1° Martedì di Quaresima

Quando vuoi pregare, chiuditi nella tua stanza, e adora il Padre Tuo.
INTERCESSIONI

Memori della parola del Salvatore, che ci ha raccomandato di vegliare e pregare
per non cadere in tentazione, invochiamo con forza il suo nome:
guarda la nostra miseria, Signore, e abbi pietà.

Cristo Gesù, che hai promesso di essere presente in mezzo ai Tuoi fedeli, riuniti nel Tuo nome:
– donaci la grazia di pregare il Padre in unione con te nello Spirito.

Purifica da ogni macchia il volto della Chiesa tua sposa:
– donale di camminare nella speranza con la potenza del tuo Spirito.

Tu che ami gli uomini, rendici disponibili all’aiuto fraterno secondo il Tuo comandamento:
– perché risplenda più viva ad ogni uomo la luce della salvezza.

O Re della pace, fa’ che in tutto il mondo regni la Tua pace:
– e l’umanità intera sperimenti la gioia della Tua presenza.

Apri le porte della beata eternità a tutti i defunti:
– prepara un posto anche per noi nella gloria incorruttibile del tuo regno.

Padre nostro.

ORAZIONE
Volgi il Tuo sguardo, Padre misericordioso, a questa tua famiglia, e fa’ che superando ogni forma di egoismo risplenda ai tuoi occhi per il desiderio di Te. Per il nostro Signore Gesù Cristo, Tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.
R. Amen.

Hai fatto di noi, Signore, un popolo regale, sacerdoti per il nostro Dio.
LETTURA BREVE
Che giova, fratelli miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le opere? Forse che quella fede può salvarlo? La fede, se non ha le opere, è morta in se stessa. Mostrami la tua fede senza opere, ed io con le mie opere ti mostrerò la mia fede.

RESPONSORIO BREVE
Non chi dice: Signore, Signore, * entrerà nel regno dei cieli.
Non chi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli.
Ma chi fa la volontà del Padre mio
entrerà nel regno dei cieli.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Non chi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli.

Ant. al Magn. Quando vuoi pregare,
chiuditi nella tua stanza, e adora il Padre tuo.


Siamo saldi nella prova: nostra forza è la giustizia di Dio.
LETTURA BREVE
Grida a squarciagola, non aver riguardo; come una tromba alza la voce; dichiara al mio popolo i suoi delitti, alla casa di Giacobbe i suoi peccati. Mi ricercano ogni giorno, bramano di conoscere le mie vie, come un popolo che pratichi la giustizia e non abbia abbandonato il diritto del suo Dio; mi chiedono giudizi giusti, bramano la vicinanza di Dio.Un animo pentito tu gradisci, o Dio, non disprezzi un cuore affranto e umiliato.ORAZIONE
Volgi il tuo sguardo, Padre misericordioso, a questa tua famiglia, e fa’ che superando ogni forma di egoismo risplenda ai tuoi occhi per il desiderio di te. Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.

LETTURA BREVE
Abbiamo peccato contro il Signore nostro Dio, noi e i nostri padri, dalla nostra giovinezza fino ad oggi; non abbiamo ascoltato la voce del Signore nostro Dio.Dai miei peccati distogli lo sguardo, cancella tutte le mie colpe.

ORAZIONE
Volgi il tuo sguardo, Padre misericordioso, a questa tua famiglia, e fa’ che superando ogni forma di egoismo risplenda ai tuoi occhi per il desiderio di te. Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.

Ecco i giorni della penitenza, tempo di perdono e di salvezza.
LETTURA BREVE
Tra il vestibolo e l’altare piangano i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano: «Perdona, Signore, al tuo popolo e non esporre la tua eredità al vituperio e alla derisione delle genti».Un cuore puro crea in me, o Signore,rinnova in me uno spirito saldo.ORAZIONE
Volgi il tuo sguardo, Padre misericordioso, a questa tua famiglia, e fa’ che superando ogni forma di egoismo risplenda ai tuoi occhi per il desiderio di te. Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.

Signore, insegnaci a pregare, come Giovanni ai suoi discepoli.INVOCAZIONI
Benediciamo il Cristo, che si è donato a noi come pane disceso dal cielo
e rivolgiamo a lui la nostra comune preghiera:
Cristo, pane vivo e farmaco d’immortalità, fortifica le nostre anime.Signore, fa’ che partecipiamo con fede al banchetto eucaristico:
– per possedere in abbondanza i beni del mistero pasquale.

Donaci di accogliere con cuore libero e ardente la tua parola:
– per portare frutto nella perseveranza.

Fa’ che collaboriamo a costruire un mondo giusto e fraterno:
– perché tutti gli uomini siano disponibili a ricevere l’annunzio di pace della tua Chiesa.

Abbiamo peccato, Signore, abbiamo molto peccato:
– lava le nostre colpe nella tua misericordia senza limiti.

Padre nostro.

ORAZIONE
Volgi il tuo sguardo, Padre misericordioso, a questa tua famiglia, e fa’ che superando ogni forma di egoismo risplenda ai tuoi occhi per il desiderio di te. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
R. Amen.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.
R. Amen.

LETTURA BREVE
Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore vostro Dio, perché egli è misericordioso e benigno, tardo all’ira e ricco di benevolenza e si impietosisce riguardo alla sventura.RESPONSORIO BREVE
Lavami da tutte le mie colpe * nella tua misericordia.
Lavami da tutte le mie colpe nella tua misericordia.
Cancella, Signore, il mio peccato
nella tua misericordia.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Lavami da tutte le mie colpe nella tua misericordia.Ant. al Ben. Signore, insegnaci a pregare,
come Giovanni ai suoi discepoli.

padre Lino Pedron
Gesù ci insegna la preghiera cristiana, che si contrappone alla preghiera dei farisei e dei pagani: il Padre nostro.
E’ un testo di grande importanza che ci aiuta a comprendere chi è il cristiano.
Il Padre nostro è una parola di Dio rivolta a noi, più che una nostra preghiera rivolta a lui.
E’ il riassunto di tutto il vangelo.
Non è Dio che deve convertirsi, sollecitato dalle nostre preghiere:
siamo noi che dobbiamo convertirci a Lui.
Il contenuto di questa preghiera è unico: il regno di Dio.
Ciò è in perfetta consonanza con l’insegnamento di Gesù:
“Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (Mt 6,33).
Padre nostro. Il discepolo ha diritto di pregare come figlio. E sta in questo nuovo rapporto l’originalità cristiana (cfr Gal 4,6; Rm 8,15). La familiarità nel rapporto con Dio, che nasce dalla consapevolezza di essere figli amati dal Padre, è espressa nel Nuovo Testamento con il termine parresìa che può essere tradotto familiarità disinvolta e confidente (cfr Ef 3,11-12). L’aggettivo nostro esprime l’aspetto comunitario della preghiera.
Quando uno prega il Padre, tutti pregano in lui e con lui.
L’espressione che sei nei cieli richiama la trascendenza e la signoria di Dio:
Egli è vicino e lontano, come noi e diverso da noi, Padre e Signore.
Il sapere che Dio è Padre porta alla fiducia, all’ottimismo, al senso della provvidenza (cfr Mt 6,26-33).
Sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà.
Il verbo della prima invocazione è al passivo:
ciò significa che il protagonista è Dio, non l’uomo.
La santificazione del nome è opera di Dio.
La preghiera è semplicemente un atteggiamento che fa spazio all’azione di Dio, una disponibilità. L’espressione santificare il nome dev’essere intesa alla luce dell’Antico Testamento, in particolare di Ez 36,22-29. Essa indica un permettere a Dio di svelare il Suo volto nella storia della salvezza e nella comunità credente.
Il discepolo prega perché la comunità diventi un involucro trasparente che lasci intravedere la presenza del Padre.
La venuta del Regno comprende la vittoria definitiva sul male, sulla divisione, sul disordine e sulla morte. Il discepolo chiede e attende tutto questo. Ma la sua preghiera implica contemporaneamente un’assunzione di responsabilità:
egli attende il Regno come un dono e insieme chiede il coraggio per costruirlo.
La volontà di Dio è il disegno di salvezza che deve realizzarsi nella storia.
Come in cielo, così in terra. Bisogna anticipare qui in terra la vita del mondo che verrà. La città terrestre deve costruirsi a imitazione della città di Dio.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano. Il nostro pane è frutto della terra e del lavoro dell’uomo, ma è anche, e soprattutto, dono del Padre. Nell’espressione c’è il senso della comunitarietà (il nostro pane) e un senso di sobrietà (il pane per oggi).
Il Regno è al primo posto: il resto in funzione del Regno.
Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Anche queste tre ultime domande riguardano il regno di Dio, ma dentro di noi. Il Regno è innanzitutto l’avvento della misericordia.
Questa preghiera si apre con il Padre e termina con il maligno.
L’uomo è nel mezzo, conteso e sollecitato da entrambi.
Nessun pessimismo, però. Il discepolo sa che niente e nessuno lo può separare dall’amore di Dio e strappare dalle mani del Padre.
Matteo commenta il Padre nostro su un solo punto, rimetti a noi i nostri debiti…. Ecco il commento: “Se voi, infatti, perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi…”.
Nel capitolo precedente Matteo aveva messo in luce l’amore per tutti. Ora mette in luce la sua concreta manifestazione: il perdono.
Published in: on marzo 15, 2011 at 10:57 am  Lascia un commento  
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