La rete da pesca


La rete da pesca

pubblicata da Parrocchia SS. Trinita’ Oblati di S.Giuseppe P.zza Trinita’ Parete (ce) il giorno venerdì 25 febbraio 2011 alle ore 18.07

Il fiordo era immerso nella profonda tranquillità della notte artica. L’acqua sciabordava leggera sulla spiaggia. Avvolto dal profumato tepore della sua casa di legno, Hans il pescatore tesseva la rete della sua prossima stagione di pesca. Era solo nell’angolo del camino. La sua dolce sposa Ingrid riposava nel piccolo cimitero di fianco alla chiesa. Improvvisamente però risuonarono fresche risate gioiose. La porta si aprì per lasciar passare la bionda Guendalina, la sua carissima figlia, che teneva per mano il fratellino Eric. “Guendalina, ora sei in vacanza. Vuoi prendere il mio posto a intrecciare la rete da pesca nuova mentre io vado a riparare la barca?”. “Oh sì, papà!”. Le ore passavano. Guendalina lavorava di buona lena, maglia dopo maglia, nodo dopo nodo. Ma i giorni si aggiungevano ai giorni. La corda era scabra. L’appretto per impermeabilizzarla ruvido, le mani facevano male. Le sue piccole amiche si sporgevano dalla porta:  “Guendalina, vieni a giocare con noi!”. E le maglie si allentavano sempre di più, i nodi erano sempre meno stretti, la corda sempre meno impermeabilizzata. Arrivò la primavera. Il fiordo s’illuminò ai primi raggi del sole. La pesca riprese. Tutto fiero del lavoro della sua figlia carissima, Hans il pescatore imbarcò la sua rete da pesca nuova sul suo fidato vecchio battello. “Vieni con me, piccolo Eric, per la nostra prima uscita!”. Pieno di gioia il ragazzino saltò a bordo. La barca scivolò nell’acqua. La rete affondò nelle onde verdazzurre. Eric batteva le mani vedendo i pesci argentati saltare e guizzare nella rete ben piena. “Una pesca fantastica! Aiutami a tirare su la rete, figliolo!”. Ed Eric tirava, tirava con tutte le sue forze. Ma vinto dal peso, pluf! piombò in acqua, proprio in mezzo alla rete. “Non è niente!”, pensò papà Hans, issando velocemente la rete a bordo. “La mia rete è solida! E la mia Guendalina che l’ha tessuta con le sue mani: Eric verrà su con i pesci!”. La rete uscì dall’acqua leggera. Ahimé, al fondo aveva solo un grande squarcio…I nodi stretti male si erano allentati. Le maglie mal fissate si erano aperte. E il piccolo Eric riposava ormai in fondo al fiordo. “Ah, se avessi intrecciato ogni maglia con amore!”, piangeva Guendalina. FL

Parrocchia SS. Trinita’ Oblati di S.Giuseppe P.zza Trinita’ Parete (ce)

E’ nel quotidiano che si tesse la rete dell’eternità. Ogni giorno è un nodo.
Puoi non pensarci, ma il giorno della pesca arriverà e dipenderà anche da quello che avrai intrecciato quaggiù, oggi.

La tristezza maggiore di questa storia così drammatica è la perdita del fratellino, questa è quello che comunemente viene definita ingiustizia, non paga mai chi ha sbagliato, ma sempre vittime innocenti pagano il prezzo degli errori altrui. Questo porta a chiedersi il perchè.
Crediamo in Dio, nella Sua misericordia, crediamo nel Suo amore, eppure ogni giorno vittime innocenti pagano il prezzo degli errori altrui nella Speranza/certezza di un riscatto a termine, quando nell’ora del grande giudizio, quello finale si dovrebbe ristabilire ogni cosa.
Questa è la nostra fede, questo è ciò in cui crediamo!
Ha un senso appellarsi alla Divina Misericordia?
Sì se si crede nel Giudizio finale!
Il monito che giunge dalla lettura di questo racconto è di pensarci bene finchè si è in tempo, prima che possa accadere il peggio.
Possiamo noi, veramente evitare il peggio, siamo gocce disperse in un oceano e la volontà di ognuno converte, confluisce o si scontra con quella di altri e in questo continuo andare è inevitabile che le maglie della rete si allarghino, come fare, se nessuno ascolta, come fare se nonostante il subodorare, cioè aver sentore che qualcosa possa accadere, cercare di evitare che accada.
Spesso e prtroppo,anche se chiedi aiuto, pensano magari che porti male, o peggio ancora che sei un visionario, mai pensano che tu possa essere un previdente, uno cioè che prevedendo, con la sua azione cerca di far sì che quel qualcosa non accada, magari pregando.
Il buon Dio può intervenire e risolvere tante cose, che noi umani non possiamo, ma dobbiamo rivolgerci a Lui con fede.
Comunque tornando al racconto, far bene ogni cosa con diligenza, responsabilità, dedizione ed amore se non esclude che possano accadere inconvenienti o cose sbagliate, aiuta a sentirsi in pace con la propria coscienza anche se un animo sensibile difficilmente potrà sentirsi tranquillo difronte agli eventi negativi della vita.
L’uomo imperversa nelle difficoltà, senza l’intervento di Dio nel corso della storia umana, spesso l’amarezza, la disperazione e lo sconforto avrebbe regnato in questo mondo.
Gesù incarnandosi, assumendo natura umana, rendendosi partecipe del nostro vivere , partecipando attivamente ed interagendo con noi ci ha reso figli e fratelli di un mondo nuovo, un mondo di bontà, di sacrificio, di dedizione verso il prossimo, intessendo una rete fatta d’amore. A noi seguirlo.

Published in: on febbraio 25, 2011 at 6:58 pm  Lascia un commento  
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