Papa Anastasio 19 Dicembre 2011

 

AnastasioI.jpg

39º papa della Chiesa cattolica
Elezione 27 novembre 399
Fine pontificato 19 dicembre 401
Predecessore papa Siricio
Successore papa Innocenzo I
Nascita Roma, ?
Morte 19 dicembre 401
Sepoltura Catacomba di Ponziano

Anastasio Romano Anastasio I (… – 19 dicembre 401) fu il 39º papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Regnò dal 27 novembre 399 alla sua morte.

La sua opera viene ricordata soprattutto per la condanna degli scritti del teologo alessandrino Origene Adamantio, poco dopo la loro traduzione in latino.

Tra i suoi amici ci furono sant’Agostino d’Ipponasan Girolamo, e san Paolino di Nola. Girolamo ne parlava come di un uomo di grande santità, che era ricco nella sua povertà.

A lui fu ricondotta anche la costruzione della Basilica Crescenziana.

Culto

La memoria liturgica di Anastasio ricorre, secondo il Martirologio romano, il 19 dicembre.

Bibliografia

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Collegamenti esterni

 lunedì 19 dicembre 2011
SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 19 dicembre, è Sant’Anastasio I PapaTutti i Santi

 Oggi la Chiesa cattolica celebra Sant’Anastasio I. Morto il 19 dicembre del 401, fu il 39eimo vescovo di Roma. Viene ricordato, prevalentemente, per la sua condanna degli scritti di Origene Adamantio. Di origine romane, il padre si chiamava Massimo, gli si attribuisce la realizzazione della basilica Crescenziana, oggi individuata in S. Sisto Vecchio. Fu molto attivo, inoltre nel combattere l’eresia donatista, che consisteva nel definire privi di validità i sacramenti dei vescovi che durante le persecuzioni di macchiarono di apostasia e che in seguito rientrarono in seno alla  Chiesa. Assumendo tale posizione, si affermava che i sacramenti non avevano efficacia in virtù del fatto che discendono da Gesù Cristo stesso, avendoli egli istituiti, ma che l’avessero in virtù della dignità morale di chi li amministrava. In particolare, alcuni vescovi di Cartagine, in difficoltà nel reclutamento del clero, chiesero al Papa che quanti furono battezzati da giovani da vescovi donatisti, se passati alla Chiesa cattolica potessero entrarne a fare parte del clero. Ebbe anche un ruolo determinante nel Concilio di Toledo del 400, quando decise di conservare nel proprio ministero i sacerdoti galiziani che decisero di sconfessare Priscilliano, di cui erano stati seguaci. Quest’ultimo era un vescovo eretico, attivo nella penisola iberica, accusato di praticare l’astrologia e la magia. Anastasio combatte con forza anche il Manicheismo. Fu nel 399 che gli amici di San Gerolamo gli chiesero di esprimersi ufficialmente contro gli alcuni scritti di Origine ritenuti eretici. Fu sollecitato anche da Teofilo, vescovo di Alessandria, che invitò l’occidente a prender parte alla controversia. Di Anastasio, benché autore di una vasta produzione di lettere, no rimancono che pochi scritti. Eletto al sogli pontificio nel 399, regnò per soli due anni. Le sue spoglie furono raccolte in un monumento sepolcrale situato tra le basiliche di S. Candida e dei SS. Abdon e Sennen, sulla Via Portuense. San Gerolamo scrisse di lui che, se morì così presto, fu perché la Provvidenza decise di essere particolarmente riguardosa nei suoi confronti. In particolare, gli evitò di vedere la caduta di Roma in mano ai barbari guidati da Alarico, avvenuta nel 410. D Fu amico, tra gli altri, di sant’Agostino d’Ippona, san Girolamo, e san Paolino di Nola. Girolamo ne parlava come di un uomo di grande santità, che era ricco nella sua povertà.

Il Santo del giorno : Sant’ Anastasio I Papa

Pubblicato il 19 dicembre 2011 da Padre Tarcisio


Il Liber Pontificalis lo dice romano di origine; suo padre si chiamava Massimo. Edificò in Roma la basilica Crescenziana, ricordata anche nel sinodo del 499 e individuata, oggi, in S. Sisto Vecchio. Combatté con energia il donatismo nelle provincie settentrionali dell’Africa: ratificò le decisioni del Concilio di Toledo del 400, nel quale alcuni vescovi galiziani che avevano sconfessato Priscilliano, furono conservati nel loro ufficio, purché la reintegrazione fosse stata approvata da Anastasio. Il Liber Pontificalis ci informa come egli scoprisse a Roma un certo numero di manichei. Viveva in lui lo spirito dei difensori della Chiesa contro l’arianesimo; i diritti del patriarcato occidentale nell’Illirico trovarono in lui un coraggioso difensore.
Anastasio è conosciuto specialmente per la controversia origenista e per la severità dimostrata verso Rufino. Nel 399 gli amici di s. Gerolamo si adoperarono per ottenere da lui una formale condanna dell’origenismo. Sollecitato anche da lettere e da ambasciatori di Teofilo, vescovo di Alessandria, per la partecipazione dell’Occidente a questa lotta, condannò le «proposizioni blasfematorie presentategli». Rufino, profondamente irritato da questa campagna, gli fece presentare una sua Apologia, «per cancellare ogni traccia di sospetto e per rimettere al papa la dichiarazione di fede». 

Questa Apologia non produsse, però, su Anastasio alcun effetto ed egli evitò di dirimere la questione delle vere intenzioni di Rufino come traduttore del Periarchon. Sull’origenismo scrisse parecchie lettere, di cui una indirizzata a Venerio di Milano.
Fu in ottimi rapporti con s. Paolino, poi vescovo di Nola, anzi si credette obbligato a riparare i dispiaceri recatigli dal suo predecessore. Dopo avere, infatti, scritto ai vescovi della Campania, facendo loro i suoi elogi, lo invitò direttamente a Roma per prender parte alla festa anniversaria della sua consacrazione, festa cui i papi solevano invitare solamente i vescovi. L’eccezione costituiva per Paolino un favore specialissimo e anche una riparazione. Quantunque egli non potesse in questa occasione andarvi, i] papa accettò la sua lettera di scusa . Della copiosa corrispondenza, che Anastasio dal Laterano indirizzò a personalità di vari paesi, sono rimaste poche lettere.
Dopo un pontificato breve (399-401 ) e molto attivo, Anastasio morì il 19 dicembre 401, come ha dimostrato il Duchesne nel suo commento al Liber Pontif icalis. Fu sepolto sulla Via Portuense in un monumento sepolcrale posto fra le basiliche di S. Candida e dei SS. Abdon e Sennen. S. Gerolamo, che aveva avuto parole di alto elogio per Anastasio, giunse a scrivere che se egli morì così presto, fu per un riguardo della Provvidenza, la quale non volle che un simile vescovo fosse testimone della caduta di Roma (avvenuta nel 410 per opera di Alarico). Tale elogio è entrato nel Martirologio Romano.
Il culto reso al pontefice e ai suoi predecessori, ad eccezione di Zosimo, fiorì in breve tempo: il suo nome figura già nel Martirologio Geronimiano datato alla metà del sec. V. La sua festa ricorre il 27 apr., giorno errato tratto dal Liber Pontificalis, che qui richiede una revisione.
Questa voce è stata pubblicata in SANTORALE.
v · d · m

Papi della Chiesa cattolica

Published in: on dicembre 19, 2011 at 6:46 am  Lascia un commento  
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