Vangelo del giorno 5 Marzo 2011

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Sabato della VIII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

86 ;
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Troviamo, nel brano di Vangelo di oggi, i capi del popolo di Gerusalemme (“i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani”) che fanno domande a Gesù con cattiva disposizione verso di lui. La controinterrogazione di Gesù li mette in imbarazzo: non hanno accettato il battesimo di Giovanni, non cercano con purezza di cuore nemmeno Gesù, in fondo cercano il proprio vantaggio, non la verità. Per questo concludono: “Non sappiamo”. Non hanno trovato la sapienza!
Maria invece ci è modello nella ricerca della sapienza, perché in lei c’è la pura ricerca della volontà di Dio. Anche lei ha posto una domanda all’Angelo dell’annunciazione: “Come è possibile? Non conosco uomo”, ma non è una domanda cattiva, non è una richiesta di segni: è domanda di semplice chiarificazione. Dio accetta sempre queste domande, e la risposta ci giunge attraverso molta preghiera. Anche qui la Madonna ci è maestra:
“Maria serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore”. Luca lo dice dopo gli eventi prodigiosi della nascita e lo ripete dopo il ritrovamento di Gesù al tempio. Pure allora Maria fa una domanda, e non capisce subito la risposta di Gesù: “Essi non compresero le sue parole”, ma l’atteggiamento della madre è lo stesso: “Serbava tutte queste cose nel suo cuore”. Approfondiamo questa parola misteriosa, ricca di contenuti e che ci fa pensare alla Madonna soavemente ricercante la sapienza sul disegno di Dio, che le si svela a poco a poco e al quale aderisce con tutta se stessa. Chiediamo al Signore, per intercessione di Maria, la grazia di seguirla in questo cammino sicuro dell’umiltà che l’ha resa madre del Verbo. Così potremo condurre altri sulla stessa via, per aprirli all’abbondanza delle grazie divine.

Antifona d’ingresso
Il Signore è mio sostegno,
mi ha liberato e mi ha portato al largo,
è stato lui la mia salvezza, perché mi vuol bene. (Sal 18,19-20)

Colletta
Concedi, Signore,
che il corso degli eventi nel mondo
si svolga secondo la tua volontà nella giustizia e nella pace,
e la tua Chiesa si dedichi con serena fiducia al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura

Sir 51,17-27
Onorerò chi mi ha concesso la sapienza.

Dal libro del Siràcide

Ti loderò e ti canterò,
e benedirò il nome del Signore.
Quand’ero ancora giovane, prima di andare errando,
ricercai assiduamente la sapienza nella mia preghiera.
Davanti al tempio ho pregato per essa,
e sino alla fine la ricercherò.
Del suo fiorire, come uva vicina a maturare,
il mio cuore si rallegrò.
Il mio piede s’incamminò per la via retta,
fin da giovane ho seguìto la sua traccia.
Chinai un poco l’orecchio, l’accolsi
e vi trovai per me un insegnamento abbondante.
Con essa feci progresso;
onorerò chi mi ha concesso la sapienza.
Ho deciso infatti di metterla in pratica,
sono stato zelante nel bene e non me ne vergogno.
La mia anima si è allenata in essa,
sono stato diligente nel praticare la legge.
Ho steso le mie mani verso l’alto
e ho deplorato che venga ignorata.
A essa ho rivolto la mia anima
e l’ho trovata nella purezza.

Parola di Dio

Salmo responsoriale

Sal 18

I precetti del Signore fanno gioire il cuore.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.

Più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante.

Canto al Vangelo (Col 3,16.17)
Alleluia, alleluia.
La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza;
tutto fate rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre.
Alleluia.

Vangelo

Mc 11,27-33
Con quale autorità fai queste cose?

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?».
Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi».
Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo».
E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Dio si fa trovare sulla via di chi desidera incontrarlo. Nella parola e nell’opera di Gesù, egli si rivela e si dona a noi. Disponiamoci a questo incontro con fiducia filiale, e ripetiamo:
Fà che ti riconosciamo, Signore!

Nelle mille perfezioni della natura:
Nel fascino misterioso del cielo stellato:
Nell’umile veste dei campi:
Nelle vette delle arti e del pensiero:
Nelle profondità del cuore umano:
Nell’amore gratuito dei genitori e degli amici:
Nei momenti di dolore e di gioia:
Nel grido di chi è ferito dalla vita:
Nello sguardo del povero che chiede:
Nel mistero di Cristo crocifisso e risorto:
Nelle parole benedette del Vangelo:
Nel dono di questa eucaristia:

Padre buono, che ti sei rivelato ai piccoli e ai poveri, rafforza il nostro desiderio di incontrarti, sciogli la durezza del nostro cuore e donaci lo sguardo della fede. Te lo chiediamo nel nome di Gesù, Figlio tuo prediletto e nostro salvatore, che con te vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
O Dio, da te provengono questi doni
e tu li accetti in segno del nostro servizio sacerdotale:
fa’ che l’offerta che ascrivi a nostro merito
ci ottenga il premio della gioia eterna.
Per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
O Dio, da te provengono questi doni
e tu li accetti in segno del nostro servizio sacerdotale:
fa’ che l’offerta che ascrivi a nostro merito
ci ottenga il premio della gioia eterna.
Per Cristo nostro Signore.

Preghiera dopo la comunione
Padre misericordioso,
il pane eucaristico
che ci fa tuoi commensali in questo mondo,
ci ottenga la perfetta comunione con te nella vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.

Gesù aveva purificato il tempio. Si era rivelato come vero profeta. I capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani lo affrontano e chiedono che fondi la sua autorità, che attesti pubblicamente l’origine del suo potere. Essi dovrebbero sapere che il profeta riceve la sua autorità direttamente da Dio. Mai un uomo potrà costituire profeta un altro uomo. Non è data questa possibilità. Non esiste nella fede ebraica. Il profeta, al contrario dei Re e dei Sacerdoti che erano per discendenza da Davide e da Aronne, era il solo che veniva chiamato e mandato direttamente da Dio. Dio chiamava, sceglieva, mandava con divina e sovrana libertà. Il profeta è la libertà eterna di Dio nel suo popolo ed anche oggi nella sua Chiesa. Senza questa libertà divina, non potrebbe esistere né la Chiesa né mai sarebbe esistito il popolo dell’Antica Alleanza.
Gesù sa che oggi non può rispondere. Risponderà domani nel sinedrio, con pubblica testimonianza. Neanche può rifiutarsi dal rispondere. È una domanda fatta in modo ufficiale. Avrebbe potuto provocare un’accusa di ribellione e a quei tempi bastava un niente perché si prendessero le pietre e si lapidasse una persona. Gesù non poteva morire lapidato. Lui deve morire crocifisso. Sempre la divina sapienza dello Spirito Santo viene in soccorso di Gesù. Il suo aiuto è immediato.
Gesù risponderà alla loro richiesta, se essi risponderanno ad una sua domanda su Giovanni il Battista. Ecco la richiesta di Gesù: “Il battesimo di Giovanni veniva dalla terra o dal cielo?”. In altre parole: “Giovanni era vero profeta del Dio vivente, oppure un impostore, un approfittatore della fede dei semplici e dei piccoli?”. Loro sono preposti al sano e santo discernimento. Devono necessariamente saperlo, altrimenti sono guide cieche, persone inconsistenti, autorità religiose scadenti. Un’autorità religiosa preposta al discernimento dei carismi che neanche sa riconoscerli, attesta la sua inutilità, la sua inefficienza, il suo niente operativo. Non solo. È creatrice di gravi danni morali e spirituali nella sua comunità, perché potrebbe accreditare il falso e screditare il vero, distruggere il buono e coltivare il cattivo.
Questi uomini si dichiarano incompetenti nel discernimento. È triste, assai triste questa loro confessione di non scienza, non dottrina, non capacità, non abilità spirituale nel sapere se una cosa viene dal cielo o dalla terra. Al di là del fatto concreto, Gesù vuole attestare ad ogni suo discepolo che questa potrebbe essere la sua fine: divenire essere inutile in seno alla sua Chiesa. Rivelarsi un incapace di discernimento. Soprattutto mostrarsi un vigliacco dinanzi alla verità. La sa, ma si rifiuta di proferirla perché ha paura del popolo. Il discepolo di Gesù è un martire per vocazione. Senza la scelta del martirio all’inizio del suo divenire discepolo di Gesù, mai si potrà essere persone nella Chiesa di sano e santo discernimento, di schieramento per la verità di Dio conosciuta, appurata, certificata dalla storia.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli e Santi, fateci di vero discernimento.


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