Parrocchia SS. Trinita’ Oblati di S.Giuseppe P.zza Trinita’ Parete

 SANTISSIMA TRINITA’ 
Il Vangelo di domenica 19 giugno 2011
INTRODUZIONE – Spesso ci si immagina un “Dio” lontano, astratto, ridotto quasi a un sistema di idee contorte o semplicissime, ma inesplicabili.
Soprattutto quando ci si accosta alla dottrina della Trinità, si ha l’impressione di essere di fronte a una sciarada beffarda.
E invece. E invece, l’essere concretissimo di Dio è comunione che liberamente si effonde. Anzi, ci chiama a varcare la soglia della sua vita intima e beatificante.
Non riusciamo a capire perché Dio si sia interessato di noi: più di quanto, forse, noi ci interessiamo a noi stessi.
Proprio mentre eravamo peccatori, il Padre ha mandato il suo Figlio per offrirci la vita nuova nello Spirito. Liberamente. Per amore. “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito”.
Cristo non si impone. Non costringe ad accettarlo. Si consegna alla nostra decisione.
È questa la vertigine della vita umana. Possiamo passare accanto al Signore Gesù che muore e risorge, senza degnarlo di uno sguardo nemmeno distratto.
E, tuttavia, non possiamo fare in modo che egli non esista come il Dio fatto uomo che perdona e salva. “Chi non crede è già stato condannato”.
Ma se ci apriamo alla sua dilezione…
Allora Cristo si rivela come colui che ha suscitato in noi tutte le attese più radicali. E colma a dismisura queste attese.
È la redenzione. È la grazia. È lo Spirito che abita in noi e ci conforma al Signore Gesù.
La vita nuova, che ci viene donata, apparirà in tutta la sua gloria oltre il tempo. Inizia qui, ed è la “vita eterna”.disse Gesù a Nicodèmo:«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».Parola del SignoreOMELIA (don Luigi Trapelli) – L’unità nella diversità.Qual è la grande differenza tra la religione cristiana e quella induista, buddista o il mondo islamico? È proprio la solennità di oggi: la Trinità.
Noi, infatti, non crediamo in un Dio generico, ma nel Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo.
Pensate al segno della croce, che dovremmo fare ogni mattina e sera. Le varie preghiere cristiane conducono al Padre per Cristo nello Spirito Santo. I salmi che si recitano nella liturgia delle ore, finiscono nella bella preghiera del Gloria al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo.
Noi abbiamo capito che Dio è Padre, quando duemila anni fa una persona, Gesù di Nazareth, è venuta su questa terra. Quando Gesù ci ha lasciati, non siamo rimasti soli, ma ci ha inviato lo Spirito Santo, il Consolatore, perché diventassimo testimoni di unità nella diversità. Dio non è distante da noi, isolato, che si disinteressa delle vicende nostre, ma è un Dio che è sceso in terra, ed è rimasto in mezzo a noi. Condividendo in tutto, eccetto il peccato, la nostra fragilità umana.
Il Vangelo di oggi afferma che Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo Figlio unigenito, perché chi crede in Lui abbia la vita eterna. Il Figlio è venuto non per giudicare il mondo, ma per salvarlo. In tutte le cose che facciamo Dio ci è vicino e presente. Manifesta il Suo Amore infinito.
Pensate al paragone familiare. Dio ama a tal punto il Figlio, da generare lo Spirito Santo, frutto di tale Amore. La stessa cosa riguarda l’amore che un uomo nutre con una donna, che genera un figlio. La vita non è mai un ghetto dove rinchiudersi in noi stessi, nel nostro egoismo, ma la vita diventa un “noi”. Siamo fatti per amare, per comunicare con le altre persone, affinché non rimangano estranee alla nostra vita, ma entrino a pieno titolo nella nostra umanità. È il riscoprire la cultura del fare insieme, evitando facili egoismi.
Le cose più belle sono quelle condivise, pur nella diversità di opinioni. Meglio fare una cosa in meno, ma condividerla, piuttosto che tante ma non partecipate. Essere uno pur essendo diversi, accettando la diversità di temperamenti, di attitudini, in un progetto comune di vita. Tale percorso è complesso, laddove le varie agenzie educative intraprendono strade diverse. Quando la scuola, la parrocchia, i comuni, le famiglie, cominceranno a interagire insieme, rispettando le singole diversità, allora potremo realmente incidere nei confronti delle persone e soprattutto dei giovani.
Accogliere un Dio uno e trino, significa operare per creare quella mentalità che crei comunione nella diversità, partendo da punti diversi per giungere alla stessa meta.
a cura di G.B.
“Il Vangelo di domenica 19 giugno 2011
INTRODUZIONE – Spesso ci si immagina un “Dio” lontano, astratto, ridotto quasi a un sistema di idee contorte o semplicissime, ma inesplicabili.
Soprattutto quando ci si accosta alla dottrina della Trinità, si ha l’impressione di essere di fronte a una sciarada beffarda.
E invece. E invece, l’essere concretissimo di Dio è comunione che liberamente si effonde. Anzi, ci chiama a varcare la soglia della sua vita intima e beatificante.
Non riusciamo a capire perché Dio si sia interessato di noi: più di quanto, forse, noi ci interessiamo a noi stessi.
Proprio mentre eravamo peccatori, il Padre ha mandato il suo Figlio per offrirci la vita nuova nello Spirito. Liberamente. Per amore. “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito”.
Cristo non si impone. Non costringe ad accettarlo. Si consegna alla nostra decisione.
È questa la vertigine della vita umana. Possiamo passare accanto al Signore Gesù che muore e risorge, senza degnarlo di uno sguardo nemmeno distratto.
E, tuttavia, non possiamo fare in modo che egli non esista come il Dio fatto uomo che perdona e salva. “Chi non crede è già stato condannato”.
Ma se ci apriamo alla sua dilezione…
Allora Cristo si rivela come colui che ha suscitato in noi tutte le attese più radicali. E colma a dismisura queste attese.
È la redenzione. È la grazia. È lo Spirito che abita in noi e ci conforma al Signore Gesù.
La vita nuova, che ci viene donata, apparirà in tutta la sua gloria oltre il tempo. Inizia qui, ed è la “vita eterna”.

disse Gesù a Nicodèmo:

«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

Parola del Signore

OMELIA (don Luigi Trapelli) – L’unità nella diversità.

Qual è la grande differenza tra la religione cristiana e quella induista, buddista o il mondo islamico? È proprio la solennità di oggi: la Trinità.
Noi, infatti, non crediamo in un Dio generico, ma nel Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo.
Pensate al segno della croce, che dovremmo fare ogni mattina e sera. Le varie preghiere cristiane conducono al Padre per Cristo nello Spirito Santo. I salmi che si recitano nella liturgia delle ore, finiscono nella bella preghiera del Gloria al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo.
Noi abbiamo capito che Dio è Padre, quando duemila anni fa una persona, Gesù di Nazareth, è venuta su questa terra. Quando Gesù ci ha lasciati, non siamo rimasti soli, ma ci ha inviato lo Spirito Santo, il Consolatore, perché diventassimo testimoni di unità nella diversità. Dio non è distante da noi, isolato, che si disinteressa delle vicende nostre, ma è un Dio che è sceso in terra, ed è rimasto in mezzo a noi. Condividendo in tutto, eccetto il peccato, la nostra fragilità umana.
Il Vangelo di oggi afferma che Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo Figlio unigenito, perché chi crede in Lui abbia la vita eterna. Il Figlio è venuto non per giudicare il mondo, ma per salvarlo. In tutte le cose che facciamo Dio ci è vicino e presente. Manifesta il Suo Amore infinito.
Pensate al paragone familiare. Dio ama a tal punto il Figlio, da generare lo Spirito Santo, frutto di tale Amore. La stessa cosa riguarda l’amore che un uomo nutre con una donna, che genera un figlio. La vita non è mai un ghetto dove rinchiudersi in noi stessi, nel nostro egoismo, ma la vita diventa un “noi”. Siamo fatti per amare, per comunicare con le altre persone, affinché non rimangano estranee alla nostra vita, ma entrino a pieno titolo nella nostra umanità. È il riscoprire la cultura del fare insieme, evitando facili egoismi.
Le cose più belle sono quelle condivise, pur nella diversità di opinioni. Meglio fare una cosa in meno, ma condividerla, piuttosto che tante ma non partecipate. Essere uno pur essendo diversi, accettando la diversità di temperamenti, di attitudini, in un progetto comune di vita. Tale percorso è complesso, laddove le varie agenzie educative intraprendono strade diverse. Quando la scuola, la parrocchia, i comuni, le famiglie, cominceranno a interagire insieme, rispettando le singole diversità, allora potremo realmente incidere nei confronti delle persone e soprattutto dei giovani.
Accogliere un Dio uno e trino, significa operare per creare quella mentalità che crei comunione nella diversità, partendo da punti diversi per giungere alla stessa meta.
a cura di G.B.

LA LITURGIA DEL GIORNO
La Liturgia di oggi Domenica 19 Giugno 2011
============================================
SANTISSIMA TRINITA’ (ANNO A)
============================================
Grado della Celebrazione: SOLENNITA’
Colore liturgico: BiancoAntifona d’ingresso
Sia benedetto Dio Padre,
e l’unigenito Figlio di Dio,
e lo Spirito Santo: perché grande è il suo amore per noi.Colletta
O Dio Padre, che hai mandato nel mondo
il tuo Figlio, Parola di verità, e lo Spirito santificatore
per rivelare agli uomini il mistero della tua vita,
fa’ che nella professione della vera fede
riconosciamo la gloria della Trinità
e adoriamo l’unico Dio in tre persone.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…Oppure:
Padre, fedele e misericordioso,
che ci hai rivelato il mistero della tua vita
donandoci il Figlio unigenito e lo Spirito di amore,
sostieni la nostra fede
e ispiraci sentimenti di pace e di speranza,
perché riuniti nella comunione della tua Chiesa
benediciamo il tuo nome glorioso e santo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Es 34,4-6.8-9)
Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso.

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano.

Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà».

Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervìce, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Dn 3,52-56)
Rit: A te la lode e la gloria nei secoli.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo, glorioso.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi
e siedi sui cherubini.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo.

SECONDA LETTURA (2Cor 13,11-13)
La grazia di Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi.
Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano.

La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Ap 1,8)
Alleluia, alleluia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
a Dio, che è, che era e che viene.

Alleluia.

VANGELO (Gv 3,16-18)
Dio ha mandato il Figlio suo perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:

«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Chiediamo al Padre di renderci aperti alla guida dello Spirito, perché possiamo riconoscere in Gesù il Signore della nostra vita.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa venga riconosciuta come popolo del Signore, che ha come legge la carità e come missione l’annunciare a tutti la salvezza. Preghiamo.
2. Perché i cristiani sappiano trovare nella preghiera e nella contemplazione la capacità di accostarsi al mistero del Dio uno e trino. Preghiamo.
3. Perché gli uomini di cultura e gli scienziati non cessino di cercare la verità e trovino in Dio la chiave delle risposte ai problemi del mondo. Preghiamo.
4. Perché i popoli ricchi ascoltino il grido dei diseredati, dei poveri e degli oppressi, e convertano il loro cuore alla condivisione e alla solidarietà. Preghiamo.
5. Perché nella nostra comunità scorra la linfa dell’unità e di quell’amore che rende bella e gioiosa la vita cristiana. Preghiamo.

O Santissima Trinità, Padre che ci hai creati, Figlio che ci hai redenti, Spirito che ci doni luce e forza, rendici consapevoli della tua presenza misteriosa e forte che opera in ogni cristiano, rendendoci testimoni del tuo amore nel mondo. Per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
Invochiamo il tuo nome, Signore,
su questi doni che ti presentiamo:
consacrali con la tua potenza
e trasforma tutti noi in sacrificio perenne a te gradito.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO
Il mistero di Dio uno e trino.

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo a te,
Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Con il tuo unico Figlio e con lo Spirito Santo
sei un solo Dio, un solo Signore,
non nell’unità di una sola persona,
ma nella Trinità di una sola sostanza.
Quanto hai rivelato della tua gloria, noi lo crediamo,
e con la stessa fede, senza differenze,
lo affermiamo del tuo Figlio e dello Spirito Santo.
E nel proclamare te Dio vero ed eterno,
noi adoriamo la Trinità delle Persone,
l’unità della natura, l’uguaglianza nella maestà divina.
Gli Angeli e gli Arcangeli, i Cherubini e i Serafini,
non cessano di esaltarti uniti nella stessa lode: Santo…

Antifona di comunione
Voi siete figli di Dio:
egli ha mandato nei vostri cuori
lo Spirito del Figlio suo,
che grida “Abbà, Padre”. (Gal 4,6)

Oppure:
Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo unico Figlio,
perché chiunque crede in lui non perisca,
ma abbia la vita eterna. (Gv 3,16)

Preghiera dopo la comunione
Signore Dio nostro, la comunione al tuo sacramento,
e la professione della nostra fede in te,
unico Dio in tre persone,
ci sia pegno di salvezza dell’anima e del corpo.
Per Cristo nostro Signore.
Commento
Spesso ci si immagina un “Dio” lontano, astratto, ridotto quasi a un sistema di idee contorte o semplicissime, ma inesplicabili.
Soprattutto quando ci si accosta alla dottrina della Trinità, si ha l’impressione di essere di fronte a una sciarada beffarda.
E invece. E invece, l’essere concretissimo di Dio è comunione che liberamente si effonde. Anzi, ci chiama a varcare la soglia della sua vita intima e beatificante.
Non riusciamo a capire perché Dio si sia interessato di noi: più di quanto, forse, noi ci interessiamo a noi stessi.
Proprio mentre eravamo peccatori, il Padre ha mandato il suo Figlio per offrirci la vita nuova nello Spirito. Liberamente. Per amore. “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito”.
Cristo non si impone. Non costringe ad accettarlo. Si consegna alla nostra decisione.
È questa la vertigine della vita umana. Possiamo passare accanto al Signore Gesù che muore e risorge, senza degnarlo di uno sguardo nemmeno distratto.
E, tuttavia, non possiamo fare in modo che egli non esista come il Dio fatto uomo che perdona e salva. “Chi non crede è già stato condannato”.
Ma se ci apriamo alla sua dilezione…
Allora Cristo si rivela come colui che ha suscitato in noi tutte le attese più radicali. E colma a dismisura queste attese.
È la redenzione. È la grazia. È lo Spirito che abita in noi e ci conforma al Signore Gesù.
La vita nuova, che ci viene donata, apparirà in tutta la sua gloria oltre il tempo. Inizia qui, ed è la “vita eterna”.
A cura di G.B.

“LA LITURGIA DEL GIORNO”
La Liturgia di oggi Domenica 19 Giugno 2011
============================================
SANTISSIMA TRINITA’ (ANNO A)
============================================
Grado della Celebrazione: SOLENNITA’
Colore liturgico: Bianco

Antifona d’ingresso
Sia benedetto Dio Padre,
e l’unigenito Figlio di Dio,
e lo Spirito Santo: perché grande è il suo amore per noi.

Colletta
O Dio Padre, che hai mandato nel mondo
il tuo Figlio, Parola di verità, e lo Spirito santificatore
per rivelare agli uomini il mistero della tua vita,
fa’ che nella professione della vera fede
riconosciamo la gloria della Trinità
e adoriamo l’unico Dio in tre persone.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:
Padre, fedele e misericordioso,
che ci hai rivelato il mistero della tua vita
donandoci il Figlio unigenito e lo Spirito di amore,
sostieni la nostra fede
e ispiraci sentimenti di pace e di speranza,
perché riuniti nella comunione della tua Chiesa
benediciamo il tuo nome glorioso e santo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Es 34,4-6.8-9)
Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso.

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano.

Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà».

Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervìce, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Dn 3,52-56)
Rit: A te la lode e la gloria nei secoli.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo, glorioso.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi
e siedi sui cherubini.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo.

SECONDA LETTURA (2Cor 13,11-13)
La grazia di Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi.
Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano.

La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Ap 1,8)
Alleluia, alleluia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
a Dio, che è, che era e che viene.

Alleluia.

VANGELO (Gv 3,16-18)
Dio ha mandato il Figlio suo perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:

«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Chiediamo al Padre di renderci aperti alla guida dello Spirito, perché possiamo riconoscere in Gesù il Signore della nostra vita.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa venga riconosciuta come popolo del Signore, che ha come legge la carità e come missione l’annunciare a tutti la salvezza. Preghiamo.
2. Perché i cristiani sappiano trovare nella preghiera e nella contemplazione la capacità di accostarsi al mistero del Dio uno e trino. Preghiamo.
3. Perché gli uomini di cultura e gli scienziati non cessino di cercare la verità e trovino in Dio la chiave delle risposte ai problemi del mondo. Preghiamo.
4. Perché i popoli ricchi ascoltino il grido dei diseredati, dei poveri e degli oppressi, e convertano il loro cuore alla condivisione e alla solidarietà. Preghiamo.
5. Perché nella nostra comunità scorra la linfa dell’unità e di quell’amore che rende bella e gioiosa la vita cristiana. Preghiamo.

O Santissima Trinità, Padre che ci hai creati, Figlio che ci hai redenti, Spirito che ci doni luce e forza, rendici consapevoli della tua presenza misteriosa e forte che opera in ogni cristiano, rendendoci testimoni del tuo amore nel mondo. Per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
Invochiamo il tuo nome, Signore,
su questi doni che ti presentiamo:
consacrali con la tua potenza
e trasforma tutti noi in sacrificio perenne a te gradito.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO
Il mistero di Dio uno e trino.

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo a te,
Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.
Con il tuo unico Figlio e con lo Spirito Santo
sei un solo Dio, un solo Signore,
non nell’unità di una sola persona,
ma nella Trinità di una sola sostanza.
Quanto hai rivelato della tua gloria, noi lo crediamo,
e con la stessa fede, senza differenze,
lo affermiamo del tuo Figlio e dello Spirito Santo.
E nel proclamare te Dio vero ed eterno,
noi adoriamo la Trinità delle Persone,
l’unità della natura, l’uguaglianza nella maestà divina.
Gli Angeli e gli Arcangeli, i Cherubini e i Serafini,
non cessano di esaltarti uniti nella stessa lode: Santo…

Antifona di comunione
Voi siete figli di Dio:
egli ha mandato nei vostri cuori
lo Spirito del Figlio suo,
che grida “Abbà, Padre”. (Gal 4,6)

Oppure:
Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo unico Figlio,
perché chiunque crede in lui non perisca,
ma abbia la vita eterna. (Gv 3,16)

Preghiera dopo la comunione
Signore Dio nostro, la comunione al tuo sacramento,
e la professione della nostra fede in te,
unico Dio in tre persone,
ci sia pegno di salvezza dell’anima e del corpo.
Per Cristo nostro Signore.
Commento
Spesso ci si immagina un “Dio” lontano, astratto, ridotto quasi a un sistema di idee contorte o semplicissime, ma inesplicabili.
Soprattutto quando ci si accosta alla dottrina della Trinità, si ha l’impressione di essere di fronte a una sciarada beffarda.
E invece. E invece, l’essere concretissimo di Dio è comunione che liberamente si effonde. Anzi, ci chiama a varcare la soglia della sua vita intima e beatificante.
Non riusciamo a capire perché Dio si sia interessato di noi: più di quanto, forse, noi ci interessiamo a noi stessi.
Proprio mentre eravamo peccatori, il Padre ha mandato il suo Figlio per offrirci la vita nuova nello Spirito. Liberamente. Per amore. “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito”.
Cristo non si impone. Non costringe ad accettarlo. Si consegna alla nostra decisione.
È questa la vertigine della vita umana. Possiamo passare accanto al Signore Gesù che muore e risorge, senza degnarlo di uno sguardo nemmeno distratto.
E, tuttavia, non possiamo fare in modo che egli non esista come il Dio fatto uomo che perdona e salva. “Chi non crede è già stato condannato”.
Ma se ci apriamo alla sua dilezione…
Allora Cristo si rivela come colui che ha suscitato in noi tutte le attese più radicali. E colma a dismisura queste attese.
È la redenzione. È la grazia. È lo Spirito che abita in noi e ci conforma al Signore Gesù.
La vita nuova, che ci viene donata, apparirà in tutta la sua gloria oltre il tempo. Inizia qui, ed è la “vita eterna”.
A cura di G.B

, io Ti adoro profondamente e Ti offro il Preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di nostro Signore Gesù Cristo, presente in tutti i Tabernacoli dei mondo, in riparazione degli oltraggi, sacrilegi ed indifferenze con cui Egli stesso è offeso. E…

O Dio , Uno e Trino , Mistero luminoso che tutto illumina , Tu non sei solitudine , ma comunione : tre persone che si conoscono così intimamente e si amano così profondamente , da essere una cosa sola . Per questo noi crediamo che dove più persone diverse e distinte , si impegnano a conoscersi sempre più a fondo e ad amarsi , sacrificandosi l’uno per l’altro , in Cristo , tuo Figlio , lì , o Dio Uno e Trino , nascosto ed inaccessibile Ti riveli , rendendoTi manifesto ed accessibile . Perciò , o Signore Ti preghiamo : aiutaci Tu a realizzare tra noi , nonostante la nostra fragilità , una vera comunione di persone , capace di rivelare al mondo il tuo Mistero d’Amore . Amen.
Cosa siamo senza Dio
se non mille granelli di sabbia
smarriti in un arido deserto
e rapiti da un vento di sfiducia
che ogni speranza allontana?Solo Tu, Signore, accogli
le nostre infinite solitudini
nell’oasi eterna del Tuo amore
e consoli ogni cuore illuso
dai miraggi della vita.Cosa siamo senza Dio
se non mille barche alla deriva
disperse in un mare di paura
che ci lascia annegare
tra i fondali delle incertezze?Solo Tu, Signore, guidi
il viaggio del cuore vagabondo
verso porti sicuri.
Tu sei l’unica zattera che ci salva
dal naufragio dell’anima.Cosa siamo senza Dio
se non mille fiori che appassiscono
al primo vento e alla prima pioggia?
Chi illuminerà e scalderà
i momenti bui e freddi della vita?Signore, Tu sei l’unico vero sole
che splende nel giardino inaridito
del mondo.♥
(Caterina Famularo)
L’amore è il fondamento del mondo.
Dove c’è amore c’è pace.
Dove c’è egois…mo c’è miseria e sofferenza.
Imparate da Madre Natura, che da se stessa anche quando viene devastata dall’uomo.
Fate soltanto azioni buone e considerate gli altri come figli della Madre Divina..

SS. Trinità
Perdutamente immersa,
in Te, con Te e per Te.
Perdutamente persa
Ti ho pregato,
invocato, inseguito, cercato.
Perdutamente Ti ho amato
oh Dio Trino ed Uno,
perdutamente
T’amo ancora oh Dio che sei
Padre nel Figlio e nello Spirito Santo.
A Te oh mio Signore,
a Te chiedo e con ardore invoco
coraggio, sostegno, forza, amore e protezione.
Sii per me guida invincibile, illuminante.
Perdutamente, teneramente in Te, per Te,
con Te vivere e morire,
perdutamente cerco ora e sempre
nell’eternità infinita. Amen!
Perdutamente immersa
E. BARBIERI


Raniero Cantalamessa, dell’ordine francescano dei Cappuccini. E’ nato a Colli del Tronto (AP) il 22 Luglio 1934. Ordinato sacerdote nel 1958. Laureato in Teologia a Friburgo, Svizzera, e in Lettere classiche all’Università Cattolica del S. Cuore di Milano. Già professore ordinario di Storia delle origini cristiane e Direttore del Dipartimento di scienze religiose dell’Università Cattolica, è stato membro della Commissione Teologica Internazionale dal 1975 al 1981.
G.B.

‎… Una volta un sacerdote stava camminando in chiesa, verso mezzogiorno, passando dall’altare decise di fermarsi lì vicino per vedere chi era venuto a pregare. In quel momento si aprì la porta, il sacerdote inarcò… il sopracciglio vedendo un uomo che siavvicinava; l’uomo aveva la barba lunga di parecchi giorni, indossava una camicia consunta, aveva una giacca vecchia i cui bordi avevano iniziato a disfarsi. L’uomo si inginocchiò, abbassò la testa, quindi si alzò e uscì. Nei giorni seguenti lo stesso uomo, sempre a mezzogiorno, tornava in chiesa con una valigia… si inginocchiava brevemente e quindi usciva. Il sacerdote, un po’ spaventato, iniziò a sospettare che si trattasse di un ladro, quindi un giorno si mise davanti alla porta della chiesa e quando l’uomo stava per uscire dalla chiesa gli chiese: “Che fai qui?”. L’uomo gli rispose che lavorava nella zona e aveva mezz’ora libera per il pranzo e approfittava di questo momento per pregare, “Rimango solo un momento, sai, perché la fabbrica è un po’ lontana, quindi mi inginocchio e dico: “Signore, sono venuto nuovamente per dirTi quanto mi hai reso felice quando mi hai liberato dai miei peccati… non so pregare molto bene, però Ti penso tutti i giorni… Beh Gesù… qui c’è Jim a rapporto”. Il padre si sentì uno stupido, disse a Jim che andava bene, che era il benvenuto in chiesa quando voleva. Il sacerdote si inginocchiò davanti all’altare, si sentì riempire il cuore dal grande calore dell’amore e incontrò Gesù. Mentre le lacrime scendevano sulle sue guance, nel suo cuore ripeteva la preghiera di Jim: “Sono venuto solo per dirti, Signore, quanto sono felice da quando ti ho incontrato attraverso i miei simili e mi hai liberato dai miei peccati… non so molto bene come pregare, però penso a te tutti i giorni… beh, Gesù… eccomi a rapporto!”. Un dato giorno il sacerdote notò che il vecchio Jim non era venuto. I giorni passavano e Jim non tornava a pregare. Il padre iniziò a preoccuparsi e un giorno andò alla fabbrica a chiedere di lui; lì gli dissero che Jim era malato e che i medici erano molto preoccupati per il suo stato di salute, ma che tuttavia credevano che avrebbe potuto farcela. Nella settimana in cui rimase in ospedale Jim portò molti cambiamenti, egli sorrideva sempre e la sua allegria era contagiosa. La caposala non poteva capire perché Jim fosse tanto felice dato che non aveva mai ricevuto né fiori, né biglietti augurali, né visite. Il sacerdote si avvicinò al letto di Jim con l’infermiera e questa gli disse, mentre Jim ascoltava: “Nessun amico è venuto a trovarlo, non ha nessuno”. Sorpreso il vecchio Jim disse sorridendo: “L’infermiera si sbaglia, però lei non può sapere che tutti i giorni, da quando sono arrivato qui, a mezzogiorno, un mio amato amico viene, si siede sul letto, mi prende le mani, si inclina su di me e mi dice: «Sono venuto solo per dirti, Jim, quanto sono stato felice da quando ho trovato la tua amicizia e ti ho liberato dai tuoi peccati. Mi è sempre piaciuto ascoltare le tue preghiera, ti penso ogni giorno… beh, Jim… qui c’è Gesù !»”

‎* LE LACRIME DI GESU’ *
Un anima ebbe una visione,vide le lacrima versate dagli occhi diGesù durante la sua passione cadere a terra;esse man mano si avvicinavano a terra si trasformavano in preziosi brillanti che nessuno raccoglieva.Gesù le disse”Vedi queste lacrime,nessuno le raccoglie e le offre al Padre,esse sono il frutto dell’immenso amore che ho per voi ede hanno il potere,se offerte al Padre mio,di liberare le anime dei peccatori dalle grinfie si satana che maledice quelle lacrime che gli strappano anime. Per via di questa offerta che voi farete ad ogni invocazione spezzerete le loro catene,poichè per via delle mie lacrime il Padre mio nulla rifiuta”.Gesù le insegnò questo rosario:GRANI GROSSIEterno Padre ti offro le lacrime di Gesù versate nella sua passione per salvare le anime che vanno in perdizione!GRANI PICCOLIPer le sue lacrime versate in gran tormento salva chi si danna in questo momento!ALLA FINE 3VOLTEEterno Padre ti offro le lacrime di Gesù versate in amarezza per donare ai peccatori la salvezza.

  Ti preghiamo Signore per il pane spirituale e materiale che ci hai sempre dato che ci dai e che confidiamo ci darai in futuro. Ti preghiamo di ricordarti e di farci ricordare anche di quelli che non hanno il necessario per vivere. Al più presto possano anch’essi sedere alla loro mensa per sfamarsi e lodare il tuo nome con la parola e la vita da giusti.

O Vergine Santissima,
Tu sei stata scelta da Dio
quale Madre del Suo Figlio Gesù.
Noi ammiriamo la tua grandezza
e invochiamo la tua materna bontà.
Noi sappiamo che ci guardi
con tenerezza di Madre,
perché anche noi siamo tuoi figli.
A Te dunque eleviamo il nostro cuore
e a Te ci consacriamo, perché Tu
vegli amorosa sul nostro cammino.
Accoglici, o Maria fra le tue braccia materne.
Difendici da ogni male,
conservaci sempre nell’amore del Tuo Gesù. Amen!♥
di:TM

Se tu pensi bene degli altri, parlerai anche bene degli altri con gli altri. La bocca parla per l’abbondanza del cuore. Se il tuo cuore è colmo di amore, tu parlerai d’amore. La violenza nel parlare è molto reale: più affilata di qualsiasi lama, ferisce e infligge amarezze che solo la grazia di Dio può lenire. (Madre Teresa di Calcutta)
di: Il Buon Samaritano
Parrocchia SS. Trinita’ Oblati di S.Giuseppe P.zza Trinita’ Parete (ce)
Se tu pensi bene degli altri, parlerai anche bene degli altri con gli altri. La bocca parla per l’abbondanza del cuore. Se il tuo cuore è colmo di amore, tu parlerai d’amore. La violenza nel parlare è molto reale: più affilata di qualsiasi lama, ferisce e infligge amarezze che solo la grazia di Dio può lenire. (Madre Teresa di Calcutta)
di: Il Buon Samaritano

    ♥..L’amore è l’amore.. L’amore è sempre paziente e gentile, non è mai geloso… L’amore non è mai presuntuoso o pieno di sé, non è mai scortese o egoista, non si offende e non porta rancore. L’amore non prova soddisfazione per i peccati degli altri ma si delizia della verità. È sempre …
Published in: on giugno 20, 2011 at 1:40 am  Commenti disabilitati su Parrocchia SS. Trinita’ Oblati di S.Giuseppe P.zza Trinita’ Parete  
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