Commemorazione dei defunti

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20111102.shtml

http://www.google.it/search?aq=f&gcx=c&sourceid=chrome&ie=UTF-8&q=preghiera+per+i+defunti

http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new_v3_debug/cciv4_edit_info.edit_liturgia?p_data=02/11/2011

« 1563. In molti modi le comunità parrocchiali esprimono questo senso della speranza cristiana. Per la commemorazione di tutti i fedeli defunti è consuetudine andare in processione al Cimitero e in tale occasione benedire le tombe. In questa o simili circostanze è opportuno promuovere una celebrazione con un apposito rito di benedizione. »
(dal Rituale Romano, parte III, capitolo 54, Benedizione delle Tombe nella Commemorazione dei Fedeli Defunti)
Commemorazione dei defunti
Festa religiosa
Cimitero di Boronów, in Polonia..
Data 2 novembre
Religione Cattolicesimo
Avvenimento celebrato Commemorazione dei defunti
Tradizioni Visita dei cimiteri, tradizioni locali
Tradizioni culinarie Dolci dei morti
Chiamata anche Festa dei morti

La Commemorazione dei defunti (in latino Commemoratio Omnium Fidelium Defunctorum, ossia Commemorazione di Tutti i Fedeli Defunti), è una ricorrenza della Chiesa cattolica.

http://www.maranatha.it/Feriale/santiProprio/1102-Page.htm

http://www-maranatha-it.blogspot.com/2011/11/commemorazione-di-tutti-i-fedeli.html

Era anticamente preceduta da una Novena e celebrata il 2 novembre di ogni anno.

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/1102letPage.htm

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/1102lodPage.htm

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/1102vesPage.htm

Nella forma straordinaria del rito romano era previsto che nel caso in cui il 2 novembre cadesse di domenica, la ricorrenza sarebbe stata celebrata il giorno successivo, lunedì 3 novembre. In Italia, benché molti lo considerino come un giorno festivo, la ricorrenza non è mai stata ufficialmente istituita come festività civile. http://www.totustuus.name/archive/index.php/t-1837.html

http://www.diocesi.genova.it/materiale/ufficio_catechistico/sussidio_novena_dei_defunti_2008/sussidio_novena_dei_defunti_2008.pdf

Nel calendario liturgico segue la festività di Ognissanti, che ricorre infatti il 1º novembre.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/20500

http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new_v3_debug/cciv4_edit_info.edit_liturgia?p_data=01/11/2011

02-11-2011 11:18 – Commemorazione defunti: le parole del Papa

“Nel recarci ai cimiteri a pregare con affetto e con amore per i nostri defunti, siamo invitati, ancora una volta, a rinnovare con coraggio e con forza la nostra fede nella vita eterna, anzi a vivere con questa grande speranza e testimoniarla al mondo: dietro il presente non c’é il nulla”. Nell’udienza generale nell’Aula Paolo VI, il Papa, nella giornata della Commemorazione dei defunti, ha toccato oggi il tema della morte, così come viene vissuto nella società. “Nonostante la morte sia spesso un tema quasi proibito nella nostra società, e vi sia il tentativo continuo di levare dalla nostra mente il solo pensiero della morte, essa riguarda ciascuno di noi, riguarda l’uomo di ogni tempo e di ogni spazio”, ha avvertito Benedetto XVI, secondo cui “davanti a questo mistero tutti, anche inconsciamente, cerchiamo qualcosa che ci inviti a sperare, un segnale che ci dia consolazione, che si apra qualche orizzonte, che offra ancora un futuro”. In tale visione, “la strada della morte è una via della speranza e percorrere i nostri cimiteri, come pure leggere le scritte sulle tombe è compiere un cammino segnato dalla speranza di eternità”. “Proprio la fede nella vita eterna – ha aggiunto il Pontefice – dà al cristiano il coraggio di amare ancora più intensamente questa nostra terra e di lavorare per costruirle un futuro, per darle una vera e sicura speranza”. “Abbiamo timore davanti alla morte perché abbiamo paura del nulla, di questo partire verso qualcosa che non conosciamo, che ci è ignoto”, ha detto il Papa parlando ai circa settemila fedeli riuniti nella Sala Nervi e rispondendo alla domanda sul “perché proviamo timore davanti alla morte”, sul “perché l’umanità, in una sua larga parte, mai si è rassegnata a credere che al di là di essa non vi sia semplicemente il nulla”. “C’é in noi un senso di rifiuto – ha continuato Benedetto XVI – perché non possiamo accettare che tutto ciò che di bello e di grande è stato realizzato durante un’intera esistenza, venga improvvisamente cancellato, cada nell’abisso del nulla”. Secondo il Papa, soprattutto “sentiamo che l’amore richiama e chiede eternità e non è possibile accettare che esso venga distrutto dalla morte in un solo momento”. Inoltre, “abbiamo timore davanti alla morte perché, quando ci troviamo verso la fine dell’esistenza, c’é la percezione che vi sia un giudizio sulle nostre azioni, su come abbiamo condotto la nostra vita, soprattutto su quei punti d’ombra che, con abilità, sappiamo spesso rimuovere o tentiamo di rimuovere dalla nostra coscienza”. Per il Pontefice, “proprio la questione del giudizio è spesso sottesa alla cura dell’uomo di tutti i tempi per i defunti, all’attenzione verso le persone che sono state significative per lui e che non gli sono più accanto”, come avviene “nella maggior parte delle culture che caratterizzano la storia dell’uomo”. (ANSA)

http://www.avvenire.it/Dossier/Benedetto%20XVI/Udienze/Pagine/UDIENZA-DEL-MEROCLEDI%27.aspx

http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/papa-morte-.aspx

http://www.google.it/search?aq=f&gcx=c&sourceid=chrome&ie=UTF-8&q=commemorazione+defunti#q=commemorazione+defunti&hl=it&prmd=imvnsu&source=univ&tbm=nws&tbo=u&sa=X&ei=nrCzToirBcrIswbKqOzTAw&ved=0CGkQqAI&bav=on.2,or.r_gc.r_pw.,cf.osb&fp=8dcb4a327351906&biw=1206&bih=715

Storia

L’idea di commemorare i defunti in suffragio nasce su ispirazione di un rito bizantino che celebrava infatti tutti i morti, il sabato prima della domenica di Sessagesima – così chiamata prima della riforma liturgica del Concilio Vaticano II – , ossia la domenica che precede di due settimane l’inizio della quaresima, all’incirca in un periodo compreso fra la fine di gennaio ed il mese di febbraio. Nella chiesa latina il rito viene fatto risalire all’abate benedettino sant’Odilone di Cluny nel 998: con la riforma cluniacense stabilì infatti che le campane dell’abbazia fossero fatte suonare con rintocchi funebri dopo ivespri del 1 novembre per celebrare i defunti, ed il giorno dopo l’eucaristia sarebbe stata offerta “pro requie omnium defunctorum”; successivamente il rito venne esteso a tutta la Chiesa Cattolica. Ufficialmente la festività, chiamata originariamente Anniversarium Omnium Animarum, appare per la prima volta nell’Ordo Romanus del XIV secolo.

Arte

Il giorno dei morti, di Bouguereau1859.

Alla Commemorazione sono dedicate alcune opere, fra cui la più celebre è Le jour des morts (Il giorno dei morti) di William-Adolphe Bouguereauolio su tela realizzata nel 1859 ed oggi esposta al Musée des Beaux-Arts di Bordeaux, in Francia.

Tradizioni

Nei paesi dell’America Centrale

Nei paesi dell’America Centrale è consuetudine, oltre a visitare i cimiteri, addobbare le tombe con fiori, oltre che depositare sulle stesse giocattoli (nel caso in cui il defunto sia un bambino) o alcolici.[1]

In Messico, in alcune abitazioni, è ancora consuetudine preparare l’altare dei morti: tale manufatto viene arricchito con immagini del defunto, una croce, un arco e incenso. Ciò in quanto il credo popolare pensa che, durante tale giorno, lo spirito dei defunti vengano a trovare i loro cari. Tale altare servirebbe a favorire tale ritorno.[1]

Nelle Filippine

In questo paese asiatico è consuetudine abbellire le tombe dei propri cari, oltre che offrire preghiere per tutti i defunti.[2]

In Ungheria

In Ungheria gli orfani vengono invitati a passare la giornata con una famiglia. Al termine vengono regalati loro dei giocattoli e dei dolci.[2]

In Italia

È consuetudine nel giorno dedicato al ricordo dei defunti visitare i cimiteri locali e portare in dono fiori sulle tombe dei propri cari. In molte località italiane è diffusa l’usanza di preparare alcuni dolciumi, chiamati infatti dolci dei morti, per celebrare la giornata. In Sicilia durante la notte di Ognissanti la credenza vuole che i defunti della famiglia lascino dei regali per i bambini insieme alla frutta di Martorana e altri dolci caratteristici. Nella provincia di Massa Carrara la giornata è l’occasione del bèn d’i morti, con il quale in origine gli estinti lasciavano in eredità alla famiglia l’onore di distribuire cibo ai più bisognosi, mentre chi possedeva una cantina offriva ad ognuno un bicchiere di vino; ai bambini inoltre veniva messa al collo la sfilza, una collana fatta di mele e castagne bollite. Nella zona del monte Argentario era tradizione cucire delle grandi tasche sulla parte anteriore dei vestiti dei bambini orfani, affinché ognuno potesse metterci qualcosa in offerta, cibo o denaro. Vi era inoltre l’usanza di mettere delle piccole scarpe sulle tombe dei bambini defunti perché si pensava che nella notte del 2 novembre le loro anime (dette angioletti) tornassero in mezzo ai vivi. Nelle comunità dell’Italia meridionale dell’Eparchia di Lungro e dell’Eparchia di Piana degli Albanesi si commemorano i defunti secondo la tradizione orientale di rito greco-bizantino. Le celebrazioni vengono effettuate nelle settimane precedenti la Quaresima.

Secondo la cultura tradizionale di molte località italiane, la notte del Giorno dei Morti le anime dei defunti tornerebbero dall’aldilà effettuando delle processioni per le vie del borgo. In alcune zone, conformemente a quanto avviene nel mondo anglosassone in occasione della festa di Halloween, era tradizione scavare e intagliare le zucche e porvi poi una candela all’interno per utilizzarle come lanterne

Note

  1. ^ a b www.planetalatinoamerica.com
  2. ^ a b www.theholidayspot.com
  3. Bibliografia

  4. Voci correlate 
1* Novembre 2011 – Tutti i Santi

La Chiesa é indefettibilmente santa: Cristo l’ ha amata come sua sposa e ha dato

se stesso per lei, al fine di santificarla; perciò tutti nella Chiesa sono chiamati

alla santità. La Chiesa predica il mistero pasquale nei santi che hanno sofferto

con Cristo e con Lui sono glorificati, propone ai fedeli i loro esempi che attraggono

tutti al Padre per mezzo di Cristo e implora per i loro meriti i benefici di Dio.

Oggi in un’unica festa si celebrano, insieme ai Santi canonizzati, tutti i giusti

di ogni lingua, di ogni razza e di ogni nazione, i cui nomi sono scritti nel libro

della vita. Si iniziò a celebrare la festa di tutti i santi anche a Roma, fin dal sec. IX.

Altri Santi del giorno

1° novembre, Onore e festa a tutti i Santi del Paradiso
è la festa di tutta l’umanità, del­l’umanità che ha sperato, che ha sofferto, che ha cercato la giusti­zia, dell’umanità che sembrava perdente e invece è vittoriosa. E’ la festa di Tutti i Santi, non solo di quelli segnati sul calen­dario e che veneriamo sugli alta­ri, ma anche di quelli che sono passati sulla terra in punta di pie­di, senza che nessuno si accor­gesse di loro, ma che nel silenzio del loro cuore hanno dato una bella testimonianza di amore a Dio. ONORE E LODE A VOI  di: Alfredo Di Lieto
da:   Parrocchia SS. Trinita’ Oblati di S.Giuseppe P.zza Trinita’ Parete (ce)
Published in: on novembre 1, 2011 at 9:15 am  Lascia un commento  
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