IV DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B) 18 Dicembre 2011

Dom 18 Dic 2011
IV DOM. AVVENTO – B
Domínica quarta Adventus

MissF.O.  MissF.E.  Letture
Lodi  Media  Vespri  Compieta

http://www.maranatha.it/PDAliturgy/12avv4/00-ENTRA.htm

 http://www.maranatha.it/calendar/cal12Apage.htm

2012 Ciclo domenicale/festivo Anno B 
C
iclo feriale II  
(Anno pari)

 DOM
18 Dic
 IV DOM. DI AVVENTO – B
Domínica quarta Adventus

MissaleF.E.
 27nov11 – 25feb12 Avvento –  Natale –  TOrd. I – VII
19feb12 – 16giu12 Quar.  – Triduo – Pasqua – T.O.
17giu12 – 01set12 Tempo Ordinario  XI – XXI
02set12 – 01dic12 Tempo Ordinario  XXII – XXXIV

http://liturgiadelleore.it/

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Viola

Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/BA040.mp3

Dopo la testimonianza di Giovanni Battista, ecco la testimonianza di Maria, madre di Dio, che ha serbato preziosamente in cuor suo le grandi cose che il Signore aveva fatto per lei. Il concepimento verginale di Cristo, così chiaramente esposto nel vangelo di oggi (Lc 1,34-35), non è un fatto isolato, una grazia a sé.
Ma non ci è presentato nemmeno come il modo più adatto per la nascita del Messia. Ci è dato come sicurezza che il figlio, nato da Maria, “ sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio ”, perché “lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo ”.
La nascita di Gesù dalla Vergine Maria non è una verità aggiunta alla verità dell’Incarnazione; è parte integrante di questo stesso mistero. E la divina condiscendenza, per mezzo della quale viene richiesto il consenso di Maria, perché possa realizzarsi il progetto divino, è ciò che san Paolo chiama la “ rivelazione del mistero taciuto per secoli eterni, ma rivelato ora… a tutte le genti perché obbediscano alla fede ” (Rm 16,25-26).

Antifona d’ingresso
Stillate dall’alto, o cieli, la vostra rugiada
e dalle nubi scenda a noi il Giusto;
si apra la terra e germogli il Salvatore.
Non si dice il Gloria.

Colletta
Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre,
tu, che nell’annunzio dell’angelo
ci hai rivelato l’incarnazione del tuo Figlio,
per la sua passione e la sua croce
guidaci alla gloria della risurrezione.
Per il nostro Signore Gesù Cristo….

Oppure:
Dio grande e misericordioso,
che tra gli umili scegli i tuoi servi
per portare a compimento il disegno di salvezza,
concedi alla tua Chiesa la fecondità dello Spirito,
perché sull’esempio di Maria accolga il Verbo della vita
e si rallegri come madre
di una stirpe santa e incorruttibile.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura   2Sam 7,1-5.8-12.14.16

L’approfondimento settimanale di monsignor Ravasi sulle letture Sacre: Davide (prima lettura) pensa che la costruzione di una «casa» a Dio propizi in modo definitivo i suoi favori, e lo faccia abitare stabilmente in mezzo al popolo. Ma il profeta di corte è costretto a dirgli che sarà Dio a costruire una casa a Davide, cioè una dinastia che duri per sempre.

Dal secondo libro di Samuèle

Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te».
Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: “Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa.
Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.
La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”».
Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 88

Canterò per sempre l’amore del Signore.

Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».

«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono».

«Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza”.
Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele».

Seconda lettura   Rm 16,25-27

Il mistero avvolto nel silenzio per secoli, ora è manifestato.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli,
a colui che ha il potere di confermarvi
nel mio vangelo, che annuncia Gesù Cristo,
secondo la rivelazione del mistero,
avvolto nel silenzio per secoli eterni,
ma ora manifestato mediante le scritture dei Profeti,
per ordine dell’eterno Dio,
annunciato a tutte le genti
perché giungano all’obbedienza della fede,
a Dio, che solo è sapiente,
per mezzo di Gesù Cristo,
la gloria nei secoli. Amen.
Parola di Dio

Canto al Vangelo (Lc 1,38)
Alleluia, alleluia.
Ecco la serva del Signore:
avvenga per me secondo la tua parola.
Alleluia.

Vangelo   Lc 1,26-38

Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Fratelli e sorelle, Maria nostra Madre ci è oggi modello nel fare la volontà di Dio e nell’essere servi del Signore e dei fratelli.
Per sua intercessione, Lo invochiamo dicendo: Signore, aiutaci a compiere la tua volontà!

1. Per il Papa, i Vescovi, i sacerdoti e i diaconi: non si stanchino mai di annunciare con gioia ed entusiasmo il mistero di Cristo, servo e Salvatore del mondo, preghiamo.
2. Per i giovani chiamati a seguire Cristo più da vicino nel sacerdozio e nella vita consacrata: sappiano, come Maria, consegnargli un cuore che vive per Lui e per il servizio dei fratelli, preghiamo.
3. Per quanti si dedicano al servizio dei poveri e dei sofferenti: la loro sollecitudine semplice e nascosta sia consolata e sostenuta dalla certezza di servire Cristo, preghiamo.
4. Per la nostra comunità cristiana: Maria ci aiuti ad accettare con generosità la volontà del Signore e il servizio dei fratelli, preghiamo.

Padre Santo, che hai scelto Maria, tua umile serva, come madre del tuo Figlio, salvatore del mondo, aiutaci ad imitarla nell’accettare con amore la tua volontà e nel servire con sollecitudine i nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
Accogli, o Dio, i doni che presentiamo all’altare,
e consacrali con la potenza del tuo Spirito,
che santificò il grembo della Vergine Maria.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DELL’AVVENTO II
L’attesa gioiosa del Cristo

È veramente cosa buona e giusta renderti grazie
e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode,
Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo nostro Signore.
Egli fu annunziato da tutti i profeti,
la Vergine Madre l’attese e lo portò in grembo
con ineffabile amore,
Giovanni proclamò la sua venuta
e lo indicò presente nel mondo.
Lo stesso Signore,
che ci invita a preparare il suo Natale
ci trovi vigilanti nella preghiera, esultanti nella lode.
Per questo dono della tua benevolenza,
uniti agli angeli e ai santi,
con voce unanime
cantiamo l’inno della tua gloria: Santo…

Oppure:

PREFAZIO DELL’AVVENTO II/A
Maria nuova Eva

È veramente giusto rendere grazie a te,
Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti glorifichiamo,
per il mistero della Vergine Madre.
Dall’antico avversario venne la rovina,
dal grembo verginale della figlia di Sion
è germinato colui che ci nutre con il pane degli angeli
ed è scaturita per tutto il genere umano
la salvezza e la pace.
La grazia che Eva ci tolse ci è ridonata in Maria.
In lei, madre di tutti gli uomini,
la maternità, redenta dal peccato e dalla morte,
si apre al dono della vita nuova.
Dove abbondò la colpa, sovrabbonda la tua misericordia
in Cristo nostro salvatore.
E noi, nell’attesa della sua venuta,
uniti agli angeli e ai santi,
cantiamo l’inno della tua lode: Santo…

Antifona di comunione
Ecco, la Vergine concepirà e darà alla luce un Figlio:
sarà chiamato Emmanuele, Dio con noi. (Is 7,14)

Oppure:
“Eccomi, sono la serva del Signore,
avvenga di me secondo la tua parola”. (cf. Lc 1,38)

Preghiera dopo la comunione
O Dio, che ci hai dato il pegno della vita eterna,
ascolta la nostra preghiera:
quanto più si avvicina
il gran giorno della nostra salvezza,
tanto più cresca il nostro fervore,
per celebrare degnamente il Natale del tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20111218.shtml

mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 18-12-2011)

L’angelo del Signore portò l’annunzio a Maria

Ci sono eventi nella storia dell’uomo che segnano come l’inizio della Storia per l’Umanità: un inizio, in questo caso, che ha nome Salvezza.
Bisogna risalire alla nostra creazione, quando i nostri progenitori, creati da Dio con il solo fine di partecipare alla Sua felicità per sempre, dicendo “sì” al Suo amore, messi alla prova, preferirono l’offerta di un assurdo ‘farsi come Dio’, proposto da colui che divide, il diavolo, e con il loro gesto inevitabilmente rifiutarono Dio. Ma può una creatura, voluta per partecipare all’amore di Dio, conoscere la gioia, che è nel ‘sì’ a Chi ci ha creati per amore, se respinge la Sorgente stessa della felicità? Lo smarrimento di Adamo e di Eva si svelò subito e la Sacra Scrittura lo descrive così: Dio cercò Adamo e lo chiamò: ‘Uomo dove sei?’, ‘Mi sono nascosto perché sono nudo’.
E da lì l’espulsione dal paradiso e quindi la condanna a vivere lontani dal Padre, come figli privi, non solo del Padre, ma della ragione e bellezza di vivere con Lui e per Lui. Uomini senza domani.
Ed è veramente la grande tristezza che ci prende quando siamo lontani dall’amore, che è il vero ‘soffio della vità; è la stessa, a volte tragica, angoscia che sente il mondo, poiché, anche se non vuole ammetterlo, non è fatto per questa valle di lacrime, ma per qualcosa di più alto e concreto e senza fine. Ma la bontà immensa del Padre, subito, cercò il dialogo con chi aveva creato e che considera figli prodighi. Non poteva un Padre eternamente accettare di avere tanti figli senza casa. E ci volle tutta la storia di avvicinamento e di educazione paterna del Popolo eletto, raccontata nel Vecchio Testamento, per giungere al momento di riallacciare l’amicizia.
Sembra quasi impossibile che la grandezza di Dio, pur offeso, abbia conservato e conservi la fedeltà all’amore verso di noi. Ma è così. Eppure tante volte continuo a chiedermi come sia possibile che Dio ci voglia tanto bene, nonostante il nostro continuo rinnegarLo o ignorarLo platealmente o per superficialità. Davvero Dio è Dio nella Sua incredibile fedeltà all’amore: è Amore assoluto ed eterno! Non è certamente del cuore di Dio il poter accettare una situazione di sue creature disorientate, disperse, angosciate, sofferenti, come non fossero suoi figli. E’ proprio da qui che ci si spiega il ritorno di Dio tra noi per conquistarci e riaprirci la Sua Casa e il Suo cuore di Padre, dopo avere preparato la Sua dimora, in una donna, concepita senza peccato originale, Maria SS. ma.
Così lo racconta il Vangelo di Luca:
“In quel tempo, Dio mandò l’Angelo Gabriele a Nazareth, un villaggio della Galilea. L’angelo andò da una fanciulla che era fidanzata ad un certo Giuseppe, discendente del re Davide. La fanciulla si chiamava Maria. l’angelo entrò in casa e le disse: ‘Rallegrati, Maria, il Signore è con te. Egli ti ha colmata di grazia. Maria fu molto impressionata da queste parole e si domandava sul significato che poteva avere quel saluto. Ma l’angelo le disse: ‘Non temere, Maria! tu hai trovato grazia presso Dio.
Avrai un figlio, lo darai alla luce e gli metterai il nome Gesù. Egli sarà grande e Dio, l’Onnipotente, lo chiamerà Suo Figlio. Il Signore lo farà re, lo porrà sul trono di Davide, suo padre ed egli regnerà per sempre sul popolo di Israele. Il Suo regno non finirà mai’.
Allora Maria disse all’angelo: ‘Come è possibile questo dal momento che io sono vergine?’. L’angelo rispose: ‘Lo Spirito Santo verrà su di te e l’Onnipotente Dio, come una nube, ti avvolgerà. Per questo il bambino che avrai sarà santo, Figlio di Dio. Vedi, Elisabetta, tua parente, alla sua età aspetta un figlio. Tutti pensavano che non potesse avere bambini, eppure è già al sesto mese. Nulla è impossibile a Dio!’. Allora Maria disse: ‘Eccomi, sono la serva del Signore. Dio faccia con me come tu hai detto ‘. Poi l’angelo la lasciò”. (Lc. 1,26-38)
Si rimane affascinati dal modo con cui Dio si accosta alle sue creature, annunziando la possibilità di una riconciliazione con ciascuna, tramite la venuta di Suo Figlio Gesù nella nostra storia e, dall’altra parte, il sì di Maria. Impossibile sottrarsi alla stessa confusione di Maria nel contemplare come, nonostante la nostra debolezza e infedeltà, ma ancora più, nonostante il nostro nulla, agli occhi di Dio continuiamo ad essere quei figli che Lui ama di infinito amore. Una grandezza che non sempre rispettiamo o di cui abbiamo coscienza. Così come è bello contemplare l’umiltà di Maria, la sua garbata incapacità a cogliere un tale Evento e poi quella parola che da sola contiene la storia della salvezza: “sì”.
Forse poche volte la nostra attenzione si ferma a questa divina manifestazione di affetto. Così come, forse, poche volte pensiamo che quell’apparente semplice ‘sì’ di Maria a Dio ci ha riaperto la via della salvezza. Ecco perché un tempo, e forse anche oggi, in tante chiese si ritma la giornata con il suono delle campane che sembra la scandiscano, ricordandoci che Dio ci ama. E’ il suono dell’Angelus, il mattino, a mezzogiorno, la sera. Quelle campane vogliono ricordarci la gioia del nostro ritorno nel cuore di Dio. Era abitudine, e forse lo è ancora, per tanti, di accompagnare la giornata proprio con la recita di questo Vangelo, annuncio, ossia la recita dell’Angelus, come a voler rivivere in ogni istante della nostra quotidianità, la solennità della annunciazione: Dio è tra noi.
Così commentava, quel grande Papa del sorriso che fu Giovanni XXIII, la bellezza di Maria SS. ma:
“Colei che, in vista dei meriti di Suo Figlio redentore, è stata preservata dal peccato originale, ha avuto questo privilegio, perché predestinata alla sublime missione di Madre di Dio. Essa, che doveva una carne mortale al Verbo eterno del Padre, non poteva essere contaminata neppure per un istante dall’ombra del peccato. IMMACOLATA si dice dunque in dipendenza da Gesù Cristo, perché tutto la madre ha ricevuto in funzione del Figlio. Lo sbocciare in terra di questa corolla candidissima, è PRESAGIO SICURO DI RICONCILIAZIONE DELL’UMANITÀ CON DIO”
Tocca ora a noi immedesimarci in questo grande Evento che ci avvicina al Natale di Gesù. Non poteva il Padre amarci di più. Sapere che Dio ci ama tanto da tornare tra noi con la semplicità che è nel racconto dell’Angelus ci commuove. Forse noi a volte non lo comprendiamo in pieno, perché frastornati dalle creature nel mondo, tanto fragili da durare poco lasciandoci poi vuoto e tristezza.
Voglio pregare Maria, Madre di Gesù e nostra, con una preghiera che accompagnava il primo mistero del rosario: ‘l’Annunciazione”.
Ogni giorno, o mia cara Madre, forse l’uomo popola la sua immaginazione di sogni. Sogna ogni giorno di ricevere una bella notizia: la notizia di un lieto avvenimento in famiglia, il sogno di star bene o di diventare ricco, ma a sera, poi, si ritrova sempre con le mani vuote.
O Madre, i nostri sogni volano troppo in basso, non hanno l’impennata delle grandi cose, quelle che ci fanno conoscere l’ebbrezza del cielo.
Tu, Maria, forse non avevi che un sogno: essere amata da Dio ed amarLo con tutto il cuore.
Un amore così grande e totale e radicale da escludere dalla tua vita altri sogni che non si riferissero a Dio. Anche la scelta che facesti di Giuseppe, che appariva come tuo promesso sposo, forse era più un aderire alla consuetudine del tuo tempo, che una effettiva volontà di appartenergli.
Tu non aspettavi notizie, come noi, ma a te fu riservata la più grande notizia che si possa dare ad una donna. Dio esprime il Suo amore e lo conferma donandoci suo Figlio, come aveva sempre promesso. Così venendo tra noi Gesù, poteva avere inizio la nuova creazione, come se l’uomo venisse di nuovo impastato e su di lui si posasse il Suo Spirito. Una notizia da cambiare tutti. Ed è la notizia che tu avesti dall’Angelo. Una notizia che si intuiva dal saluto dell’Angelo, o meglio, una notizia che aveva bisogno di essere preceduta da un saluto, che subito facesse prevedere cose grandi:
‘Ave, Maria. piena di grazia, il Signore è con te’
Un saluto da confondere chiunque, proprio come un dialogo tra due che si amano. Una notizia che non chiede attese, ma si fa subito evento. Chiede subito una risposta, coinvolge tutta la persona. Ti si chiedeva quello che tu non avevi mai immaginato, ossia di diventare ‘madre dell’Altissimo’, ma non per opera di uomo, ma per opera dello Spirito Santo. Ti si chiedeva di diventare ‘madre dell’A1tsssimo. E non è cosa da poco, anzi è notizia che chiede una risposta immediata, perché dal sì dipendeva l’incredibile, ossia Dio tra noi e quindi un totale cambiamento dei nostri rapporti con il Padre.
Il tuo ‘sì’ apriva la strada nel tempo ai nostri ‘sì’ che a loro volta ci riportavano come figli nella casa del Padre: la casa che Lui aveva preparato creandoci.
O Maria, è stata grande la tua risposta. Con quel minuscolo ‘sì’ hai contribuito a creare la nuova storia del mondo.
Davanti alla nostra povertà di amore, insegnaci come fare a dire i sì a Dio quando Egli ci chiama a prove che siano conferma di amore. Siamo pigri, titubanti, a volte paurosi, ma con il tuo aiuto, rendici capaci di dire: “Si compia in me la Tua volontà”.

http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new_v3/cciv4_edit_info.edit_liturgia?p_data=18/12/2011

 LA RUBRICA

Nella vita quotidiana Dio parla il linguaggio della gioia
di Ermes Ronchi
bibbia in un frammento
ravasi 15  dicembre
Segno di contraddizione
di Gianfranco Ravasi
IV domenica di Avvento
Il progetto di Davide
La parola del profeta sconvolge le attese e i progetti di Davide. Natan, prima condiscendente al volere del suo re, riceve poi la rivelazione dell’autentica volontà di Dio, e la comunica con fedeltà e coraggio. A buon diritto il re dei tempi antichi può essere paragonato all’uomo moderno, sempre più padrone della sua esistenza, apparentemente libero da ogni condizionamento, capace di gestire il proprio futuro. Ma questo orizzonte di sconfinata autonomia ha bisogno di trovare un interlocutore, di aprirsi ad un dialogo, di essere indirizzato al bene. Davide è invitato dalla parola del profeta a confrontarsi con un altro progetto, a mettere in dialogo la propria libertà con quella di Dio. Può scoprire così che il suo intento di costruire una casa a Dio rischia di essere limitato e limitante: quasi un voler ridurre il Signore di Israele a strumento di potere, in vista di un tornaconto immediato. Il confronto tra la propria situazione e quella di Dio parte anch’esso da una concezione troppo mondana. “Io abito in una casa di cedro…”: Davide percepisce la sproporzione tra la sua posizione e quella di Dio, ma vorrebbe, ingenuamente, pareggiarla, come se Dio avesse bisogno di una sede di rappresentanza prestigiosa. Dio invece sfonda i confini angusti del pensiero di Davide. Egli non ricerca prestigio da un edificio, né si lascia ridurre a strumento di governo. Il suo progetto va oltre, e anche Davide ne è solo una parte. Anche noi oggi, come Davide, siamo invitati a scoprire che Dio opera qualcosa che va al di là delle nostre attese, che non siamo noi che ci mettiamo per primi al suo servizio, ma lui che in Gesù entra a far parte della storia “non per essere servito, ma per servire”.

La Liturgia di oggi

IV DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B)
(Viola)
I Lettura 2Sam 7,1-5.8-12.14.16
Il regno di Davide sarà saldo per sempre davanti al Signore.
Salmo (Sal 88)
Canterò per sempre l’amore del Signore.
II Lettura Rm 16,25-27
Il mistero avvolto nel silenzio per secoli, ora è manifestato.
Vangelo Lc 1,26-38
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.

18 dicembre 2011
Il Santo del giorno

San Malachia Profeta
i santi di oggi …

I Santi di oggi

San Malachia Profeta
San Graziano (Gaziano) di ToursVescovo
Santi Quinto, Simplicio e compagniMartiri in Africa
San Flavito Eremita
San Wunibald di Heidenheim (Vunibaldo) Abate
Santi Namfamone e compagni Martiri in Africa
San Flamiano (Flannano) di KillaloeVescovo
gli altri santi …
Le Notizie
Agenzia Sir
Osservatore Romano
Avvenire
Misna
Fides
Zenit
Published in: on dicembre 18, 2011 at 8:12 pm  Lascia un commento  
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