concordi. Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è superiore: e questa è la testimonianza di Dio, che egli ha dato riguardo al proprio Figlio. Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 1,29)
Alleluia, alleluia.
Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse:
«Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!».
Alleluia.

Vangelo   Mc 1,7-11

Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Accogliamo nella preghiera il dono dello Spirito Santo, che ci permette di vivere nella fede, nella speranza e nella carità.
Preghiamo insieme e diciamo: Guidaci, o Signore, con la forza del tuo Spirito.

1. Per la Chiesa, nata dall’acqua del Battesimo e guidata dalla Spirito, perché segua il suo Signore, manifestandone l’opera di liberazione e riconciliazione, preghiamo.
2. Per la società civile, perché favorisca i ruoli e i compiti che sono a servizio della promozione delle persone, soprattutto le più deboli, preghiamo.
3. Per i credenti che si dedicano al volontariato, perché nel loro impegno di riconciliazione e di promozione umana trovino in Gesù il modello della loro azione, preghiamo.
4. Per noi che oggi abbiamo compreso che siamo chiamati a seguire il Messia e a testimoniare il suo messaggio, perché lo Spirito Santo ci faccia capire come possiamo mettere i nostri carismi a servizio del Vangelo, preghiamo.

O Padre, che a tutti offri la tua grazia, concedi a noi tutti il dono dello Spirito Santo, per essere segno della tua presenza e del tuo amore nella vita di ogni giorno. Per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
Ricevi, o Padre, i doni che la Chiesa ti offre,
celebrando la manifestazione del Cristo
tuo diletto Figlio,
e trasformali per noi nel sacrificio perfetto,
che ha lavato il mondo da ogni colpa.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO
Consacrazione e missione di Gesù .

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Nel battesimo di Cristo al Giordano
tu hai operato segni prodigiosi
per manifestare il mistero del nuovo lavacro:
dal cielo hai fatto udire la tua voce,
perché il mondo credesse
che il tuo Verbo era in mezzo a noi;
con lo Spirito che si posava su di lui come colomba
hai consacrato il tuo Servo
con unzione sacerdotale, profetica e regale,
perché gli uomini riconoscessero in lui il Messia,
inviato a portare ai poveri il lieto annunzio.
E noi, uniti alle potenze dei cieli,
con voce incessante proclamiamo la tua lode: Santo…

Antifona di comunione
Questa è la testimonianza di Giovanni:
“Io l’ho visto, e ho attestato
che egli è il Figlio di Dio”. (Gv 1,32.34)

Oppure:
Giovanni disse: “Io ho bisogno d’essere battezzato
da te e tu vieni da me?”. “Lascia fare per ora”
gli rispose Gesù,
“poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia”. (Mt 3,14-15)

Preghiera dopo la comunione
Dio misericordioso, che ci hai nutriti alla tua mensa,
concedi a noi tuoi fedeli
di ascoltare come discepoli il tuo Cristo,
per chiamarci ed essere realmente tuoi figli.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120108.shtml

mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 08-01-2012)

Col battesimo diventiamo figli di Dio

Con la festa del Battesimo di Gesù, ricordiamo il grande dono del nostro Battesimo: un giorno che segnò la nostra vita e che dovrebbe farci infinitamente felici.
Così descrive l’evangelista Matteo il Battesimo di Gesù:
“In quel tempo. Giovanni predicava: “Dopo di me viene uno che è più forte di me ed al quale non sono degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo”. In quei giorni Gesù venne da Nazareth di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, uscendo dall’acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di Lui come una colomba. E sentì una voce dal cielo: ‘Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto”. (Mt. 1,7-11)
La Chiesa oggi ci offre da meditare e chiedere: “Come mai il Battesimo veniva amministrato da Giovanni Battista, prima di Gesù? Che cosa voleva dire essere battezzati dal Precursore? Che significato ha allora il ‘mio’ Battesimo?”
Sappiamo che nel piano di salvezza di Dio, Giovanni Battista, voluto dal Padre in modo straordinario fin dalla nascita, doveva essere ‘la voce che grida nel deserto: Preparate la via del Signore’. Era talmente forte la sua testimonianza alla luce, che tanti accorrevano a lui. Lo ascoltavano. Mettevano in discussione la propria esistenza. Chiedevano: ‘Cosa dobbiamo fare?’ e suggellavano la loro volontà di cambiamento di vita con questo segno pieno di significato come era immergersi totalmente nel Giordano e farsi versare l’acqua sulla testa da Giovanni.
Quel ‘lavarsi’ era come professare apertamente quanto gli Ebrei a suo tempo avevano compiuto proprio nel passaggio del Giordano: lasciare la sponda della schiavitù in Egitto e conquistare la sponda della libertà nella Terra promessa.
Anche Gesù va da Giovanni per farsi battezzare e dopo quel gesto viene annunciato dal Cielo chi davvero Egli è: “Tu sei il mio fìglio prediletto nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo”.
Più che un battesimo di conversione come quello di Giovanni divenne solenne proclamazione di Chi era veramente Gesù in cielo e tra di noi.
Tutti noi, che abbiamo la grazia di essere cristiani, iniziamo la nostra vita da ‘figli in cui il Padre si compiace’ nel battesimo. Quando siamo nati, per il peccato originale, che tutti ci portiamo come eredità di Adamo ed Eva, eravamo come persone senza un domani di felicità. Sì, avevamo un papà ed una mamma che ci volevano un grande bene, ma in pratica ci mancava quella paternità del Padre che ci aveva fatto dono della vita.
E che significato potrebbe avere una vita che non ha domani, sentendo che la propria vera Casa, per cui Dio ci ha fatto dono proprio della vita, è chiusa?
Davvero si sarebbe orfani del Papà, Abba, Dio, dal cui Cuore tutti, senza eccezione, nasciamo.
Credo che chi di noi ha vissuto da orfano, anche su questa terra, sa molto bene che cosa significa essere senza papà e mamma. E’ come vivere su questa terra con il cielo dell’amore chiuso.
Ogni uomo, se ama la verità e sa ascoltarsi profondamente, sente il bisogno del Padre.
E’ una nostalgia che non si può nascondere.
Altro è essere figli di papà e mamma e altro è essere, oltre che figli dei nostri cari genitori, figli del Padre. I genitori di questa terra possono darci quell’amore che hanno per i figli, ma è un amore-vicinanza che può ‘seguirci’ per poco, ossia finché loro sono tra noi e noi con loro, poi ognuno prende la sua strada. Ma nessuno può sostituirsi a Dio, che non solo ci fa dono della vita, ma vuole come ‘papà’ che conosciamo ed esperimentiamo il Suo Amore, come Presenza continua e certa qui, ma soprattutto nell’eternità con Lui, dove ritroveremo anche l’amore profondo dei nostri genitori e di tutte le persone che abbiamo amato e da cui siamo stati amati, rinvigorito e reso eterno in Lui, perché è Dio l’Amore e solo in Lui ogni nostro piccolo e misero amore può diventare eterno.
Per cui il Battesimo ci libera da quello stato di figli orfani di padre e senza domani.
Nel Battesimo, con il segno dell’acqua, che il sacerdote versa sul nostro capo, di fatto rinasciamo alla vera vita e entriamo a pieno diritto nel numero dei figli del Padre.
Dal Battesimo, dovremmo, prima con l’aiuto dei nostri cari e poi, diventati adulti, consapevolmente e responsabilmente, impostare la vita come un cammino verso il Cielo, accogliendo la Grazia della Presenza del Padre nella nostra esperienza su questa terra, per vivere nella fede la nostra quotidianità, motivando pensieri, parole e gesti con la carità stessa di Gesù,. Diventare figli di Dio nel Battesimo, inevitabilmente chiede di vivere continuamente la dignità donataci.
C’era un tempo in cui si veniva battezzati appena nati, come a non lasciare spazio ad una vita senza domani. Sono nato il 16 Gennaio. I miei genitori non aspettarono mesi o giorni per farmi entrare nel Cuore del Padre. Mi portarono al Battesimo il giorno dopo, il 17 gennaio, per questo mi chiamarono Antonio. E da allora iniziò la scuola di figlio di Dio, giorno per giorno, una scuola verso la santità.
Il Battesimo non era una bella cerimonia e festa che finiva lì, ma era uno stile di vita imperniato nel conoscere, amare e servire Dio, per poi essere, un giorno, quando vorrà, con Lui per sempre in Paradiso. Era questo il ritornello che sentivamo ogni giorno e la grande pietra angolare della vita. Ricordo che quando tornavo a casa sporco per aver giocato nella polvere, mamma mi accoglieva con questa parole: ‘Non hai davvero più il volto di un figlio di Dio’.
E che dovremmo dire di chi, ignorando di essere battezzato, ossia figlio del Padre, vive in peccato, senza rimorso, in altre parole incurante di vivere fuori Casa?
Ma è possibile che un battezzato non si preoccupi o non conosca il grande dono che ha ricevuto nel Battesimo? E’ possibile che non si renda conto dell’insensatezza di una vita vissuta solo con un misero orizzonte terreno e non avverta la nostalgia di ‘altrò?
Diceva il Card. Ballestrero, un grande pastore di anime: “Punto di partenza per tutti, laici e ministri, è il battesimo. Fonte inesauribile che crea nuovi figli di Dio, nuovi fratelli di Cristo, nuove creature….. Dal battesimo nasce e si sviluppa la varietà delle vocazioni, dei ministeri, dei carismi al servizio del Regno di Dio. Dal Battesimo fluiscono le ricchezze mirabili della Chiesa”.
E il Concilio usa parole ancora più solenni parlando di noi battezzati:
“Uno è il popolo eletto di Dio: un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo comune è la dignità dei figli: comune la vocazione alla speranza e indivisa la carità. Nessuna ineguaglianza quindi in Cristo e nella Chiesa per riguardo alla stirpe o nazione, alla condizione e al sesso” ( L.G. 32)
E’ davvero un grande dono, sentirsi, nel Padre, tutti, senza distinzione di colore o razza, stessi figli e quindi fratelli. Vivere il Battesimo darebbe alla umanità il volto della giustizia e della carità.
Forse troppe volte ci dimentichiamo del dono del Battesimo e viviamo come se non avesse valore nella vita. Ed è una vera scuola di santità nel Battesimo quanto scrive Paolo VI:
“Teniamo bene presente questo fatto. Là, al Battesimo, noi abbiamo incontrato Gesù Cristo, incontro sacramentale e vitale. Fu il nostro vero Natale. Ora, attenzione. Che cosa comporta un simile incontro con Cristo? Ancora il Vangelo ci insegna: comporta seguire Cristo. Comporta uno stile di vita, comporta un impegno inscindibile: essere cristiani! Noi non faremo che ripetere ciò che abbiamo scritto, nella Enciclica ‘Ecclesiam suam’. Bisogna ridare al fatto di avere ricevuto il santo Battesimo, e cioè di essere stati inseriti mediante sacramento nel corpo mistico di Cristo che è la Chiesa, tutta la sua importanza, specialmente nella cosciente valutazione che il battezzato deve avere della sua elevazione, anzi della sua rigenerazione alla felicissima realtà di figlio adottivo di Dio, alla dignità di fratello di Gesù Cristo, alla fortuna, vogliamo dire alla grazia, della inabitazione dello Spirito, alla vita nuova che nulla ha perduto di umano” (6.2.1974)
E’ bello rileggere oggi le parole del profeta Isaia:
“Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano: ti ho formato e stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni. Perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre” (Is. 42, 6-7)
Con Tonino Bello prego: Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita. Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un’ala soltanto; possono volare solo rimanendo abbracciati.
A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che anche tu abbia un’ala soltanto. L’altra la tieni nascosta, forse per farmi capire che tu non vuoi volare senza di me.
Per questo mi hai dato un’ala sola, perché io fossi tuo compagno di volo.”

SANTO DEL GIORNO   08/01/2012

San Lorenzo Giustiniani

bibbia in un frammento
ravasi 5  gennaio
In principio era il Logos
di Gianfranco Ravasi

http://www.famigliacristiana.it/chiesa/blog/la-bibbia-in-un-frammento_1.aspx

Anna Posta

La Liturgia di oggi

BATTESIMO DEL SIGNORE (ANNO B)
(Bianco)
I Lettura Is 55,1-11
Venite all’acqua: ascoltate e vivrete.
Salmo (Da Is 12)
Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.
II Lettura 1Gv 5,1-9
Lo Spirito, l’acqua e il sangue.
Vangelo Mc 1,7-11
Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento.

08 gennaio 2012
Il Santo del giorno

San Lorenzo Giustiniani Vescovo
i santi di oggi …

I Santi di oggi

Battesimo di Gesù– Festa
San Lorenzo Giustiniani Vescovo –Comune
San Severino Abate
San Massimo di Pavia Vescovo
San Giorgio il Chozibita Eremita
Sant’ Erardo di Ratisbona Vescovo
Sant’ Alberto di Cashel Vescovo
gli altri santi …

 

Le Notizie
Agenzia Sir
Osservatore Romano
Avvenire
Misna
Fides
Zenit

 

The URI to TrackBack this entry is: https://vetrinadipreghiera.wordpress.com/2012/01/09/battesimo-del-signore-anno-b-8-gennaio-2012/trackback/

RSS feed for comments on this post.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: