Congresso eucaristico

 26 giugno 2011

INTERVISTA

 Mons. Coccia: «Famiglia, palestra di vita buona»

 Monsignor Piero Coccia, il prossimo Congresso eucaristico nazionale, che si terrà ad Ancona dal 3 all’11 settembre, è centrato sulla domanda «Signore da chi andremo?» (Gv 6, 68) con la quale Pietro risponde alla provocazione di Gesù: «Volete andarvene anche voi?». Secondo lei la domanda di Pietro ha ancora una sua attualità? «Quello del Congresso eucaristico è un tema di chiara provocazione e di evidente attualità per le nostre comunità ecclesiali», risponde l’arcivescovo di Pesaro.

Molteplici sono i motivi per ripetere oggi nelle nostre chiese: Signore da chi andremo?
«La società sempre più secolarizzata, la situazione culturale sempre più confusa e mancante di una chiara visione dell’uomo, un quadro economico e finanziario sempre più preoccupante, uno scoraggiamento che attanaglia i soggetti educativi principali, a cominciare dalla famiglia, la pretesa onnicomprensiva della scienza di definire il mistero dell’uomo. Ma ancora: l’alto tasso di conflittualità che caratterizza la vita politica del nostro Paese, l’invadenza persuasiva del mondo massmediatico che pare abbia narcotizzato la coscienza critica di tutti, specie dei giovani, la mancanza di desiderio che si registra in vari settori dell’agire umano con conseguente livellamento in basso, costituiscono solo alcuni motivi – ma potremmo continuare a lungo – per ripetere ancora oggi: Signore da chi andremo?».

Il nostro tempo, pur così complesso e problematico, va letto come tempo di grazia per i cattolici, che sono chiamati a rendere ragione della loro fede in modo più consapevole e libero. Può il Congresso Eucaristico essere di aiuto a tale scopo?
«La celebrazione del Congresso eucaristico ci invita, sulle tracce di Pietro e sulla scorta della nostra quotidiana esperienza, a ripetere ai credenti e a tutti gli uomini di buona volontà: ‘Tu solo hai parole di vita eterna’ (Gv 6, 68). A fronte di un’inquietante domanda che ci assale, abbiamo una rassicurante risposta che ci raggiunge. Solo la persona di Gesù Cristo può darci certezza e sicurezza nell’affrontare i grovigli della nostra storia in cui ci sentiamo implicati e impigliati».

La ricchezza del mistero eucaristico è stata sottolineata da Benedetto XVI nella sua esortazione apostolica Sacramentum Caritatis . Qual è il significato dell’Eucaristia per la vita della Chiesa oggi?
«La Chiesa, celebrando l’Eucaristia, rende perenne la presenza del Cristo. Questa presenza reale e viva, se viene incontrata, ci rassicura, ci illumina ci orienta nella quotidianità, dando soluzione ai nostri interrogativi».

L’emergenza educativa è la preoccupazione principale dei vescovi italiani in questo particolare contesto storico. Quale apporto può offrire il Congresso eucaristico nell’ambito dell’«Educare alla vita buona del Vangelo», tema degli Orientamenti pastorali della Cei per il decennio?
«In questo contesto il Congresso eucaristico di Ancona ci dà una forte e opportuna sollecitazione perché la Chiesa, nutrita dalla celebrazione eucaristica, faccia costantemente l’esperienza di essere educata da Cristo in particolar modo nel campo della vita affettiva, della fragilità, del lavoro e della festa, della tradizione e della cittadinanza. Del resto gli Orientamenti pastorali dei vescovi italiani per il prossimo decennio, sintetizzati nell’’Educare alla vita buona del Vangelo’, focalizzano la necessità costitutiva per la Chiesa di trovare in Gesù il Maestro da cui lasciarsi guidare ed educare. Ciò chiede una presenza reale del Maestro. Tale presenza si realizza nell’Eucaristia».

Il tema del Congresso eucaristico «L’Eucarestia per la vita quotidiana» richiama l’attenzione sul rapporto che avvicina l’Eucaristia all’esistenza concreta della gente. C’è un ambito specifico che la Chiesa di Pesaro intende privilegiare come oggetto di preoccupazione e di impegno per il prossimo anno pastorale?
«La celebrazione dell’Eucaristia, con tutte le implicanze che ne conseguono, si pone come esperienza educativa per l’intera Chiesa in tutte le sue articolazioni, a cominciare dalla famiglia. La nostra Chiesa di Pesaro, sempre più consapevole del ruolo insostituibile della famiglia nella trasmissione e nell’educazione alla fede in Cristo delle nuove generazioni, sente di dover intraprendere per il prossimo anno pastorale un cammino teso a riscoprire la celebrazione eucaristica come luogo privilegiato dove la famiglia trova le motivazioni profonde, i contenuti vitali ed essenziali e le modalità opportune per vivere la sua missione di anello di trasmissione della fede cristiana, elemento decisivo per realizzare una ‘vita buona’».

Paola Campanini

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