Giovanni della Croce 14 Dicembre 2011

Mer 14 Dic 2011
S. GIOVANNI DELLA CROCE (m)

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SAN GIOVANNI DELLA CROCE, sacerdote e dottore della Chiesa   versione testuale
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SANTO DEL GIORNO   14/12/2011

San Giovanni della Croce

S. GIOVANNI DELLA CROCE          http://www.santiebeati.it/dettaglio/25600
Non si può imprigionare l’amore    
Giovanni de Yepes nacque in Spagna, nel paesino di Fontiveros, nel 1542. A 24 anni, appena ordinato sacerdote, ebbe la fortuna di incontrare la grande Teresa d’Avila, che lo convinse a iniziare con lei la riforma del ramo maschile del Carmelo, fondando un piccolo conventino a Duruelo, in estrema e dolce povertà. Erano tempi difficili e Giovanni, ingiustamente accusato di disobbedienza, fu imprigionato nel carcere conventuale di Toledo. Ma proprio qui, tra indicibili sofferenze, Dio lo ricolmò di particolari grazie mistiche che egli cercava di esprimere in poesia. Nascevano così alcuni dei più bei poemi d’amore della lingua spagnola. Le strofe del Cantico espiritual – così simili al biblico Cantico dei cantici – sono quelle più note. Solo con una rischiosa fuga Giovanni riuscì a riconquistare la libertà, ritrovando nell’esperienza sofferta la chiave per esprimere la dottrina … 

…continua la lettura su Avvenire.it   

  14/12/2011 
Giovanni della Croce 
Amore senza sbarre

Altri Santi del giorno    http://www.santiebeati.it/12/14/ 

Venanzio Fortunato (VI sec.);
beata Francesca Schervier, fondatrice (1819-1870).
« L’anima che vuole salire sul monte della perfezione deve rinunciare a tutte le cose »
(Giovanni della Croce, Salita del Monte Carmelo, 1579-1585)
San Giovanni della Croce
San Giovanni della Croce
San Giovanni della Croce in un dipinto anonimo delXVII secolo
Presbitero e dottore della Chiesa
Nascita 24 giugno 1542
Morte 14 dicembre 1591
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 1675
Canonizzazione 27 dicembre 1726
Ricorrenza 14 dicembre
Patrono di Mistici, poeti

Giovanni della Croce, in spagnolo Juan de la Cruz, al secolo Juan de Yepes Álvarez (Fontiveros24 giugno 1542 –Úbeda14 dicembre 1591), è stato un sacerdote spagnolo, fondatore dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi.

I suoi scritti vennero pubblicati per la prima volta 1618, fu beatificato nel 1675, proclamato santo da papa Benedetto XIII nel1726 e dichiarato dottore della Chiesa da Pio XI nel 1926. La sua memoria è celebrata il 14 dicembre.

La Chiesa cattolica lo ha soprannominato Doctor Mysticus, mentre la Chiesa anglicana lo ricorda come un “Maestro della fede“.

Biografia

Nacque a Fontiveros vicino Ávila, un borgo della Vecchia Castiglia spagnola probabilmente nel 1540. Il padre Gonzalo de Yepes un nobile toledano, fu cacciato di casa e diseredato per aver sposato una povera tessitrice di seta, Catalina Álvarez.

Orfano di padre già in tenera età, si trovò a doversi spostare di città in città con la laboriosa e attiva madre per il loro sostentamento economico, dovendo quindi studiare e lavorare in luoghi sempre diversi.

Egli manifestò fin da piccolo inclinazione alla carità verso i poveri e ancora di più verso la preghiera contemplativa.

Nel periodo tra il 1551 e il 1559 ebbe una formazione culturale ed artigiana nel “Colegio de los doctrinos” di Medina del Campo (Valladolid), dove si era trasferito con la madre. Successivamente fu falegname, sarto, pittore e intagliatore; quindi accolito della Chiesa della Maddalena, commesso e aiutante infermiere nell’Ospedale della Concezione.

Nel 1563 entrò nell’Ordine Carmelitano chiedendo di vivere senza attenuazioni la rigida e antica regola carmelitana non più attuata. Tra il 1564 e il 1568 completò gli studi teologici e filosofici all’Università di Salamanca.

Nel 1567 fu ordinato sacerdote e tra settembre e ottobre dello stesso anno incontrò Teresa d’Ávila che anch’essa carmelitana, stava attuando con la autorizzazione del Priore generale dell’Ordine una riforma del Carmelo. Conquistato dalle sue idee riformatrici ne appoggiò in pieno il progetto in vista dell’inizio della riforma dell’ordine dei Carmelitani; a sua volta Santa Teresa lo prese in grande considerazione, chiamandolo il suo “piccolo Seneca”, con scherzoso ma affettuoso riferimento alla sua corporatura esile, e definendolo “padre della sua anima”.

Il 9 agosto 1568, dopo numerosi colloqui con Teresa d’Ávila, partì per Valladolid dove fondò il primo convento di Carmelitane Scalze. Qui rimase fino ad ottobre, informandosi dettagliatamente sulla nuova vita riformata; all’inizio di ottobre andò a Duruelo (Segovia), dove adattò un cascinale a primo convento di Carmelitani Scalzi; il 28 novembre, prima domenica d’Avvento, vi inaugurò la vita riformata; in tale occasione assunse il nome di Giovanni della Croce. All’interno dell’ordine riformato tra il 1572 e il 1577 svolse attività di guida spirituale nel monastero dell’Incarnazione di Ávila.

Tra le varie sofferenze, fisiche e spirituali, che ebbe a sperimentare a seguito della sua adesione alla riforma, spicca in particolare l’arresto e la carcerazione, il 2 dicembre1577, nella prigione del convento dei Carmelitani Calzati di Toledo, per un incidente nel monastero di Ávila di cui venne ritenuto erroneamente responsabile. Rimase rinchiuso per più di otto mesi, sottoposto a maltrattamenti e torture fisiche, psicologiche e spirituali, trovando peraltro l’ispirazione per comporre alcuni dei suoi poemi mistici più noti e riuscì alla fine a fuggire, tra le 2 e le 3 del mattino del 17 agosto 1578, in modo assai avventuroso.

Riprese gradualmente dopo il carcere diversi incarichi importanti nell’ordine carmelitano riformato che aveva acquisito progressivamente autonomia. Nel 1584 terminò aGranada la prima redazione del Cantico Spirituale, mentre in questi anni scrisse e perfezionò i suoi principali trattati spirituali.

Nell’ultimo periodo della sua vita viene abbandonato dalla maggior parte dei suoi seguaci.

Nel 1591 fu dimesso dagli incarichi direttivi nell’ordine e ammalato il 28 settembre si recò ad Úbeda (Jaén), dove trascorse gli ultimi mesi di vita.

Qui morì alle ore 24 della notte tra il venerdì 13 e il sabato 14 dicembre 1591 all’età di 49 anni.

Pensiero

Fu poeta e teologo, autore di svariati trattati teologici riguardanti soprattutto la preghiera e il «cammino spirituale dell’anima verso Dio e in Dio».

La sua opera sintetizza la tradizione spirituale cristiana precedente. La sua dottrina vuole che l’uomo, attraverso il passaggio nelle tre fasi («purgativa, illuminativa e unitiva») si liberi progressivamente da ogni attaccamento e da ogni senso del possesso per essere del tutto puro e libero di unirsi alla divinità («luce tenebrosa e tenebra luminosa»). Porta il paragone per cui, se si fissa di fronte e senza schermo il sole, per la troppa luminosità l’occhio avrà l’impressione di vedere una macchia nera.

Un suo detto era: «Dio umilia grandemente l’anima per innalzarla poi molto».

Poesie

Giovanni della Croce è considerato uno dei maggiori poeti in lingua spagnola. Ciò che meglio definisce la sua poesia è l’intensità espressiva, grazie all’adattamento e all’equilibrio di ognuna delle immagini da lui adoperate. A ciò contribuisce anche la sua tendenza ad abbandonare il registro discorsivo, eliminando espressioni “neutre” per cercare costantemente una giustapposizione tra elementi poetici di grande plasticità.

Sebbene l’intero corpus delle sue poesie ammonti a non più di 2500 versi, due di esse – il Cantico spirituale e la Notte oscura dell’anima – sono considerate tra le migliori poesie in lingua spagnola, sia dal punto di vista formale e stilistico, che per l’immaginazione ed il simbolismo.

Il Cantico spirituale è un’egloga in cui la “sposa” (che rappresenta l’anima) ricerca lo “sposo” (che rappresenta Gesù Cristo), ed è angosciata per averlo perso; entrambi sono pieni di gioia una volta che si sono ritrovati e riuniti. Il componimento potrebbe essere visto come una libera versione in lingua spagnola del Cantico dei cantici in un’epoca in cui era proibito tradurre il testo della Bibbia in lingua volgare.

La Notte oscura dell’anima (da cui l’omonimo concetto spirituale prende il nome) narra il viaggio dell’anima dalla propria sede corporea verso l’unione con Dio. Esso avviene durante la “notte”, che rappresenta le “avversità” e gli “ostacoli” che ella incontra nello staccarsi dal “mondo sensibile” per raggiungere la “luce” dell’unione con il Creatore. Vi sono diversi gradi in questa notte, che sono raccontati e descritti in strofe successive.

Trattati

Giovanni scrisse anche tre trattati di teologia mistica, due dei quali relativi alle due poesie sopra citate, (il Cantico spirituale e la Notte oscura dell’anima) commentando e spiegando il significato del testo poetico verso per verso, perfino parola per parola. Effettivamente egli non segue lo schema delle composizioni alla lettera, ma scrive liberamente sul soggetto di cui sta parlando.

Il terzo trattato, la Salita del Monte Carmelo, è uno studio più sistematico dello sforzo ascetico dell’anima in ricerca dell’unione perfetta con Dio e degli eventi “mistici” che accadono durante le varie fasi del cammino: introdotto da una poesia, il testo ha un forte significato teologico e letterario, dove il Monte rappresenta la meta della liberazione dell’anima da ogni peso che la separa da Dio e dal bene assoluto.

Queste tre opere, insieme ai suoi Pensieri sull’amore e sulla pace e agli scritti di Teresa d’Ávila, sono considerate tra le più importanti opere mistiche in lingua spagnola, ed hanno influenzato molti scrittori spirituali successivi, tra cui T. S. EliotTeresa di LisieuxEdith Stein (per i cattolici “santa Teresa Benedetta della Croce”), e Thomas Merton. Giovanni della Croce ha anche influenzato dei filosofi come Jacques Maritainteologi come Hans Urs von Balthasarpacifisti come Dorothy DayDaniel Berrigan ePhilip Berrigan. Papa Giovanni Paolo II fu fortemente influenzato in gioventù dagli scritti di S.Giovanni della Croce, fino a valutare un eventuale ingresso nell’ordine carmelitano.[senza fonte]

Giovanni scrisse anche tre trattati di teologia mistica, due dei quali relativi alle due poesie sopra citate, (il Cantico spirituale e la Notte oscura dell’anima) commentando e spiegando il significato del testo poetico verso per verso, perfino parola per parola. Effettivamente egli non segue lo schema delle composizioni alla lettera, ma scrive liberamente sul soggetto di cui sta parlando.

Il terzo trattato, la Salita del Monte Carmelo, è uno studio più sistematico dello sforzo ascetico dell’anima in ricerca dell’unione perfetta con Dio e degli eventi “mistici” che accadono durante le varie fasi del cammino: introdotto da una poesia, il testo ha un forte significato teologico e letterario, dove il Monte rappresenta la meta della liberazione dell’anima da ogni peso che la separa da Dio e dal bene assoluto.

Queste tre opere, insieme ai suoi Pensieri sull’amore e sulla pace e agli scritti di Teresa d’Ávila, sono considerate tra le più importanti opere mistiche in lingua spagnola, ed hanno influenzato molti scrittori spirituali successivi, tra cui T. S. EliotTeresa di LisieuxEdith Stein (per i cattolici “santa Teresa Benedetta della Croce”), e Thomas Merton. Giovanni della Croce ha anche influenzato dei filosofi come Jacques Maritainteologi come Hans Urs von Balthasarpacifisti come Dorothy DayDaniel Berrigan ePhilip Berrigan. Papa Giovanni Paolo II fu fortemente influenzato in gioventù dagli scritti di S.Giovanni della Croce, fino a valutare un eventuale ingresso nell’ordine carmelitano.[senza fonte]

Letteratura e musica

Il poeta T. S. Eliot ha ripreso ed attentamente parafrasato il pensiero di Giovanni della Croce, in particolare il concetto di «Notte Oscura» dell’anima e la dottrina del Nada y Todo (“Nulla e Tutto”), da Giovanni esposta nello schizzo eseguito per illustrare l’ascesa al Monte della Perfezione, oltre che nella Salita del Monte Carmelo:

« Per giungere a gustare il tutto, non cercare il gusto in niente.
Per giungere al possesso del tutto, non voler possedere niente.
Per giungere ad essere tutto, non voler essere niente.
Per giungere alla conoscenza del tutto, non cercare di sapere qualche cosa in niente.
Per venire a ciò che ora non godi, devi passare per dove non godi.
Per giungere a ciò che non sai, devi passare per dove non sai.
Per giungere al possesso di ciò che non hai, devi passare per dove ora niente hai.
Per giungere a ciò che non sei, devi passare per dove ora non sei. »
(San Giovanni della Croce)

nel terzo tempo di East-Coker (1940), il secondo dei Quattro quartetti:

« In order to arrive there,
to arrive where you are, to get from where you are not,
you must go by a way wherein there is no ecstasy.
In order to arrive at what you do not know
you must go by the way which is the way of ignorance.
In order to possess what you do not possess
you must go by the way of dispossession.
In order to arrive at what you are not
you must go through the way in which you are not.
And what you do not know is the only thing you know
and what you own is what you do not own
and where you are is where you are not. »
(T.S. Eliot)

Eliot inoltre premette una citazione del santo al testo della sua prima opera teatrale Sweeney Agonistes (1926):

« Per cui l’anima non può essere posseduta dall’unione divina, finché non si sia dispogliata dell’amore delle cose create. »
(San Giovanni della Croce)

Alla spiritualità ed alle opere di Giovanni della Croce si è ispirata la cantautrice Giuni Russo nell’ultimo periodo della sua produzione artistica, con canzoni come La sua figura.

Loreena McKennitt si è ispirata alla “Notte oscura dell’anima” per la sua “The Dark Night of the Soul”, nell’album The Mask and Mirror (1994).

Bibliografia

  • Giovanni della Croce, Salita del Monte Carmelo, (trad. Enrico Bistazzoni), Fazi editore, Roma, 2006 ISBN 978-88-8112-722-9
  • Elisabeth Reynaud, Giovanni della Croce – riformatore, mistico e poeta di Dio, Edizioni Paoline, Milano 2002, ISBN 88-315-2372-4
  • Eleonora Albisani, La vigna del Carmelo – fortuna di san Giovanni della Croce nella tradizione carmelitana dell’Italia del ‘600, Marietti ed., Genova 1990, ISBN 88-211-6055-6
  • Erika Lorenz, San Giovanni della Croce – una vita drammatica in forma di autobiografia, Piemme ed., Casale Monferrato 1994, ISBN 88-384-2198-6
  • Cesare Maffei, Tre notti. L’esperienza mistica, psicologica e poetica del negativo, Garzanti, Milano 1992, ISBN 88-11-47410-8

Altri progetti

Collegamenti esterni

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Padri e Dottori della Chiesa cattolica

Published in: on dicembre 14, 2011 at 10:11 am  Lascia un commento  
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