Andrea apostolo

Sant’Andrea

Bethsaida di Galilea – Patrasso (Grecia), ca. 60 dopo Cristo

Andrea, già discepolo di Giovanni Battista, fratello di Pietro, gli comunicò la scoperta del Messia. Entrambi furono chiamati dal Maestro sulle rive del lago per diventare ‘pescatori di uomini’. Nel prodigio della moltiplicazione dei pani segnala a Gesù il fanciullo dei cinque pani e dei due pesci. Egli stesso insieme a Filippo riferisce che alcuni Greci vogliono vedere Gesù. Crocifisso a Patrasso secondo la tradizione, é particolarmente venerato nella Chiesa greca.

Sant’Andrea
Sant'Andrea

Icona di Sant’Andrea Protocletos

 

http://www.maranatha.it/calendar/cal12Apage.htm

Mer  30  S. Andrea (f)
Nascita Betsaida6 a.C.
Morte Patrasso30 novembre 60(circa)
Veneratoda Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Santuario principale Basilica di Sant’Andrea ApostoloPatrasso
Ricorrenza 30 novembre
Attributi Croce decussataRete da pesca
Patrono di ScoziaRussiaSicilia,GreciaRomaniaMalta,PrussiaAmalfiSarzana,Empolimarinaipescatori,cantanti

Andrea (in lingua greca Ανδρέας, denominato secondo la tradizione ortodossa Protocletos o il Primo chiamatoBetsaida6 a.C. – Patrasso30 novembre 60) fu un apostolo di Gesù Cristo, venerato come santo dalla Chiesa cattolica e da quella ortodossa.

 Elementi biografici

Andrea era il fratello di san Pietro. Quasi sicuramente il suo nome (derivante dal vocabolo greco ανδρεία, “virilità, valore”), come altri nomi tramandati in greco, non era il nome originario di questo apostolo in quanto, nella tradizione ebraica o giudaica, il nome Andrea compare solo a partire dal IIIII secolo.

Il Nuovo Testamento ricorda che Sant’Andrea era figlio di Giona, o Giovanni, (Matteo 16:17; Giovanni 1:42). Egli era nato aBetsaida sulle rive del Lago omonimo in Galilea (Giovanni 1:44). Assieme al fratello Pietro esercitava il mestiere di pescatore, e la tradizione vuole che Gesù stesso lo avesse chiamato ad essere suo discepolo invitandolo ad essere per lui “pescatore di uomini” (ἁλιείς ἀνθρώπων, halieis anthropon) tradotto anche come “pescatore di anime”. Agli inizi della vita pubblica di Gesù, occupavano la stessa casa a Cafarnao (Marco 1:21, 29).

Il Vangelo di Giovanni ricorda che Andrea era stato anche discepolo di Giovanni il Battista, che per primo gli ordinò di seguire Gesù, continuatore della sua opera (Giovanni 1:35-40). Andrea fu il primo a riconoscere in Gesù il Messia, e lo fece conoscere al fratello (Giovanni 1:41). Presto entrambi i fratelli divennero discepoli di Cristo. In un’occasione successiva, prima della definitiva vocazione all’apostolato, essi erano definiti come grandi amici e lasciarono tutto per seguire Gesù (Luca 5:11; Matteo 4:19-20; Marco 1:17-18).

Nei vangeli Andrea è indicato essere presente in molte importanti occasioni come uno dei discepoli più vicini a Gesù (Marco 13:3; Giovanni 6:8, 12:22), ma negli Atti degli Apostoli si trova solo una menzione marginale della sua figura (1:13).

Eusebio di Cesarea ricorda nelle sue “Origini” che Andrea aveva viaggiato in Asia Minore ed in Scizia, lungo il Mar Nero come del resto anche sul Volga e sul Kiev. Per questo egli è divenuto santo patrono della Romania e della Russia. Secondo la tradizione, egli fu il fondatore della sede episcopale di Bisanzio (Costantinopoli), dal momento che l’unico vescovato dell’area asiatica che era già stato fondato era quello di Eraclea. Nel 38, su questa sede gli succedette Stachys. La diocesi si svilupperà successivamente nel Patriarcato di Costantinopoli. Andrea è riconosciuto come santo patrono della sede episcopale.

La tradizione vuole che Andrea sia stato martirizzato per crocifissione a Patrasso (Patrae) in Acaia (Grecia). Dai primi testi apocrifi, come ad esempio gli Atti di Andreacitati da Gregorio di Tours nel Monumenta Germaniae Historica, si sa che Andrea venne legato e non inchiodato su una croce latina (simile a quella dove Cristo era stato crocifisso), ma la tradizione vuole che Andrea sia stato crocifisso su una croce di forma detta Croce decussata (a forma di X) e comunemente conosciuta con il nome di “Croce di Sant’Andrea“; Questa venne adottata per sua personale scelta, dal momento che egli non avrebbe mai osato eguagliare il maestro, Gesù, nel martirio. Quest’iconografia di sant’Andrea appare ad ogni modo solo attorno al X secolo, ma non divenne comune sino al XVII secolo. Proprio per il suo martirio, sant’Andrea è divenuto anche il patrono di Patrasso.

Atti e Vangelo di Andrea

Gli scritti apocrifi che compongono gli Atti di Andrea, menzionati da Eusebio di CesareaEpifanio di Salamina e da altri, è compreso in un gruppo disparato di Atti degli apostoli che vengono tradizionalmente attribuiti a Lucio Carino. Questi atti risalgono al III secolo e, assieme al Vangelo di Andrea, appaiono tra i libri rigettati dalla chiesa nel Decretum Gelasianum d ipapa Gelasio I.

La serie completa degli Atti venne edita e pubblicata da Konstantin von Tischendorf nel suo Acta Apostolorum apocrypha(Lipsia, 1821), che si occupò di riordinarli per la prima volta in modo ordinato e filologicamente corretto. Un’altra versione è presente nella Passio Andreae, pubblicata da Max Bonnet (Supplementum II Codicis apocryphiParigi, 1895).

Le reliquie

Dopo il martirio di sant’Andrea, secondo la tradizione, le sue reliquie vennero spostate da Patrasso a Costantinopoli. Leggende locali dicono che le reliquie vennero vendute dai romani.

Nel sesto secolo la reliquia della mano e del braccio di S. Andrea fu donata al vescovo Venanzio di Luni, dal papa Gregorio Magno, suo grande amico. E’ tradizione che in tale tempo, e con l’ occasione del dono, sia stata costruita in Sarzana, antica città ligure al confine con la toscana, la Chiesa di S. Andrea, che divenne la dimora della reliquia. Da quel giorno l’ Apostolodivenne il Patrono della città. Tali reliquie si conservano al presente nella Cattedrale di Sarzana; essa fu portata da Costantinopoli a Roma da un certo Andrea, maggiordomo dell’imperatore Maurizio di Costantinopoli[1].

La testa del Santo, insieme ad altre reliquie (vale a dire un mignolo e alcune piccole parti della croce) venne donata daTommaso Paleologo, despota della Morea spodestato dai turchi a papa Pio II nel 1461, in cambio dell’impegno per una crociata che avrebbe dovuto riprendere Costantinopoli. Il papa accettò il dono promettendo di restituire le reliquie quando la Grecia fosse stata liberata e ne inviò la mandibola custodita nell’antico reliquiario a Pienza. Per decisione di papa Paolo VI nel 1964 le reliquie conservate a Roma vennero inviate nuovamente a Patrasso all’interno dell’antico reliquiario bizantino, fino ad allora custodito nella cattedrale pientina; in cambio il Papa donò alla cattedrale di Pienza il busto-reliquiario della testa commissionato da Pio II a Simone di Giovanni Ghini per la basilica di San Pietro in Vaticano. Le reliquie rese sono a tutt’oggi custodite nella chiesa di sant’Andrea a Patrasso in una speciale urna, e vengono mostrate ai fedeli in occasione della festa del 30 novembre.

Tutte le reliquie conosciute attribuite a sant’Andrea sono dislocate in alcuni punti fondamentali della sua venerazione: nella basilica di sant’Andrea a Patrasso, in Grecia, nelDuomo di Sant’Andrea di AmalfiItalia, nella cattedrale di Santa Maria, a Edimburgo, in Scozia e nella chiesa di Sant’Andrea e Sant’Alberto a Varsavia, in Polonia. Altro luogo ove sono custodite reliquie del Santo è il Casino di Cicco sito in Sant’Apollinare.

La tradizione italiana

Statua di sant’Andrea nella basilica di San Pietro

Statua in argento di Sant’Andrea custodita nel Duomo di Amalfi

Sofronio Eusebio Girolamo scrisse che le reliquie di Andrea vennero portate da Patrasso a Costantinopoli per ordine dell’imperatore romano Costanzo II nel 357[2]. Qui rimasero sino al 1208 quando le reliquie vennero portate ad Amalfi, in Italia, dal cardinale Pietro Capuano, nativo di Amalfi. Nel XV secolo, la testa di sant’Andrea fu portata a Roma, dove venne posta in una teca in uno dei quattro pilastri principali della basilica di San Pietro. Nel settembre del 1964, come gesto di apertura verso la Chiesa ortodossa greca, papa Paolo VI consegnò un dito e parte della testa alla chiesa di Patrasso. Il Duomo di Amalfi, dedicata appunto a sant’Andrea (come del resto la città stessa), contiene una tomba nella sua cripta che continua a contenere alcune altre reliquie dell’apostolo.

La tradizione romena

La tradizione romena vuole che Sant’Andrea (chiamato Sfântul Apostol Andrei) sia stato uno dei primi a portare il cristianesimo nellaScizia Minore, l’attuale Dobrogea, al popolo locale dei Daci (antenati dei romeni). Ippolito di Antiochia (m. circa 250) nel suo Sugli apostoli, in Origene nel III libro dei suoi Commentari sulla Genesi (c. 254), in Eusebio di Cesarea nel suo Storia della Chiesa (c.340), e presso altre fonti come il Martirio di Usaard scritto tra l’845 e l’865, sant’Andrea viene citato come pellegrino in questa regione. Tre sono i toponimi e numerose antiche tradizioni e favole sono riconducibili a sant’Andrea, molte delle quali possono addirittura vantare un substrato pre-cristiano. Esiste anche una caverna dove si ritiene che egli abbia alloggiato. La misteriosa tradizione che vuole che egli fosse solito battezzare nel villaggio di Copuzu è anche collegata da molti etnologi con il fenomeno delle campagne di cristianizzazione legate agli apostoli.

La leggenda scozzese

Alla metà del X secolo, Andrea divenne Santo Patrono della Scozia. Molte leggende volevano che le reliquie di sant’Andrea fossero state traslate con poteri soprannaturali da Costantinopoli al luogo attualmente denominato “Sant’Andrea” (in pitico, Muckross; in gaelico, Cill Rìmhinn).

La croce decussata (o “Croce di Sant’Andrea”) nella bandiera nazionale scozzese

Due sono i manoscritti scozzesi più antichi: uno è raggruppato assieme agli scritti di Jean-Baptiste Colbert e venne donato a Luigi XIV di Francia, e attualmente si trova alla Bibliothèque Nationale di Parigi, l’altro è contenuto nel Messale Harleiano nella British Library di Londra. Questi documenti ricordano che le reliquie di sant’Andrea vennero portate da Regolo al re dei Piti Óengus I Mac Fergusa (729–761). L’unico Regolo conosciuto dagli storici (detto anche Riagail o Rule), il cui nome è tutt’oggi ricordato dalla torre di san Rule, fu un monaco irlandese espulso dall’Irlanda con san Colombano; la sua vita, ad ogni modo, sarebbe da collocarsi tra il 573ed il 600. Vi sono buone ragioni per credere che le reliquie facessero originariamente parte della collezione del vescovo Acca di Hexham, e che vennero da quest’ultimo portate ai Piti da Hexham (c. 732), dove venne fondata una sede episcopale, non come avrebbe voluto la tradizione a Galloway, ma sul luogo detto di Sant’Andrea. La connessione fatta con Regolo, ad ogni modo, è dovuta con tutta probabilità al desiderio di datare la fondazione della chiesa di Sant’Andrea in tempi più remoti possibili e quindi più vicini al martirio del Santo.

Un’altra leggenda vuole che nel tardo VIII secolo, durante una delle battaglie contro gli inglesi, il re Ungo (lo stesso Óengus I Mac Fergusa menzionato precedentemente oppure Óengus II dei Piti (820 – 834)) vide una nuvola incrociata a salterio, e disse ad alta voce ai propri compagni di osservare il fenomeno, indicativo di una protezione di sant’Andrea, e che se avessero vinto per questa grazia, lo avrebbero eletto quale loro santo patrono. Ad ogni modo, si ha ragione di ritenere che sant’Andrea fosse già venerato in Scozia prima di questa data.

Le connessioni di Andrea con la Scozia sono probabilmente da attribuirsi anche al Sinodo di Whitby, dove la Chiesa celtica guidata da san Colombano sancì che, a giudicare dalle scritture, il fratello minore di Pietro aveva dovuto avere un ruolo addirittura superiore a tutti gli apostoli. Nel 1320 la Dichiarazione di Arbroath definì sant’Andrea come “il primo ad essere divenuto Apostolo”.

Numerose chiese parrocchiali di Scozia e congregazioni della Chiesa cristiana del paese sono dedicate a Sant’Andrea. La Chiesa nazionale del popolo scozzese a Roma è la chiesa di Sant’Andrea degli Scozzesi.

Sant’Andrea e la Parrocchia di Luqa (Malta)

Le prime notizie relative a questa piccola cappella a Luqa dedicata a sant’Andrea risalgono al 1497. La visita pastorale del delegato pontificio Pietro Dusina afferma che questa cappella conteneva tre altari, uno dei quali era dedicato a Sant’Andrea. La pala d’altare, raffigurante Maria coi Santi Andrea e Paolo venne dipinta dal pittore malteseFilippo Dingli.

A quel tempo, molti pescatori vivevano a Luqa, e questa potrebbe essere una delle ragioni per cui Sant’Andrea venne scelto come Santo Patrono della città. La locale statua di Sant’Andrea venne scolpita nel legno da Giuseppe Scolaro nel 1779. Questa opera subì molti restauri, primo tra tutti quello risalente al 1913 ad opera del rinomato artista maltese Abraham Gatt.

Il Martirio di Sant’Andrea, presente sull’altare principale della chiesa, venne dipinto da Mattia Preti nel 1687.

Sant’Andrea in Ucraina

Il primo cristianesimo in Ucraina, ricorda che l’apostolo sant’Andrea avrebbe viaggiato nel sud dell’Ucraina, lungo il Mar Nero. La leggenda vuole che egli abbia anche percorso il fiume Dnieper e abbia raggiunto la località che in seguito sarebbe divenuta Kiev, dove venne eretta una croce sul sito dove abitualmente sant’Andrea risiedeva, profetizzando la nascita della città all’insegna del cristianesimo.

Conclusioni

Andrea è santo patrono in ScoziaRussiaRomaniaUcrainaGreciaAmalfi e a Luqa (Malta). Egli è anche santo patrono in Prussia. Nella bandiera della Scozia (e di conseguenza quella del Regno Unito e nello stemma della Nuova Scozia) figura la croce di sant’Andrea, come pure nella bandiera di Tenerife e nell’insegna della marina russa. Anche la bandiera dei confederati degli Stati Uniti d’America anche se il fondatore, William Porcher Miles, riteneva di aver cambiato l’insegna da una croce classica ad una decussata per motivi araldici e non religiosi.

La festa di Sant’Andrea è ricordata il 30 novembre nelle Chiese d’Oriente e d’Occidente ed è festa nazionale in Scozia.

Opere d’arte ispirate a sant’Andrea

Patronati

Italia

Germania

Regno Unito

Bibliografia

S. Ronchey, L’enigma di PIero. L’ultimo bizantino e la crociata fantasma nella rivelazione di un grande quadro, Milano 2007.

Galleria di immagini

Note

  1. ^ http://www.cattedraledisarzana.it/main.php?m=4&s=200&l=: breve storia della reliquia di Sant’Andrea a Sarzana.
  2. ^ De Viris Illustribus Liber Ad Dextrum: nel cap. 7 su San Luca riferisce che le reliquie dei due santi vennero portate a Costantinopoli “nel ventesimo anno” di regno di Costanzo II.

    Bibliografia

    Collegamenti esterni

    Altri progetti

    Predecessore: Vescovo di Bisanzio Successore: Cruz ortodoxa.png
    Patriarcato inesistente prima del 38 Stachys
    v · d · m

    Apostoli di Gesù

Published in: on dicembre 1, 2011 at 12:58 am  Lascia un commento  
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