Racconti diversi

Questa notte ho sognato che camminavo sulla sabbia accompagnato dal Signore, e sullo schermo della notte

pubblicata da Lido Rosso E Nero Ischitella (castelvolturno) il giorno sabato 19 febbraio 2011 alle ore 22.17

rivedevo tutti i giorni della mia vita.  Per ogni giorno della vita passata, apparivano sulla sabbia due orme: una mia e una del Signore.  Ma in alcuni tratti vedevo una sola orma che coincideva con i giorni più difficili: i giorni di maggior angustia, di maggior paura e di maggior dolore.  Allora ho detto: “Signore, Tu avevi promesso che saresti stato con me, sempre, e io ho accettato di vivere con te.  Allora perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti più difficili?”. E lui mi ha risposto: “Figlio mio, tu lo sai che io ti amo e non ti ho abbandonato mai: i giorni in cui hai visto solo un’orma sulla sabbia, sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio”.FL

LA PREGHIERA

pubblicata da Parrocchia SS. Trinita’ Oblati di S.Giuseppe P.zza Trinita’ Parete (ce) il giorno venerdì 25 febbraio 2011 alle ore 18.23

La catechista interroga i suoi bambini sulla preghiera.

“Vediamo: tu, reciti le preghiere alla sera?”

“Certo”.

“E anche al mattino?”

“No!”

“Perché?”

“Di giorno non ho mica paura.”

Spesso è solo la paura che ci fa pregare.

Che umiliazione per noi e soprattutto per Dio!

La preghiera è la semplicità dell’amore che parla.

Preghiera che fa sorgere il sole,

preghiera che batte sul muro,

qualunque sia il codice,

preghiera che sa che dall’altra parte qualcuno ascolta.

STACCATI DAL RAMO…

pubblicata da Parrocchia SS. Trinita’ Oblati di S.Giuseppe P.zza Trinita’ Parete (ce) il giorno venerdì 25 febbraio 2011 alle ore 18.16

Un uomo, che si dichiarava ateo, precipitò da una rupe. Mentre rotolava giù, riuscì ad afferrare il ramo di un alberello,

e rimase sospeso fra cielo e terra e le rocce trecento metri più sotto, consapevole di non poter resistere a lungo.

Allora ebbe un’idea. Dio! Gridò con quanto fiato aveva in gola.

Silenzio! Nessuna risposta.  Dio! Gridò di nuovo.  Se esisti, salvami e io ti prometto che crederò in te e insegnerò agli altri a credere.

Ancora silenzio! Subito fu lì lì per mollare la presa dallo spavento, nell’udire una Voce possente che rimbombava nel burrone.

Dicono tutti così quando sono nei pasticci.

No, Dio no! Egli urlò, rincuorato. Io non sono come gli altri.

Non vedi che ho cominciato a credere, poiché sono riuscito a sentire la tua voce?

Ora non devi far altro che salvarmi e io proclamerò il tuo nome fino ai confini della terra.

Va bene, disse la Voce.Ti salverò. Staccati dal ramo.

Staccarmi dal ramo? Strillò l’uomo sconvolto.Non sono mica matto!

Nei momenti burrascosi della vita dà credito alla Sua promessa:

Quando attraverserai le acque io sarò con te e i fiumi non ti sommergeranno

Con Lui ogni tempesta si placherà FL<

IL LATTE DI DIO

pubblicata da Parrocchia SS. Trinita’ Oblati di S.Giuseppe P.zza Trinita’ Parete (ce) il giorno venerdì 25 febbraio 2011 alle ore 18.21

Quando errava nel deserto, un giorno, Mosè incontrò un pastore.

Passò tutta la giornata con lui e l’aiutò a mungere le pecore.

All’imbrunire, Mosè vide il pastore che versava un po’ del latte migliore in una scodella che poi depose su una pietra poco distante dalla capanna dove si trovavano.

Mosè domandò a che cosa servisse quel latte e il pastore rispose: “E’ il latte di Dio”.

Incuriosito Mosè gli chiese di spiegarsi.

Il pastore disse: “Metto sempre da parte il latte migliore e lo offro a Dio”.

Mosè sentì il bisogno di correggere la fede ingenua del pastore, e insistette: “E Dio lo beve?”

“Certo!” rispose il pastore.

Mosè cominciò a spiegare che Dio è puro spirito e quindi non può bere latte.

Il pastore non gli credeva e Mosè gli suggerì di nascondersi dietro il cespuglio per vedere se Dio sarebbe veramente venuto a bere il suo latte.

Il pastore si nascose appena scese la notte.

Al chiaror della luna, vide un volpacchiotto arrivare dal deserto trotterellando. Dopo aver guardato a destra e a sinistra, l’animale si buttò sul latte che lappò golosamente. Poi sparì di nuovo nel deserto.

Il giorno dopo, Mosè vide il pastore triste.

“Qualcosa non va?”, gli chiese.

“Avevi ragione tu” gemette. “Dio è un puro spirito e non beve il mio latte”.

Sbalordito, Mosè esclamò: “Dovresti essere contento. Adesso sai qualcosa di più su Dio rispetto a qualche giorno fa”.

“Si” ammise il pastore. “Ma la sola cosa che avevo per mostrargli il mio amore mi è stata tolta”.

Mosè comprese.

Si ritirò in solitudine  e cominciò a pregare con tutte le sue forze. Nel corso della notte, Dio gli apparve e gli disse:

“Mosè, hai sbagliato. E’ vero che sono puro spirito, ma accettavo con piacere il latte offerto dal pastore, in segno del suo amore; però, dal momento che non avevo bisogno del suo latte, lo dividevo con quel volpacchiotto che ne è goloso”.

Ci sono uomini che si credono molto sapienti e deridono la fede dei semplici e delle “vecchiette”.

Dobbiamo ricordare sempre la gioiosa preghiera di Gesù:

“Ti ringrazio, Padre,

Signore del Cielo e della terra.

Ti ringrazio

perché hai nascosto queste cose

ai grandi e ai sapienti

e le hai fatte conoscere ai piccoli.

Si, Padre, così tu hai voluto”. FL

Published in: on febbraio 26, 2011 at 3:11 pm  Lascia un commento  
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