http://www-maranatha-it.blogspot.com/2010/10/san-francesco-dassisi-patrono-ditalia-s.html

http://www-maranatha-it.blogspot.com/2011/10/san-francesco-dassisi-patrono-ditalia-s.html

http://www.maranatha.it/Franchiara/Franc03Page.htm

http://www.maranatha.it/Festiv2/festeSolen/1004Page.htm

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/1004pvesPage.htm

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/1004letPage.htm

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/1004lodPage.htm

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/1004medPage.htm

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http://www.santiebeati.it/dettaglio/21750

http://www.franciscan-archive.org/franciscana/sanfrancesco.html

San Francesco di Assisi San Francesco di Assisi1208-1212

Biografia scritta senza troppe pretese da Paolo Bonacorsi

San Francesco di Assisi

San Francesco di Assisi

San Francesco preferì allontanarsi per un certo periodo da Assisi.

Risalito il Chiascio punto prima sul monastero di San Verecondo a Vallingegno e poi su Gubbio.

Gubbio era in quel periodo “assediata” da un feroce lupo!

L’animale che incuteva terrore e morte tra gli Eugubini.

Il santo lo affrontò appena fuori dalle mura di Gubbio nei pressi della chiesa della Vittorina.

E solo con le Sue parole San Francesco ammansì il lupo rendendolo docile e domestico.

Questo è considerato il primo miracolo di San Francesco.


La vestizione di San Francesco

Frate Francesco iniziò così la sua Grande Opera in compagnia di Madonna Povertà, di Fra Silenzio e di Sorella Pace, con indosso un camice di tela grezza, che volle da solo confezionarsi ispirandosi alla forma della stessa croce, cinto ai fianchi da una bianca cordicella a tre nodi e calzando dei poveri sandali.

Come suo unico bagaglio, una sacca contenente gli strumenti del muratore: la squadra, il compasso, la cazzuola, il filo a piombo, il mazzuolo, la riga e lo scalpello, a simboleggiare rispettivamente la rettitudine del pensiero, l’amore fraterno che tutto cementa, la rettitudine di giudizio, il lavoro indefesso e la sottomissione delle proprie imperfezioni spirituali al lavorìo dello Spirito, che tutto trasformando, fa giungere alla perfezione.

Ecco quindi che ritornato ad Assisi alla fine del 1207 San Francesco si dedicò per tutto il 1208 alla riparazione di San Damiano, di San Pietro alla Spina e della Porziuncola di Santa Maria degli Angeli che poi diventò la sua abitazione.

In questo periodo San Francesco concepì (ascoltandoli o leggendoli dal Messale e dal Vangelo) i primi abbozzi di quella che poi sarebbe divenuta la regola Francescana.

Spesso la leggenda si mischia con la storia e la storia è fatta anche di piccole cose.

E’ il 24 Febbraio 1209, siamo presso la Porziuncola.

Un benedettino dell’Abbazia del Monte Subasio vi officia saltuariamente la SS Messa.

Il benedettino legge dal Vangelo di Matteo il capitolo X e per San Francesco si apre un mondo comprendendo (finalmente) cosa deve fare:

“Non Vi procurate oro ed argento o denaro per le vostre tasche, non una borsa da viaggio, ne due tuniche, ne calzature e neppure un bastone; poichè l’operaio ha diritto al suo sostentamento”
(Matteo 10,10)

Questo diceva il Vangelo e San Francesco lo avrebbe applicato alla lettera.

Le gesta di San Francesco (il Poeta) non passarono inosservate e le genti di Assisi cominciarono a cambiare l’opinione su questo stravagante giovane e così, dopo qualche tempo, Gli si affiancarono i primi seguaci.

Del primo seguace non ne è noto ne il nome e ne la fine forse aveva cambiato idea dopo aver provato la dura (futura) Regola.

Pertanto la storia ci indica come primo “discepolo” Bernardo da Quintavalle (magistrato) seguito da Pietro Cattani (canonico in San Nicolo’ e dottore in legge) (+10 Marzo 1221).

San Francesco aveva i seguaci, ma non sapeva cosa fare.

Affidandosi totalmente a Dio San Francesco “interroga” il messale tre volte ed ottiene come risposte:

“Se vuoi essere perfetto vai e vendi tutto quello che possiedi e donalo ai poveri, così avrai un tesoro in cielo”“Chi vuol venire dietro di Me, rinunzi a se stesso, prenda la sua croce e Mi segua””Non vogliate portare per via cosa alcuna”

Queste sono le linee guida per chi vuole seguirlo e tutti devono accettarle.

Poco dopo arrivarono Egidio (un contadino) e successivamente Sabatino, Morico, Filippo Longo e prete Silvestro.

Seguirono poi Giovanni della Cappella, Barbaro e Bernardo Vigilante ed infine Angelo Tancredi.

Erano arrivati ad essere in dodici e tutti i compagni vestivano come Francesco di un rozzo saio cinto da una corda.

Le prime esperienze “conventuali” con i compagni San Francesco li ebbe prima alla Porziuncola e poi nel Tugurio di Rivotorto da dove, nell’estate del 1210, partì, con tutta la Sua allegra brigata, alla volta di Roma.


Nasce l’ordine Francescano

La data ufficiale della nascita dell’Ordine dei Frati Minori è il Luglio 1210 quando Francesco ed i compagni vengono ricevuti dal papa Innocenzo III che verbalmente approva la Regola.

Anche in questo caso la storia e la leggenda si incrociano.

Innocenzo III inizialmente “confonde” San Francesco ed i suoi undici compagni con una delle tante compagnie eretiche del periodo e li allontana senza particolari riguardi.

Ma poi il Papa, in sogno, ebbe la visione della Basilica Lateranense in rovina ed un Uomo che la sorreggeva su di una spalla per evitarne la distruzione.

Quell’Uomo era San Francesco.

Il Papa Innocenzo III non approva ufficialmente la Regola Francescana, che poi altro non è che un puro e semplice estratto dal Vangelo.

Innocenzo III infatti dal Suo assenso alla “sperimentazione”.

Ma Innocenzo III fa un’altra cosa importantissima nominando San Francesco ed i Suoi compagni chierici (San Francesco arriverà ad essere diacono).

Sarà Onorio III il 29 Novembre 1223 con la Bolla “Solet annuere” ad approvarla.

Ritornato ad Assisi San Francesco si trovò a gestire due problemi molto terreni: la schiera dei Suoi adepti aumentava sempre di più ed il dover abbandonare il Tugurio di Rivotorto (la storia del contadino ed il somaro).

E’ in questo periodo l’arrivo dei vari Frate Masseo (da Marignano), Frate Leone, Frate Elia (Coppi) Frate Ginepro, Frate Tommaso da Celano (il primo grande biografo) e Frate Pacifico (Guglielmo Divini).

Nota dell’autoreAncor oggi nella cripta della Basilica Inferiore di Assisi si trovano insieme alla tomba di San Francesco quelle dei Beati:Frate Angelo (+1258),Frate Leone (+1271) fu il confessore di San FrancescoFrate Masseo da Marignano (+1280)

Frate Rufino (+1249) era il cugino di Santa Chiara ed Agnese

Frate Guglielmo (d’Inghilterra)

e, lungo la scala che dalla Basilica conduce alla cripta, il corpo della Beata [Frate] Jacopa dei Settesoli nobildonna romana moglie di Graziano dei Frangipani.

La tomba di Frate Elia Coppi è invece nella chiesa di San Francesco a Cortona.

Se la prima cosa non poteva che rendere felice San Francesco la seconda lo costrinse a trovare un nuovo “rifugio” per i fratelli.

Ma la Regola voleva che i Frati non possedessero nulla e quindi occorreva che qualcuno regalasse o meglio donasse in modo perpetuo il “rifugio”.

Questo qualcuno furono i Monaci Benedettini della Badia del Monte Subasio.

In cambio di un cesto di pesciolini all’anno i Monaci cedevano in uso perpetuo ai Francescani la Porziuncola di Santa Maria degli Angeli.

L’Ordine aveva una Guida, una Regola ed una prima Casa Madre.


…. continua con

la Vita di San Francesco dal 1213 al 1226

e segue

la Vita di San Francesco dal 1181 al 1202

la Vita di San Francesco dal 1203 al 1207


e per chi vuole approfondire può leggere:

la Regola Bullata del 1223 (Italiano e Latino)

Le Lodi francescane


Le foto seguenti sono state eseguite a
Pienza

San Francesco ed il lupo di Gubbio
San Francesco

Le foto seguenti sono state eseguite a
Lucignano

San Francesco
San Francesco parte per la Terra Santa
San Francesco riceve a La Verna le Stimmate

Le foto seguenti sono state eseguite a
Chiusi della Verna

San Francesco apre tre volte il Vangelo
San Francesco ed i primi discepoli
San Francesco con Frate Leone

Leggi anche le bibiografie di Santa Chiara e San Rufino

Vita di Santa Chiara

Vita di San Rufino

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