Convertiti e credi al Vangelo

TEMPO DI QUARESIMA ANNO A

Convertiti e credi al Vangelo

L’origine e il cuore dell’anno liturgico cristiano è la celebrazione della Pasqua del Signore. Fin dai primi anni della Chiesa, la domenica di Pasqua fu considerata la Domenica delle domeniche, la Festa delle feste, la regina di tutte le feste, di tutti i giorni dell’anno. Il punto culminante di questa celebrazione era la veglia pasquale, che avveniva durante la notte in ricordo della risurrezione di Cristo. La partecipazione a questa assemblea notturna era così importante che un famoso padre della Chiesa, Tertulliano (155-230 d.C.), parlando delle difficoltà che una donna cristiana avrebbe potuto incontrare sposando un pagano, si chiedeva: “Il suo sposo le consentirà poi di uscire di notte per partecipare alla veglia pasquale?”.

La Quaresima sorse come tempo di preparazione alla Pasqua e si definì con i suoi “quaranta giorni” alla fine del IV secolo. Il concilio di Nicea (325 d.C.) parla della quadragesimacome di una istituzione nota a tutti. Il simbolismo del numero quaranta applicato alla Quaresima è di origine biblica e acquisì nella Chiesa un valore salvifico-redentivo, al punto da essere denominata sacramentum.

Il numero quaranta” nella Bibbia viene più volte collegato a potenti azioni di Dio. Quaranta giorni durò, infatti, il diluvio universale (Gn 7,17), dopo quaranta giorni fu fatto uscire un corvo dall’arca (Gn 8,6). Quaranta giorni durò il digiuno di Mosè sul monte (Es 24,18; 34,28; Dt 9,9), l’esplorazione della terra di Canaan (Nm 13,25), la preghiera di Mosè per Israele (Dt 9,25), il pianto del popolo per la scomparsa di Mosè (Dt 34,8), la sfida di Golia nei confronti degli Israeliti (1Sam 17,16), il cammino di Elia verso il monte Oreb (1Re 19,8). Per quaranta giorni Ezechiele giacque sul suo fianco destro (Ez 4,6), quaranta giorni durò l’annuncio della distruzione di Ninive da parte di Giona (Gio 3,4), la permanenza di Cristo nel deserto prima della sua tentazione (Mt 4,2), il periodo delle apparizioni di Gesù dopo la sua risurrezione (At 1,3).

In molti passi viene riportato un lasso di tempo di «40 anni» come periodo corrispondente ad una generazione: i diversi periodi della vita di Mosè (At 7,23.30.36; Dt 31,2), il tempo che il popolo di Israele trascorse nel deserto dopo l’uscita dall’Egitto (Es 16,35; Nm 14,33; Gs 5,6; Sal 95,10), il ripetuto alternarsi di schiavitù e libertà durante l’epoca dei Giudici (Gdc 3,11; 131,1), la durata dei regni di Saul, Davide e Salomone (2Sam 5,4; 1Re 11,42; At 13,21) e la rovina dell’Egitto (Ez 29,11).

La quaresima: tempo per leggere e per leggersi

Quando la quaresima era sentita e osservata dai cristiani come un tem­po contrassegnato da rinunce e pratiche penitenziali, vi era un’espressione gergale per indicare qualcosa di difficile e noioso: “Lungo come la quaresima!”. Oggi più nessuno ri­corre a questa esclamazione, semplicemente perché la qua­resima non è più vissuta come richiedereb­be un tempo che vuole essere un tempo “forte”.

Oggi abbiamo con­sapevolezza che un tempo analogo lo vivono i musulmani nel digiuno dall’alba al tramonto per tutto il mese di ra­madan, lo vivono gli ebrei in occasione dello Yom Kippur, continuano a viverlo i cristiani di tradizione ortodossa e orientale, ma noi cristiani d’occidente non comprendiamo la specificità di questo tempo. Eppure nella litur­gia della chiesa si continua a parlare di “digiuno, pratiche penitenziali, astinenza”, manifestando così una divergenza tra ciò che si prega e ciò che si vive.

Oggi è tempo che i cristiani, per essere credenti più maturi, riprendano una pratica profe­tica della quaresima. Non si tratta di scadere nel formalismo, ma di legarsi a una prassi richiesta dalla Scrittura e da Gesù. L’osservanza dei “precetti” non obbedisce tanto a una concezione farisaica della vita, quanto a un bisogno di manifestare concretamente la propria obbedienza a Dio, che nulla vuole se non la libertà della sua creatura. Le scelte che la grande tradizione ecclesiale riconosce come distintive di questo tem­po forte sono: il leggere, il silenzio, il digiuno, l’astinenza, la lotta spirituale, la condivisone.


Published in: on marzo 9, 2011 at 6:35 am  Lascia un commento  
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