Parrocchia di S. Pio di Pietrelcina

Benedetto il cantiere del complesso parrocchiale di San Pio nel quartiere Isola Verde

GIOVEDÌ 28 GIUGNO 2012 11:29 CORRIERE DELL’OFANTO.IT

cronaca sanpio chiesaMARGHERITA DI SAVOIA – Con la celebrazione della Santa Messa, presieduta dall’Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri, la comunità di San Pio da Pietrelcina in località Isola Verde/Città Giardino ha vissuto un momento storico, culminato con la benedizione del cantiere del nuovo complesso parrocchiale. (Guarda il VIDEO)

La parrocchia di S. Pio di Pietrelcina, istituita nel 2003, è retta da sei anni dal parroco Don Roberto Vaccariello ed opera nei popolosi quartieri di Isola Verde e Città Giardino: consta di circa 3000 anime, che nei mesi estivi aumentano (fino quasi a triplicarsi) per la presenza dei numerosi villeggianti che in quei quartieri trascorrono le loro vacanze. È una parrocchia formata essenzialmente da giovani famiglie con figli piccoli o adolescenti: lo testimonia il cospicuo numero di bambini (circa 200) che frequentano le classi di catechismo. Il nuovo complesso parrocchiale, che sorgerà su una superficie di 6.200 metri quadri, è stato finanziato con il contributo dell’8 per mille alla Chiesa Cattolica.

Don Roberto Vaccariello sottolinea l’importanza di questo intervento: «Esso ci darà la possibilità di avere più spazi, maggiori punti di aggregazione e di comunione per le famiglie, i bambini e i ragazzi. In questo modo viene a svilupparsi un maggiore senso di appartenenza che ci aiuterà a formare una comunità cristiana fondata sul sacramento dell’Eucaristia. Tutto questo è molto importante in un quartiere come Isola Verde/Città Giardino che fa i conti quotidianamente con le note difficoltà di aggregazione. Grazie ai maggiori spazi a disposizione si potrà così creare, soprattutto dal punto di vista pastorale, la vera e propria comunità parrocchiale. Una volta ultimato l’intervento, i locali attualmente destinati al culto e alla catechesi diventeranno il fulcro delle attività dell’oratorio e della Caritas parrocchiale. Questo evento, però, è importante non solo per i quartieri di Isola Verde e Città Giardino, ma per tutta la comunità di Margherita di Savoia che da circa 50 anni attendeva la costruzione di una nuova chiesa».

Nella sua omelia che ha preceduto la benedizione del cantiere, S.E. Mons. Giovan Battista Pichierri ha esortato il parroco Don Roberto e tutti i fedeli a proseguire con rinnovato entusiasmo nel cammino delle attività pastorali: «Rendiamo grazie al Signore per averci donato questo giorno così lungamente atteso: a dieci anni circa dall’istituzione della Parrocchia di S. Pio, abbiamo finalmente la gioia di poter dare inizio all’edificazione del nuovo complesso parrocchiale che aiuterà i fratelli e le sorelle di questi quartieri a coltivare una spiritualità profonda e a crescere in una autentica comunione cristiana assieme alle altre tre parrocchie di Margherita di Savoia, così da diffondere la Parola del Risorto con l’intercessione di S. Pio da Pietrelcina e con la materna mediazione di Maria Madre di Gesù».

Le celebrazioni conosceranno altri importanti momenti sul finire dell’estate: in particolare, mercoledì 5 settembre la comunità parrocchiale di S. Pio si recherà in pellegrinaggio a Roma per partecipare all’udienza e alla benedizione di Sua Santità Benedetto XVI; il 23 settembre, nel giorno in cui si celebra la memoria liturgica di S. Pio da Pietrelcina, ci sarà la posa della pietra angolare della struttura, che sarà collocata nel punto in cui sorgerà l’altare della nuova chiesa. La consegna del complesso parrocchiale dovrebbe avvenire entro la fine del 2013.

SCHEDA TECNICA DELL’INTERVENTO
Superficie: 6.200 mq
Impresa esecutrice dei lavori: Natola Costruzioni srl
Responsabile dei lavori: Ufficio diocesano per l’edilizia di culto
Progetto architettonico, direzione lavori e coordinamento sicurezza: arch. Antonio Dileo (Cerignola)
Assistenza al disegno elettronico e modellazione grafica: Marco Dileo
Studio geologico: dott. Alfredo Degiovanni (Barletta)
Progettazione delle strutture: ing. Francesco Paolo Vitullo e ing. Vincenza Manzi
Progettazione e direzione lavori impianti elettrici: ing. Antonio Renzulli, Barletta
Progettazione e direzione lavori impianti a fluido: ing. Francesco Renzulli, Barletta
Responsabile d’impresa: rag. Andrea Natola
Responsabile di cantiere: geom. Giacomo Ceci
Collaudatore delle strutture: ing. Savino Valentino
Data prevista di consegna lavori: entro dicembre 2013

Siamo lieti di partecipare al grande evento della costruzione del nuovo complesso parrocchiale in Margherita di Savoia dedicato a San Pio, il Santo dei nostri giorni amato e venerato da una moltitudine infinita di fedeli. Aspettiamo con ansia la Benedizione della Prima Pietra che si terrà  a Roma dal Santo Padre Papa Benedetto XVI il 5 Settembre c.a. e la consegna dei lavori prevista nel 2013 che vedrà e sarà meta di pellegrinaggio e l’affluenza di tanti che amano e venerano questo nostro grande Santo: San Pio.

Anna Posta
Published in: on luglio 3, 2012 at 5:24 PM  Lascia un commento  
Tags:

Il perchè delle nostre esistenze

 
 La preghiera è davvero molto bella.
Chi poco ha vissuto comprende quanto vere siano le parole ed il loro contenuto. Si può solo riflettere, meditare e pregare che tutti si arrivi in cima e che Lui sia il nostro capolinea, grazie ……!!!!!
La “porta” è “stretta”.
La “strada” è “angusta”.
Le spalle sono ammaccate dalla croce.
Il dorso è arato dai colpi dello scudiscio.
La croce è pesante.
E bisogna arrampicarsi lungo i tornanti di una Montagna.
Non si ha il tempo per sedersi.
Solo il tempo di cadere sotto la croce. Il dorso è arato dai colpi dello scudiscio.
La croce è pesante.
E bisogna arrampicarsi lungo i tornanti di una Montagna.
Non si ha il tempo per sedersi.
Solo il tempo di cadere sotto la croce.
 La cima ci aspetta.
Lì è la nostra meta.
Lì è il nostro capolinea.
E’ il Calvario.
Signore, sei Tu la nostra “Porta”, la nostra “Strada”.
“Porta stretta”, nostro Paradiso.
“Ecco il paradosso della croce. L’albero della morte si trasforma in albero della vita” (Mons.A.Pronzato)
 
pubblicata da Henry White  Henry Whyte  sulla Pagina Facebook di ELEONORA GIOVANNINI-SCRITTRICE  ore 12:58 giorno 9 Maggio 2012

LA MADONNA E’ APPARSA AI CARDINALI

 
http://www.youtube.com/watch?v=_mieiIl3kL4

Anna Posta  Non sono all’altezza della situazione e sicuramente mi arrogo un diritto che non mi appartiene, ma non posso lasciar cadere un discorso così importante. Uccide più l’indifferenza di mille parole. Il male esiste, ma non tocca a noi esorcizzarlo. Il compito più grande è dare conforto e verità a quanti invocano e chiedono aiuto. Siamo in un grande oceano e navighiamo in ciò che noi stessi organicamente emettiamo, c’è un modo per sublimarci, la vocazione. Ognuno ha la sua. Ci sono politici, magistrati, avvocati, economisti, insegnati, scolari e religiosi. Qual’è il compito di un religioso. Seguire l’esempio e fare la volontà del Padre. Quando gli fù chiesto “estirpiamo la zizzania…” cosa fù risposto: No.

Dio scruta i cuori di ognuno di noi, perdoni se non so argomentare ulteriormente, ma tanto ancora ci sarebbe da dire. La vocazione è un dono da esercitare con umiltà e competenza, ad ognuno il suo, al Signore Iddio che è nei cieli il Giudizio, noi umilmente possiamo rendere noti i motivi di scandalo, possiamo invocare e chiedere giustizia, ma entrare nel merito richiede conoscenza, essere informati sui fatti e presumo ci siano gli organi preposti che possono e devono farlo, perchè è di loro competenza. Noi possiamo rispondere facendo meglio ciò per cui siamo chiamati a svolgere  il ruolo o vocazione alle quali  siamo vocati, altrimenti abbiamo sbagliato e ci siamo inoltrati in campi a noi oscuri. La vocazione ci porta all’ ubbidienza alla Santa Madre Chiesa, ci sono regole che disciplinano ogni campo e vanno osservate. Cosa sarebbe la società senza il “diritto civile e penale”, che valore avrebbe un contratto se non ci fossero regole da stipulare da entrambi i contraenti, cosa sarebbe di una famiglia, se all’interno ognuno pretendesse di fare quel meglio gli aggrada o che reputa giusto, senza tener conto della ragion d’essere. Le ricchezze materiali indispensabili per la sopravvivenza, ma ci sono virtù e ricchezze spirituali che non andrebbero ignorate, ma coltivate. A cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio. Il nostro compito è salvare anime e non disperderle. Entrare nel merito di cose più grandi richiede competenza e spesso non la si possiede, demandare ad altri competenti tale è quanto di più giusto e adeguato si possa fare. La società non può e non devo essere cozzaglia informe di istinti e pregiudizi, ma ognuno il proprio compito e vigilare che questo venga fatto con serietà e competenza. Vocazione religiosa chiama spiritualmente e non solo sacramentalmente a svolgere presso i fedeli servizio di dedizione a Signore, conoscenza di quanto annunciato nel Vangelo. Ai politici, agli avvocati, agli economisti, ai giornalisti, alla magistratura il compito a loro assegnato. “non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esca dalla bocca di Dio. Non violenza, non rancore, non invidia, ma volontà di cooperare al meglio per costruire un mondo migliore che si sia fondato sulla roccia. Il cammino spirituale richiede tempo, a noi il compito di sensibilizzare e dedicare spazio ed energie alla conoscenza del “vero” che non può limitarsi a fatti di cronaca. Dio è venuto sulla terra, perchè abbandonassimo i nostri pensieri errati e sulle spoglie dell’uomo vecchio, erigere l’uomo nuovo, rinato nella fede, giustificato nell’amore. Amiamo, diamo consolazione e da buoni educatori insegniamo i veri valori a chi ancora non li possiede. Indirizziamoli al senso “vero” della vita e della “misericordia”, nel tempo e solo nel tempo si raccoglieranno i frutti e tanto più saranno buoni ed abbondanti se noi per primi avremo fatto fruttificare i “talenti” ricevuti. Riscopra il significato “vero” della sua vocazione. Spero non si adiri, ma comprenda che abbiamo dei limiti invalicabili, olltre i quali non si può sempre desiderare di ottenere risposta. Pregare per chi ha fede è un ottimo rimedio contro ciò che siamo impossibilitati a capire e cambiare il vero problema è lavorare su sè stessi, senza pretendere di voler arrogarci compiti che esulano dalla nostra competenza. Ad maiora..!!

Rileggendo ho riscontrato errori che non posso correggere, ma spesso mi è capitato che nel rileggere quanto avevo scritto, improvvisamente perdo tutto quanto, senza possibilità di recupero, per questo digito il tasto condividi, meglio ci sia qualche errore, piuttosto di perdere l’intero messaggio. questo episodio mi ha fatto riflettere e applicato nella nostra esistenza significa che non si può buttare l’intero raccolto perchè non tutto procede secondo canoni e giudizi che riteniamo validi. Non si possono invadere campi altrui, ci sono mezzi, uomini, istituzioni preposti a fare chiarezza, a queste bisogna rivolgersi, cercando comunque di compiere nonostante tutto il nostro dovere in coscienza ed umiltà: “fatti non fummo per viver da bruti, m per seguir virtude e conoscienza”. Sviluppiamo la capacità di essere cittadini. Se non abbiamo ancora maturato in noi la conoscenza dell’essere e del vivere, come si può pretendere di educare gli animi. Prendersi cura delle anime è un compito gravoso, quanto lo sia per ogni altro compito: medico, chirurgo, madre, padre, insegnante, ed altro. Esercitare professione “prete” non è soltanto impartire sacramenti, ma educare spiritualmente, assistere e guidare nella crescita spirituale quanti a noi sono stati affidati. Non è di loro competenza comprendere i menage burocratici ed amministrativi, a meno che siamo in grado di farlo con competenza. La crescita morale e spirituale viene al primo posto. Non si può entrare nelle coscienze altri Denunciare quanto di sbagliato vi sia questo sì, senza accanimento personale, risentimento o ripicche, ma perchè giusto fare chiarezza su comportamenti che riteniamo errati e non idonei. Anche Gesù invitava ad “ammonire” il fratello quando questi è nell’errore, ma si impone anche la preghiera, non tanto pre redimerlo, ma quanto a redimere l’umanità intera. Il nostro compito termina nel non giudizio, chiedere chiarezza e ognuno in coscienza e consapevolezza compia il proprio dovere, svolgendo al meglio compiti assegnati. La società si regge nella capacità individuale di occuparsi di cose differenti e in questa moltiplicità o poliedricità di contenuti e comportamenti si ottiene la differenziazione della società. La differenziazione sociale è il processo tramite il quale le parti di una collettività – ossia gli individui e i gruppi sociali che questi compongono – acquisiscono identità sociali differenti rispetto alla funzione, all’attività, alla cultura, al potere e alle altre caratteristiche socialmente rilevanti. Ognuno per capacità personale, dovrebbe essere in grado quindi di cooperare al bene comune prodigandosi e promuovendo in ogni ambito il benessere fisico, mentale, sociale, lavorativo e religioso di tutti. Auspico quindi una crescita collettiva dove tutti attori e protagonisti in un palcoscenico d’amore dove tutti siamo chiamati a recitare ed interpretare ruoli assegnati di diritto, se manchiamo o falliamo oltre che nuocere a noi stessi, le ripercussioni negative di riflesso condizioneranno l’operare di molti. Curiamo le nostre coscienze, indaghiamo nei nostri pensieri, consideriamo ogni cosa con scrupolo e coscienza ed agiamo con cognizione di causa. Ragione e convinzione non sempre sono sufficienti è necessaria anche conoscenza, istruzione, è l’ignoranza la bestia da sconfiggere, l’ignoranza rende deboli e vulnerabili, inclini all’errore, alle mistificazioni e condizionamenti. Educhiamo ad amare la conoscenza, spendiamoci per divulgare sapienza, rendiamo edotti i nostri simili, diamo senso alle nostre esistenze occupandoci di quanti vivendo nell’oblio non sanno nemmeno di esistere. E’ gravoso, ma al fine, non avremo vissuto invano.

Anna posta pubblicato sulla Pagina Facebook di : ELEONORA GIOVANNINI-SCRITTRICE  giovedì 10 Maggio ore pomeridiane.

Published in: on Maggio 10, 2012 at 3:23 PM  Lascia un commento  
Tags:

Gesù risorto ci chiama alla vita

Stimatissimo Padre, La ringrazio del bellissimo video augurale di “Buona Pasqua”che ha voluto inviarci dopo giorni di silenzio, torno a scriverLe per sottoporre a Sua attenzione quanto letto su Anna Posta, spero voglia comunicarmi Sua opinione, trascrivo per intero, spero sia sufficientemente chiaro il contenuto. Intanto nell’augurarLe nuovamente Buona Pasqua invio saluti, da tutti noi.
  • Diacono Alfio Sudano
    Quanto pesa una lacrima?
    La lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento,
    quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra. (Gianni Rodari)

    Diacono Alfio Sudano
    Quanto male esiste nel mondo, quanto egoismo!
    Quanto bene si potrebbe donare anche con semplici gesti.
    Sono lieto di sottoporvi alcune foto di un’ ottima pagina: BLU INFINITO.


    Ricco non è colui che possiede, ma colui che dà, colui che è capace di dare♥ Papa Giovanni Paolo II♥


      • A PARTE IL FARE OPERE MERITORIE, CHE HANNO CERTAMENTE UN VALORE, PURCHE’ NON SERVANO SOPRATTUTTO PER FARE ESIBIZIONE DI SE STESSI… MA, LA DOMANDA TRAGICA MA NECESSARIA è QUESTA, DATO CHE QUESTI BIMBI VENGONO ESIBITI PER CHISSA’ QUALI SCOPI, E PER UNA RETORICA INSULSA CHE INDIGNA… QUESTI BAMBINI RIDOTTI IN QUESTE CONDIZIONI , SAPENDO CHE LA CONDIZIONE DI GENERAZIONI E GENERAZIONI NON CAMBIERA’, E CHE SONO DESTINATI A SOFFRIRE E MORIRE, NON SAREBBE MEGLIO NON FARLI NASCERE? NO?! O L’OSSESSIONE DEL PAPA, ANCHE QUELLO QUI CITATO, PER LA PROCREAZIONE A TUTTI I COSTI, CONTRO PRESERVATIVO E CONTRO GLI ANTICONCEZIONALI, NON LO PERMETTE… è ORA DI DIRE CHIARO, A QUESTE CONDIZIONI, BASTA NASCITE! VIVETE IL SESSO, VIVETE LA VOSTRA SESSUALITA’ O AFRICANI E BASTA NASCITE! BASTA! ANCHE PER CHI CREDE IN DIO, DIO VUOLE QUESTO! SE è BUONO COME LO SI DEFINISCE NELLE VARIE RELIGIONI! BASTA NASCITA PER MORIRE COSI’ E SOFFIRE SENZA SPERANZA! PROCREAZIONE RESPONSABILE….

        Anna Posta
         Se tutto potesse essere risolto con l’abolizione delle nascite sarebbe fin troppo semplice. Il mondo è fin troppo problematico, il livello culturale varia da individuo ad individuo, paese, regione, stato o nazione e continente. Il pensiero dell’uomo è mutevole e spesso subisce condizionamenti di ogni genere. Ciò che è certo che il distinguo fra il bene ed il male, informazione e cattiva informazione, buona fede o malafede, ecc., ecc., è interminabile. Giudicare è fin troppo semplice se ci si attiene a verità parziali che non ci coivolgano in maniera cosciente, consapevole e meritevole. Poco sappiamo di ogni cosa e poco siamo inclini a comprendere. Erroneamente giudichiamo ed operiamo. Penso che come tema centrale ci sia la fede e la ragione. Amiamo e conosciamo il vangelo e con Esso la Bibbia. Siamo testimoni veraci e veritieri di quanto professiamo …?!? La nostra conoscenza in ogni disciplina, anche quella Teologica è inesistente, quali argomentazioni addurre. Si conosce poco e quel poco lo si conosce anche male. Personalmente penso che il vero dramma non sia nascere o non nascere, ma dare senso alla vita e la vita è SACRA. Rispettare la vita sin dalle origini, nel Suo concepimento non è errato. Non rispettare la vita è errato. Quale convivenza ci attende se non rispettiamo ed amiamo ciò che ci ha generato. Se tutto si espleta con un semplice atto che non viene dettato da amore, ma puro bisogno, và da sè che non potrà mai esserci AMORE e tanto meno rispetto. La VITA non è un calcolo matematico e noi esseri umani non siamo macchine da riproduzione, ma siamo detentori di molto di più. Un sorriso, una smorfia, una lacrima qualsiasi cosa possa appartenerci assume un significato grande se grande è il rispetto che abbiamo verso la VITA e si traduce nel RISPETTO/AMORE che parte da noi ed investe il mondo intero. Questo e solo questo può dare significato all’esistenza. AMORE, RISPETTO, DIGNITA’ , SPERANZA, CULTURA (Approfondimento vero delle problematiche sociali), conoscenza del pensiero umano e dei suoi orientamenti. Conoscenza della bibbia e dei suoi contenuti. Approfondimento dei valori cristiani e dei loro perchè. Non per sentito dire o per approcci sbagliati, ma come ricerca del vero. Chi siamo, chi è veramente Dio, il perchè è entrato nelle nostre vite e nella storia e cammino dell’uomo. Se dopo interrogativi del genere non trova risposte o riesce a trovarle in maniera blanda, il suo cammino non lo ha nemmeno iniziato è ancora tutto da fare. La saluto e La ringrazio per aver espresso in tutta sincerità il suo pensiero. Spero apprezzi il mio e che se intendesse ancora interloquire il nostro sia un dialogo pacifico e costruttivo, con le offese, certo non si costruisce nulla. La saluto e nuovamente ringrazio, grazie … !!!
      •  Stimatissimo Signor Giovanni ribadisco, il problema non è nel numero, ma dalla qualità di vita che si intende vivere. Dare consapevolezza, educare, sanare, essere operatori di pace, costruire e non distruggere. La guerra la si fà non vietando la nascita, bensì dando coscienza e consapevolezza di ciò che si è e che si vuole essere. Non permettendo abusi, prepotenze, cattiva gestione delle risorse umane, cattiva politica e cattiva amministrazione. Sono gli uomini che costruiscono la storia. Essere protagonisti nelle scelte giuste non anteponendo egoismi, super ego, rivalità, idee belligeranti o ambizioni personali a danno di altri. E’ male accettare il male, ma il male lo si combatte con presa di coscienza e consapevolezza, non nell’astratto, ma nel concreto. Spesso anche il linguaggio non viene compreso perchè si dà interpretazione errata anche a frasi, testi e quant’altro. Ritornare ai significati etimologici iniziali, cioè non viziati dal tempo, porta ad una maggiore comprensione. Il problema non può e non deve essere banalizzato con un’argomentazione così banale e venale. Dio non vieta, Dio indica la strada da percorrere e detta a noi moralmente codici già insiti per natura nelle nostre coscienze. Spesso cerchiamo volutamente ignorarle perchè il procedere su tale via costa sacrificio, abnegazione, costanza, sofferenza. Ma la vita è e rimane un dono che non sempre siamo in grado di apprezzare. Ciò che ha distorto il concetto di “umanità” purtroppo è ancora troppo presente e difficile sembra la realizzazione di un mondo fondato su buoni principi morali quali fratellanza, amore, solidarietà, rispetto. Quando avremo raggiunto parte di quel cammino spirituale che tutti prima o poi siamo chiamati a percorrere allora sì che riusciremo a comprendere cosa viene chiesto a tutti noi in questo nostro pellegrinare. Non saremo giunti se non avremo compreso cos’è il rispetto, il valore e la stima di ognuno che la Chiesa cita quale ” amore per il prossimo e rispetto dell’altro, delle altrui capacità e potenzialità, comprensione e rispetto delle diversità nel pensare e nell’agire, purchè inclini al rispetto gli uni degli altri e non solo di parte di essi”.  Nel non prevalere c’è la differenza. La comprensione porta alla distensione e la distensione porterà alla pace. Questo è quanto auspico avvenga in un immediato e non lontano. Perseverare nel bene e non nel male. Infondere speranza e non disperazione. Costruire e non distruggere. Imparare e non imporre. Educare se noi per primi saremo stati ben educati alla convivenza civile. Lavorare per un mondo migliore e non per distruggerlo. Confrontarsi sempre non antagonismo, ma capirsi e migliorarsi in una continua costruzione di sè e degli altri. Evolversi e non regredire nella de-evoluzione o negazione diritti altrui. L’uomo è un essere sociale, deve trovare in sè la forza e la capacità di trovare soluzioni degne. Se è capace di tanta grandezza, in ogni campo quali architettura, scienza, matematica, fisica, letteratura, ecc. perchè non dovrebbe trovare anche possibilità migliori di convivenza. Cerchiamole ed attuamole e lasciamo critiche pretestuose che non approdano a nulla. Questo è il mio pensiero. Preferisco credere che possano esserci punti di incontro e non di scontro. Il cammino dell’uomo è ancora tutto da percorrere, siamo appena agli inizi. Ognuno svolga il proprio ruolo e lo svolga bene, è già un buon inizio … grazie è bello interloquire con Lei, spero a Lei non dispiaccia … buona serata …!!!
        Il contendere verte su tale argomento: PROCREAZIONE RESPONSABILE…!. Ho cercato dare risposta, pur non avendo conoscenza e sapienza, ma istintivamente lasciando parlare il cuore, spero di non aver sbagliato di molto, spesso la polemica nasce, perchè ognuno crede di possedere verità e certezze che non sempre siamo in grado di fornire, perchè non le possediamo. Dio è verità e Lui solo è Conoscenza e Sapienza, l’uomo può incessantemente chiedere vengano a noi donate. Ci saranno elargite se Dio vorrà nel tempo e nella quantità che Dio stesso riterrà opportuno per ognuno di noi. La saluto, spero l’argomento non la urti e se trova di Suo interesse, confido in Sua opinione.
        Fabio Di Filippo ha condiviso la foto di Spirito Santo della Santissima Trinità.

        Vieni o Spirito, e rimani con noi per sempre.

        Spirito di Sapienza e di Intelligenza, illumina le nostre menti perchè siano aperte ad accogliere la Parola di Dio e pronte a leggere i segni dei tempi.

        Spirito di Verità, donaci il gusto delle cose grandi e belle, liberaci dalla menzogna e dalla falsità, rendici testimoni fedeli e decisi di Cristo Verità.

        Spirito di Coraggio, continua ad inviarci il fuoco della Pentecoste perchè sappiamo vincere ogni timore e paura nel testimoniare il Vangelo.

        Spirito di Pace, entra nelle nostre case con il tuo saluto di pace, perchè diventiamo, in mezzo al mondo, segno di amicizia e di serenità.

        Spirito di Unità, riunisci i dispersi, raduna i lontani, cancella le lotte e le divisioni.

        Spirito di Gioia, accendi i nostri cuori con la fiamma del tuo amore, facci pregustare già ora la gioia e la felicità promesse agli eletti per la vita eterna.

        Vieni o Spirito, e rimani con noi per sempre.

        Grazie a te, DONNA (Lettera di Giovanni Paolo II alle donne del 1995)

        Grazie a te, donna-madre, che ti fai grembo dell’essere umano nella gioia e nel travaglio di un’esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento nel successivo cammino della vita.

        Grazie a te, donna-sposa, che unisci irrevocabilmente il tuo destino a quello di un uomo, in un rapporto di reciproco dono, a servizio della comunione e della vita.

        Grazie a te, donna-figlia e donna-sorella, che porti nel nucleo familiare e poi nel complesso della vita sociale le ricchezze della tua sensibilità, della tua intuizione, della tua generosità e della tua costanza.

        Grazie a te, donna-lavoratrice, impegnata in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, culturale, artistica, politica, per l’indispensabile contributo che dai all’elaborazione di una cultura capace di coniugare ragione e sentimento, ad una concezione della vita sempre aperta al senso del «mistero», alla edificazione di strutture economiche e politiche più ricche di umanità.

        Grazie a te, donna-consacrata, che sull’esempio della più grande delle donne, la Madre di Cristo, Verbo incarnato, ti apri con docilità e fedeltà all’amore di Dio, aiutando la Chiesa e l’intera umanità a vivere nei confronti di Dio una risposta «sponsale», che esprime meravigliosamente la comunione che Egli vuole stabilire con la sua creatura.

        Grazie a te, donna, per il fatto stesso che sei donna! Con la percezione che è propria della tua femminilità tu arricchisci la comprensione del mondo e contribuisci alla piena verità dei rapporti umani.
        di: Libero

        Anna Posta ha condiviso la foto di ೋღ Teneramente ღೋ.
        In questa frase si racchiude il mistero della Croce …!!! Cosa Lo avrebbe trattenuto se non il desiderio di veder realizzata la volontà del Padre Suo. Al di là di ogni logica umana la Croce risulta essere l’unica ancòra di salvezza. E’ per amore che si nasce, è per amore che si vive, è per amore che si dona sè stessi, è per amore che si muore e si ritorna a vivere per realizzare il volere del Padre, un Padre che ama e che soffre intensamente, che non preclude opportunità, ma indica quale Via seguire, attraverso l’esempio vivo e Vero di Dio stesso fatto Uomo un Dio che da Uomo nasce, vive e muore per noi, altra Via non c’è. La Vita, questa continua rinascita è e sempre sarà un atto d’amore e di donazione, altrimenti sarà una giungla pervasa soltanto da istinti animaleschi o false ideologie che inneggiano a chissà quali falsi principi. Si nasce amando il primo respiro, il primo vagito, si amano i primi passi e poi tutto quanto che fà di noi esseri viventi consapevoli di esistere perchè tutti nell’umanità ci ritroviamo, deboli, fragili, fallaci, caduci, ma grandi agli occhi di chi ci ama, guai se venissimo meno ai loro sguardi, alle loro attenzioni, ai loro sorrisi, alle loro speranze. Tutto questo e ancor di più è l’essere umano, un grande mosaico di emozioni che si esprimono purissime nella condivisione della stessa natura quella “umana” voluta, amata desiderata e sostenuta da … Dio !!! Elvira R. in Barbieri

    • venite adoriamo

      Anna Posta ha condiviso la foto di Annamaria Lucenti.


      OFFRIAMO questa sera la nostra preghiera per i nostri fratelli in GRECIA, per coloro che vivono nella disperazione, che sono senza lavoro e senza il necessario per vivere.
      FERMIAMO questa catastrofe di suicidi, chiediamo a Dio di donare loro la forza di riuscire a superare questo momento e non perdere la FEDE. GESU’, ti presento tutte le tristezze, le angosce, gli affanni, il senso di solitudine, di isolamento, di fallimento; tutti gli stati di depressione, disperazione, sfiducia, abbattimento, av­vilimento… in cui si trovano i miei fratelli Greci.
      Con le loro forze non riescono a uscire da questi stati d’ani­mo di tristezza e di depressione.
      Intervieni Tu. Come sei apparso a due ai discepoli di Emmaus lungo la strada e hai rimesso speranza nei loro cuori e sorriso sui loro volti, così vieni accanto a loro.
      Liberali da questi stati d’animo. Riempi il vuoto del loro cuore e della loro vita, falli emergere da ogni tristezza e abbattimento. Infondi in loro lo Spirito Santo, Spirito di conforto e di gioia, di speranza e di forza.
      AMEN
      Anna Posta ha condiviso la foto di Siate santi.

      Ovunque tu sei lassù in cielo non dimenticare mai quanto bene ti voglio!!!
      Camillo Bambino ha condiviso la foto di Occhi di bambino.

      Dio mi liberi dalla saggezza che non piange, dalla filosofia che non ride, dall’orgoglio che non s’inchina davanti a un bambino. (Kahlil Gibran)


      Anna Posta Grazie Signor Giuseppe la pace giunga ed avvolga i cuori di ognuno, affinchè violenza, arroganza, superbia, cattiveria e malvagità lascino spazio a tutto ciò che nobilita e doni dignità. Il trionfo di Dio è il trionfo dell’ umanità. Non potrà mai l’uomo affermare e sentirsi tale se l’amore di Dio non pervade il suo cuore…, amore verso tutte le Sue creature, piccole e grandi, belle o brutte, intelligenti o no, di qualsiasi cultura e nazionalità, ecc …!!!

    Fiorenza Rossi ha condiviso la foto di Africa.

    Vedo la luce nei vostri occhi, l’energia nei vostri corpi e la speranza nei vostri cuori. So che sarete voi, non io, a costruire il futuro. Sarete voi, non io, a rimediare ai nostri errori e a portare avanti ciò che è giusto al mondo. Vi prometto solo ciò che potrò mantenere. Voi avete la mia parola che continuerò attraverso tutto ciò che ho imparato fin dai miei primi anni di vita, a proteggere i vostri diritti. (Nelson Mandela)

    (Grazie a Milu Silveira e a Gloria A. Cobo per le traduzioni in portoghese e spagnolo)

    di: Africa

Anna Posta

Published in: on aprile 22, 2012 at 6:43 PM  Lascia un commento  
Tags:

Martedì della IV settimana di Quaresima 20 Marzo 2012

Mar 20 Mar 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi
Media  Vespri  Compieta

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Viola

Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/EQ042.mp3

Nella visione di Ezechiele, l’acqua che dà la salute e la vita simboleggia la grazia che Dio dispensa in abbondanza nel tempo messianico. Questo tempo è giunto con la venuta di Gesù Cristo. È il motivo per cui Gesù non conduce il malato alla piscina di Siloe, la sorgente della grazia dell’Antico Testamento, ma lo guarisce per mezzo della propria potenza.
Egli lo fa di sabato, ed ordina al miracolato di portare il suo giaciglio nel giorno di sabato, poiché è giunto il tempo in cui è arrivata una grazia più grande della legge, e Gesù è il padrone del sabato. Nel sacramento del battesimo, tutti siamo stati integrati nel tempo messianico e, guariti dalla paralisi, abbiamo ricevuto l’ordine di partire e di portare i frutti della vita nello Spirito. Oggi Gesù ci dà un monito come ha fatto con il paralitico: dobbiamo avere paura di ricadere ancora nella schiavitù del peccato, affinché la nostra paralisi spirituale di cristiani non sia più grave della paralisi del paganesimo di cui Cristo ci ha liberati. Il tempo di Quaresima è il tempo dell’esame di coscienza. I nostri paesi, il mondo cristiano e post-cristiano non sono forse caduti di nuovo nel paganesimo, nell’idolatria del denaro, del successo e del potere? Non siamo forse di nuovo paralizzati tanto da non saper più vincere il male sociale, politico, familiare e personale? Le strutture del male sociale non costituiscono forse il letto della nostra malattia? O lo costituiscono le opinioni e i costumi del nostro ambiente? Gesù chiama ognuno di noi a convertirsi. Ci offre la riconciliazione con il Padre e la guarigione. Ci dice oggi: alzati, porta con te il tuo giaciglio di malato, va’, vivi e fa’ il bene. Ognuno di noi, all’ascolto del Vangelo di oggi, deve trovare il suo compito nell’ordine di Gesù: “Alzati, cammina e non peccare più”.

Antifona d’ingresso
“Voi che avete sete, venite alle acque”,
dice il Signore;
“anche voi, che non avete denaro,
venite, e dissetatevi con gioia”. (cf. Is 55,1)

Colletta
Dio fedele e misericordioso,
in questo tempo di penitenza e di preghiera
disponi i tuoi figli
a vivere degnamente il mistero pasquale
e a recare ai fratelli il lieto annunzio della tua salvezza.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura   Ez 47,1-9.12

Dal libro del profeta Ezechièle

In quei giorni [l’angelo] mi condusse all’ingresso del tempio [del Signore] e vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente, poiché la facciata del tempio era verso oriente. Quell’acqua scendeva sotto il lato destro del tempio, dalla parte meridionale dell’altare. Mi condusse fuori dalla porta settentrionale e mi fece girare all’esterno, fino alla porta esterna rivolta a oriente, e vidi che l’acqua scaturiva dal lato destro.
Quell’uomo avanzò verso oriente e con una cordicella in mano misurò mille cùbiti, poi mi fece attraversare quell’acqua: mi giungeva alla caviglia. Misurò altri mille cùbiti, poi mi fece attraversare quell’acqua: mi giungeva al ginocchio. Misurò altri mille cùbiti, poi mi fece attraversare l’acqua: mi giungeva ai fianchi. Ne misurò altri mille: era un torrente che non potevo attraversare, perché le acque erano cresciute; erano acque navigabili, un torrente che non si poteva passare a guado. Allora egli mi disse: «Hai visto, figlio dell’uomo?». Poi mi fece ritornare sulla sponda del torrente; voltandomi, vidi che sulla sponda del torrente vi era una grandissima quantità di alberi da una parte e dall’altra.
Mi disse: «Queste acque scorrono verso la regione orientale, scendono nell’Aràba ed entrano nel mare: sfociate nel mare, ne risanano le acque. Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il torrente, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché dove giungono quelle acque, risanano, e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà. Lungo il torrente, su una riva e sull’altra, crescerà ogni sorta di alberi da frutto, le cui foglie non appassiranno: i loro frutti non cesseranno e ogni mese matureranno, perché le loro acque sgorgano dal santuario. I loro frutti serviranno come cibo e le foglie come medicina». Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 45

Dio è per noi rifugio e fortezza.

Dio è per noi rifugio e fortezza,
aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce.
Perciò non temiamo se trema la terra,
se vacillano i monti nel fondo del mare.

Un fiume e i suoi canali rallegrano la città di Dio,
la più santa delle dimore dell’Altissimo.
Dio è in mezzo ad essa: non potrà vacillare.
Dio la soccorre allo spuntare dell’alba.

Il Signore degli eserciti è con noi,
nostro baluardo è il Dio di Giacobbe.
Venite, vedete le opere del Signore,
egli ha fatto cose tremende sulla terra.

Canto al Vangelo (Sal 50,12.14)
Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!
Crea in me, o Dio un cuore puro;
rendimi la gioia della tua salvezza.
Gloria e lode a te, o Cristo, Verbo di Dio!

Vangelo Gv 5,1-16

 All’istante quell’uomo guarì.

Dal Vangelo secondo Giovanni

Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici.
Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.
Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono allora: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi e cammina”?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo.
Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato. Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Gesù Cristo è la nostra speranza. Egli risana le nostre ferite e, nella sua compassione, esprime il tenero amore del Padre. Ripetiamo con fiducia:
Ascoltaci, o Signore.

Perchè la Chiesa, sacramento di salvezza, rinnovi con la grazia del Signore la vita degli uomini, e ogni giorno celebri la memoria dei grandi benefici della redenzione. Preghiamo:
Perchè il ricordo dell’acqua del battesimo che ci ha rigenerati, ci apra al Cristo salvatore che perdona i peccati e viene incontro al nostro desiderio di vita nuova. Preghiamo:
Perchè accanto ad ogni uomo che soffre, si trovi sempre una persona disponibile all’aiuto gratuito per amore del Cristo. Preghiamo:
Perchè i cristiani, con coraggio e umiltà, professino in ogni luogo la fede nel Signore morto e risorto. Preghiamo:
Perchè le leggi e le tradizioni umane non si oppongano ai disegni di Dio che superano spesso le nostre visuali e i nostri programmi. Preghiamo:
Per i lungodegenti nelle loro case e negli ospedali.
Perchè le nostre chiese siano tenute con decoro e proprietà.

O Dio, che anche oggi ripeti per noi la Parola salutare e perfetta e ci nutri alla mensa della vita, fa’ che veniamo trasfigurati nell’anima e nel corpo dal contatto vivo col nostro Salvatore, il Signore Gesù, che vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accetta, Signore, i doni che ci hai dato
a sostegno della nostra vita mortale
e trasformali per noi
in sorgente di immortalità.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DI QUARESIMA IV
I frutti del digiuno

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Con il digiuno quaresimale
tu vinci le nostre passioni, elevi lo spirito,
infondi la forza e doni il premio,
per Cristo nostro Signore.
Per questo mistero si allietano gli angeli
e per l’eternità adorano la gloria del tuo volto.
Al loro canto concedi, o Signore,
che si uniscano le nostre umili voci
nell’inno di lode: Santo…

Antifona di comunione
Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla;
in pascoli di erbe fresche mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce. (Sal 23,1-2)

Preghiera dopo la comunione
Purifica, o Dio, il nostro spirito
e rinnovalo con questo sacramento di salvezza,
perché anche il nostro corpo mortale
riceva un germe di risurrezione e di vita nuova.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120320.shtml

Àlzati, prendi la tua barella e cammina

I miracoli in Gesù sono segno della sua verità. Sovente però l’uomo li trasforma in soluzione di un bisogno immediato. Contro questa trasformazione così Gesù reagisce: “Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo»” Gv 6,26-27).

Il valore del segno ce lo rivela il profeta Isaia: “Irrobustite le mani fiacche, rendete salde le ginocchia vacillanti. Dite agli smarriti di cuore: «Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio, giunge la vendetta, la ricompensa divina. Egli viene a salvarvi». Allora si apriranno gli occhi dei ciechi e si schiuderanno gli orecchi dei sordi. Allora lo zoppo salterà come un cervo, griderà di gioia la lingua del muto, perché scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa. La terra bruciata diventerà una palude, il suolo riarso sorgenti d’acqua. I luoghi dove si sdraiavano gli sciacalli diventeranno canneti e giuncaie. Ci sarà un sentiero e una strada e la chiameranno via santa; nessun impuro la percorrerà. Sarà una via che il suo popolo potrà percorrere e gli ignoranti non si smarriranno. Non ci sarà più il leone, nessuna bestia feroce la percorrerà o vi sosterà. Vi cammineranno i redenti. Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore e verranno in Sion con giubilo; felicità perenne splenderà sul loro capo; gioia e felicità li seguiranno e fuggiranno tristezza e pianto” (Is 35,3-10). È vero. Gesù guarisce per pietà, misericordia, compassione, ma sempre come segno: per attestare che il Messia del Signore è in mezzo al suo popolo. Il segno deve condurre i cuori alla vera fede.

Dopo questi fatti, ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare. Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono allora: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi e cammina”?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo. Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.

I Giudei avevano costruito un mondo religioso artificiale, vera plastica, impermeabile ad ogni verità soprannaturale. Essi erano refrattari verso la rivelazione attuale di Dio. Si erano fermati a Mosè. Avevano dimenticato che il Signore dopo Mosè aveva parlato molte altre volte, rivelandosi in una maniera così grande, da fare apparire la legislazione di Mosè lontana anni luce dalla pienezza della verità di Dio. Cristo Gesù per questo dona i segni nel Vangelo secondo Giovanni: proprio per smuovere questo mondo di plastica, artificiale, insensibile e aprirlo alla verità attuale del loro Signore e Dio, il quale chiede una fede per oggi che non sia quella di ieri, perché oggi Lui dona una ulteriore parola ed essa va accolta nel cuore donandole immediata obbedienza. Neanche il guarito comprende il segno. Neanche lui percepisce la verità del suo Guaritore. Anzi consegna Gesù ai suoi oppositori, proprio in mancanza di questa scienza del segno e della sua verità.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, dateci l’intelligenza dei segni.

20/03/2012  SANTO DEL GIORNO  San Giovanni Nepomuceno

20/03/2012  Giovanni Nepomuceno  Il segreto di Dio

Marzo 2012
D L M M G V S
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
Domenica 18 Marzo 2012
QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA
help

La Liturgia di oggi

Martedì della IV settimana di Quaresima
(Viola)
I Lettura Ez 47,1-9.12
Vidi l’acqua che usciva dal tempio, e a quanti giungerà quest’acqua porterà salvezza.
Salmo (Sal 45)
Dio è per noi rifugio e fortezza.
Vangelo Gv 5,1-16
All’istante quell’uomo guarì.

20 marzo 2012
Il Santo del giorno

San Giovanni Nepomuceno Sacerdote e martire
i santi di oggi …

I Santi di oggi

San Giovanni NepomucenoSacerdote e martire
Santa Claudia e compagne Martiri di Amiso
Sant’ Alessandra di Amiso e compagneMartiri
San Cutberto di Lindisfarne Vescovo
Santa Maria Giuseppina del Cuore di Gesù (Sancho de Guerra)
Sant’ Arcil II Re di Georgia, martire
San Giuseppe (Josef) Bilczewski Arcivescovo di Lviv dei Latini
gli altri santi …

 

Le Notizie
Agenzia Sir
Osservatore Romano
Avvenire
Misna
Fides
Zenit

Anna Posta

SAN GIUSEPPE 19 Marzo 2012

Con affetto Santo Padre formuliamo i migliori auguri di Buon Onomastico … !!!

Lun 19 Mar 2012 SAN GIUSEPPE (s)
S. Ioseph, Sponsi B. Maríae Vírginis

MissF.O.  MissF.E.  Letture   Lodi  Media  Vespri  Compieta

Grado della Celebrazione: SOLENNITA’
Colore liturgico: Bianco

Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/S0319.mp3

Sposo di colei che sarebbe stata Madre del Verbo fatto carne, Giuseppe è stato prescelto come “guardiano della parola”. Eppure non ci è giunta nessuna sua parola: ha servito in silenzio, obbedendo al Verbo, a lui rivelato dagli angeli in sogno, e, in seguito, nella realtà, dalle parole e dalla vita stessa di Gesù.
Anche il suo consenso, come quello di Maria, esigeva una totale sottomissione dello spirito e della volontà. Giuseppe ha creduto a quello che Dio ha detto; ha fatto quello che Dio ha detto. La sua vocazione è stata di dare a Gesù tutto ciò che può dare un padre umano: l’amore, la protezione, il nome, una casa.
La sua obbedienza a Dio comprendeva l’obbedienza all’autorità legale. E fu proprio essa a far sì che andasse con la giovane sposa a Betlemme e a determinare, quindi, il luogo dell’Incarnazione. Dio fatto uomo fu iscritto sul registro del censimento, voluto da Cesare Augusto, come figlio di Giuseppe. Più tardi, la gioia di ritrovare Gesù nel Tempio in Giuseppe fu diminuita dal suo rendersi conto che il Bambino doveva compiere una missione per il suo vero Padre: egli era soltanto il padre adottivo. Ma, accettando la volontà del Padre, Giuseppe diventò più simile al Padre, e Dio, il Figlio, gli fu sottomesso. Il Verbo, con lui al momento della sua morte, donò la vita per Giuseppe e per tutta l’umanità. La vita di Giuseppe fu offerta al Verbo, mentre la sola parola che egli affida a noi è la sua vita.

Antifona d’ingresso
Ecco il servo saggio e fedele, che il Signore
ha posto a capo della sua famiglia. (Lc 12,42)

Colletta
Dio onnipotente,
che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione
alla custodia premurosa di san Giuseppe,
per sua intercessione
concedi alla tua Chiesa di cooperare fedelmente
al compimento dell’opera di salvezza.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura   2Sam 7,4-5.12-14.16

Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre.

Dal secondo libro di Samuèle

In quei giorni, fu rivolta a Natan questa parola del Signore:
«Va’ e di’ al mio servo Davide: Così dice il Signore: “Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno.
Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile il trono del suo regno per sempre. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio.
La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a te, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”».
Parola di Dio

Salmo responsoriale  Sal 88

In eterno durerà la sua discendenza.

Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».

«Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono».

«Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza”.
Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele».

Seconda lettura   Rm 4,13.16-18.22

Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, non in virtù della Legge fu data ad Abramo, o alla sua discendenza, la promessa di diventare erede del mondo, ma in virtù della giustizia che viene dalla fede.
Eredi dunque si diventa in virtù della fede, perché sia secondo la grazia, e in tal modo la promessa sia sicura per tutta la discendenza: non soltanto per quella che deriva dalla Legge, ma anche per quella che deriva dalla fede di Abramo, il quale è padre di tutti noi – come sta scritto: «Ti ho costituito padre di molti popoli» – davanti al Dio nel quale credette, che dà vita ai morti e chiama all’esistenza le cose che non esistono.
Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza, e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: «Così sarà la tua discendenza». Ecco perché gli fu accreditato come giustizia. Parola di Dio

Canto al Vangelo (Sal 83,5)
Lode e onore a te, Signore Gesù.
oppure (nel tempo pasquale):
Alleluia, alleluia, alleluia.

Beato chi abita nella tua casa, Signore:
senza fine canta le tue lodi.

Lode e onore a te, Signore Gesù.
oppure (nel tempo pasquale):
Alleluia, alleluia, alleluia.

Vangelo   Mt 1,16.18-21.24

Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.

Dal Vangelo secondo Matteo

Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.

Parola del Signore.

oppure (Lc 2,41-51 – Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo):

Dal Vangelo secondo Luca

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Parola del Signore

Preghiera sulle offerte
Accogli, o Padre, il nostro servizio sacerdotale,
e donaci la stessa fedeltà e purezza di cuore,
che animò san Giuseppe
nel servire il tuo unico Figlio,
nato dalla Vergine Maria.
Per Cristo nostro Signore.

Prefazio di san Giuseppe, nella solennità

Antifona di comunione
“Bene, servo buono e fedele,
prendi parte alla gioia del tuo Signore”. (Mt 25,21)

Oppure:
“Giuseppe non temere:
Maria partorirà un figlio
e tu lo chiamerai Gesù”. (Mt 1,20-21)

Oppure:
“Perché mi cercavate?
Non sapevate che io devo occuparmi
delle cose del Padre mio?”. (Lc 2,49)

Preghiera dopo la comunione
Proteggi sempre la tua famiglia, Signore,
che hai nutrito alla mensa del pane di vita
nel ricordo gioioso di san Giuseppe
e custodisci in noi i doni del tuo amore di Padre.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120319.shtml

Il pane della domenica     (Omelia del 19-03-2010)

La grandezza dell’uomo “comune”

Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore

Capita di incontrare persone che non sono mai riuscite a comprendere il valore e il significato del proprio “esserci”, anche se, a loro dire, si sono date da fare e hanno insistentemente e inutilmente tentato.
Ci sono persone che, almeno in certi momenti della loro vita, hanno la sensazione di non contare, di non aver chiaro il proprio ruolo, di non capire quale possa e debba essere il proprio contributo. Ci sono persone che si sono ormai “arrese”, che hanno fatto della “rassegnazione” una virtù, un modo di essere e di vivere: hanno perduto, se mai lo hanno posseduto, smalto e slancio, sono senza prospettive plausibili e apprezzabili, non sperano: sono come avvolte permanentemente nel buio o nella nebbia.
Ci sono altri che, pur trovandosi in situazioni simili, non si rassegnano, non si arrendono, continuano a cercare, convinte che prima o poi uno squarcio di luce si aprirà anche per loro e verrà a illuminare e a riscaldare la loro esistenza.

1. S. Giuseppe è stato collocato spesso fra quelle persone che “brillano” per la loro opacità, di basso profilo, di poco spessore, quasi insignificanti! Eppure il vangelo di Matteo ne sottolinea il protagonismo e lo definisce “giusto”. Certo di lui poco è stato scritto, ma non sono sempre necessarie molte parole per dire la grandezza di una persona. Ormai si comincia ad abbandonare l’idea piuttosto diffusa di un Giuseppe vecchio, che non ha nulla da dire, messo in disparte, quasi un di più nella vicenda umana di Gesù e nella storia di Maria che pure è la sua sposa.
L’evangelista Matteo pone Giuseppe in una luce che ne esalta la grandezza e ne evidenzia la fede e la nobiltà d’animo.
Se, come afferma la 2ª lettura, la “promessa” fu consegnata ad Abramo e trasmessa nei secoli, “in virtù della giustizia che viene dalla fede” (Ebr 4, 13), l’ultimo anello di trasmissione prima in vista del pieno compimento è costituito proprio da s. Giuseppe: attraverso di lui Gesù, il Messia, è collegato con Davide e con Abramo. La fedeltà di Dio si manifesta anche attraverso la sua persona tanto che il ruolo di s. Giuseppe appare necessario, determinante.
Il vangelo, definendolo “giusto”, lo presenta come un uomo totalmente dentro un disegno divino che lo coinvolge e lo supera. E Giuseppe è un uomo tutt’altro che inconsapevole e marginale. È una persona che vuol rendersi conto e, se pensa di ritirarsi in disparte, non lo fa per pusillanimità, ma per la coscienza del suo limite e della sua piccolezza di fronte al mistero che ha avvolto Maria, la sua sposa: è rispetto per lei e per l’opera che Dio sta realizzando. Ma, nel momento di cui gli si fa’ chiara la sua parte, non ha dubbi, decide e si getta con generosità nell’impresa.
È bello ed è profondamente corretto pensare ad un Giuseppe “coprotagonista” di una vicenda in cui a operare come “attore principale” è lo Spirito di Dio.
Il testo evangelico parla della nascita di Gesù o, più precisamente, della sua origine: la nascita da Maria, sposa di Giuseppe; l’origine divina, perché tutto quello che avviene è opera insospettabile e impensabile di Dio. “Quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo”, si sente dire Giuseppe in sogno. Perciò, “non temere, Giuseppe, figlio di Davide” (cfr. Mt 1, 20).
Gli interventi di Dio talvolta possono intimidire, ma, mentre manifestano la sua potenza, tendono ad esaltare la responsabilità e il protagonismo umano. Dio non è un padrone dispotico, che umilia e schiaccia; Dio è un Padre che sollecita la partecipazione e la collaborazione dei suoi figli: senza di loro non porta a compimento la sua opera di creazione e di salvezza.

2. L’evangelista, narrando “come avvenne la nascita di Gesù Cristo”, manifesta subito la sua fede che è la fede della Chiesa: “Maria fu trovata incinta per opera di Spirito Santo” (cfr. Mt 1,18). In Giuseppe questa convinzione è maturata poco per volta. Sostenuto dalla certezza della rettitudine della sua sposa, Giuseppe da uomo “giusto” qual era, prova a inventare una soluzione che sia conveniente soprattutto per Maria: è la sua onorabilità che va salvaguardata. È in questo contesto di sofferta e nobile ricerca che “gli apparve in sogno un angelo del Signore”, perché il Signore si fa trovare da chiunque cerca la sua volontà. Giuseppe sperimenta la verità di quello che sarà poi l’insegnamento di Gesù sulla preghiera: “Chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto” (Mt 7,8).
All’uomo è chiesto di fare tutto quello che dipenda da lui, perché Dio sicuramente fa per intero la sua parte. Quando avviene l’incontro tra la volontà divina e la disponibilità umana, si compiono meraviglie!
Accettare il travaglio della ricerca ci è difficile. Noi vorremmo tutto, subito! Se la nostra cultura si caratterizza per la “velocità”e non per la “fedeltà”, la testimonianza di s. Giuseppe va contro corrente, perché suggerisce la “pazienza” e la “perseveranza”, cioè la capacità di operosamente attendere, mentre si impiegano tutte le proprie risorse: il risultato ci sarà. È un esempio quello di Giuseppe che vale la pena di contemplare per farne tesoro.
Sulla linea del vangelo di Matteo, definito il “vangelo della prassi”, s. Giuseppe è l’uomo che fa’, che agisce, che si prende le proprie responsabilità. Ma il suo non è un “fare” qualsiasi, uno sbrigarsi a fare. Non corrisponde alla “concretezza” (anche pastorale), alla quale spesso ci si richiama con il detto: “Basta far qualcosa!”. Quello di Giuseppe è il fare di chi ha riflettuto, scoperto, compreso; di chi sa riconoscere la sua dipendenza da Dio e l’appartenenza ad un disegno divino che lo precede e lo supera.
Il “fare” di Giuseppe si colloca sulla linea dell’obbedienza evangelica, obbedienza ai piani di Dio, come è stato per Gesù, il Figlio obbediente che salva i figli disobbedienti (cfr. Rm 5,18-21); come è stato per Maria, l’umile serva del Signore, che si è consegnata alla Parola di Dio e per questo è “beata” (cfr. Lc 1,45); come deve essere per la Chiesa e per ogni discepolo del Signore, che vivono ed esprimono l’intima relazione con lui e la fedeltà alla propria vocazione (battesimale e specifica) nell’ascolto e nell’obbedienza alla Parola.

Con il suo esempio silenzioso e straordinariamente eloquente e con la sua preghiera di intercessione, s. Giuseppe continua a “custodire” il “corpo di Cristo che è la Chiesa”, con la stessa sollecitudine e premura con cui ha custodito Maria e Gesù negli anni vissuti con loro.

Commento di don Ugo Ughi
tratto da “Il pane della Domenica. Meditazioni sui vangeli festivi” Anno C
Ave, Roma 2009

19/03/2012   SANTO DEL GIORNO   San Giuseppe

Marzo 2012
D L M M G V S
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
Domenica 18 Marzo 2012
QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA
help
https://vetrinadipreghiera.wordpress.com/category/preghiere/page/12/ E’ qui di seguito riportata una vasta raccolta di preghiere al Santo: vi sono preghiere per intenzioni particolari, preghiere di consacrazione, di ringraziamento, novene ed esercizi spirituali, pie pratiche e quant’altro possa aiutare ognuno ad approfondire la propria conoscenza di San Giuseppe …
FESTA DI S. GIUSEPPE: Una delle feste che tutti amiamo è quella di S. Giuseppe.
“La festa di oggi, affermava Paolo VI, ci invita alla meditazione su San Giuseppe, il padre legale e putativo di Gesù, nostro Signore… S. Giuseppe è il tipo del Vangelo che Gesù, lasciata la piccola dimora di Nazareth, annuncerà come programma per la redenzione della umanità. S. Giuseppe è il modello degli umili che il cristianesimo solleva ad alti destini; è la prova che per essere buoni e veri seguaci di Gesù, non occorrono grandi cose, ma si richiedono solo virtù umane, semplici, vere ed autentiche… Esempio per noi, Giuseppe! Cerchiamo di imitarlo? Inoltre la Chiesa lo invoca per un profondo desiderio di rinverdire la sua esistenza di Virtù evangeliche quali in Giuseppe rifulgono, ed infine protettore lo vuole la Chiesa per l’incrollabile fiducia che, colui al quale Cristo volle affidare la sua fragile infanzia umana, vorrà continuare dal cielo la sua missione tutelare a guida e difesa del corpo mistico di Cristo, sempre debole, sempre insidiato, sempre drammaticamente pericolante” (19.3.1969)
Preghiamo Giuseppe e la Sacra Famiglia con la breve, ma efficace preghiera:
Gesù, Giuseppe e Maria vi dono il cuore e l’anima mia. Gesù, Giuseppe e Maria assistetemi nell’ultima agonia. Gesù, Giuseppe e Maria spiri in pace con voi l’anima mia.

San Giuseppe, secondo il Nuovo Testamento, è lo sposo di Maria e molte confessioni cristiane lo ritengono il padre putativo di Gesù. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa. Il nome Giuseppe è la versione italiana dell’ebraico Yosef, attraverso illatino Ioseph.

La Liturgia di oggi

SAN GIUSEPPE
(Bianco)
I Lettura 2Sam 7,4-5.12-14.16
Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre.
Salmo (Sal 88)
In eterno durerà la sua discendenza.
II Lettura Rm 4,13.16-18.22
Egli credette, saldo nella speranza contro ogni speranza.
Vangelo Mt 1,16.18-21.24
Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore.

19 marzo 2012
Il Santo del giorno

San Giuseppe Sposo della Beata Vergine Maria
i santi di oggi …

I Santi di oggi

San Giuseppe Sposo della Beata Vergine Maria – Solennità
Beato Isnardo da Chiampo Sacerdote domenicano
San Quinto e compagni Martiri
San Giovanni Abate
Sant’ AlcmondoMartire
Beato Marcello CalloLaico, martire
Beata Sibillina Biscossi Domenicana
gli altri santi …
Le Notizie
Agenzia Sir
Osservatore Romano
Avvenire
Misna
Fides
Zenit

Anna Posta

Published in: on marzo 19, 2012 at 3:59 PM  Lascia un commento  
Tags:

IV DOMENICA DI QUARESIMA – LAETARE (ANNO B) 18 Marzo 2012

Auguri Santo Padre, Le formuliano i più sinceri ed affettuosi auspici per il Suo Magistero, un vero dono di Dio per la Chiesa, possa a lungo essere il nostro Pastore, guida indispensabile, illuminante, misericordioso, Padre Spirituale di tutto il popolo Cristiano.

Nel suo primo discorso da papa, seguito dalla benedizione Urbi et Orbi, riservò un ricordo al suo amico e predecessore Giovanni Paolo II:

« Cari fratelli e sorelle, dopo il grande papa Giovanni Paolo II, i signori cardinali hanno eletto me, un semplice ed umile lavoratore nella vigna del Signore. Mi consola il fatto che il Signore sa lavorare ed agire anche con strumenti insufficienti e soprattutto mi affido alle vostre preghiere. Nella gioia del Signore risorto, fiduciosi nel suo aiuto permanente, andiamo avanti. Il Signore ci aiuterà e Maria sua Santissima Madre, starà dalla nostra parte. Grazie. »
(Il primo messaggio pubblico di papa Benedetto XVI)

Alla Sua invocazione umilmente, ma con fede rispondiamo: Amen, rinnovandole i migliori auguri… ed auspici … !!! Devotamente BARBIERI Giuseppe

Dom 18 Mar 2012
IV DOM. DI QUARESIMA – B
Domínica quarta in Quadragésima

MissF.O.  MissF.E.  Letture
Lodi  Media  Vespri  Compieta

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Viola o Rosaceo

Tutto il Nuovo Testamento si interessa alla dottrina centrale della redenzione. Il ritorno di ogni uomo e di ogni cosa alla santità, presso il Padre, si compie attraverso la vita, la morte e la risurrezione di Cristo.
Il Vangelo di Giovanni pone l’accento in particolare sull’incarnazione. Gesù è stato mandato dal Padre. È venuto in un mondo decaduto e ha portato luce e vita nuova. Attraverso la sua passione e la sua risurrezione, egli restituisce ogni cosa al Padre e rivela la piena realtà della sua identità di Verbo fatto carne. Per mezzo di lui tutto è riportato alla luce.
Tutta la nostra vita nella Chiesa è il compimento della nostra risposta a Cristo. L’insegnamento del Nuovo Testamento – e ne vediamo un esempio nella lettura di oggi – è assai preciso. La redenzione è stata realizzata tramite Gesù Cristo, ma per noi deve essere ancora realizzata. Noi possiamo infatti rifiutare la luce e scegliere le tenebre.
Nel battesimo Cristo ci avvolge: noi siamo, per così dire, “incorporati” in lui ed entriamo così in unione con tutti i battezzati nel Corpo di Cristo. Eppure la nostra risposta di uomini, resa possibile dalla grazia di Dio, necessita del nostro consenso personale. Quando c’è anche tale accordo, ciò che facciamo è fatto in Cristo e ne porta chiaramente il segno. Diventiamo allora suoi testimoni 
nel mondo.

Antifona d’ingresso

Rallegrati, Gerusalemme,

e voi tutti che l’amate, riunitevi.

Esultate e gioite, voi che eravate nella tristezza:

saziatevi dell’abbondanza

della vostra consolazione. (cf. Is 66,10-11)

Colletta
O Padre, che per mezzo del tuo Figlio
operi mirabilmente la nostra redenzione,
concedi al popolo cristiano
di affrettarsi con fede viva e generoso impegno
verso la Pasqua ormai vicina.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura   2Cr 36,14-16.19-23

Con l’esilio e la liberazione del popolo si manifesta l’ira e la misericordia del Signore.

Dal secondo libro delle Cronache

In quei giorni, tutti i capi di Giuda, i sacerdoti e il popolo moltiplicarono le loro infedeltà, imitando in tutto gli abomini degli altri popoli, e contaminarono il tempio, che il Signore si era consacrato a Gerusalemme.
Il Signore, Dio dei loro padri, mandò premurosamente e incessantemente i suoi messaggeri ad ammonirli, perché aveva compassione del suo popolo e della sua dimora. Ma essi si beffarono dei messaggeri di Dio, disprezzarono le sue parole e schernirono i suoi profeti al punto che l’ira del Signore contro il suo popolo raggiunse il culmine, senza più rimedio. Quindi [i suoi nemici] incendiarono il tempio del Signore, demolirono le mura di Gerusalemme e diedero alle fiamme tutti i suoi palazzi e distrussero tutti i suoi oggetti preziosi.
Il re [dei Caldèi] deportò a Babilonia gli scampati alla spada, che divennero schiavi suoi e dei suoi figli fino all’avvento del regno persiano, attuandosi così la parola del Signore per bocca di Geremìa: «Finché la terra non abbia scontato i suoi sabati, essa riposerà per tutto il tempo della desolazione fino al compiersi di settanta anni».
Nell’anno primo di Ciro, re di Persia, perché si adempisse la parola del Signore pronunciata per bocca di Geremìa, il Signore suscitò lo spirito di Ciro, re di Persia, che fece proclamare per tutto il suo regno, anche per iscritto: «Così dice Ciro, re di Persia: “Il Signore, Dio del cielo, mi ha concesso tutti i regni della terra. Egli mi ha incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme, che è in Giuda. Chiunque di voi appartiene al suo popolo, il Signore, suo Dio, sia con lui e salga!”». Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 136

Il ricordo di te, Signore, è la nostra gioia.

Lungo i fiumi di Babilonia,
là sedevamo e piangevamo
ricordandoci di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre.

Perché là ci chiedevano parole di canto
coloro che ci avevano deportato,
allegre canzoni, i nostri oppressori:
«Cantateci canti di Sion!».

Come cantare i canti del Signore
in terra straniera?
Se mi dimentico di te, Gerusalemme,
si dimentichi di me la mia destra.

Mi si attacchi la lingua al palato
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non innalzo Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.

Seconda lettura  Ef 2,4-10

Morti per le colpe, siamo stati salvati per grazia.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati.
Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù.
Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo. Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 3,16)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito;
chiunque crede in lui ha la vita eterna.
Lode e onore a te, Signore Gesù!

Vangelo   Gv 3,14-21

Dio ha mandato il Figlio perché il mondo si salvi per mezzo di Lui.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:

«Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio». Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Ci rivolgiamo a Dio, ricco di misericordia, che ci ha salvati in Cristo suo Figlio, dimostrandoci il suo grande amore nella morte in croce.
Preghiamo insieme e diciamo: Donaci, Signore, la tua salvezza.
1. Per la Chiesa di Dio: annunci sempre che unica salvezza del mondo è la croce di Cristo, preghiamo.
2. Per i preti, ministri della misericordia: perché il sacramento della riconciliazione sia per tutti i penitenti un’autentica esperienza di incontro con il Signore che salva, preghiamo.
3. Per i credenti di ogni religione: cerchino con sincerità la luce del bene e della verità, preghiamo.
4. Per i governanti del mondo: perché nelle scelte economiche tengano presenti i diritti delle classi sociali più deboli e più povere, preghiamo.
5. Per gli esiliati, i profughi, gli stranieri: perché la lontananza dalla loro terra sia compensata dalla solidarietà e dall’accoglienza di quanti incontrano nei luoghi dove vivono, preghiamo.

O Padre, guarda con amore i tuoi figli che attendono da te misericordia. Illumina il loro cuore, perché cerchino te sopra ogni cosa e trovino in te la misericordia del perdono. Per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte

Ti offriamo con gioia, Signore,
questi doni per il sacrificio:
aiutaci a celebrarlo con fede sincera
e a offrirlo degnamente per la salvezza del mondo.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DI QUARESIMA IV
I frutti del digiuno

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Con il digiuno quaresimale
tu vinci le nostre passioni, elevi lo spirito,
infondi la forza e doni il premio,
per Cristo nostro Signore.
Per questo mistero si allietano gli angeli
e per l’eternità adorano la gloria del tuo volto.
Al loro canto concedi, o Signore,
che si uniscano le nostre umili voci
nell’inno di lode: Santo…

Antifona di comunione
Gerusalemme è costruita come città salda e compatta.
Là salgono insieme le tribù, le tribù del Signore,
secondo la legge di Israele,
per lodare i nome del Signore. (Sal 122,3-4)

Preghiera dopo la comunione
O Dio, che illumini ogni uomo
che viene in questo mondo,
fa’ risplendere su di noi la luce del tuo volto,
perché i nostri pensieri
siano sempre conformi alla tua sapienza
e possiamo amarti con cuore sincero.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120318.shtml

mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 18-03-2012)

Le braccia aperte del Padre, sempre

Qualche volta, incontrando la gente, ci si rende conto quanto sia difficile per noi povere creature accettare e, ancor più, vivere la legge del perdono. Siamo in una società in cui ogni giorno, ovunque, a cominciare dall’interno delle famiglie, ai singoli cittadini, fino ai rapporti tra gli Stati, nascono motivi di screzio e, senza mai valutarne le conseguenze tragiche, si pensa di risolvere i problemi con la violenza, fino alla guerra.
Fa davvero impressione come in tutto il mondo ci siano armi modernissime, a cominciare dai micidiali caccia da guerra, alle bombe atomiche, pronte a distruggere lo stesso nostro pianeta.
E’ vero che, consce di questi rischi, tante nazioni cercano le vie del compromesso nelle varie questioni, ed è un vero bene, ma si rimane comunque sempre con il fiato sospeso. Non si è più Sicuri.
Ma fa ancor più impressione constatare come, ormai troppo spesso, per uno sbaglio umano, una parola detta fuori posto, un errore magari comprensibile, si generino reazioni incontrollate, per la tanta voglia di vendicarsi… come se la vendetta fosse la soluzione giusta e non allarghi invece il campo dell’odio e delle tragedie ed atrocità.
Non sappiamo ‘leggere’ le tante storie umane, in cui la violenza quotidiana provoca solo distruzione e morte, come del resto abbiamo rimosso i ricordi di guerre, neppure troppo lontane, che distrussero uomini e cose, obbligando poi a ricominciare da capo tutto.
Con la violenza o il litigio prolungato non si risolve nulla. Solo la pace è la medicina per tutto.
E la lezione viene proprio da Dio. Lo offendiamo tante volte, senza neppure pensarci, ma da Lui non arriva nessuna vendetta o castigo. Accetta tutto, anche la morte, per salvarci.
Pensiamo a Gesù che, sulla croce, dopo averci fatto dono della Sua presenza meravigliosa tra di noi, dopo avere seminato un incredibile bene a tanti malati e a tante anime, viene ripagato con la morte in croce. Su quella croce c’era Dio che aveva scelto di insegnare a noi il perdono, non facendo pagare a noi le nostre cattiverie, ma redimendole e trasformandole in amore quando alla fine proprio dalla croce dirà: “Padre, perdona loro non sanno quello che fanno”. Incredibile.
Davanti a questo esempio di Dio, che non si vendica assolutamente del male ricevuto, ma dà la vita per farci conoscere la bellezza del perdono, ci sentiamo davvero ‘piccola miseria’ davanti a Lui e anche tra di noi, assistendo come per poco cancelliamo il dovere di amare e creiamo solchi di rifiuto ed odio, per offese ricevute o anche solo per pregiudizi coltivati o sensazioni non controllate. Troppo spesso non è davvero nostra abitudine saper mettere alle spalle il male che si riceve, per fare strada al perdono. Capita alle volte che noi sacerdoti, a chi si accosta al sacramento del perdono, la confessione, poniamo una domanda: ‘E’ davvero in pace con tutti, o qualcuno è ‘fuori dal suo amore e altri sentimenti vi hanno preso il suo posto?’. Sappiamo tutti, o dovremmo almeno saperlo, che senza un animo in pace, non ci è permesso di accostarci alla Santa Comunione. Essere in comunione con Dio richiede essere in comunione con i fratelli. Ecco perché a volte nelle confessioni è bene chiedere ai penitenti se vi è qualche dissidio non perdonato.
Ricordo una volta fui costretto a negare il perdono ad una persona che si era accostata al sacramento della riconciliazione, perché non volle assolutamente perdonare chi l’aveva offeso.
La reazione fu terribile, da coinvolgere i fedeli presenti nello scandalo.
E’ difficile dire “non posso darle l’assoluzioné, perché neppure Dio la può perdonare: ‘Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori’ preghiamo nel Padre nostro.
Il sacerdote non può negare la Parola e, anche se è difficile, deve aiutare il penitente a camminare nella verità, perché non accada che chi non accetta di perdonare si permetta di accostarsi alla Comunione.
Come è possibile comunicarsi con Chi ama, perdona, si dà tutto, senza seguirne l’esempio?
Dice S. Paolo oggi scrivendo agli Efesini: “Fratelli, Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati; da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo; per grazia infatti siete stati salvati. Con Lui infatti ci ha resuscitati e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà, verso di noi in Cristo Gesù” (Ef. 2, 4-10)
Questo tempo di Quaresima, che ci avvicina sempre di più alla Pasqua, ci invita a considerare il grande dono della conversione e della riconciliazione. Una riconciliazione tramite il sacramento, che ci fa conoscere quale bene sia essere in pace con Dio e con tutti.
Dovremmo ringraziare davvero Dio, che, offeso dai nostri peccati, ci mette a disposizione la sua grazia del perdono. Credo sia difficile e insopportabile, per chi ha ancora conservato la voce della coscienza, che è la voce di Dio che ci avverte sul nostro stato di salute, vivere sapendo che con il peccato si è, come il figlio prodigo della parabola, lasciata la casa di Dio per i capricci del mondo. Sappiamo tutti come ci si sente, se rientriamo in noi stessi (ed è una grande grazia) come si viva male nel mondo, lontano dalla casa del Padre. Si ha l’impressione in un primo tempo di sentirsi finalmente liberi da tutto e da tutti, ‘liberi dai doveri di amore’, ma lentamente si avverte come il mondo non possa assolutamente farci conoscere un briciolo di quella gioia che vi è nel vivere in grazia. Si comincia a sperimentare inquietudine, insofferenza, un malessere interiore che a volte sfocia nella nausea, nel non senso verso tutto ciò che ci accade.
Ma sappiamo per fede che desiderare di ‘tornare a Casa’ è una grande Grazia: è l’inizio di un nuovo cammino di speranza, un sentirsi lentamente rinascere.
Forse è un discorso, questo della misericordia, che trova troppo poco posto tra tanta gente.
Ricordo che al tempo dei terroristi, venni per caso invitato a visitare questi fratelli nelle carceri. Mi faceva ‘strada’ una cara sorella, Suor Tersilla che era davvero uno sprazzo di luce per i detenuti, e con Padre Bachelet, che aveva avuto il fratello ucciso dalle brigate rosse. Aveva saputo superare ogni odio e aveva scelto di visitare proprio chi aveva ucciso, come segno di perdono. La loro visita era sempre una festa per i terroristi. La presenza della Chiesa era un segno tangibile che nel cuore di Dio c’era posto per loro, nonostante tutto, sempre che si riconciliassero con Lui.
Fu un gesto che non fu accettato da tanti, che preferiscono il castigo all’amore. Ed era facile incontrare nelle piazze chi disapprovava. Tanto che un giorno, partecipando con due confratelli, Mons. Magrassi e il vescovo di Novara, chiesi che fare, tanto ero bombardato da critiche. La risposta di Mons. Magrassi fu netta: “Tu in questo momento sei come una punta che tenta di bucare l’indifferenza, o peggio, verso chi ha sbagliato; un buco attraverso cui può passare il giusto sentimento dei cristiani veri, ossia l’amore nonostante tutto e ridonare la speranza che deve nascere dalla nostra presenza fraterna. Se va bene – mi diceva – e riesci a sfondare, poi la via della misericordia diverrà la strada della speranza. Ma se la punta si spezza la pagherai”.
E le sue parole si avverarono. Quel buco divenne la strada del volontariato nelle carceri, la strada della speranza che è voglia di aiutare a far sbocciare nuovamente la bellezza della vita, per ogni essere umano, tanto più se ha sbagliato.

FESTA DI S. GIUSEPPE.

Una delle feste che tutti amiamo è quella di S. Giuseppe.
“La festa di oggi, affermava Paolo VI, ci invita alla meditazione su San Giuseppe, il padre legale e putativo di Gesù, nostro Signore… S. Giuseppe è il tipo del Vangelo che Gesù, lasciata la piccola dimora di Nazareth, annuncerà come programma per la redenzione della umanità. S. Giuseppe è il modello degli umili che il cristianesimo solleva ad alti destini; è la prova che per essere buoni e veri seguaci di Gesù, non occorrono grandi cose, ma si richiedono solo virtù umane, semplici, vere ed autentiche… Esempio per noi, Giuseppe! Cerchiamo di imitarlo? Inoltre la Chiesa lo invoca per un profondo desiderio di rinverdire la sua esistenza di Virtù evangeliche quali in Giuseppe rifulgono, ed infine protettore lo vuole la Chiesa per l’incrollabile fiducia che, colui al quale Cristo volle affidare la sua fragile infanzia umana, vorrà continuare dal cielo la sua missione tutelare a guida e difesa del corpo mistico di Cristo, sempre debole, sempre insidiato, sempre drammaticamente pericolante” (19.3.1969)
Preghiamo Giuseppe e la Sacra Famiglia con la breve, ma efficace preghiera:
Gesù, Giuseppe e Maria vi dono il cuore e l’anima mia. Gesù, Giuseppe e Maria assistetemi nell’ultima agonia. Gesù, Giuseppe e Maria spiri in pace con voi l’anima mia.

18/03/2012  SANTO DEL GIORNO  San Cirillo di Gerusalemme

15 marzo La casa d’Israele  di Gianfranco Ravasi

Le frontiere dello Spirito – Puntata del 18 marzo – Video Mediaset

Le Ragioni della Speranza

Marzo 2012
D L M M G V S
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
Domenica 18 Marzo 2012
QUARTA DOMENICA DI QUARESIMA
help

La Liturgia di oggi

IV DOMENICA DI QUARESIMA – LAETARE (ANNO B)
(Viola o Rosaceo)
I Lettura 2Cr 36,14-16.19-23
Con l’esilio e la liberazione del popolo si manifesta l’ira e la misericordia del Signore.
Salmo (Sal 136)
Il ricordo di te, Signore, è la nostra gioia.
II Lettura Ef 2,4-10
Morti per le colpe, siamo stati salvati per grazia.
Vangelo Gv 3,14-21
Dio ha mandato il Figlio perché il mondo si salvi per mezzo di lui.

18 marzo 2012
Il Santo del giorno

San Cirillo di Gerusalemme Vescovo e dottore della Chiesa
i santi di oggi …

I Santi di oggi

San Cirillo di GerusalemmeVescovo e dottore della Chiesa – Memoria Facoltativa
Sant’ Anselmo II di Lucca (o da Baggio)Vescovo
San Frediano di Lucca Vescovo
San Salvatore da Horta Professo Francescano
Sant’ Edoardo II il Martire Re d’Inghilterra
Sant’ Alessandro di Gerusalemme (di Cappadocia) Vescovo e martire
San Leopardo (Leobardo) di Tour
gli altri santi …
Le Notizie
Agenzia Sir
Osservatore Romano
Avvenire
Misna
Fides
Zenit

Anna Posta

Sabato della III settimana di Quaresima 17 Marzo 2012

http://www.teleradiopadrepio.it/interna.php?bread=Palinsesti&inc=palinsestotv&t=Palinsesto+TV
In diretta: http://www2.tv2000.it/home_page/mediacenter/00000014_Video.html

‎08:30 SANTA MESSA dalla Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo in Roma http://www2.tv2000.it/home_page/mediacenter/00000014_Video.html

In diretta da telepace:
http://www.telepace.it/web-tv.php
08:55 APOSTOLATO DELLA PREGHIERA
09:00 In diretta dalla Cappellina Beato Giovanni Paolo II in Roma: SANTA MESSA
09:45 rubrica: Preghiera allo Spirito Santo
09:50 rubrica: IL VOLTO DEI SANTI
10:00 rosario biblico

Sab 17 Mar 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi
Media  Vespri  Compieta

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Viola

Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/EQ036.mp3

Se siamo onesti, dobbiamo riconoscere che noi tutti abbiamo la tendenza a compiacerci di noi stessi.
Forse perché pratichiamo molto fedelmente la nostra religione, come quel zelante fariseo, pensiamo di dover essere considerati “per bene”.
Non abbiamo ancora capito queste parole di Dio in Osea: “Voglio l’amore e non il sacrificio” (Os 6,6). Invece di glorificare il Padre per quello che è, il nostro ringraziamento troppo spesso riguarda ciò che noi siamo o, peggio, consiste nel confrontarci, in modo a noi favorevole, con gli altri. È proprio questo giudizio sprezzante nei confronti dei fratelli che Gesù rimprovera al fariseo, così come gli rimprovera il suo atteggiamento nei confronti di Dio.
Durante questa Quaresima, supplichiamo Gesù di cambiare radicalmente il nostro spirito e il nostro cuore, e di darci l’umiltà del pubblicano che invece ha scoperto l’atteggiamento e la preghiera “giusti” di fronte a Dio. Non comprenderemo mai abbastanza che il nostro amore è in stretta relazione con la nostra umiltà. La cosa migliore che possiamo fare di fronte a Dio, in qualsiasi misura ci pretendiamo santi, è di umiliarci di fronte a Dio.
Ci sono dei momenti in cui non riusciamo a rendere grazie in modo sincero; allora possiamo fare la preghiera del pubblicano, possiamo cioè approfittare della nostra miseria per avvicinarci a Gesù: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Gesù esaudisce sempre questa preghiera.
L’umiltà non ha niente a che vedere con un qualsiasi complesso di colpa o con un qualsiasi senso di inferiorità. È una disposizione d’amore; essa suppone che sappiamo già per esperienza che il nostro stato di peccatori attira l’amore misericordioso del Padre, poiché “chi si umilia sarà esaltato”. Essa suppone cioè che siamo entrati nello spirito del Magnificat.

Antifona d’ingresso
Anima mia, benedici il Signore,
non dimenticare tanti suoi benefici:
egli perdona tutte le tue colpe. (Sal 103,2-3)

Colletta
O Dio, nostro Padre,
che nella celebrazione della Quaresima
ci fai pregustare la gioia della Pasqua,
donaci di approfondire e vivere
i misteri della redenzione
per godere la pienezza dei suoi frutti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura  Os 6,1-6

 Voglio l’amore e non il sacrificio.

Dal libro del profeta Osèa

«Venite, ritorniamo al Signore:
egli ci ha straziato ed egli ci guarirà.
Egli ci ha percosso ed egli ci fascerà.
Dopo due giorni ci ridarà la vita
e il terzo ci farà rialzare,
e noi vivremo alla sua presenza.
Affrettiamoci a conoscere il Signore,
la sua venuta è sicura come l’aurora.
Verrà a noi come la pioggia d’autunno,
come la pioggia di primavera che feconda la terra».
Che dovrò fare per te, Èfraim,
che dovrò fare per te, Giuda?
Il vostro amore è come una nube del mattino,
come la rugiada che all’alba svanisce.
Per questo li ho abbattuti per mezzo dei profeti,
li ho uccisi con le parole della mia bocca
e il mio giudizio sorge come la luce:
poiché voglio l’amore e non il sacrificio,
la conoscenza di Dio più degli olocàusti.
Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 50

Voglio l’amore e non il sacrificio.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.

Tu non gradisci il sacrificio;
se offro olocàusti, tu non li accetti.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi.

Nella tua bontà fa’ grazia a Sion,
ricostruisci le mura di Gerusalemme.
Allora gradirai i sacrifici legittimi,
l’olocàusto e l’intera oblazione.

Canto al Vangelo (Sal 94,8)
Gloria e lode a te, o Cristo!
Oggi non indurite il vostro cuore,
ma ascoltate la voce del Signore.
Gloria e lode a te, o Cristo!

Vangelo   Lc 18,9-14

Il pubblicano tornò a casa giustificato, a differenza del fariseo.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato». Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
La giustificazione e la salvezza non sono opera nostra ma dono della misericordia infinita di Dio. Invochiamo perciò il Signore perchè, nella nostra povertà, egli ci accolga e ci riconcili. Diciamo insieme:
Signore, pietà di noi peccatori.

Perché la Chiesa proclami continuamente la misericordia di Dio che la chiama a nuova conversione, purificandola e rinnovandola con il suo amore. Preghiamo:
Perchè nessun uomo pretenda di possedere tutta la verità, ma tutti la ricerchino e la servano con umiltà. Preghiamo:
Perchè chi pensa alla religione solo come ad un insieme di pratiche esteriori, possa comprendere che il vero culto a Dio è nel coinvolgimento del cuore. Preghiamo:
Perchè la coscienza dei cristiani si opponga ai peccati collettivi delle nazioni, come la corsa agli armamenti, lo sfruttamento dei poveri, la soppressione della vita, e aiuti l’uomo a ritrovare la via della riconciliazione. Preghiamo:
Perchè il sangue di Cristo versato per molti ci faccia vivere l’esperienza di essere amati dall’infinito amore del Padre. Preghiamo:
Per chi si è rivolto a noi chiedendoci perdono.
Per chi abbiamo considerato inferiore a noi.

O Signore, che pervadi il nostro cuore con la tua potenza quando la nostra conversione è profonda e sincera, accetta la preghiera che ti rivolgiamo: fa’ che il nostro cuore non aderisca mai a ciò che impedisce l’incontro vero con te. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
O Dio, che ci doni la grazia
di accostarci con animo purificato ai misteri pasquali,
fa’ che celebrando i giorni della loro istituzione
ti rendiamo l’omaggio di una lode a te gradita.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DI QUARESIMA III
I frutti della penitenza

È veramente cosa buona e giusta,
innalzare un inno a te, Padre onnipotente,
e cantare insieme la tua lode.
Tu vuoi che ti glorifichiamo
con le opere della penitenza quaresimale,
perché la vittoria sul nostro egoismo
ci renda disponibili alle necessità dei poveri,
a imitazione di Cristo tuo Figlio, nostro salvatore.
E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
ai Troni e alle Dominazioni
e alla moltitudine dei Cori celesti,
cantiamo con voce incessante
l’inno della tua gloria: Santo…

Antifona di comunione
Il pubblicano, stando a distanza,
si batteva il petto e diceva:
“O Dio, abbi pietà di me peccatore”. (Lc 18,13)

Preghiera dopo la comunione
Signore, il pane del cielo
che ci doni con tanta larghezza,
susciti in noi sincera devozione
e coerenza di vita.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120317.shtml

Movimento Apostolico – rito romano     (Omelia del 17-03-2012)

Non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo

L’umile, il povero, sono “categorie protette, amate” dal Signore. Così il Libro del Siracide:“Non corromperlo con doni, perché non li accetterà, e non confidare in un sacrificio ingiusto, perché il Signore è giudice e per lui non c’è preferenza di persone. Non è parziale a danno del povero e ascolta la preghiera dell’oppresso. Non trascura la supplica dell’orfano, né la vedova, quando si sfoga nel lamento. Le lacrime della vedova non scendono forse sulle sue guance e il suo grido non si alza contro chi gliele fa versare? Chi la soccorre è accolto con benevolenza, la sua preghiera arriva fino alle nubi. La preghiera del povero attraversa le nubi né si quieta finché non sia arrivata; non desiste finché l’Altissimo non sia intervenuto e abbia reso soddisfazione ai giusti e ristabilito l’equità. Il Signore certo non tarderà né si mostrerà paziente verso di loro, finché non abbia spezzato le reni agli spietati e si sia vendicato delle nazioni, finché non abbia estirpato la moltitudine dei violenti e frantumato lo scettro degli ingiusti, finché non abbia reso a ciascuno secondo il suo modo di agire e giudicato le opere degli uomini secondo le loro intenzioni, finché non abbia fatto giustizia al suo popolo e lo abbia allietato con la sua misericordia. Splendida è la misericordia nel momento della tribolazione, come le nubi apportatrici di pioggia nel tempo della siccità “(Sir 35,14-26). Anche la Vergine Maria, nel suo Magnificat, proclama la stessa verità, mettendo in contrasto superbia e umiltà, ricchezza e povertà: “Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote” (Lc 1,51-53). Veramente l’umile penetra il cuore di Dio, nel quale vi è ogni ricchezza di misericordia, pietà, compassione, ogni abbondanza di carità.
Per i superbi non c’è posto nel cuore di Dio, perché nei loro cuori non c’è spazio né per il Creatore e né per la creatura. Il superbo si compiace di se stesso. È ricco di se stesso. Gli altri gli danno fastidio. Neanche possono stare alla loro presenza. Per questo li disprezzano, li umiliano, li distruggono nella loro miseria spirituale e materiale. Ignorano che il Signore tratta loro come essi trattano i loro fratelli. Poiché essi non hanno pietà dei miseri e de poveri, Dio mai potrà avere pietà di loro. La misericordia genera misericordia. La superbia, superbia. L’ipocrisia, ipocrisia. La perversione, perversione. Loro hanno ciò che producono. Si sono isolati nel loro castello di male, vivranno di solitudine eterna nel fuoco dell’inferno, senza alcun conforto.
Disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri: «Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».
È triste la preghiera del fariseo. È una lode del suo niente. La sua santità consiste in poche misere cose: nel pagare la decima e nel digiunare due volte alla settimana. Tutto qui. Nient’altro. Lui poi non è ingiusto, non è adultero, non è ladro, secondo però la sua misura di ingiustizia, adulterio, furto, non secondo la divina verità e il puro comandamento del Signore. Questo suo niente spirituale ingigantito dalla sua superbia lo usa come metro per giudicare gli altri, condannarli, dichiararli indegni di presentarsi alla presenza del suo Dio. Il Dio del fariseo è in tutto superbo, arrogante, presuntuoso come lui. Non deve tollerare la presenza di un povero peccatore nel so tempio. Quanto differente è invece il Dio di Gesù Cristo. È il Dio che perdona, accoglie, fa festa quando il peccatore si converte e torna nella sua casa. È questo Dio che noi amiamo.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci amare il Dio di Gesù.

Eremo San Biagio     (Omelia del 17-03-2012)

Commento su Luca 18,10.11.13

Due uomini salirono al tempio a pregare?

Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: «O Dio, ti ringrazio perché non sono come tutti gli altri»?Il pubblicano? si batteva il petto dicendo: «O Dio, abbi pietà di me peccatore».
Lc 18,10.11.13

Come vivere questa Parola?

“L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore” (1Sam 16,7). È ciò che vuole dirci la parabola di oggi.

Il fariseo nella sua preghiera sembra non abbia bisogno di salvezza. È a posto con sé e con gli altri. In fondo fa un monologo con se stesso, con Dio non scambia neppure una parola.

In fondo al tempio, la preghiera del pubblicano, cioè di un peccatore. Si batte il petto chiedendo sinceramente perdono. Egli parla con Dio.

Il fariseo è l’uomo dell’autosufficienza, che cerca incenso più che benedizioni. Il pubblicano è l’uomo umile e perciò autentico: sa di aver bisogno di misericordia perché peccatore e fragile. La sua preghiera, quella che più commuove il Padre, è oggi chiamata Preghiera del cuore. Un vero regalo di Gesù insieme al Padre nostro!

Oggi, nella mia pausa contemplativa, chiederò al Signore il dono di una preghiera umile e sincera: Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore.

Le parole di una santa confondatrice 

È vero che noi siamo capaci a nulla, ma con l’umiltà e la preghiera terremo il Signore vicino a noi e quando il Signore è con noi tutto va bene.
Madre Mazzarello

17/03/2012   SANTO DEL GIORNO   San Patrizio

17/03/2012  Patrizio dIrlanda  Da schiavo a patrono

ravasi 15 marzo
La casa d’Israele 
di Gianfranco Ravasi
Marzo 2012
D L M M G V S
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
Martedì 13 Marzo 2012
III SETTIMANA DI QUARESIMA – MARTEDÌ
help

La Liturgia di oggi

Sabato della III settimana di Quaresima
(Viola)
I Lettura Os 6,1-6
Voglio l’amore e non il sacrificio.
Salmo (Sal 50)
Voglio l’amore e non il sacrificio.
Vangelo Lc 18,9-14
Il pubblicano tornò a casa giustificato, a differenza del fariseo.

17 marzo 2012
Il Santo del giorno

San Patrizio Vescovo
i santi di oggi …

I Santi di oggi

San Patrizio Vescovo – Memoria Facoltativa
Santa Gertrude di Nivelles
San Giovanni Sarkander Martire
San Gabriele Lalemant Gesuita, martire in Canada
Santi Martiri di Alessandria d’Egitto
Sant’ Agricola di Chalon sur SaoneVescovo
San Paolo di CiproMonaco e martire
gli altri santi …

 

Le Notizie
Agenzia Sir
Osservatore Romano
Avvenire
Misna
Fides
Zenit

Anna Posta

Venerdì della III settimana di Quaresima 16 Marzo 2012

Ven 16 Mar 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi
Media  Vespri  Compieta

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Viola

Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/EQ035.mp3
Marco ci fa ascoltare, per bocca di Gesù, il nuovo comandamento per eccellenza, che è il centro e la sintesi del Vangelo, ed insieme il programma della nostra vita. Dio ci ha creati per l’amore. Ha fatto in modo che tutto in noi, il nostro corpo come il nostro spirito, la nostra sensibilità come la nostra volontà, la nostra anima come il nostro cuore, tutto il nostro essere, insomma, potesse amare. Del resto, egli ha fatto in modo che veniamo al mondo come un esserino indifeso, che ha un bisogno vitale non solo di essere nutrito, ma anche di essere amato dalla madre, un esserino che non può crescere e raggiungere la propria maturità come persona se non in fondamentali relazioni d’amore e grazie ad esse. Ma, più noi procediamo nella vita, più facciamo prova di come sia difficile amare, amare veramente e disinteressatamente, amare profondamente e sinceramente Dio e il prossimo. Questo richiede ogni sorta di purificazione, e non lo si impara certo sui libri! Il solo modo di imparare ad amare è quello di lasciarci amare da Dio, poiché non si può amare se non essendo amati, e non c’è altri che Dio che possa amarci veramente, perché egli è l’unico Signore ed è Amore.
Antifona d’ingresso
Non c’è nessuno come te in cielo, Signore,
perché tu sei grande e compi meraviglie:
tu solo sei Dio. (Sal 86,8.10)
Colletta
Padre santo e misericordioso,
infondi la tua grazia nei nostri cuori,
perché possiamo salvarci
dagli sbandamenti umani
e restare fedeli alla tua parola di vita eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…
Prima lettura   Os 14,2-10
Non chiameremo più dio nostro l’opera della nostre mani.
Dal libro del profeta OsèaCosì dice il Signore:
«Torna, Israele, al Signore, tuo Dio,
poiché hai inciampato nella tua iniquità.
Preparate le parole da dire
e tornate al Signore;
ditegli: “Togli ogni iniquità,
accetta ciò che è bene:
non offerta di tori immolati,
ma la lode delle nostre labbra.
Assur non ci salverà,
non cavalcheremo più su cavalli,
né chiameremo più “dio nostro”
l’opera delle nostre mani,
perché presso di te l’orfano trova misericordia”.
Io li guarirò dalla loro infedeltà,
li amerò profondamente,
poiché la mia ira si è allontanata da loro.
Sarò come rugiada per Israele;
fiorirà come un giglio
e metterà radici come un albero del Libano,
si spanderanno i suoi germogli
e avrà la bellezza dell’olivo
e la fragranza del Libano.
Ritorneranno a sedersi alla mia ombra,
faranno rivivere il grano,
fioriranno come le vigne,
saranno famosi come il vino del Libano.
Che ho ancora in comune con gli ìdoli, o Èfraim?
Io l’esaudisco e veglio su di lui;
io sono come un cipresso sempre verde,
il tuo frutto è opera mia.
Chi è saggio comprenda queste cose,
chi ha intelligenza le comprenda;
poiché rette sono le vie del Signore,
i giusti camminano in esse,
mentre i malvagi v’inciampano».
Parola di Dio
Salmo responsoriale   Sal 80

Io sono il Signore, Tuo Dio: ascolta la mia voce.

Un linguaggio mai inteso io sento:
«Ho liberato dal peso la sua spalla,
le sue mani hanno deposto la cesta.
Hai gridato a me nell’angoscia
e io ti ho liberato.

Nascosto nei tuoni ti ho dato risposta,
ti ho messo alla prova alle acque di Merìba.
Ascolta, popolo mio:
contro di te voglio testimoniare.
Israele, se tu mi ascoltassi!

Non ci sia in mezzo a te un dio estraneo
e non prostrarti a un dio straniero.
Sono io il Signore, tuo Dio,
che ti ha fatto salire dal paese d’Egitto.

Se il mio popolo mi ascoltasse!
Se Israele camminasse per le mie vie!
Lo nutrirei con fiore di frumento,
lo sazierei con miele dalla roccia».

Canto al Vangelo (Mt 4,17)
Gloria e lode a te, o Cristo!
Convertitevi, dice il Signore,
perché il regno dei cieli è vicino.
Gloria e lode a te, o Cristo!

Vangelo   Mc 12,28-34

Il Signore nostro Dio è l’unico Signore: lo amerai.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo. Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Prima di presentare la nostra offerta all’altare, chiediamo al Signore di aiutarci a vivere in pienezza la nostra fede, dicendo insieme:
Insegnaci ad amare, Signore.

Tu ci ami di vero cuore:
Ci doni la forza di ritornare a te:
Rinnovi continuamente la tua alleanza con noi:
Ci prepari il cammino di salvezza:
Hai mandato il tuo Figlio per amore:
Hai fatto di noi un popolo nuovo:
Ci fai ascoltare la tua Parola:
Ci fai camminare gli uni accanto agli altri:
In ogni prossimo hai impresso il tuo volto:
Hai scelto i poveri come prediletti:
Alla fine dei tempi il tuo giudizio sarà sull’amore:
Ci dai la forza per conoscerti e amarti:
Sei l’unico Signore dei vivi e dei morti:

Dio grande e misericordioso, che ci hai indicato la strada del Regno nell’amore verso di te e verso il prossimo, purifica il nostro cuore da ogni iniquità, perchè possiamo celebrare la pasqua del tuo Figlio con frutti di vita eterna. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Guarda con benevolenza, Signore,
questi doni che ti presentiamo,
perché siano a te graditi
e diventino per noi sorgente di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DI QUARESIMA III
I frutti della penitenza

È veramente cosa buona e giusta,
innalzare un inno a te, Padre onnipotente,
e cantare insieme la tua lode.
Tu vuoi che ti glorifichiamo
con le opere della penitenza quaresimale,
perché la vittoria sul nostro egoismo
ci renda disponibili alle necessità dei poveri,
a imitazione di Cristo tuo Figlio, nostro salvatore.
E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
ai Troni e alle Dominazioni
e alla moltitudine dei Cori celesti,
cantiamo con voce incessante
l’inno della tua gloria: Santo…

Antifona di comunione
Più di tutti i doni offerti, questo è grande:
amare Dio con tutto il cuore
e il prossimo come se stessi. (cf. Mc 12,33)

Preghiera dopo la comunione
La forza del tuo Spirito
ci pervada corpo e anima, o Dio,
perché possiamo ottenere pienamente la redenzione
alla quale abbiamo partecipato
in questi santi misteri.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120316.shtml

Eremo San Biagio     (Omelia del 16-03-2012)

Commento su Osea 14,2

Io li guarirò dalle loro infedeltà, li amerò profondamente.
Os 14,2

Come vivere questa Parola?

La Liturgia della Parola di questa settimana è veramente ricca di sollecitazioni alla conversione; i brani dell’Antico Testamento contengono parole accorate del desiderio che Dio ha di noi.

Oggi un testo di Osea: una preghiera penitenziale che contiene una richiesta di perdono e anche alcuni propositi da porre in azione. Ed è Dio stesso a suggerire le parole che il popolo deve dire per chiedere perdono. Ed è bellissimo! Le parole che desidera noi gli diciamo non sono un elenco di peccati, ma il riconoscimento della sua signoria: “accetta ? la lode delle nostre labbra”. E i propositi che ci suggerisce di fare vanno nella stessa direzione.

Diceva una mistica contemporanea, Gabrielle Bossis, che a Dio basta che noi volgiamo lo sguardo verso di Lui e che sussurriamo il suo nome, perché Egli si precipiti verso di noi come un’aquila sui suoi piccoli in pericolo, e ci tiri su, in alto al riparo. Ci guarisce dall’infedeltà, ci ama profondamente; è per noi rugiada, frescura; ci esaudisce e veglia su di noi.

Di che temere, allora? Ascoltiamo l’invito della quaresima e torniamo al nostro Dio: non con ira ci accoglie, né con giudizio, ma con amore profondo e tenerezza!

Oggi, nella pausa contemplativa, visualizziamoci sulle ali di Dio, portati in alto e diciamo:

Nessuno ci può salvare, solo presso di te si trovano grazia e misericordia.

Le parole di un grande profeta 

Se ci disarmiamo, se ci liberiamo dal possesso di noi stessi, se ci apriamo al Dio-Uomo che fa nuove tutte le cose, Lui cancella il nostro cattivo passato e ci dà un tempo nuovo, nel quale tutto è possibile.
Patriarca Atenagora

Movimento Apostolico – rito romano     (Omelia del 16-03-2012)

Non sei lontano dal regno di Dio

Il comandamento dell’amore verso Dio, così era stato proclamato dal Signore per mezzo del suo servo Mosè: “Questi sono i comandi, le leggi e le norme che il Signore, vostro Dio, ha ordinato di insegnarvi, perché li mettiate in pratica nella terra in cui state per entrare per prenderne possesso; perché tu tema il Signore, tuo Dio, osservando per tutti i giorni della tua vita, tu, il tuo figlio e il figlio del tuo figlio, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandi che io ti do e così si prolunghino i tuoi giorni. Ascolta, o Israele, e bada di metterli in pratica, perché tu sia felice e diventiate molto numerosi nella terra dove scorrono latte e miele, come il Signore, Dio dei tuoi padri, ti ha detto. Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore. Li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando ti troverai in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte” (Dt 6,1-9).
Allora si avvicinò a lui uno degli scribi che li aveva uditi discutere e, visto come aveva ben risposto a loro, gli domandò: <i
Anche il comandamento verso il prossimo viene da Dio per mezzo di Mosè: “Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla a tutta la comunità degli Israeliti dicendo loro: Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo. Ognuno di voi rispetti sua madre e suo padre; osservate i miei sabati. Quando mieterete la messe della vostra terra, non mieterete fino ai margini del campo, né raccoglierete ciò che resta da spigolare della messe; quanto alla tua vigna, non coglierai i racimoli e non raccoglierai gli acini caduti: li lascerai per il povero e per il forestiero. Io sono il Signore, vostro Dio. Non ruberete né userete inganno o menzogna a danno del prossimo. Non opprimerai il tuo prossimo, né lo spoglierai di ciò che è suo; non tratterrai il salario del bracciante al tuo servizio fino al mattino dopo. Non maledirai il sordo, né metterai inciampo davanti al cieco, ma temerai il tuo Dio. Non commetterete ingiustizia in giudizio; non tratterai con parzialità il povero né userai preferenze verso il potente: giudicherai il tuo prossimo con giustizia. Non andrai in giro a spargere calunnie fra il tuo popolo né coopererai alla morte del tuo prossimo. Io sono il Signore. Non profanare tua figlia prostituendola, perché il paese non si dia alla prostituzione e non si riempia di infamie. Àlzati davanti a chi ha i capelli bianchi, onora la persona del vecchio e temi il tuo Dio. Quando un forestiero dimorerà presso di voi nella vostra terra, non lo opprimerete. Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi; tu l’amerai come te stesso, perché anche voi siete stati forestieri in terra d’Egitto. Non commetterete ingiustizia nei giudizi, nelle misure di lunghezza, nei pesi o nelle misure di capacità. Avrete bilance giuste, pesi giusti, efa giusta, hin giusto. Osserverete dunque tutte le mie leggi e tutte le mie prescrizioni e le metterete in pratica»” (Cfr Lev 19,1-37). Come si può constatare questo comandamento non è lasciato alla libera interpretazione del proprio cuore o a dei sentimenti passeggeri e momentanei. L’amore del prossimo è dettato dalla volontà di Dio, in ogni sua parte. Niente è lasciato all’uomo. Tutto viene da Dio.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, insegnateci il vero amore.

16/03/2012   SANTO DEL GIORNO  Sant’Eriberto di Colonia

16/03/2012  Giovanni de Brébeuf  Fino a donare il cuore

Marzo 2012
D L M M G V S
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
Martedì 13 Marzo 2012
III SETTIMANA DI QUARESIMA – MARTEDÌ
help

La Liturgia di oggi

Venerdì della III settimana di Quaresima
(Viola)
I Lettura Os 14,2-10
Non chiameremo più dio nostro l’opera della nostre mani.
Salmo (Sal 80)
Io sono il Signore, tuo Dio: ascolta la mia voce.
Vangelo Mc 12,28-34
Il Signore nostro Dio è l’unico Signore: lo amerai.

16 marzo 2012
Il Santo del giorno

Sant’ Eriberto di Colonia Vescovo
i santi di oggi …

I Santi di oggi

Sant’ Eriberto di Colonia Vescovo
Sant’ Agapito di Ravenna Vescovo
Santi Ilario e TazianoMartiri
San Giuliano di Anazarbo Martire venerato a Rimini
San Damiano di Terracina Diacono e martire
San Giovanni de Brebeuf Gesuita, martire in Canada
Sant’ Allo (Allone) di Bobbio Monaco
gli altri santi …

 

Le Notizie
Agenzia Sir
Osservatore Romano
Avvenire
Misna
Fides
Zenit

Giovedì della III settimana di Quaresima 15 Marzo 2012

Gio 15 Mar 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi
Media  Vespri  Compieta

Grado della Celebrazione: Feria

Colore liturgico: Viola

La Quaresima è un tempo di conversione. È anche un tempo di lutto. La lotta che dobbiamo affrontare si pone su diversi piani: dobbiamo lottare contro noi stessi, contro il nostro io, il nostro orgoglio; dobbiamo lottare contro il demonio e le tentazioni che fa nascere; dobbiamo infine lottare contro ogni realtà che ci allontana da Gesù, da ogni ostacolo che ci impedisce di essere con lui. “Chi non è con me, è contro di me”: queste parole hanno un significato molto profondo e possono servirci di regola in ogni cosa. Essere con Gesù deve essere la nostra prima ed unica preoccupazione. Allora la mattina, non appena ci svegliamo, la nostra prima azione cosciente sia un atto di adorazione: mostreremo così a Gesù il nostro desiderio di essere con lui e questo sarà il modo migliore per uscire dal torpore, dal sonno dell’incoscienza in cui il demonio potrebbe farci cadere. Durante la nostra giornata, prima di ogni azione, ritorniamo così a Gesù, cerchiamo di restare sempre in sua compagnia. È così che noi “raccoglieremo con lui” mentre il demonio cercherà con ogni mezzo di “disperderci”, di farci perdere tempo, di farci allontanare dall’essenziale.

Antifona d’ingresso

“Io sono la salvezza del popolo”, dice il Signore,
“In qualunque prova mi invocheranno, li esaudirò,
e sarò il loro Signore per sempre”.

Colletta
Dio grande e misericordioso,
quanto più si avvicina la festa della nostra redenzione,
tanto più cresca in noi il fervore
per celebrare santamente la Pasqua del tuo Figlio.
Egli è Dio e vive e regna con te…

Prima lettura   Ger 7,23-28

Questa è la nazione che non ascolta la voce del Signore, suo Dio.

Dal libro del profeta Geremìa

Così dice il Signore:
«Questo ordinai loro: “Ascoltate la mia voce, e io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo; camminate sempre sulla strada che vi prescriverò, perché siate felici”.
Ma essi non ascoltarono né prestarono orecchio alla mia parola; anzi, procedettero ostinatamente secondo il loro cuore malvagio e, invece di rivolgersi verso di me, mi hanno voltato le spalle.
Da quando i vostri padri sono usciti dall’Egitto fino ad oggi, io vi ho inviato con assidua premura tutti i miei servi, i profeti; ma non mi hanno ascoltato né prestato orecchio, anzi hanno reso dura la loro cervìce, divenendo peggiori dei loro padri.
Dirai loro tutte queste cose, ma non ti ascolteranno; li chiamerai, ma non ti risponderanno. Allora dirai loro: Questa è la nazione che non ascolta la voce del Signore, suo Dio, né accetta la correzione. La fedeltà è sparita, è stata bandita dalla loro bocca». Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 94

Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.

Venite, cantiamo al Signore,

acclamiamo la roccia della nostra salvezza.

Accostiamoci a lui per rendergli grazie,

a lui acclamiamo con canti di gioia.

Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.

Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere».

Canto al Vangelo (Gl 2,12-13)
Gloria e lode a te, o Cristo!
Ritornate a me con tutto il cuore, dice il Signore,
perché sono misericordioso e pietoso.
Gloria e lode a te, o Cristo!

Vangelo   Lc 11,14-23

Chi non è con me è contro di me.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.
Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde». Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il regno di Dio è tra noi, fino alla definitiva sconfitta delle forze del male. Preghiamo perchè in questa lotta ci schieriamo sempre dalla parte del Cristo. Diciamo insieme:
Liberaci dal male, Signore.

Aiuta, o Signore, la tua Chiesa a conservarsi pura dalle suggestioni del male e a combatterlo con coraggio e determinazione. Preghiamo:
Rendici sensibili, Signore, alla tua voce che ci chiama a vivere l’alleanza stretta con noi nel battesimo, perchè siamo trasformati in tuoi veri figli. Preghiamo:
Arricchisci, Signore, il tuo popolo con una nuova fioritura di santi, che con la forza dell’amore e del bene avvicinino il mondo a te. Preghiamo:
Aiutaci, Signore, a unificare tutto ciò che il male ha diviso, in modo che l’umanità, come una grande famiglia, riconosca te come l’unico Padre. Preghiamo:
Fa’ che la nostra comunità ritrovi, nell’assemblea domenicale, la gioia e la forza di vivere l’impegno settimanale con spirito di generoso servizio. Preghiamo:
Per chi non ha la forza di liberarsi dal male.
Per chi, volontariamente, agisce contro Cristo.

O Dio fedele e giusto, non guardare alle nostre infedeltà e alla durezza del nostro cuore; la tua misericordia ci aiuti a vivere ascoltando fedelmente la tua voce. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen.

GLORIA A DIO (Gen Verde)

Preghiera sulle offerte

Purifica, Signore, il tuo popolo dal contagio del male,
perché sia a te gradita la nostra offerta;
non permettere che siamo attratti da falsi ideali
e guidaci al premio da te promesso.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DI QUARESIMA III
I frutti della penitenza

È veramente cosa buona e giusta,
innalzare un inno a te, Padre onnipotente,
e cantare insieme la tua lode.
Tu vuoi che ti glorifichiamo
con le opere della penitenza quaresimale,
perché la vittoria sul nostro egoismo
ci renda disponibili alle necessità dei poveri,
a imitazione di Cristo tuo Figlio, nostro salvatore.
E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
ai Troni e alle Dominazioni
e alla moltitudine dei Cori celesti,
cantiamo con voce incessante
l’inno della tua gloria: Santo…

Antifona di comunione

Hai dato, Signore, i tuoi precetti

perché siano osservati fedelmente.

Siano diritte le mie vie

nell’osservanza dei tuoi comandamenti. (Sal 119,4-5)

Preghiera dopo la comunione

O Dio, che ci hai nutriti in questo sacramento,
fa’ che la forza della tua salvezza
operante nel mistero
trasformi tutta la nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120315.shtml

Movimento Apostolico – rito romano     (Omelia del 15-03-2012)

Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde
La calunnia rivela un cuore cattivo, empio, idolatra, distruttore della verità di Dio e dell’uomo. Con la calunnia si chiudono per noi le porte del regno dei cieli: “Signore, chi abiterà nella tua tenda? Chi dimorerà sulla tua santa montagna? Colui che cammina senza colpa, pratica la giustizia e dice la verità che ha nel cuore, non sparge calunnie con la sua lingua, non fa danno al suo prossimo e non lancia insulti al suo vicino. Ai suoi occhi è spregevole il malvagio, ma onora chi teme il Signore. Anche se ha giurato a proprio danno, mantiene la parola; non presta il suo denaro a usura e non accetta doni contro l’innocente. Colui che agisce in questo modo resterà saldo per sempre” (Sal 15 (14) 1-5). Un cuore malvagio mai potrà abitare nella tenda del Signore.La calunnia uccide più che la spada. I danni che una sola calunnia provoca sono così grandi da impedire la salvezza eterna per generazioni e generazioni ad un intero popolo. Il Siracide così parla dei mali della calunnia e della parola falsa e menzognera: “Maledici il calunniatore e l’uomo che è bugiardo, perché hanno rovinato molti che stavano in pace. Le dicerie di una terza persona hanno sconvolto molti, li hanno scacciati di nazione in nazione; hanno demolito città fortificate e rovinato casati potenti. Le dicerie di una terza persona hanno fatto ripudiare donne forti, privandole del frutto delle loro fatiche. Chi a esse presta attenzione certo non troverà pace, non vivrà tranquillo nella sua dimora. Un colpo di frusta produce lividure, ma un colpo di lingua rompe le ossa. Molti sono caduti a fil di spada, ma non quanti sono periti per colpa della lingua. Beato chi è al riparo da essa, chi non è esposto al suo furore, chi non ha trascinato il suo giogo e non è stato legato con le sue catene. Il suo giogo è un giogo di ferro; le sue catene sono catene di bronzo. Spaventosa è la morte che la lingua procura, al confronto è preferibile il regno dei morti. Essa non ha potere sugli uomini pii, questi non bruceranno alla sua fiamma. Quanti abbandonano il Signore in essa cadranno, fra costoro divamperà senza spegnersi mai. Si avventerà contro di loro come un leone e come una pantera ne farà scempio. Ecco, recingi pure la tua proprietà con siepe spinosa, e sulla tua bocca fa’ porta e catenaccio. Metti sotto chiave l’argento e l’oro, ma per le tue parole fa’ bilancia e peso. Sta’ attento a non scivolare a causa della lingua, per non cadere di fronte a chi ti insidia” (Sir 28, 13-26). Per la calunnia contro Cristo Gesù, ancora oggi vi è un popolo che è fuori della pienezza della sua verità e non si sa per quanto tempo ancora vi resterà. Una sola calunnia conduce nella falsità generazioni e generazioni di persone. I mali che essa provoca possono durare per tutta la storia e le conseguenze sono veramente eterne, perché possono allontanare molti dal raggiungimento del regno dei cieli.

Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo. Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche Satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio. Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino. Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me disperde.

Gesù opera con il dito di Dio, con la sua onnipotenza. I suoi denigratori lo calunniano, dicendo che le sue opere sono fatte perché in Lui agisce la potenza di Satana. Questa parola malvagia, cattiva, crudele, spietata ha un solo fine: allontanare ogni uomo da Gesù Signore, dichiarandolo nemico di Dio e amico di Satana. Questa strategia di invidia e di superbia riesce sempre a conquistare il cuore di quanti sono deboli, fragili, incapaci di un sano discernimento, a causa del peccato che regna nel loro cuore.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, liberateci da ogni calunnia.

Eremo San Biagio     (Omelia del 15-03-2012)

Commento su Geremia 7,23

Ascoltate la mia voce, e io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo; camminate sempre sulla strada che vi prescriverò, perché siate felici.
Ger 7,23

Come vivere questa Parola?

La liturgia anche oggi ci offre un testo in cui Dio invita all’ascolto della sua voce. È come una madre e un padre che parlano, insistono seguono i loro figli e questi si ostinano nelle loro decisioni.

Sono accorate le parole che Dio mette oggi sulle labbra di Geremia, e la conclusione del brano è come una lancia conficcata nel cuore di Dio: “La fedeltà è sparita, è stata bandita dalla loro bocca”.

Dio si fa prossimo, intimo e vicino e noi, ci parla dentro il cuore, e noi non prestiamo orecchio alla sua parola, oggi, come ieri. “Con assidua premura” ci invia messaggeri e profeti e noi facciamo orecchie da mercante, anzi arriviamo fino a voltargli le spalle.

Eppure non è Lui che sempre ci tira fuori dal nostro Egitto, dalle nostre schiavitù di peccato? Non è stato Lui che ci ha arricchito di doni e ci ha donato una terra per farli fruttificare? Non ci ha fatti a immagine e somiglianza sua, così da amare e liberamente donare e quindi essere felici? Allora perché il nostro orecchio si fa sordo? Dura la nostra mente, ottusa?

Oggi, nel mio rientro al cuore, troverò la mia risposta personale a queste domande e umilmente la trasformerò in richiesta di perdono.

Un cuore capace di ascolto, donami, Signore!

Le parole di un sacerdote scrittore 

Figliolo, io non ti chiedo di riuscire sempre, ma di provarci sempre. E soprattutto ascoltami, ti chiedo di accettare i tuoi limiti, di riconoscere la tua povertà e di farmene dono, perché donare la propria vita non vuol dire donare soltanto le proprie ricchezze, ma anche la propria povertà, i propri peccati.
Michel Quoist

15/03/2012  SANTO DEL GIORNO  Santa Luisa di Marillac

15/03/2012   Luisa di Marillac   Il grido dei poveri

Marzo 2012
D L M M G V S
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
Giovedì 15 Marzo 2012
III SETTIMANA DI QUARESIMA – GIOVEDÌ
help

La Liturgia di oggi

Giovedì della III settimana di Quaresima
(Viola)
I Lettura Ger 7,23-28
Questa è la nazione che non ascolta la voce del Signore, suo Dio.
Salmo (Sal 94)
Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.
Vangelo Lc 11,14-23
Chi non è con me è contro di me.

15 marzo 2012
Il Santo del giorno

Santa Luisa de Marillac Vedova e religiosa
i santi di oggi …

I Santi di oggi

Santa Luisa de Marillac Vedova e religiosa
San Clemente Maria Hofbauer Sacerdote
San Zaccaria Papa
Sant’ Eusebio IIVescovo di Vercelli
San Menigno di ParioMartire
Santa Leocrizia (Lucrezia) di Cordova Vergine e martire
San Sisebuto Abate
gli altri santi …

 

Le Notizie
Agenzia Sir
Osservatore Romano
Avvenire
Misna
Fides
Zenit

Anna Posta

SANTA MESSA dalla Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo in Roma

08:30 SANTA MESSA
dalla Parrocchia della Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo in Roma
http://www2.tv2000.it/home_page/mediacenter/00000014_Video.html
Anna Posta

TELEPACE WEB TV

Anna Posta
http://www.telepace.it/web-tv.php

08:55 APOSTOLATO DELLA PREGHIERA

09:00 In diretta dalla Cappellina Beato Giovanni Paolo II in Roma: SANTA MESSA

09:45 rubrica: Preghiera allo Spirito Santo Tele Pace Web

09:50 rubrica: IL VOLTO DEI SANTI

Palinsesti – Roma
Palinsesti     http://www.telepace.it/progs.php
Roma
Verona
Trento
Radiopace
Programmi
Web-TV
Video podcast
Audio podcast
Satellite
Digitale Terrestre
Published in: on marzo 15, 2012 at 7:16 am  Lascia un commento  
Tags:

Mercoledì della III settimana di Quaresima 14 Marzo 2012

Mer 14 Mar 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi
Media  Vespri  Compieta


Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Viola

Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/EQ033.mp3

La pagina del Vangelo di oggi ci invita a seguire con estrema fedeltà la legge di Dio, cioè la sua volontà manifestata nella sua parola.
Gesù è venuto a compiere la legge antica: non solo riconosce ai precetti dell’Antico Testamento tutta la loro importanza, ma realizza nella sua persona ciò che i profeti avevano annunciato. È commovente leggere, dopo alcuni particolari del racconto della passione fatto da Giovanni, quali la tunica tirata a sorte, il colpo di lancia del centurione, queste parole: “Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura”. Che rispetto infinito, che amore dovremmo avere per questa santa Scrittura, che ci è stata trasmessa da uomini, ma che viene direttamente dal Padre!
Secondo l’Antica Alleanza, la legge data a Mosè è strettamente legata ai profeti che annunciano il Messia: non si tratta di un codice giuridico freddo e astratto, ma di comandamenti d’amore che Dio dà al suo popolo perché viva. Secondo la Nuova Alleanza, i comandamenti di Gesù nel Vangelo non possono essere separati dalla sua presenza nella Chiesa e dallo Spirito Santo, che, diffuso nei nostri cuori, ci rende partecipi della vita stessa della Santa Trinità.
In questa Quaresima chiediamo una duplice conversione: che il nostro cuore sia sempre rivolto a Dio, in ascolto di quanto ci chiede; e che impariamo, grazie a ciò, a conformare il quotidiano delle nostre giornate a tutto quanto egli ci domanda con la sua parola.

Antifona d’ingresso
Guida i miei passi secondo la tua parola,
nessuna malizia prevalga su di me. (Sal 119,133)

Colletta
Signore Dio nostro,
fa’ che i tuoi fedeli,
formati nell’impegno delle buone opere
e nell’ascolto della tua parola,
ti servano con generosa dedizione
liberi da ogni egoismo,
e nella comune preghiera a te, nostro Padre,
si riconoscano fratelli.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura   Dt 4,1.5-9

Osserverete le leggi e le metterete in pratica.

Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo e disse:
«Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso della terra che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi.
Vedete, io vi ho insegnato leggi e norme come il Signore, mio Dio, mi ha ordinato, perché le mettiate in pratica nella terra in cui state per entrare per prenderne possesso. Le osserverete dunque, e le metterete in pratica, perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: “Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente”. Infatti quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? E quale grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi do?
Ma bada a te e guàrdati bene dal dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno visto, non ti sfuggano dal cuore per tutto il tempo della tua vita: le insegnerai anche ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli». Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 147

Celebra il Signore, Gerusalemme.

Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce.
Fa scendere la neve come lana,
come polvere sparge la brina.

Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.

Canto al Vangelo (Gv 6,63.68)
Gloria e lode a te, o Cristo!
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita;
tu hai parole di vita eterna.
Gloria e lode a te, o Cristo!

Vangelo  Mt 5,17-19

Chi insegnerà e osserverà i precetti, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Di fronte alla seduzione del male sempre presente ed operante, siamo chiamati a porci con coraggio davanti alla legge di Dio che ci responsabilizza e qualifica come suo popolo. Preghiamo insieme, dicendo:
Poni, o Signore, la tua legge nei nostri cuori.

Perchè la Chiesa, umile creatura della Parola di Dio, annunci sempre con fedeltà e coraggio il messaggio del vangelo. Preghiamo:
Perchè le leggi che gli uomini si danno rispecchino sempre il meraviglioso ordine che Dio ha posto nel mondo, e contribuiscono all’armonia e alla pace. Preghiamo:
Perchè i cristiani abbiano il coraggio di disapprovare e di non servirsi mai delle leggi umane contrarie ai principi evangelici del rispetto per la vita e del valore della famiglia. Preghiamo:
Perchè i padri sappiano tramandare ai figli, con la parola e l’esempio, la legge di Dio con lo stesso amore con cui hanno dato loro la vita. Preghiamo:
Perchè l’amore diffuso nei nostri cuori dallo Spirito Santo sia l’ultima e suprema norma del nostro comportamento di ogni giorno. Preghiamo:
Per i catechisti della nostra parrocchia.
Per chi è stato colpito da leggi ingiuste.

O Dio, nostra fortezza, che hai consegnato a Mosè la legge scritta, e l’hai impressa nel nostro cuore con il dito dello Spirito Santo, ascolta la nostra preghiera e rendici sempre fedeli esecutori della tua volontà salvifica. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accetta, o Dio,
le nostre umili offerte e preghiere,
e difendi da ogni pericolo
i tuoi fedeli che celebrano i santi misteri.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DI QUARESIMA III
I frutti della penitenza

È veramente cosa buona e giusta,
innalzare un inno a te, Padre onnipotente,
e cantare insieme la tua lode.
Tu vuoi che ti glorifichiamo
con le opere della penitenza quaresimale,
perché la vittoria sul nostro egoismo
ci renda disponibili alle necessità dei poveri,
a imitazione di Cristo tuo Figlio, nostro salvatore.
E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
ai Troni e alle Dominazioni
e alla moltitudine dei Cori celesti,
cantiamo con voce incessante
l’inno della tua gloria: Santo…

Antifona di comunione
Tu mi indichi il sentiero della vita, Signore,
gioia piena nella tua presenza. (Sal 16,11)

Preghiera dopo la comunione

Il pane di cui ci siamo nutriti alla tua mensa
ci santifichi, Signore,
e, riscattandoci da ogni colpa,
ci renda degni delle tue promesse.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120314.shtml

Movimento Apostolico – rito romano     (Omelia del 14-03-2012)

Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento

Il vero problema della Legge del Signore è stato e sarà sempre uno: la sua perfetta attualizzazione del tempo della storia. I Comandamenti, nella loro formulazione sintetica, non possono racchiudere tutti i casi in cui l’uomo verrà a trovarsi. Nasce pertanto l’esigenza, la necessità della loro esplicitazione concreta, pratica, attuale, quasi quotidiana. È vero. Il Signore comanda che nulla dovrà essere aggiunto e nulla tolto alla sua Legge: “Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso della terra che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi. Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandi del Signore, vostro Dio, che io vi prescrivo. I vostri occhi videro ciò che il Signore fece a Baal-Peor: come il Signore, tuo Dio, abbia sterminato in mezzo a te quanti avevano seguito Baal-Peor; ma voi che vi manteneste fedeli al Signore, vostro Dio, siete oggi tutti in vita. Vedete, io vi ho insegnato leggi e norme come il Signore, mio Dio, mi ha ordinato, perché le mettiate in pratica nella terra in cui state per entrare per prenderne possesso. Le osserverete dunque, e le metterete in pratica, perché quella sarà la vostra saggezza e la vostra intelligenza agli occhi dei popoli, i quali, udendo parlare di tutte queste leggi, diranno: “Questa grande nazione è il solo popolo saggio e intelligente”. Infatti quale grande nazione ha gli dèi così vicini a sé, come il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo? quale grande nazione ha leggi e norme giuste come è tutta questa legislazione che io oggi vi do?” (Dt 4,1-8). Questo non significa che la Legge non debba essere attualizzata, concretizzata, esplicitata, mostrata nella sua verità caso per caso, momento per momento, condizione per condizione, istante per istante.
Lo stesso Libro dell’Esodo ci conduce a questa verità. Infatti la Legge è stata appena data, le tavole sono state consegnate ai figli di Israele e subito il Signore stesso avverte l’urgenza di esplicitare la sua Legge aggiungendovi quattro lunghi capitoli. Questo senza parlare della successiva legge del Levitico e dei Numeri. Per conferire pienezza alla sua Legge il Signore si serve di quattro vie sante: La profezia, la sapienza, Cristo Signore, lo Spirito Santo. La profezia aggiunge di volta in volta volontà di Dio alla volontà di Dio e apre la rivelazione verso il suo perfetto completamente. La sapienza dona alla rivelazione un’attualizzazione puntuale. Chi è nella sapienza è come se camminasse sempre con la volontà di Dio, non certamente quella assoluta, bensì quella che nell’istante santifica la situazione e la rende conforme ai divini voleri. Cristo Gesù viene e dona compimento pieno alla rivelazione, attuando e realizzando tutte le antiche profezie e promesse di Dio. Si chiude con Lui la rivelazione. Questa non è più in fieri. È dichiarata completa, perfetta, esaustiva. Nulla si può più aggiungere e nulla togliere. Però essa non è stata ancora compresa nella sua totale verità. Per questo Gesù ci ha lasciato il suo Santo Spirito, che è l’Interprete e l’Attualizzatore divino, eterno, di ogni rivelazione del mistero di Dio e dell’uomo.
Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Quanto la Legge e i Profeti hanno insegnato non è dichiarato abolito da Cristo Gesù. è invece portato nella pienezza della sua verità. Oggi e sempre è dalla pienezza di Cristo che si deve leggere, interpretare, comprendere ogni cosa. Chi esclude Cristo, si esclude da ogni vera comprensione del mistero di Dio. In Cristo il mistero si fa storia, vita, comprensione, verità, amore, salvezza, redenzione, giustizia, santità. Senza Cristo, fuori di Lui, è una parola vuota che non dona alcuna salvezza.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, dateci la pienezza di Cristo.

Eremo San Biagio     (Omelia del 14-03-2012)

Commento su Deuteronomio 4,1

Mosé parlò al popolo e disse: “Ora, Israele, ascolta le leggi e le norme che io vi insegno, affinché le mettiate in pratica, perché viviate ed entriate in possesso della terra che il Signore, Dio dei vostri padri, sta per darvi.”
Deut.4,1

Come vivere questa Parola?

Mosè invita Israele ad ascoltare, ma non in senso generale, “Ora, Israele, ascolta”, ?nell’oggi’ della tua storia.

L’ascolto della Parola avviene sempre nell’oggi della vita, della storia sociale e personale. “L’oggi” è il luogo, il tempo, le circostanze della vita, dove risuona la parola di Dio, una parola che crea, illumina, corregge e incoraggia.

E, badiamo bene, quest’ascolto non si fa solo con l’orecchio, esso si fa col cuore. Anzi, se ciò che si ascolta non scende dentro il cuore, rischia di essere portato via dai pensieri che si affollano nella mente.

Ciò che Dio dice al cuore di Israele e al nostro cuore “oggi” è che Egli è talmente prossimo a noi, talmente intimo da suscitar meraviglia in quanti ci circondano e ne vedono gli effetti. Un Dio “prossimo” “intimo” “vicino” è un Dio che contrasta con ogni filosofia e gnosi.

Oggi, nel mio rientro al cuore, chiedo a Dio di darmi la memoria del cuore: che io non dimentichi ciò che il mio cuore nell’intimità con Lui ascolta vede e sperimenta.

Dammi interiorità, Signore, perché nulla sfugga dal mio cuore di ciò che tu sussurri dentro.

Le parole di un monaco buddista poeta 

Ascoltare profondamente è sapersi fermare e sapersi far pervadere da ciò che si ascolta, diventando uno con esso, che provenga dall’interno o dall’esterno di noi.
Thich Nhat Hanh

14/03/2012 SANTO DEL GIORNO Santa Matilde Regina

14/03/2012 Beato Giacomo Cusmano «Il boccone del povero»

Marzo 2012
D L M M G V S
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
Martedì 13 Marzo 2012
III SETTIMANA DI QUARESIMA – MARTEDÌ
help

 

La Liturgia di oggi

Mercoledì della III settimana di Quaresima
(Viola)
I Lettura Dt 4,1.5-9
Osserverete le leggi e le metterete in pratica.
Salmo (Sal 147)
Celebra il Signore, Gerusalemme.
Vangelo Mt 5,17-19
Chi insegnerà e osserverà i precetti, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

14 marzo 2012
Il Santo del giorno

Santa Matilde di Germania Regina
i santi di oggi …

I Santi di oggi

Santa Matilde di Germania Regina
San Leone Vescovo e martire a Roma
Sant’ Alessandro di Pidna Martire
San Lazzaro di Milano Vescovo
San Leobino di Chartres Vescovo
Santa PaolinaReligiosa
Beato Giacomo Cusmano Sacerdote
gli altri santi …
Le Notizie
Agenzia Sir
Osservatore Romano
Avvenire
Misna
Fides
Zenit

Anna Posta

Martedì della III settimana di Quaresima 13 Marzo 2012


Mar 13 Mar 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi
Media  Vespri  Compieta

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Viola

Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/EQ032.mp3


Ancora una volta, Gesù insiste sulla pratica del perdono che deve caratterizzare i suoi discepoli. Il nostro perdono deve essere instancabile, ed è forse questo che ci costa di più. Molto spesso, riusciamo a mala pena a perdonare nostro fratello o nostra sorella, facendo peraltro capire che non deve però farlo un’altra volta. Ci risulta molto difficile perdonare sempre di nuovo, come se fosse la prima volta; ci risulta molto difficile avere abbastanza pazienza e abbastanza amore per guardare sempre con la stessa fiducia quella persona a cui bisogna perdonare due volte, dieci volte, mille volte una stessa cosa. Il nostro cuore è fatto così: noi poniamo sempre limiti al nostro amore!
L’amore del Padre invece è infinito. Il Padre ci perdona sempre, e noi sappiamo che ha diecimila occasioni di farlo! Il suo desiderio ardente è che noi, dal momento che riceviamo continuamente la sua misericordia, possiamo diventare a nostra volta misericordiosi nei confronti dei nostri fratelli. Le offese che dobbiamo perdonare loro saranno sempre di poco conto di fronte a quelle che Dio ci perdona senza contarcele!

Antifona d’ingresso
Io t’invoco, mio Dio: dammi risposta;
rivolgi a me l’orecchio e ascolta la mia preghiera.
Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi,
proteggimi all’ombra delle tue ali. (Sal 17,6.8)

Colletta
Non ci abbandoni mai la tua grazia, o Padre,
ci renda fedeli al tuo santo servizio
e ci ottenga sempre il tuo aiuto.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura   Dn 3,25.34-43

Accoglici, Signore, con il cuore contrito e con lo spirito umiliato.

Dal libro del profeta Daniele

In quei giorni, Azarìa si alzò e fece questa preghiera in mezzo al fuoco e aprendo la bocca disse:
«Non ci abbandonare fino in fondo,
per amore del tuo nome,
non infrangere la tua alleanza;
non ritirare da noi la tua misericordia,
per amore di Abramo, tuo amico,
di Isacco, tuo servo, di Israele, tuo santo,
ai quali hai parlato, promettendo di moltiplicare
la loro stirpe come le stelle del cielo,
come la sabbia sulla spiaggia del mare.
Ora invece, Signore,
noi siamo diventati più piccoli
di qualunque altra nazione,
oggi siamo umiliati per tutta la terra
a causa dei nostri peccati.
Ora non abbiamo più né principe
né profeta né capo né olocàusto
né sacrificio né oblazione né incenso
né luogo per presentarti le primizie
e trovare misericordia.
Potessimo essere accolti con il cuore contrito
e con lo spirito umiliato,
come olocàusti di montoni e di tori,
come migliaia di grassi agnelli.
Tale sia oggi il nostro sacrificio davanti a te e ti sia gradito,
perché non c’è delusione per coloro che confidano in te.
Ora ti seguiamo con tutto il cuore,
ti temiamo e cerchiamo il tuo volto,
non coprirci di vergogna.
Fa’ con noi secondo la tua clemenza,
secondo la tua grande misericordia.
Salvaci con i tuoi prodigi,
da’ gloria al tuo nome, Signore». Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 24

Ricòrdati, Signore, della Tua misericordia.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
Ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.

Canto al Vangelo (Gl 2,12-13)
Gloria e lode a te, o Cristo!
Ritornate a me con tutto il cuore, dice il Signore,
perché sono misericordioso e pietoso.
Gloria e lode a te, o Cristo!

Vangelo  Mt 18,21-35

Se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello, il Padre non vi perdonerà.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il vangelo ci invita a perdonare come noi siamo perdonati da Dio. Preghiamo dunque il Signore perchè ci aiuti ad essere umili e misericordiosi. Diciamo insieme:
Ascoltaci, o Signore.

Perchè ogni uomo possa sperimentare la gioia del perdono e della riconciliazione con Dio, e non si lasci mai prendere dalla paura o dalla vergogna davanti alle proprie colpe. Preghiamo:
Perchè i ministri del sacramento della riconciliazione siano efficaci mediatori della misericordia di Dio che comprende le nostre debolezze e ci dona la forza per riprenderci. Preghiamo:
Perchè il perdono che riceviamo dai fratelli sia un invito alla correzione dei nostri difetti e ad una continua conversione del cuore. Preghiamo:
Perchè le nazioni ricche aiutino gratuitamente e senza alcun ricatto i popoli poveri. Preghiamo:
Perchè questa eucaristia, segno di festa e di perdono, sia il canto di ringraziamento della nostra assemblea al Padre che ha fatto di Cristo il tempio della nuova alleanza. Preghiamo:
Per chi è rimasto fedele al Signore anche nella prova.
Per chi non ha ancora vissuto l’esperienza di essere perdonato.

O Dio della misericordia e del perdono, che hai inviato il tuo Figlio, morto sulla croce per la remissione dei nostri peccati; liberaci da ogni colpa e fa’ che viviamo nella gioia del tuo perdono. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
L’offerta di questo sacrificio, Signore,
ci salvi dai nostri peccati
e ci ottenga il dono del tuo amore misericordioso.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DI QUARESIMA III
I frutti della penitenza
È veramente cosa buona e giusta,
innalzare un inno a te, Padre onnipotente,
e cantare insieme la tua lode.
Tu vuoi che ti glorifichiamo
con le opere della penitenza quaresimale,
perché la vittoria sul nostro egoismo
ci renda disponibili alle necessità dei poveri,
a imitazione di Cristo tuo Figlio, nostro salvatore.
E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
ai Troni e alle Dominazioni
e alla moltitudine dei Cori celesti,
cantiamo con voce incessante
l’inno della tua gloria: Santo…

Antifona di comunione

Signore, chi abiterà nella tua tenda?
Chi dimorerà sul tuo santo monte?
Chi cammina in santità e agisce secondo giustizia. (Sal 15,1-2)

Preghiera dopo la comunione

La partecipazione a questo sacramento,
rinnovi, o Dio, la nostra vita;
ci ottenga la libertà dal peccato
e il conforto della tua protezione.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120313.shtml

Eremo San Biagio     (Omelia del 13-03-2012)

Commento su Matteo 18,21-22

Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: “Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me?”
Mt 18,21-22

Come vivere questa Parola?

Gesù ha appena concluso il racconto della pecorella smarrita e Pietro sicuramente riflette sulla conclusione di Gesù: “Il Padre non vuole che si perda neanche uno di questi piccoli”. Gli appare ovvio, a fronte della cura del pastore, che perdonare soltanto fino a tre volte è insufficiente!

Si affretta così a chiedere spiegazioni, spingendosi oltre la misura comunne: “Signore, quante volte dovrò perdonare?fino a sette volte?”

Aveva intuito, Pietro, conoscendo sempre più la logica di Gesù, che la misericordia di Dio supera i limiti, pur generosi, segnati dalla tradizione rabbinica. Ma pur andando oltre, Pietro continua a porre dei limiti. E Gesù lo spiazza: “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette”. E con questa espressione Gesù trasforma l’antica formula di vendetta di Lamech in una nuova visione del mondo e dei rapporti umani, dove trionfa una misericordia senza pari, illimitata!

Dio perdona sempre! Ed è bene ricordare che il debito contratto con lui è infinitamente più grande di quello che gli altri possono aver contratto con noi.

Oggi, nel mio rientro al cuore, mi visualizzo vicino a Gesù, nel suo abbraccio di misericordia. In quell’abbraccio metto anche chi attende il mio perdono.

Donami, Signore, un cuore buono che sappia perdonare come tu perdoni me!

I versi di uno storico della scienza e della tecnologia 

Le mie mani, chiuse come pugni di odio e di violenza, davanti a Te, o Signore, io le apro, deponi in loro la Tua tenerezza. Le mie mani, oh Signore, io le apro: attendo il Tuo perdono.
Charles Singer

Movimento Apostolico – rito romano     (Omelia del 13-03-2012)

Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa

Il perdono di Dio è sempre condizionato al nostro perdono. Siamo noi che diamo al Signore la misura con la quale dovrà perdonarci. Già questa verità così veniva annunziata dal Libro del Siracide: “Rancore e ira sono cose orribili, e il peccatore le porta dentro. Chi si vendica subirà la vendetta del Signore, il quale tiene sempre presenti i suoi peccati. Perdona l’offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati. Un uomo che resta in collera verso un altro uomo, come può chiedere la guarigione al Signore? Lui che non ha misericordia per l’uomo suo simile, come può supplicare per i propri peccati? Se lui, che è soltanto carne, conserva rancore, chi espierà per i suoi peccati? Ricòrdati della fine e smetti di odiare, della dissoluzione e della morte e resta fedele ai comandamenti. Ricorda i precetti e non odiare il prossimo, l’alleanza dell’Altissimo e dimentica gli errori altrui” (Sir 27,30-28,7).
Il Salmo ci rivela che il peccato potrà essere solo perdonato. Nessuno potrà mai riscattare se stesso: “Ascoltate questo, popoli tutti, porgete l’orecchio, voi tutti abitanti del mondo, voi, gente del popolo e nobili, ricchi e poveri insieme. La mia bocca dice cose sapienti, il mio cuore medita con discernimento. Porgerò l’orecchio a un proverbio, esporrò sulla cetra il mio enigma. Perché dovrò temere nei giorni del male, quando mi circonda la malizia di quelli che mi fanno inciampare? Essi confidano nella loro forza, si vantano della loro grande ricchezza. Certo, l’uomo non può riscattare se stesso né pagare a Dio il proprio prezzo. Troppo caro sarebbe il riscatto di una vita: non sarà mai sufficiente per vivere senza fine e non vedere la fossa” (Cfr Sal 49 (48) 1-21). Anche il più piccolo peccato veniale un uomo mai lo potrà riscattare. Sempre gli dovrà essere rimesso. Dio ci perdona, se noi perdoniamo i nostri fratelli. Lui ha pietà di noi, se noi abbiamo pietà del nostro prossimo. Questa verità è assoluta. Vale per tutti, sempre, in ogni luogo. Chi vuole il perdono da Dio, deve perdonare.
Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Il debito di quest’uomo è immenso, impagabile. Un’eternità non sarebbe sufficiente. Esso è infinito. Il Signore nella sua grande misericordia cancella tutto. Il condono è totale, pieno, perfetto. Quest’uomo però si dimentica della condizione assoluta e cioè che la cancellazione è data se anche noi cancelliamo. Poiché lui non cancella, neanche Dio cancella e gli rimette il suo debito sulle spalle. È il carcere eterno, dal momento che il debito è infinito e di conseguenza non pagabile.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci ricchi di perdono e pietà.

13/03/2012   SANTO DEL GIORNO   San Rodrigo di Cordoba

13/03/2012  Leandro di Siviglia  Il dono della vera fede

Marzo 2012
D L M M G V S
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
Martedì 13 Marzo 2012
III SETTIMANA DI QUARESIMA – MARTEDÌ
help

La Liturgia di oggi

Martedì della III settimana di Quaresima
(Viola)
I Lettura Dn 3,25.34-43
Accoglici, Signore, con il cuore contrito e con lo spirito umiliato.
Salmo (Sal 24)
Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.
Vangelo Mt 18,21-35
Se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello, il Padre non vi perdonerà.

13 marzo 2012
Il Santo del giorno

San Leandro di Siviglia Vescovo
i santi di oggi …

I Santi di oggi

San Leandro di Siviglia Vescovo
Santi Macedonio, Patrizia e Modesta di Nicomedia Martiri
San Rodrigo di Cordova Sacerdote e martire
San Salomone di Cordova Martire
Sant’ Ansovino di Camerino Vescovo
Santa Giuditta di Ringelheim Badessa
Sant’ Eufrasia di Nicomedia Vergine e Martire
gli altri santi …

 

Le Notizie
Agenzia Sir
Osservatore Romano
Avvenire
Misna
Fides
Zenit

 

Anna Posta

Lunedì della III settimana di Quaresima 12 Marzo 2012

Lun 12 Mar 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi 

Media  Vespri  Compieta


Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/EQ031.mp3

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Viola

Luca ci fa qui intravedere l’ostilità e l’odio che finiranno per far morire Gesù sulla croce. Gesù lo sa bene. Lo sa e dichiara che nessuno è profeta in patria. Eppure, Gesù va verso la passione con una suprema libertà: quando sarà giunta la sua ora, l’ora stabilita dal Padre, si consegnerà alle mani degli uomini, ma fino a quel momento tutta la sua preoccupazione sarà di salvare coloro che vorranno accoglierlo.
Questo episodio deve farci riflettere. Noi che abbiamo la grazia di essere battezzati, di appartenere forse ad una famiglia cristiana, ad una comunità cristiana, noi che viviamo in un paese ancora sensibile al Vangelo, abbiamo abbastanza umiltà e fede per accogliere Gesù? Non rischiamo di essere un po’ come i farisei, come quei giusti che ritengono di non avere bisogno di alcuna conversione?
Molto spesso, è la nostra pretesa sufficienza che impedisce a Dio di concederci la sua grazia. Non ci rendiamo abbastanza conto che abbiamo bisogno di essere sempre purificati da Gesù. Non permettiamo abbastanza allo Spirito Santo di “convincerci quanto al peccato”, come spiega Giovanni Paolo II nella sua enciclica sullo Spirito Santo. Solo lo Spirito Santo, dandosi a noi, può darci una giusta coscienza del nostro peccato, non per opprimerci, ma, al contrario, per aiutarci a ricevere il perdono di Gesù, la guarigione e la salvezza!

Antifona d’ingresso
L’anima mia sospira e languisce,
desidera gli atri del Signore.
Il mio cuore e la mia carne
esultano nel Dio vivente.

Colletta
Con la tua continua misericordia, o Padre,
purifica e rafforza la tua Chiesa,
e poiché non può sostenersi senza di te
non privarla mai della tua guida.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura  2Re 5,1-15a

C’erano molti lebbrosi in Israele, ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro

Dal secondo libro dei Re

In quei giorni Naamàn, comandante dell’esercito del re di Aram, era un personaggio autorevole presso il suo signore e stimato, perché per suo mezzo il Signore aveva concesso la salvezza agli Aramèi. Ma quest’uomo prode era lebbroso.
Ora bande aramèe avevano condotto via prigioniera dalla terra d’Israele una ragazza, che era finita al servizio della moglie di Naamàn. Lei disse alla padrona: «Oh, se il mio signore potesse presentarsi al profeta che è a Samarìa, certo lo libererebbe dalla sua lebbra». Naamàn andò a riferire al suo signore: «La ragazza che proviene dalla terra d’Israele ha detto così e così». Il re di Aram gli disse: «Va’ pure, io stesso invierò una lettera al re d’Israele».
Partì dunque, prendendo con sé dieci talenti d’argento, seimila sicli d’oro e dieci mute di abiti. Portò la lettera al re d’Israele, nella quale si diceva: «Orbene, insieme con questa lettera ho mandato da te Naamàn, mio ministro, perché tu lo liberi dalla sua lebbra». Letta la lettera, il re d’Israele si stracciò le vesti dicendo: «Sono forse Dio per dare la morte o la vita, perché costui mi ordini di liberare un uomo dalla sua lebbra? Riconoscete e vedete che egli evidentemente cerca pretesti contro di me».
Quando Elisèo, uomo di Dio, seppe che il re d’Israele si era stracciate le vesti, mandò a dire al re: «Perché ti sei stracciato le vesti? Quell’uomo venga da me e saprà che c’è un profeta in Israele». Naamàn arrivò con i suoi cavalli e con il suo carro e si fermò alla porta della casa di Elisèo. Elisèo gli mandò un messaggero per dirgli: «Va’, bàgnati sette volte nel Giordano: il tuo corpo ti ritornerà sano e sarai purificato».
Naamàn si sdegnò e se ne andò dicendo: «Ecco, io pensavo: “Certo, verrà fuori e, stando in piedi, invocherà il nome del Signore, suo Dio, agiterà la sua mano verso la parte malata e toglierà la lebbra”. Forse l’Abanà e il Parpar, fiumi di Damàsco, non sono migliori di tutte le acque d’Israele? Non potrei bagnarmi in quelli per purificarmi?». Si voltò e se ne partì adirato.
Gli si avvicinarono i suoi servi e gli dissero: «Padre mio, se il profeta ti avesse ordinato una gran cosa, non l’avresti forse eseguita? Tanto più ora che ti ha detto: “Bàgnati e sarai purificato”». Egli allora scese e si immerse nel Giordano sette volte, secondo la parola dell’uomo di Dio, e il suo corpo ridivenne come il corpo di un ragazzo; egli era purificato.
Tornò con tutto il seguito dall’uomo di Dio; entrò e stette davanti a lui dicendo: «Ecco, ora so che non c’è Dio su tutta la terra se non in Israele». Parola di Dio

Salmo responsoriale  Sal 41 e 42

L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente.

Come la cerva anèla ai corsi d’acqua, così l’anima mia anèla a Te, oh Dio.
L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?
Manda la Tua luce e la Tua verità: siano esse a guidarmi,
mi conducano alla Tua santa montagna, alla Tua dimora.
Verrò all’altare di Dio, a Dio, mia gioiosa esultanza.
A Te canterò sulla cetra, Dio, Dio mio.

Canto al Vangelo (Sal 129,5.7)
Gloria e lode a te, o Cristo!
Io spero, Signore;
attendo la sua parola.
Con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione.
Gloria e lode a te, o Cristo!

Vangelo  Lc 4,24-30

Gesù come Elìa ed Elisèo è mandato non per i soli Giudei.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù [cominciò a dire nella sinagoga a Nàzaret:] «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidóne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino. Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Come il popolo eletto, anche noi attendiamo il Signore che deve venire ad instaurare definitivamente il suo regno messianico. Con questo spirito, preghiamo:
Santifica il tuo popolo, Signore.

L’uomo contemporaneo, pur nella ricchezza e nel progresso, è spesso sfiduciato e pessimista. O Signore, fagli comprendere che tu sei il vero profeta che può rigenerarlo e purificarlo. Preghiamo:
Nell’acqua del battesimo siamo diventati figli di Dio, incorporati a Cristo. Fà, o Signore, che prendiamo sempre più coscienza del dono che ci hai fatto. Preghiamo:
Il popolo d’Israele, chiamato da Dio a preparare l’arrivo del Messia, non lo ha saputo riconoscere. Converti, Signore, il cuore di questo popolo perchè ti riconosca come Salvatore. Preghiamo:
Spesso ci troviamo disorientati di fronte a tante proposte che provengono dalla società. Aiutaci, Signore, a riporre in te la nostra fiducia e sete di verità e di pace. Preghiamo:
Tu hai posto in ogni uomo e in ogni cultura i germi del bene e della verità. Aiuta, Signore, i nostri missionari a valorizzare tutto ciò che di positivo vive tra gli uomini e di orientarlo verso di te. Preghiamo:
Perchè ti possiamo incontrare nei fatti di ogni giorno.
Perchè siamo sempre aperti alla verità.

O Signore onnipotente, ascolta il tuo popolo in preghiera: manifestargli il tuo volto paterno perché sappia riconoscere la salvezza che tu gli proponi nel Cristo tuo Figlio che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accetta, o Dio, l’offerta che ti presentiamo,
segno della nostra devozione,
e trasformala per noi in sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DI QUARESIMA III
I frutti della penitenza

È veramente cosa buona e giusta,
innalzare un inno a te, Padre onnipotente,
e cantare insieme la tua lode.
Tu vuoi che ti glorifichiamo
con le opere della penitenza quaresimale,
perché la vittoria sul nostro egoismo
ci renda disponibili alle necessità dei poveri,
a imitazione di Cristo tuo Figlio, nostro salvatore.
E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
ai Troni e alle Dominazioni
e alla moltitudine dei Cori celesti,
cantiamo con voce incessante
l’inno della tua gloria: Santo…

Antifona di comunione
Popoli tutti, lodate il Signore,
perché grande è il suo amore per noi. (Sal 117,1.2)

Preghiera dopo la comunione

Questa partecipazione al tuo sacramento
ci purifichi, Signore,
e ci raccolga insieme nella tua unità.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120312.shtml

Eremo San Biagio     (Omelia del 12-03-2012)

Eliseo mandò a Naaman un messaggero per dirgli: “Va’, bagnati sette volte nel Giordano: il tuo corpo ti ritornerà sano e sarai purificato”.
2Re 5,10

Come vivere questa Parola?

Naaman, un nome la cui radice (n’m), in ebraico, significa gioia, bellezza. Ma egli è malato e la tristezza l’ha invaso.

Su suggerimento di una giovane donna d’Israele, Naaman si recherà dal profeta Eliseo, in Samaria, per chiedere la guarigione. Questi gli dà una terapia strana a lui ieri e, forse, a noi, oggi: “Bagnati sette volte nel Giordano.”

Quale il significato di questa immersione?

Dio, intervenendo nella nostra storia per redimerla dal di dentro, non si limita a guarire le ferite della nostra umanità intrisa di peccato e segnata dalla morte. Fa di più, molto di più: ci restituisce la bellezza originaria pura inviolata, che nel tempo è stata sfigurata dalla lebbra del peccato. Tutto questo, ad una condizione: abbandonarsi a Lui senza opporre resistenze, immergendoci umilmente nella sua volontà d’amore, come Naaman nelle acque melmose del Giordano, anche quando ai nostri occhi questo tuffo sembra inabissarci nell’oscurità profonda di un’obbedienza faticosa e umanamente impossibile.

Oggi, nel mio rientro al cuore, mi immergo nell’oceano dell’amore di Gesù: mi lascio purificare aderendo con consapevolezza e amorosa adesione alla sua volontà.

Eccomi, Signore, col mio peccato! Tu, che tutto puoi, ridonami, la bellezza originaria!

La voce di un grande santo

Oh Amore, degno di infinito amore, tu mi hai amato sino a morire per me. Io ti amo con tutto il cuore, ti amo più di me stesso e nelle tue mani abbandono l’anima mia.
Sant’ Alfonso Maria de’ Liguori

Movimento Apostolico – rito romano     (Omelia del 12-03-2012)

Nessun profeta è bene accetto nella sua patria
Gesù è nella Sinagoga di Nazaret. Rivela il compimento della profezia di Isaia sul Messia del Signore. Gli uditori non credono. Gesù proprio questo attesta ad essi. Il segno della verità di un profeta è dato proprio dalla non fede di quelli della sua patria e cita il caso di Elia: “Dopo alcuni giorni il torrente si seccò, perché non era piovuto sulla terra. Fu rivolta a lui la parola del Signore: «Àlzati, va’ a Sarepta di Sidone; ecco, io là ho dato ordine a una vedova di sostenerti». Egli si alzò e andò a Sarepta. Arrivato alla porta della città, ecco una vedova che raccoglieva legna. La chiamò e le disse: «Prendimi un po’ d’acqua in un vaso, perché io possa bere». Mentre quella andava a prenderla, le gridò: «Per favore, prendimi anche un pezzo di pane». Quella rispose: «Per la vita del Signore, tuo Dio, non ho nulla di cotto, ma solo un pugno di farina nella giara e un po’ d’olio nell’orcio; ora raccolgo due pezzi di legna, dopo andrò a prepararla per me e per mio figlio: la mangeremo e poi moriremo». Elia le disse: «Non temere; va’ a fare come hai detto. Prima però prepara una piccola focaccia per me e portamela; quindi ne preparerai per te e per tuo figlio, poiché così dice il Signore, Dio d’Israele: “La farina della giara non si esaurirà e l’orcio dell’olio non diminuirà fino al giorno in cui il Signore manderà la pioggia sulla faccia della terra”». Quella andò e fece come aveva detto Elia; poi mangiarono lei, lui e la casa di lei per diversi giorni. La farina della giara non venne meno e l’orcio dell’olio non diminuì, secondo la parola che il Signore aveva pronunciato per mezzo di Elia” (1Re 17,7-16).

Anche Eliseo guarì dalla lebbra solo uno straniero, non i suoi concittadini e connazionali:“Quando Eliseo, uomo di Dio, seppe che il re d’Israele si era stracciate le vesti, mandò a dire al re: «Perché ti sei stracciato le vesti? Quell’uomo venga da me e saprà che c’è un profeta in Israele». Naamàn arrivò con i suoi cavalli e con il suo carro e si fermò alla porta della casa di Eliseo. Eliseo gli mandò un messaggero per dirgli: «Va’, bàgnati sette volte nel Giordano: il tuo corpo ti ritornerà sano e sarai purificato». Naamàn si sdegnò e se ne andò dicendo: «Ecco, io pensavo: “Certo, verrà fuori e, stando in piedi, invocherà il nome del Signore, suo Dio, agiterà la sua mano verso la parte malata e toglierà la lebbra”. Forse l’Abanà e il Parpar, fiumi di Damasco, non sono migliori di tutte le acque d’Israele? Non potrei bagnarmi in quelli per purificarmi?». Si voltò e se ne partì adirato. Gli si avvicinarono i suoi servi e gli dissero: «Padre mio, se il profeta ti avesse ordinato una gran cosa, non l’avresti forse eseguita? Tanto più ora che ti ha detto: “Bàgnati e sarai purificato”». Egli allora scese e si immerse nel Giordano sette volte, secondo la parola dell’uomo di Dio, e il suo corpo ridivenne come il corpo di un ragazzo; egli era purificato” (Cfr 2Re 5,1-27). Gesù è vero profeta perché nella stessa linea di Elia ed Eliseo. D’altronde, all’infuori di Mosè che operò prodigi per circa quaranta anni, nessun altro profeta o inviato del Signore ha compiuto miracoli nel significato stretto della Parola. Viste così le cose, Gesù è nella linea dei veri profeti. Questi sono veri per la Parola vera che essi dicono. La loro è una parola che si compie sempre. Una volta che è stata proferita, il compimento verrà di certo.

Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova a Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

La Parola ha bisogno di tempo, a volte anche lungo. Quelli di Nazaret si sdegnano e vogliono uccidere Gesù, facendolo precipitare dalla rupe sulla quale era posta la loro città. Gesù passa in mezzo a loro e si rimette in cammino. La sua ora non è arrivata.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, dateci la vera sapienza.

12/03/2012   SANTO DEL GIORNO   San Luigi Orione

Marzo 2012
D L M M G V S
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
Lunedì 12 Marzo 2012
III SETTIMANA DI QUARESIMA – LUNEDÌ
help

La Liturgia di oggi

Lunedì della III settimana di Quaresima
(Viola)
I Lettura 2Re 5,1-15a
C’erano molti lebbrosi in Israele, ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro
Salmo (Sal 41 e 42)
L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente.
Vangelo Lc 4,24-30
Gesù come Elìa ed Elisèo è mandato non per i soli Giudei.

12 marzo 2012
Il Santo del giorno

San Luigi OrioneSacerdote e fondatore
i santi di oggi …

I Santi di oggi

San Luigi OrioneSacerdote e fondatore
Santa Fina di San Gimignano Vergine
San Massimiliano di Tebessa Martire
San Simeone il Nuovo Teologo Abate
Sant’ Innocenzo IPapa
San Teofane Martire
San Bernardo di Capua Vescovo
gli altri santi …

 

Le Notizie
Agenzia Sir
Osservatore Romano
Avvenire
Misna
Fides
Zenit

Anna Posta

III DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B) 11 Marzo 2012

Dom 11 Mar 2012 III DOM. DI QUARESIMA – B
Domínica tértia in Quadragésima

MissF.O.  MissF.E.  Letture Lodi  Media  Vespri  Compieta

Lun 12 Mar 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi  Media  Vespri  Compieta

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Viola

Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/BQ030.mp3

Una visita sul sito del Tempio nella Gerusalemme attuale dà un’idea della sacralità del luogo agli occhi del popolo ebreo. Ciò doveva essere ancora più sensibile quando il tempio era ancora intatto e vi si recavano, per le grandi feste, gli Ebrei della Palestina e del mondo intero.
L’uso delle offerte al tempio dava la garanzia che la gente acquistasse solo quanto era permesso dalla legge. L’incidente riferito nel Vangelo di oggi dà l’impressione che all’interno del tempio stesso si potevano acquistare le offerte e anche altre cose.
Come il salmista, Cristo è divorato dallo “zelo per la casa di Dio” (Sal 068,10). Quando gli Ebrei chiedono a Gesù in nome di quale autorità abbia agito, egli fa allusione alla risurrezione. All’epoca ciò dovette sembrare quasi blasfemo. Si trova in seguito questo commento: “Molti credettero nel suo nome. Gesù però non si confidava con loro, perché conosceva tutti”. Noi dobbiamo sempre provare il bisogno di fare penitenza, di conoscerci come Dio ci conosce.
Il messaggio che la Chiesa ha predicato fin dall’inizio è quello di Gesù Cristo crocifisso e risorto. Tutte le funzioni della Quaresima tendono alla celebrazione del mistero pasquale. Che visione straordinaria dell’umanità vi si trova! Dio ha mandato suo Figlio perché il mondo fosse riconciliato con lui, per farci rinascere ad una nuova vita in lui. Eppure, a volte, noi accogliamo tutto ciò con eccessiva disinvoltura. Proprio come per i mercati del tempio, a volte la religione ha per noi un valore che ha poco a vedere con la gloria di Dio o la santità alla quale siamo chiamati.

Antifona d’ingresso
I miei occhi sono sempre rivolti al Signore,
perché libera dal laccio i miei piedi.
Volgiti a me e abbi misericordia, Signore,
perché sono povero e solo. (Sal 25,15-16)

Colletta
Dio misericordioso, fonte di ogni bene,
tu ci hai proposto a rimedio del peccato
il digiuno, la preghiera e le opere di carità fraterna;
guarda a noi che riconosciamo la nostra miseria
e, poiché ci opprime il peso delle nostre colpe,
ci sollevi la tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura  Es 20,1-17

La legge fu data per mezzo di Mosè.

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, Dio pronunciò tutte queste parole: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile:
Non avrai altri dèi di fronte a me.
Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo, né di quanto è quaggiù sulla terra, né di quanto è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano.
Ricòrdati del giorno del sabato per santificarlo. Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro, né tu né tuo figlio né tua figlia, né il tuo schiavo né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il settimo giorno. Perciò il Signore ha benedetto il giorno del sabato e lo ha consacrato.
Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà.
Non ucciderai.
Non commetterai adulterio.
Non ruberai.
Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
Non desidererai la casa del tuo prossimo. Non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo né la sua schiava, né il suo bue né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo». Parola di Dio.

Forma breve (20, 1-3.7-8.12-17):

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, Dio pronunciò tutte queste parole: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile: Non avrai altri dèi di fronte a me.
Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano.
Ricòrdati del giorno del sabato per santificarlo.
Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà.
Non ucciderai.
Non commetterai adulterio.
Non ruberai.
Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
Non desidererai la casa del tuo prossimo. Non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo né la sua schiava, né il suo bue né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo». Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 18

Signore, tu hai parole di vita eterna.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.

Più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante.

Seconda lettura  1Cor 1,22-25

Annunciamo Cristo crocifisso, scandalo per gli uomini, ma, per coloro che sono chiamati, sapienza di Dio.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio.
Infatti ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Gv 3,16)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito;
chiunque crede in lui ha la vita eterna.
Lode e onore a te, Signore Gesù!

Vangelo   Gv 2,13-25

Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere

Dal Vangelo secondo Giovanni

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo. Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Invochiamo con fiducia Dio, fonte di misericordia, perché purifichi i nostri cuori e li faccia diventare tempio vivo del suo Spirito.
Preghiamo insieme dicendo: Ascolta, Signore, la nostra preghiera.

1. Per tutta la Chiesa: il dono dello Spirito sia sorgente per un rinnovato impegno di conversione, che la spinga ad essere riconosciuta da ogni uomo come il vero luogo di incontro con l’umanità del Cristo, preghiamo.
2. Per i ministri ordinati: nel loro servizio sappiano valorizzare i diversi carismi che lo Spirito suscita per sostenere la vitalità e la missione della Chiesa, preghiamo.
3. Per tutti i catecumeni che si preparano a ricevere il dono del Battesimo: nell’incontro con Cristo sappiano riconoscere la sorgente del vero senso della vita, preghiamo.
4. Per tutti gli uomini che sono alla ricerca del Dio vivo e vero: lo Spirito Santo doni loro la gioia di incontrare cristiani che possano essere segno e testimonianza vera del tuo amore, preghiamo.
5. Per tutti gli artisti che hanno il compito di costruire o restaurare le chiese: siano strumento che comunica l’autentica bellezza di Dio agli uomini del nostro tempo, preghiamo.

Ascolta, o Padre, le nostre preghiere. Lo Spirito, che abita nel nostro cuore, le ha suscitate e portate alla nostra bocca: accoglile nella tua bontà e adempile secondo la tua volontà. Per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
Per questo sacrificio di riconciliazione
perdona, o Padre, i nostri debiti
e donaci la forza di perdonare ai nostri fratelli.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DI QUARESIMA III
I frutti della penitenza

È veramente cosa buona e giusta,
innalzare un inno a te, Padre onnipotente,
e cantare insieme la tua lode.
Tu vuoi che ti glorifichiamo
con le opere della penitenza quaresimale,
perché la vittoria sul nostro egoismo
ci renda disponibili alle necessità dei poveri,
a imitazione di Cristo tuo Figlio, nostro salvatore.
E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
ai Troni e alle Dominazioni
e alla moltitudine dei Cori celesti,
cantiamo con voce incessante
l’inno della tua gloria: Santo…

Antifona di comunione
Il passero trova la casa,
la rondine il nido dove porre i suoi piccoli
presso i tuoi altari, Signore degli eserciti,
mio re e mio Dio.
Beato chi abita la tua casa:
sempre canta le tue lodi. (Sal 84,4-5)

Preghiera dopo la comunione

O Dio, che ci nutri in questa vita
con il pane del cielo, pegno della tua gloria,
fa’ che manifestiamo nelle nostre opere
la realtà presente nel sacramento che celebriamo.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120311.shtml

 mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 11-03-2012

La frusta di Gesù

Il modo con cui Gesù si presenta o, se vogliamo, presenta la sua missione, è perentorio e non ammette tentennamenti.
Da sempre il popolo ebreo attendeva ‘la notizia delle notizie’, ossia che il Messia fosse tra di loro e quindi Dio attuasse tutte le promesse fatte.
‘Il tempo è compiuto’ annunciava Gesù, alle genti di Galilea che Lo seguivano, Lo ascoltavano, ma non riuscivano a capire il senso profondo del Suo essere il Messia. “Il regno di Dio è vicino. Convertitevi e credete al Vangelo”.
Certamente voleva dire: “E’ finito il tempo di stare a discutere o a sperare: il tempo delle incertezze, del sentirsi avvolti da una pericolosa nebbia, il tempo di dubitare sull’agire di Dio, sul Suo Amore per noi. Oggi è il tempo della fiducia, della decisione, della scelta”.
La buona novella che Dio costruisce giorno per giorno, uomo per uomo; il Suo progetto per noi è qui, in mezzo a noi, è Gesù stesso che parla ed opera.
Lui è la Buona Novella che il mondo attendeva, l’unica, quella che il mondo mai ha avuto.
Gesù è la concreta prova che l’amore di Dio non è certamente una parola, come tra noi poveri uomini, priva di senso, o, quando va bene, con tante promesse o sogni tutti da verificare.
GESU’ è la PAROLA di DIO, il Suo VANGELO.
Scrive oggi S. Paolo ai Corinzi: “Fratelli mentre i Giudei chiedono i miracoli e i Greci cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo dei Giudei, stoltezza per i pagani, ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che greci, noi predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio. Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini e ciò che è debolezza d Dio, è più forte degli uomini” (Cor.1, 22-25)
Deve aver fatto una certa impressione a quanti Lo udivano parlare in questo modo con autorevolezza e senza esitazione.
Non era facile, come non lo è oggi, entrare nella bellezza divina della Parola di Gesù. Difficilmente le permettiamo di scuoterci e, a volte, la sentiamo, ma non la ascoltiamo davvero neppure quando viene proclamata la domenica. Eppure ogni Parola contiene la sapienza di Dio, che nulla ha a che fare con il vuoto che tante volte è nelle nostre parole.
Gesù è venuto tra di noi e anche la Sua presenza oggi, non è un fatto insignificante, che ci può lasciare indifferenti. Lo può essere solo per chi nulla o poco sa della bellezza e verità della Sua parola, per chi non ha ancora fatto esperienza della Sua Presenza viva e reale nella propria vita. Penso invece a tanti fratelli nella fede, non solo monaci o religiosi o sacerdoti, ma laici cristiani. uomini e donne, giovani e anziani, che si lasciano affascinare ed educare dalla Sua Parola.
Senza la luce che mi viene dalla Parola di Dio, – mi diceva un signore un giorno – io vivrei una vita da sbandato con tutte e inevitabili conseguenze amare’.
E sono tanti coloro che percorrono le vie della vita in modo confuso, disorientato, senza sapere alla fine di una giornata la ragione del tempo che è trascorso, senza lasciare traccia che meriti di essere conservata, come il prezioso bagaglio delle parole che hanno senso o della testimonianza che lascia una traccia da seguire sempre.
Carissimi, penso davvero che a volte ci perdiamo in troppe parole, che sono solo chiacchiere.
Non bastassero le nostre, ci pensano i mezzi di comunicazione a riempire ogni briciola di tempo, lasciandoci alla fine con l’amarezza nel cuore. Davvero abbiamo sete di parole buone e di comunicarle, come ci invita S. Paolo oggi nella lettera ai Corinzi.
Quanti di noi a volte sognano un poco di silenzio, tanto è lo stordimento che ci circonda, spesso sopraffatti da avvenimenti che altro non fanno che aumentare le nostre angosce.
Abbiamo bisogno di sperimentare quel silenzio che dà modo, per chi ha ancora voglia di Cielo, di sentire la compagnia di Dio, che usa di tutto per donarci verità e serenità.
Potrebbe veramente, questo tempo di Quaresima, invitare tutti a cercare spazi di silenzio, riempiti dalla Parola di Dio, che infonde nella mente e nel cuore pensieri di verità e sentimenti di bellezza e bontà.
Il Vangelo di oggi, ci mostra Gesù indignato nel vedere come la casa di Dio, il tempio, anziché essere un luogo di preghiera, di ascolto del Padre, fosse diventata, per i mercati che vi si svolgevano, ‘piazza di interessi materialì .
Un vero schiaffo ai luoghi di Dio che chiedono rispetto e gioia, sapendo che lì ci attende il Padre per farci sentire la Sua voce e riempirci di speranza.
C’erano una volta chiese aperte tutto il giorno, per dare modo a quanti, passando vicino, volessero trovare tempo e modo di stare con Dio. E non è forse il dono più bello? Non è forse un meraviglioso dono trascorrere anche solo un po’ di tempo in una chiesa per contemplare o dialogare con Dio?
Se ci riflettiamo bene, non è forse questo un dono stupendo che Dio ha fatto a noi, creando le chiese, i luoghi dell’incontro con Lui?
Chi ha conservato la gioia del silenzio e comprende il grande dono di stare con Dio, anche in silenzio, sa che nulla, ma proprio nulla, ha paragone. Per questo fa tanta tristezza, oggi, scoprire che le chiese, per paura di ladri o altro, sono chiuse per la gran parte della giornata.
Ricordo un dialogo, a cui ho assistito, tra due persone, che discutevano animatamente proprio riguardo alla visita al SS. mo Sacramento: una era quasi scandalizzata nel sapere che l’altra trovava serenità nello stare per un certo tempo ogni giorno a tu per tu con Dio.
Come invece non provare grande stupore di fronte a questo grande dono fatto a noi uomini: la disponibilità di Dio di stare in mezzo a noi, a portata di mano, attendendoci con la gioia del Padre che ama stare in compagnia del figlio. Sa che il figlio, noi, ha tanto bisogno di Lui, anche e soprattutto quando non ne è consapevole.
E Lui ha tanto desiderio di farsi vicino, portare quella serenità che è la sola aria, che fa respirare la nostra anima.
Dovrebbe essere sentita, da noi cristiani, come una necessità, quella di avere una chiesa dove sappiamo che Gesù nel tabernacolo ci attende, ci è vicino e ama essere visitato.
Da qui l’origine delle chiese nel mondo.
Ed è sotto gli occhi di tutti come i nostri fratelli nella fede hanno costruito chiese che sono vere opere d’arte per la loro bellezza. A Dio era doveroso costruire una dimora dove stare con noi.
Ma non sempre viene capito questo grandioso dono di Dio ‘a portata di mano’: la Chiesa come luogo, meravigliosa casa del Padre che ci attende.
Troppe chiese rimangono chiuse di giorno e sono aperte solo per le cerimonie.
Purtroppo qualche volta manca anche il senso della solennità, sacralità, frutti della fede, e, in alcuni casi, diventano davvero un mercato, come durante i matrimoni o altro.
Per questo Gesù oggi si indigna vedendo il tempio di Gerusalemme usato per altro.
“In quel tempo – racconta l’apostolo Giovanni – si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori dal tempio con le pecore e i buoi, gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: ‘Portate via queste cose, e non fate della casa del Padre mio, un luogo di mercato’.
I discepoli si ricordarono che sta scritto: “Lo zelo per la tua casa mi divora”. ( Gv. 2,13-25) Onoriamo le nostre chiese e siano davvero la casa meravigliosa per incontrare, con i fratelli, Dio. Sono questi sentimenti che dovrebbero accompagnarci frequentando le Chiese.
C’era un tempo, e ancora oggi, in cui i nostri fratelli costruivano le Chiesa facendone dei capolavori, che sono un vero gioiello di arte e cultura.
Ma non scordiamoci mai che la bellezza è nell’essere luoghi in cui possiamo incontrare il nostro Dio, realmente Presente nell’Eucarestia.
Solo con il desiderio di tale incontro noi davvero onoriamo le nostre chiese.
Infine non dimentichiamo anche come il Concilio ha definito la famiglia: ‘chiesa domestica’.
E, per grazia di Dio, vi sono ancora oggi tante famiglie che danno davvero l’impressione di essere un angolo di chiesa, per la fede che vi regna.
Visitando una casa di persone semplici, ho trovato una scritta sulla porta, che mi ha stupito: ‘Benvenuti in questa casa! Vi sentirete come in una Chiesa perché qui, con noi, vive Dio’.
Era una casa sobria in tutto, ma vi erano tutti gli ingredienti per essere Regno di Dio.
“Vede, Padre – mi disse il capo famiglia – ci fu un tempo in cui anche noi credevamo alla casa del mondo: vivevamo solo con il desiderio di diventare ricchi. E vi eravamo riusciti in qualche modo. Cercavamo di stare bene .. finché non ci raggiunse la Grazia. Ci convertimmo e ora viviamo come gente che si prepara per essere degni di fare parte della Sua Casa. Ci raggiunse la Parola di Dio e ci siamo convertiti .. La grande fatica è stata quella di voltare le spalle alla mentalità del mondo che impedisce di desiderare la bellezza della Casa del Padre. Ora abbiamo la voglia di dare la nostra mano a qualcuno che desidera di amare ed essere amato, e insieme sulle ali della speranza indirizzare i passi verso il cielo”.
Per fortuna sono tanti, ancora oggi, i cristiani che conservano gelosamente la loro casa come fosse una chiesa in cui regna Dio.
Non resta che anche noi riportare nelle nostre famiglie il dono di essere ‘Chiesa domestica’. Sarebbe davvero il miracolo pasquale.

mons. Roberto Brunelli     (Omelia del 11-03-2012)

La differenza tra il fatto e l’intenzione

Il vangelo di oggi (Giovanni 2,13-25) presenta un insolito Gesù “arrabbiato” che scaccia i mercanti dal tempio, perenne monito anche ai suoi seguaci a non mescolare sacro e profano, a servire Dio e non servirsene. Ma forse di maggiore impatto è la prima lettura (Esodo 20,1-17), col brano dei dieci comandamenti; li si conosce sin dal catechismo, ma contratti nella formula facile da memorizzare: oggi li si ascolta nella loro formulazione integrale. Ad esempio, quello conosciuto come “Ricordati di santificare le feste”, per intero suona così: “Ricordati del giorno di sabato per santificarlo. Sei giorni lavorerai, ma il settimo è il sabato in onore del Signore tuo Dio: non farai alcun lavoro, né tu né tuo figlio né tua figlia, né il tuo schiavo né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il settimo giorno. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha consacrato”.
Ci sono scritti di cui il tempo non intacca la validità. I comandamenti, formulati per un piccolo popolo attendato nel deserto oltre 3200 anni fa, sono tuttora basilari per ogni civiltà e guida per la vita di innumerevoli uomini. Non se ne contano i commenti e le interpretazioni; tra tutte, nel breve spazio di questa rubrica può risultare utile richiamarli, ripartiti in tre gruppi.
Cominciano, non a caso, con la relazione tra l’uomo e Dio. Primo: Dio è l’unico, e non ammette gli se ne oppongano altri (neppure quelle divinità di fatto che guidano la vita di molti, quali il danaro o il potere). Secondo: non si deve pronunciare invano il suo nome (soprattutto con intento offensivo, come la bestemmia). Terzo: lo si deve onorare, in particolare santificando la festa (il sabato per gli ebrei, la domenica per i cristiani: astenendosi dal lavoro e partecipando alla Messa).
Il gruppo successivo riguarda il rispetto che ogni uomo deve ai suoi simili: onora il padre e la madre, non uccidere (è detto in assoluto: quindi no alla guerra, alla pena di morte, all’aborto, all’eutanasia e ad altri pretesti per togliere la vita a qualcuno), non commettere adulterio, non rubare (né ai singoli, né alla collettività evadendo le tasse), non mentire a danno del prossimo. Per capire la validità di questi precetti, basta pensare a quale meraviglia diventerebbe il mondo se da domattina tutti li osservassero tutti.
Infine, il gruppo dei due ultimi comandamenti, di sorprendente acume psicologico: non desiderare, né la donna né i beni altrui. Già 3200 anni fa si era capito che il male ha radice nel desiderio di far proprio quello che proprio non è. Le leggi umane condannano i comportamenti illeciti; non possono fare altro; Dio invece vede l’intenzione, e comanda di correggere anche questa. Ai suoi occhi l’intenzione, il desiderio coltivato di comportamenti sbagliati, conta quanto il tradurli in atto, anche se la traduzione non dovesse avvenire.
E’ chiaro anche dal vangelo (Matteo 5,17-28). Come afferma lui stesso, Gesù non ha abolito i comandamenti ma è venuto a dare loro pieno compimento, cioè a manifestarne il significato autentico: per così dire, l’anima segreta. Ad esempio: “Avete inteso che fu detto agli antichi: ?Non uccidere’; ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto a giudizio. Avete inteso che fu detto: ?Non commettere adulterio’; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore”.
Vale per l’adulterio, come per ogni altro umano atteggiamento. Il fatto e l’intenzione: gli uomini vedono, e se del caso sanzionano, il primo; Dio va oltre, alla radice, perché vuole l’uomo spiritualmente sano. E’ come per una pianta: se le radici non sono sane, circa i frutti c’è poco da sperare.

Totustuus     (Omelia del 15-03-2009)

SCHEMA RIASSUNTIVO
Tema: Zelo per la santità di Dio 

1. “Lo zelo per la tua casa mi divora”.
a) Cristo manifesta l’appassionato amore che ha per Dio suo Padre:
I) cerca Dio nel Tempio, luogo della sua speciale presenza;
II) si adira di fronte alla profanazione del Tempio, dedicato alla preghiera.
b) lo zelo di Cristo è giusto, in quanto:
I) manifesta l’amore di Cristo per il Padre;
II) realizza la volontà di Dio attraverso l’applicazione dei comandamenti

2. Agli uomini sembra una “pazzia” servire Dio.
a) Cercare le cose di Dio in questa vita fa apparire gli uomini dei pazzi di fronte al mondo: la bontà, il perdono, la carità cristiana, ecc. Tutto ciò manifesta un grado superiore di rapporto con gli altri. Un rapporto basato sull’amore e il disinteresse, non sul proprio interesse personale.
b) Cristo ci mostra che dobbiamo anteporre alla nostra comodità e benessere gli interessi spirituali: andare a messa, testimoniare la nostra fede di fronte agli amici, parlare di Dio nell’ambiente di lavoro, ecc.

LA BIBBIA
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito: chi crede in lui ha la vita eterna» (Gv 3,16).
«La legge del Signore è perfetta. Gli ordini del Signore sono giusti, fanno gioire il cuore; i comandi del Signore sono limpidi, danno luce agli occhi» (Sal 18).

LA CATECHESI E IL MAGISTERO
«La prima e più alta forma di carità per i fratelli è l’anelito per la loro eterna salvezza. L’amore cristiano non conosce confini e si sottrae perfino ai limiti dello spazio e del tempo, permettendoci di amare quanti hanno già lasciato questa terra» (Giovanni Paolo II, Messaggio alle religiose Minime di Nostra Signora del Suffragio).

I PADRI
Chi sono, poi, quelli che nel tempio vendono i buoi? Cerchiamo di capire nella figura il mistero racchiuso in questo fatto. Chi sono quelli che vendono le pecore e le colombe? Sono coloro che nella Chiesa cercano i loro interessi e non quelli di Cristo» (Ph 2,21).

«Quelli che non vogliono essere redenti, considerano ogni cosa come roba d’acquisto: non vogliono essere acquistati, quel che vogliono è vendere. Eppure, niente di meglio, per loro, che essere redenti dal sangue di Cristo e giungere così alla pace di Cristo. Del resto, a che serve acquistare, in questo mondo, beni temporali e transitori, siano il denaro siano i piaceri del ventre e della gola siano gli onori della lode umana? Che altro sono, tutte queste cose, se non fumo e vento? E passano tutte, corrono via. Guai a chi si sarà attaccato alle cose che passano, perché insieme passerà anche lui. Non sono, tutte queste cose, un fiume precipite che corre al mare? Guai a chi vi cade dentro, perché sarà trascinato nel mare. Insomma, dobbiamo trattenere i nostri affetti da simili concupiscenze» (Sant’Agostino, Comment. in Ioan., 10).

PENSIERI E FRASI
Il desiderio di essere molto amato procede dal grande amore… Per questo quando a noi non interessa molto una persona, non cerchiamo molto il suo amore, benché si tratti di un personaggio insigne e stimato: invece, se amiamo con sincerità qualcuno, benché sia umile e modesto, ci importa molto che ci ami (San Giovanni Crisostomo, in Rom 10,5). 

Il nostro Dio buono desidera ardentemente darci il grande tesoro del suo amore; ma vuole che glielo chiediamo con insistenza e che operiamo in tal maniera che tutti i nostri atti siano una continua supplica per chiedergli quell’amore (Teresa Margherita di Redi).

ANEDDOTI
Santa Teresina di Lisieux racconta nel suo libro che una volta vide sul giornale l’annuncio di un condannato che stava per morire sulla ghigliottina e non voleva convertirsi né confessarsi. Allora, lei si sacrificò e pregò per quell’anima e Dio l’ascoltò. Ma lei chiese un segno o una prova che realmente fosse stata ascoltata e che il criminale si fosse convertito. Il giorno dopo lesse sul giornale che il condannato, prima di morire, e dopo avere respinto più volte i conforti del sacerdote, si inginocchiò e baciò la croce del rosario del sacerdote. Con questo segno, la santa di Lisieux comprese che aveva ricevuto la grazia richiesta.

Le Ragioni della Speranza  ogni sabato ore 17:30  su Rai 1

A Sua immagine – Le Ragioni della Speranza

Padre Ermes Ronchi commenta il Vangelo della domenica con l’obiettivo di portare la Parola a tutti i credenti e non credenti, con un’apertura del Vangelo all’attualità del mondo.

La regia è di Barbara Borgiotti.

11/03/2012  SANTO DEL GIORNO San Sofronio

ravasi 8 marzo
Il paralitico, il perdono, gli uomini
di Gianfranco Ravasi
Ogni domenica alle 8.50 su Canale 5
Il programma di cultura e attualità religiosa è curato e condotto dall’insigne biblista il cardinale Gianfranco Ravasi e dalla giornalista Maria Cecilia Sangiorgi. Con “Le Frontiere dello Spirito”, per la prima volta una televisione ha affrontato la lettura integrale dei testi sacri. Ogni domenica, infatti, monsignor Gianfranco Ravasi, dalla Chiesa di Santa Croce in Gerusalemme, accanto a San Giovanni in Laterano a Roma, approfondisce due scritture sacre: la prima è un testo sacro letto da due giovani attori del Piccolo Teatro di Milano, la seconda una poesia di padre Turoldo letta dall’attrice Pia Lanciotti. Nel corso degli anni, la lettura è stata affidata anche ad attori prestigiosi come Giorgio Albertazzi, Mariangela Melato, Ottavia Piccolo, Pamela Villoresi, Chiara Muti, Gerard Depardieu e molti altri. Questo approfondimento verrà inoltre pubblicato sul settimanale Famiglia Cristiana.
Nella seconda parte del programma, curata dalla giornalista Maria Cecilia Sangiorgi, vengono affrontati, invece, argomenti di stretta attualità attraverso reportage, testimonianze e storie di vita. Un vero e proprio itinerario di scoperta e di conoscenza della dimensione religiosa ed ecclesiale nelle sue varie espressioni – istituzionali, comunitarie, personali – sempre improntato al dialogo con le altre religioni, alla cultura moderna e con uno sforzo costante da parte dei curatori della trasmissione: quello di calare la parola del Signore nella quotidianità.
Il produttore esecutivo della trasmissione è Tiziana Colombo e la regia è affidata a Vittorio Riva.
Puntata dell’11 marzo 11/03/2012
Marzo 2012
D L M M G V S
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
Domenica 11 Marzo 2012
TERZA DOMENICA DI QUARESIMA
help

La Liturgia di oggi

III DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)
(Viola)
I Lettura Es 20,1-17
La legge fu data per mezzo di Mosè.
Salmo (Sal 18)
Signore, tu hai parole di vita eterna.
II Lettura 1Cor 1,22-25
Annunciamo Cristo crocifisso, scandalo per gli uomini, ma, per coloro che sono chiamati, sapienza di Dio.
Vangelo Gv 2,13-25
Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere

11 marzo 2012
Il Santo del giorno

Sant’ Eulogio di Cordoba Sacerdote e martire
i santi di oggi …

I Santi di oggi

Sant’ Eulogio di Cordoba Sacerdote e martire
San Costantino Re e martire
Santa Rosina di Wenglingen Vergine, martire
San Firmino di Amiens Abate
San Sofronio di Gerusalemme Patriarca
Sant’ Eutimio di SardiVescovo e martire
San Pionio (o Pione) di Smirne Martire
gli altri santi …

 

Le Notizie
Agenzia Sir
Osservatore Romano
Avvenire
Misna
Fides
Zenit

Anna Posta

Published in: on marzo 11, 2012 at 4:54 PM  Lascia un commento  
Tags:

Avvenire 11 Marzo 2012 News

LogoAvvenire
BLITZ IN NIGERIA

Ucciso a sangue freddo
Lunedì i funerali di Lamolinara

Il tecnico è stato colpito da quattro colpi di arma da fuoco, mortale quello alla testa. Riserbo, rispetto e silenzio: lo chiede la sua famiglia. Le esequie a Gattinara (Vercelli), dove nell’aula del Consiglio comunale è stata allestita la camera ardente. Il rapimento di un altro ingegnere italiano è stato sventato ad Asaba.
Napolitano: fatto inspiegabile. Ma Londra si difende
IL CAMMINO DEL DIALOGO
Una celebrazione «connotata da un profondo carattere ecumenico» che «fa parte ormai dello spirito camaldolese contemporaneo». Così Benedetto XVI ha definito il momento di pre­ghiera vissuto insieme al primate anglicano Rowan Williams nella chiesa dei santi Andrea e Gregorio a Roma, con la celebrazione dei primi vespri della festa liturgica del Transito di San Gregorio.
L’omelia del Papa L’omelia dell’arcivescovo di Canterbury
Intervista al rettore di S. Gregorio al Celio padre Gargano (Tv2000)
ORVIETO
Leader Pdl: «Tre priorità: lavoro, lavoro, lavoro». E attacca la sinistra: «Con loro matrimoni tra gay». Replica del leghista su Facebook: «Pdl tolga sostegno al governo». Bersani: «Quando c’è da parlare di Rai, scopre il lavoro».
OFFENSIVA
Sale ad almeno 44 morti il bilancio di un’ennesima giornata di violenze in tutta la Siria. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera. Gran parte delle violenze si concentra a Idlib, dove, secondo testimoni, le forze inviate dal regime marciano verso il centro città. L’inviato dell’Onu Kofi Annan esprime “grave preoccupazione”.
Un’alternativa al baratro di Vittorio E. Parsi
NUOVA NORMATIVA
Imparare la lingua italiana, conoscere i fondamenti della Costituzione italiana, garantire l’adempimento dell’obbligo di istruzione dei figli minori e assolvere gli obblighi fiscali e contributivi: sono gli impegni richiesti, da oggi, dallo Stato italiano ai cittadini non appartenenti agli altri Stati dell’Unione europea.
MEDIO ORIENTE
All’origine di questa nuova tornata di violenze vi è stata ieri l’ uccisione a Gaza, con un’ esecuzione mirata condotta da un velivolo israeliano, di Zuheir al-Kaisi, il comandante dei Comitati di Resistenza popolare (Crp), una formazione armata alleata di Hamas. Secondo Israele, al-Kaisi aveva organizzato lo scorso ottobre un attentato a nord di Eilat ed era in fase avanzata di preparazione un nuovo attacco analogo.
TREZZANO SUL NAVIGLIO
Un allenatore di pallavolo femminile di 49 anni, pregiudicato per gli stessi reati, che adescava giovani ragazze sul web, presentandosi come un 15enne, con un nickname, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di reati a sfondo sessuale.
RUSSIA
Migliaia di persone in piazza a Mosca e San Pietroburgo per manifestare contro i presunti brogli nelle elezioni di domenica scorsa. Intanto Putin raccoglie l’appoggio di Obama.
Kofi Annan a Damasco. Lavrov (Russia): «Eviti rozze interferenze»
● IL VIDEO ● LA FOTO
Famiglia all’italiana, una mostra a Milano (TV2000)
Hostess cinesi in posa in Piazza Tiananmen a Pechino (Ap)
STATISTICHE

Cattolici, +15 milioni nel 2010,

Crescono Africa e Asia

Nuova edizione dell’Annuario Pontificio e dell’Annuarium Statisticum Ecclesiae. I cattolici sono circa 1 miliardo 196 milioni, con un aumento di fedeli pari all’1,3% e una presenza mondiale che rimane stabile attorno al 17,5%. Diminuiscono nell’America Meridionale e soprattutto in Europa.
SCI
Tragica caduta in gara dello sciatore freestyle canadese Nick Zoricic (nella foto) che si è schiantato contro le recinzioni perdendo la vita. L’incidente è avvenuto durante una prova di skicross a Grindelwald in Svizzera.
MAFIA E POLITICA
La Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza d’appello di condanna a sette anni di reclusione per il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa. Il processo di secondo grado dovrà essere rifatto a Palermo davanti ad altri giudici.
FISCO
In futuro i commercianti che pagano le tasse potrebbero essere premiati con una specifica attestazione di onestà. A parlare della possibile iniziativa è il direttore dell’Agenzia delle Entrate nel corso di un convegno alla Pontificia Università Lateranense.
PIANO ANTICRISI
Attivate le clausole di azione collettiva, che costringeranno tutti i detentori di bond greci che rientrano sotto la legge greca a partecipare allo swap, portando il tasso finale di adesione al 95,7%. In pratica viene dimezzato il debito in mano ai privati, portandolo da 206 a circa 100 miliardi.
Attenti alla trappola di Luigino Bruni
Borse asiatiche in rialzo, contrastate le europee
PALERMO
La Polizia scientifica ha attribuito i resti di uno scheletro, trovato nel settembre 2009 a Corleone, al sindacalista della Cgil Placido Rizzotto, rapito dalla mafia il 10 marzo del 1948 e poi ucciso.
La mafia ha perso di Domenico Delle Foglie

▪ AGORÀ DOMENICA


ANTICIPAZIONE
● I siti più usati per i set
● Bioetica e fantascienza
● Il centenario di Pascoli

▪ Il direttore risponde

“Glocali”, temerari
e sognatori…

▪ INTERVISTA

Perché l’arte di oggi
“odia” la bellezza?
La crisi estetica nella società
dell’immagine. Parla R. Papa
Laura Badaracchi

▪ EDITORIALE

IN TV LA STORIA DI MANIERO
Viso d’angelo, cuore di diavolo

Ferdinando Camon

▪ IMMIGRATI

Lampedusa, un anno dopo
storie di rinascita
Alessandra Turrisi

▪ MUSICA E LITURGIA

Sacra, cercansi nuovi talenti
Virgilio Celletti

▪ SPERLONGA

Il mare illuminato
della Riviera di Ulisse
Giorgio Agnisola

▪ FAMIGLIA

Servizi per la coppia:
seminario Cisf

▪ EDILIZIA RECORD

Cina, un grattacielo
di 15 piani in 30 giorni

▪ INCHIESTA

I giustizieri
dell'”odio di classe”

1945: anche Savona
ha il «triangolo rosso»
Roberto Festorazzi

▪ LA RUBRICA

Ogni vita è un tempio,
casa di Dio
di Ermes Ronchi

▪ 8 MARZO

Il Concilio fu anche «rosa»
Laura Badaracchi

▪ TECNOLOGIA

«È l’era del post pc»
Apple svela il nuovo iPad

▪ ANTICIPAZIONE

Bhatti, un martire
nel Pakistan diviso
Il libro: «Vita e martirio
di un cristiano in Pakistan»
Andrea Riccardi

▪ LA CIVILTÀ DELL’AUTO

Quattroruote mon amour
Alberto Caprotti

▪ EREMITI

Da nord a sud cresce
chi sceglie la solitudine
Alessandro Zaccuri

Anticipazione/Senza silenzio
non si fa la rivoluzione
Carlo Maria Martini

▪ 8 MARZO

Nascere donna: voci
da Sud Sudan e Pakistan
Anna Maria Brogi

▪ ABORTO POST-NASCITA

Dibattito, idee e commenti

Quando la bioetica
diventa campo di battaglia
Assuntina Morresi
Giornale in edicola

Foto dal sisma: ora si salvano i ricordi

L’11 marzo 2011 il terremoto colpiva il Paese. Oggi un esercito di volontari ripulisce anche gli album fotografici
dossier4.gif
Offerte
Periti meccanici, fresatore, saldatore
e disegnatore tecnico nel Comasco
          

.

Published in: on marzo 11, 2012 at 10:21 am  Lascia un commento  
Tags:

Famiglia cristiana 11 Marzo 2012 News

Il presidente della Cei auspica anche che la Chiesa nel suo insieme e, in essa, i Pastori, «si mettano in cammino per condurre gli uomini fuori dal deserto, verso il luogo della vita, verso l’amicizia con il Figlio di Dio. La comunione dei Vescovi tra di loro e attorno al Papa rafforzi la missione e la testimonianza cristiana in una società che, per quanto segnata da una profonda crisi culturale ed economica, non cessa di sperare in un futuro migliore».
La Cei ha diffuso inoltre una nota in cui si esprimono le felicitazioni e la «piena disponibilità» di mons. Crociata e dell’intera Segreteria Generale della CEI.

11 MARZO 2011, FUKUSHIMA L’ANNO DOPO

11 marzo 2011, Fukushima l'anno dopo
11 marzo 2011, Fukushima l'anno dopo

11 marzo 2011, Fukushima l’anno dopo

L'ultima follia? Sopprimere i neonati

L’ultima follia? Sopprimere i neonati

Cantautori, nel cuore di Genova

Cantautori, nel cuore di Genova

Matrimoni, in crescita le unioni miste

Matrimoni, in crescita le unioni miste

Antonietta, come sempre

Antonietta, come sempre10/03/2012 | Antonietta Di Martino, come sempre. Comunque vada quando c’è una gara che conta lei c’è. Sembra non patire nemmeno la patente di salvatrice della patria che da un po’ ormai l’accompagna, in…

Tav, un treno ad alta tensione

Tav, un treno ad alta tensione10/03/2012 | Quattordici domande e quattordici risposte per spiegare i motivi che hanno spinto il governo Monti a confermare la realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità (e ad alta capacità…

Grecia, dalla crisi al disastro sociale

Grecia, dalla crisi al disastro sociale10/03/2012 | Komotini è una piccola città del nord della Grecia, capoluogo della provincia della Macedonia orientale e Tracia. Una regione tradizionalmente povera, dove risiede la grande parte della minoranza…

Acqua, il rischio di bollette più care

Acqua, il rischio di bollette più care10/03/2012 | “Acqua pubblica, ci metto la firma”. Uno slogan che ha segnato il successo, per nulla scontato, del referendum abrogativo di due articoli di legge relativi alle risorse idriche. Un successo che…

Alza la testa, Tanzania

Alza la testa, Tanzania10/03/2012 | Essere una persona disabile in Tanzania, nell’Africa orientale, significa portarsi addosso una condanna, una colpa senza nome che costringe a vivere nell’abbandono, senza rapporti sociali. A…

Calcio, tutto finto tranne il tifo

Calcio, tutto finto tranne il tifo10/03/2012 | Ma ci stiamo accorgendo che si sta disputando un campionato italiano di calcio quasi tutto finto?  Cominciamo dal “quasi”, nel senso di dire subito cosa c’è, o almeno appare, di vero: poca cosa,…

Diventi madre? Il drink può aspettare

Diventi madre? Il drink può aspettare09/03/2012 | In Italia ogni anno più di 560mila donne diventano madri. E per molte di loro durante la gravidanza sorge una domanda: come regolarsi con il consumo di alcol? Il vino, la birra, gli alcolici in…

Quella violenza ancora nascosta

Quella violenza ancora nascosta09/03/2012 | Le numerose comunità gestite da religiose in tutta Italia rappresentano in molti casi dei luoghi-protetti, case-famiglia nel vero senso della parola, luoghi di accoglienza dove, in un clima di…

UN FIOCCO NERO PER LA SIRIA
Famiglia Cristiana aderisce all’appello di Shady Hamadi in solidarietà verso il popolo della Siria.

Massimo Gramellini
Giornalista e scrittore, Gramellini narra in questo romanzo il rapporto con sua madre, “scomparsa” quando lui aveva 9 anni e “ricomparsa” quarant’anni dopo. La capacità del perdono (intervista di Fulvio Scaglione, riprese di Paolo Siccardi).

Meteo dal 9 al 12 marzo 2012…
Leggi le previsioni complete…

Moda e colore, quadri da indossare

  • Moda e colore, quadri da indossare
05/03/2012 – A Milano, presso Giò Marconi e Kaleidoscope le opere di Sonia Delaunay, la signora dei tessuti, e quelle di due creative contemporanee: Kerstin Braetsch e Adele Roeder.
Published in: on marzo 11, 2012 at 7:14 am  Lascia un commento  
Tags:

Sabato della II settimana di Quaresima 10 marzo 2012

Anna Posta ha condiviso l’album di Parrocchia SS. Trinita’ Oblati di S.Giuseppe P.zza Trinita’ Parete (ce)22 aprile 2011 VIA CRUCIS PER LE STRADE DI PARETE.

DALLA PARROCCHIA SS TRINITA’ ALLA CHIESA SAN PIETRO APOSTOLO

 Sab   10  Feria quaresimale
Sab 10 Mar 2012 – Feria MissF.O.  Letture  Lodi Media  Vespri  Compieta

Dom 11 Mar 2012 III DOM. DI QUARESIMA – B Domínica tértia in Quadragésima

MissF.O.  MissF.E.  Letture odi  Media  Vespri  Compieta

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Viola

Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/EQ026.mp3

Oggi Gesù dice una parabola per ciascuno di noi: noi tutti siamo quel figlio che il peccato ha allontanato dal Padre, e che deve ritrovare, ogni giorno più direttamente, il cammino della sua casa, il cammino del suo cuore. La conversione è esattamente questo: questo viaggio, questo percorso che consiste nell’abbandonare il nostro peccato e la miseria nella quale esso ci ha gettati per andare verso il Padre.
Ciò che ci sconvolge in questa parabola, e la realtà la sorpassa di molto, è il vedere che di fatto il nostro Padre ci attende da sempre. Siamo noi ad averlo lasciato, ma lui, lui non ci lascia mai. Egli è “commosso” non appena ci vede tornare a lui. Talvolta saremmo tentati di dubitare del suo perdono, pensando che la nostra colpa sia troppo grande. Ma il padre continua sempre ad amarci. Egli è infinitamente fedele. Non sono i nostri peccati ad impedirgli di darci il suo amore, ma il nostro orgoglio. Non appena ci riconosciamo peccatori, subito egli si dona di nuovo a noi, con un amore ancora più grande, un amore che può riparare a tutto, un amore in grado in ogni momento di trarre dal male un bene più grande. Il suo perdono non è una semplice amnistia, è un’effusione di misericordia, nella quale la tenerezza è più forte del peccato.
Gesù vuole che noi abbiamo la stessa fiducia anche nei confronti degli altri. Nel cuore di ogni uomo vi è sempre una possibilità di ritorno al Padre, e noi dobbiamo sperarlo senza sosta. Quando vediamo fratelli e sorelle convertiti di recente che ricevono grazie di intimità con Dio, spesso davvero straordinarie, esultiamo senza ripensamenti, e partecipiamo alla gioia del Padre.

Antifona d’ingresso
Paziente e misericordioso è il Signore,
lento all’ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore per tutti,
e la sua misericordia
si estende a tutte le sue creature. (Sal 145,8-9)

Colletta
O Dio, che per mezzo dei sacramenti
ci rendi partecipi del tuo mistero di gloria,
guidaci attraverso le esperienze della vita,
perché possiamo giungere alla splendida luce
in cui è la tua dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura   Mi 7,14-15.18-20

Il nostro Dio viene a salvarci.

Dal libro del profeta Michèa

Pasci il tuo popolo con la tua verga,
il gregge della tua eredità,
che sta solitario nella foresta
tra fertili campagne;
pascolino in Basan e in Gàlaad
come nei tempi antichi.
Come quando sei uscito dalla terra d’Egitto,
mostraci cose prodigiose.
Quale dio è come te,
che toglie l’iniquità e perdona il peccato
al resto della sua eredità?
Egli non serba per sempre la sua ira,
ma si compiace di manifestare il suo amore.
Egli tornerà ad avere pietà di noi,
calpesterà le nostre colpe.
Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati.
Conserverai a Giacobbe la tua fedeltà,
ad Abramo il tuo amore,
come hai giurato ai nostri padri
fin dai tempi antichi. Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 102

Misericordioso e pietoso è il Signore.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia.

Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe.

Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.

Canto al Vangelo (Lc 15,18)
Lode e onore a te, Signore Gesù.
Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò:
Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te.
Lode e onore a te, Signore Gesù.

Vangelo   Lc 15,1-3.11-32

Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola:
«Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”». Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore, padre buono e misericordioso, perdona tutti i nostri peccati. Convertiti dal suo abbraccio amoroso, rivolgiamogli la nostra supplica, dicendo:
Signore, pietà.

Per la Chiesa che ha la missione di riconciliare con Dio la comunità degli uomini: sperimenti in se stessa la riconciliazione evangelica e si presenti al mondo lacerato dal peccato, segno credibile di conversione e di unità. Preghiamo:
Per coloro che non comprendono la tenerezza di Dio verso i peccatori o ritengono impossibile il perdono: i cristiani siano per essi una concreta attuazione della parabola evangelica. Preghiamo:
Per la famiglia, che è irradiazione della paternità e maternità di Dio: educhi i figli al perdono e alla comunione nella gioia. Preghiamo:
Per le persone disorientate dalle proposte negative della società: trovino nel progetto di Dio sull’uomo il riferimento sicuro per la propria vita. Preghiamo:
Per noi che abbiamo ascoltato il vangelo della misericordia: esso ci dia la forza di alzarci e di incamminarci verso la riconciliazione pasquale. Preghiamo:
Perchè accogliamo l’invito a perdonare per essere perdonati.
Per i giovani che anche oggi si allontanano da casa.

O Padre che ci converti, non minacciando castighi ma rivelandoci la tua bontà e misericordia, fa’ che, rifiutato il cibo immondo del peccato, ci alimentiamo al banchetto dell’eucaristia quaresimale per esser trasformati in Cristo, che è Dio e vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Da questo sacrificio che ti offriamo,
Signore,
venga per noi una forza di redenzione,
che ci salvi dai cedimenti umani
e ci prepari a ricevere i doni della salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DI QUARESIMA II
La penitenza dello spirito

È veramente giusto renderti grazie,
è bello cantare la tua gloria,
Padre Santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Tu hai stabilito per i tuoi figli
un tempo di rinnovamento spirituale,
perché si convertano a te con tutto il cuore,
e liberi dai fermenti del peccato
vivano le vicende di questo mondo,
sempre orientati verso i beni eterni.
Per questo dono della tua benevolenza,
uniti agli angeli e ai santi,
con voce unanime
cantiamo l’inno della tua lode: Santo…

Antifona di comunione
“Rallegrati, figlio mio,
perché tuo fratello era morto
ed è tornato in vita,
era perduto ed è stato ritrovato”. (Lc 15,32)

Preghiera dopo la comunione

La comunione al pane di vita eterna, o Dio,
agisca profondamente nel nostro spirito,
e ci renda partecipi
della forza di così grande sacramento.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120310.shtml

Movimento Apostolico – rito romano     (Omelia del 10-03-2012)

Quando era ancora lontano, suo padre lo vide

La misericordia di Dio ha un solo nome: accoglienza. Essa è tutta racchiusa in questa frase:“Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò”. Oggi Gesù ci rivela il cuore del Padre, come unica e sola legge della nostra misericordia, pietà, compassione, accoglienza. Siamo noi quel figlio maggiore che si rifiuta di accogliere il fratello, perché aveva abbandonato la casa del padre, dilapidando i suoi molti beni. Al padre non interessano i beni. Questi non sono oggetto del suo amore. Oggetto del suo amore è uno solo: il suo figlio che era perduto e che ora è tornato in vita.
Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola. Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».
Il nostro cuore non è meschino perché incapace di amare, accogliere, perdonare. Lo è invece perché lo costituiamo misura unica per il cuore del Padre celeste e per quello di ogni nostro fratello. Oggi in modo particolare abbiamo superato gli stessi scribi e farisei. A Dio chiediamo vendetta, giustizia, immediato giudizio, inferno eterno per coloro che ci fanno del male. Addirittura abbiamo superato la stessa richiesta di giustizia che troviamo nel Salmo: “Ricòrdati, Signore, dei figli di Edom, che, nel giorno di Gerusalemme, dicevano:«Spogliatela, spogliatela fino alle sue fondamenta!». Figlia di Babilonia devastatrice, beato chi ti renderà quanto ci hai fatto. Beato chi afferrerà i tuoi piccoli e li sfracellerà contro la pietra” (Sal 137 (136) 7-9). La parabola dice quasi nulla della grandezza dell’amore del Padre. Per la nostra conversione e salvezza Lui ci ha dato dalla Croce il suo Figlio Unigenito, il suo Amato, il suo Amore eterno.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, insegnateci la vera misericordia.

ravasi 8 marzo
Il paralitico, il perdono, gli uomini
di Gianfranco Ravasi

10/03/2012  SANTO DEL GIORNO  San Giovanni Ogilvie

10/03/2012  Beato Giovanni delle Celle La feconda solitudine

Marzo 2012
D L M M G V S
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
Sabato 10 Marzo 2012
II SETTIMANA DI QUARESIMA – SABATO
help

La Liturgia di oggi

Sabato della II settimana di Quaresima
(Viola)
I Lettura Mi 7,14-15.18-20
Il nostro Dio viene a salvarci.
Salmo (Sal 102)
Misericordioso e pietoso è il Signore.
Vangelo Lc 15,1-3.11-32
Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita.

10 marzo 2012
Il Santo del giorno

San Macario di Gerusalemme Vescovo
i santi di oggi …

I Santi di oggi

San Macario di Gerusalemme Vescovo
San Simplicio Papa
San Vittore Martire in Africa
Santa Maria Eugenia di Gesù (Anna Milleret de Brou)Fondatrice
San Giovanni OgilvieMartire
Santi Caio ed Alessandro Martiri ad Apamea
San Drottoveo Abate a Parigi
gli altri santi …
Le Notizie
Agenzia Sir
Osservatore Romano
Avvenire
Misna
Fides
Zenit

Anna Posta


Venerdì della II settimana di Quaresima 9 Marzo 2012

Ven 09 Mar 2012 – Feria 

MissF.O.  Letture  Lodi
Media  Vespri  Compieta

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Viola

Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/EQ025.mp3

In questo venerdì la Chiesa ha scelto di farci leggere due testi che ci preparano al mistero del Venerdì Santo, nel quale Gesù viene ucciso per salvare noi.
Abele, ucciso dal suo fratello geloso, è la prima immagine di Gesù nell’Antico Testamento. Viene poi la figura di Giuseppe, venduto dai suoi fratelli. Questi passi della Genesi mettono in piena luce la ferita che colpisce il cuore di tutti gli uomini dopo il peccato originale e che ostacola il sorgere dei sentimenti fraterni. La gelosia può assumere molte forme, vi sono modi più o meno eleganti di sbarazzarci di qualcuno che ci infastidisce e bisogna riconoscere che si tratta di una tentazione molto frequente, anche in una comunità cristiana. Abbiamo bisogno di chiedere continuamente a Dio una purificazione più profonda, per non accettare mai volontariamente nei nostri cuori il più piccolo sentimento di ostilità nei confronti di un fratello. L’ostilità diventa così facilmente odio…
La parabola dei vignaioli assassini è indirizzata ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo. Ci fa comprendere una particolare sofferenza del cuore di Gesù, e al tempo stesso ci fa penetrare nel mistero della sua Chiesa. Gesù ha sofferto per tutti i nostri peccati, ma in particolar modo ha sofferto per essere stato ripudiato e infine ucciso dai pastori del popolo eletto.
Quando consideriamo la storia della Chiesa e del mondo, vediamo che spesso gli uomini hanno veramente voglia di conservare l’eredità del cristianesimo: una nuova visione dell’uomo e della sua dignità personale, un senso della giustizia, della condivisione… Ma essi vogliono sopprimere l’Erede. Si accontentano di una spiritualità senza Dio! Durante questa Quaresima, chiediamo la grazia di attaccarci con fermezza non solo al messaggio, ma anche alla persona di Gesù, e che la nostra unione con lui sia il centro della nostra vita.

Antifona d’ingresso
In te mi rifugio, Signore,
che io non resti confuso in eterno;
mi salverai dalla rete che mi hanno teso i nemici,
perché tu sei la mia difesa. (Sal 31,2.5)

 ha aggiunto 26 foto all’album foto22 febbraio
Anna Posta ha condiviso l’album di

DALLA PARROCCHIA SS TRINITA’ ALLA CHIESA SAN PIETRO APOSTOLO

Colletta
Dio onnipotente e misericordioso,
concedi ai tuoi fedeli
di essere intimamente purificati
dall’impegno penitenziale della Quaresima,
per giungere con spirito nuovo
alle prossime feste di Pasqua.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura   Gen 37,3-4.12-13.17-28

Eccolo! È arrivato il signore dei sogni! Orsù, uccidiamolo!

Dal libro della Gènesi

Israele amava Giuseppe più di tutti i suoi figli, perché era il figlio avuto in vecchiaia, e gli aveva fatto una tunica con maniche lunghe. I suoi fratelli, vedendo che il loro padre amava lui più di tutti i suoi figli, lo odiavano e non riuscivano a parlargli amichevolmente.
I suoi fratelli erano andati a pascolare il gregge del loro padre a Sichem. Israele disse a Giuseppe: «Sai che i tuoi fratelli sono al pascolo a Sichem? Vieni, ti voglio mandare da loro». Allora Giuseppe ripartì in cerca dei suoi fratelli e li trovò a Dotan.
Essi lo videro da lontano e, prima che giungesse vicino a loro, complottarono contro di lui per farlo morire. Si dissero l’un l’altro: «Eccolo! È arrivato il signore dei sogni! Orsù, uccidiamolo e gettiamolo in una cisterna! Poi diremo: “Una bestia feroce l’ha divorato!”. Così vedremo che ne sarà dei suoi sogni!».
Ma Ruben sentì e, volendo salvarlo dalle loro mani, disse: «Non togliamogli la vita». Poi disse loro: «Non spargete il sangue, gettatelo in questa cisterna che è nel deserto, ma non colpitelo con la vostra mano»: egli intendeva salvarlo dalle loro mani e ricondurlo a suo padre.
Quando Giuseppe fu arrivato presso i suoi fratelli, essi lo spogliarono della sua tunica, quella tunica con le maniche lunghe che egli indossava, lo afferrarono e lo gettarono nella cisterna: era una cisterna vuota, senz’acqua.
Poi sedettero per prendere cibo. Quand’ecco, alzando gli occhi, videro arrivare una carovana di Ismaeliti provenienti da Gàlaad, con i cammelli carichi di rèsina, balsamo e làudano, che andavano a portare in Egitto. Allora Giuda disse ai fratelli: «Che guadagno c’è a uccidere il nostro fratello e a coprire il suo sangue? Su, vendiamolo agli Ismaeliti e la nostra mano non sia contro di lui, perché è nostro fratello e nostra carne». I suoi fratelli gli diedero ascolto.
Passarono alcuni mercanti madianiti; essi tirarono su ed estrassero Giuseppe dalla cisterna e per venti sicli d’argento vendettero Giuseppe agli Ismaeliti. Così Giuseppe fu condotto in Egitto. Parola di Dio

Salmo responsoriale  Sal 104

Ricordiamo, Signore, le tue meraviglie.

Il Signore chiamò la carestia su quella terra,
togliendo il sostegno del pane.
Davanti a loro mandò un uomo,
Giuseppe, venduto come schiavo.

Gli strinsero i piedi con ceppi,
il ferro gli serrò la gola,
finché non si avverò la sua parola
e l’oracolo del Signore ne provò l’innocenza.

Il re mandò a scioglierlo,
il capo dei popoli lo fece liberare;
lo costituì signore del suo palazzo,
capo di tutti i suoi averi.

Canto al Vangelo (Gv 3,16)
Lode e onore a te, Signore Gesù.
Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito;
chiunque crede in lui ha la vita eterna.
Lode e onore a te, Signore Gesù.

Vangelo   Mt 21,33-43.45

Costui è l’erede. Su, uccidiamolo!

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».
Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta. Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
La storia di Giuseppe e dei suoi fratelli rivela la volontà del Signore di capovolgere in bene il male fatto contro gli innocenti. La sua compassione, per chi soffre senza colpa ci incoraggia a rivolgergli la nostra preghiera dicendo insieme:
Ascoltaci, o Signore.

Perchè il Papa, i vescovi e i sacerdoti, ai quali è affidata la Chiesa, vigna del Signore, non vengano meno alla missione di far fruttificare il regno di Dio tra gli uomini. Preghiamo:
Perchè l’esperienza di Giuseppe rafforzi nelle persone deluse e scoraggiate la convinzione che Dio trae il bene anche dal male. Preghiamo:
Perchè soprattutto i cristiani, incontrando uno straniero immigrato nel nostro paese, si ricordino che nessuno è straniero davanti a Dio, e che a tutti Dio dona la sua terra. Preghiamo:
Perchè il dolore dei profughi e degli esiliati sia mitigato dalla pronta accoglienza dei paesi ospitanti. Preghiamo:
Perchè la tenerezza paterna di Dio, frequentemente sperimentata nei sacramenti e nella preghiera, ci aiuti a rimanere sereni e fiduciosi nelle prove della vita. Preghiamo:
Per chi si allontana da Dio perchè colpito da qualche disgrazia.
Per chi, per disperazione, non chiede più aiuto a nessuno.

O Dio, padre buono, che metti a fondamento della tua Chiesa la pietra scartata dagli uomini, Cristo tuo Figlio, fa’ che noi, accogliendo gli ultimi e condividendo la loro sofferenza, testimoniamo la tua predilezione per i deboli e i poveri. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
La tua misericordia, o Dio,
ci prepari a celebrare i santi misteri
e a viverli con la fede e con le opere.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DI QUARESIMA II
La penitenza dello spirito

È veramente giusto renderti grazie,
è bello cantare la tua gloria,
Padre Santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Tu hai stabilito per i tuoi figli
un tempo di rinnovamento spirituale,
perché si convertano a te con tutto il cuore,
e liberi dai fermenti del peccato
vivano le vicende di questo mondo,
sempre orientati verso i beni eterni.
Per questo dono della tua benevolenza,
uniti agli angeli e ai santi,
con voce unanime
cantiamo l’inno della tua lode: Santo…

Antifona di comunione
Dio ci ha amati
e ha mandato il suo Figlio,
vittima di espiazione per i nostri peccati. (1Gv 4,10)

Oppure:
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta testata d’angolo. (Mt 21,42)

Preghiera dopo la comunione

Il pegno dell’eterna salvezza,
che abbiamo ricevuto in questi sacramenti,
ci aiuti, Signore,
a progredire nel cammino verso di te,
per giungere al possesso dei beni eterni.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120309.shtml

Movimento Apostolico – rito romano     (Omelia del 09-03-2012)

Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!

L’alleanza con Dio si fonda su un patto bilaterale. Dio dona se stesso all’uomo. L’uomo dona se stesso a Dio. Dio si dona all’uomo sotto forma di vita, di ogni vita, fisica, spirituale, politica, economica, sociale, sapienziale, nel tempo e nell’eternità. L’uomo si dona a Dio con la perfetta obbedienza ad ogni Parola che esce dalla bocca di Dio. Con Isaia Dio si lamenta del tradimento del Patto da parte del suo popolo. Lo fa attraverso un cantico particolare, che è quello della vigna: “Voglio cantare per il mio diletto il mio cantico d’amore per la sua vigna. Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle. Egli l’aveva dissodata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato viti pregiate; in mezzo vi aveva costruito una torre e scavato anche un tino. Egli aspettò che producesse uva; essa produsse, invece, acini acerbi. E ora, abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, siate voi giudici fra me e la mia vigna. Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto? Perché, mentre attendevo che producesse uva, essa ha prodotto acini acerbi? Ora voglio farvi conoscere ciò che sto per fare alla mia vigna: toglierò la sua siepe e si trasformerà in pascolo; demolirò il suo muro di cinta e verrà calpestata. La renderò un deserto, non sarà potata né vangata e vi cresceranno rovi e pruni; alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia. Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti è la casa d’Israele; gli abitanti di Giuda sono la sua piantagione preferita. Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi” (Is 5,1-7). Il popolo non dona la sua vita a Dio. Dio non potrà più dare la sua vita al popolo. Occorre la conversione, il ritorno del popolo al Patto giurato, all’Alleanza stipulata. O conversione, o morte. O ritorno al Patto con fedeltà assoluta, o distruzione, devastazione, esilio.
Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti. Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.
La parabola di Gesù aggiunge all’antico insegnamento la persecuzione di tutti i profeti mandati da Dio a richiamare il popolo perché ritornasse nell’Alleanza e si aprisse all’ascolto di ogni Parola che esce oggi e sempre dalla bocca di Dio. Ci rivela che anche Gesù farà la stessa fine degli altri messaggeri del Signore. Verità della parabola è questa: essi sanno che Gesù è il Figlio di Dio, il suo erede, e decidono di ucciderlo per entrare loro in possesso dell’eredità della vigna. Come si può comprendere vi è negli uccisori di Gesù una volontà satanica, diabolica di perfetta autonomia da Dio. È Dio che loro rifiutano. Questa verità così ci viene insegnata dall’Apostolo Giovanni: “Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto costoro, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Essi sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. Noi siamo da Dio: chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta. Da questo noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell’errore” (1Gv 4,4-6). Sempre vi è una verità teologica, prima che Cristologica o ecclesiale. Si rifiuta la Chiesa e Cristo, perché non si vuole adorare il vero Dio secondo perfezione di verità.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci veri adoratori di Dio.

09/03/2012  SANTO DEL GIORNO Santa Francesca Romana

09/03/2012  Domenico Savio La gioia della santità

Gli anni che passano sono come le monetine di un salvadanaio: servono solo a renderci preziosi. A Padre Sabino,
auguriamo di vero cuore e tanto affetto un Grandioso, Magnifico, Splendido, Bello, Sereno, Gioioso, Festante, Prospero, Meraviglioso e Ricco di ogni Bene e Felicità, da tutti noi … Buon Compleanno !!!

I fuochi pirotecnici, danzano con fragoroso rumore e come tante stelle che brillano in alto, rischiarando di volta in volta quel cielo immenso che si fà chiaro e splendente, sembra dicano a quanti col nasino in sù: che bel giorno è il Compleanno di Persona assai gradita, perchè edotta, sapiente, prudente, amabile, sensibile e generosa. Persona degna di stima ed affetto, gradevole e delicata come il Suo animo gentile e Puro. Affettuosi A.U.G.U.R.I. da tutti noi Padre Sabino !!!

PER LA SANTITA’ DEI SACERDOTI 

Oh Gesù, Pastore eterno delle anime, ascolta la preghiera per i nostri sacerdoti. Esaudisci in essa il Tuo stesso infinito desiderio. Non sono loro il frutto più prezioso, l’alto amore in cui si assommano i Tuoi amori, per le anime?

Lo confessiamo, ci siamo resi indegni di avere sacerdoti santi, ma la Tua misericordia è infinitamente più grande della nostra malizia. Signore, fa che ascendano al Tuo Sacerdozio solo quelli da Te chiamati; illumina i Pastori nella scelta, i direttori di spirito nel consiglio, gli educatori nella cura delle vocazioni.

Donaci Sacerdoti che siano ricolmi del tuo amore, perfetti nell’umiltà e nella purezza, eroi di sacrificio, apostoli della Tua gloria, salvatori e santificatori delle anime.

Abbi misericordia di tanti smarriti, cui debbono essere luce; di tanti poveri che invocano chi, preservandoli dagli inganni, li redima nel Tuo Nome; di tanti giovani, che invocano chi li aiuti e a Te li conduca; di tanti che soffrono e hanno bisogno di un cuore che con Te li consoli. Tu sai quante anime giungerebbero alla perfezione per l’opera di santi sacerdoti.

Abbi ancora una volta compassione del Tuo popolo che ha fame e sete. Fa che i nostri sacerdoti Ti conducano questa umanità sofferente, cosicché ancora una volta venga rinnovata la terra, nobilitata la Tua Chiesa, stabilito nella pace il Tuo regno.

Vergine Immacolata, Madre dell’eterno Sacerdote, che accogliesti Giovanni, l’apostolo da Gesù prediletto, come primo figlio d’adozione, che fosti nel Cenacolo Madre e Maestra degli Apostoli, degnati di mettere sulle tue labbra la nostra umile preghiera, fanne risuonare gli accenti nel cuore adorabile del Tuo Figlio divino e con la Tua onnipotenza supplichevole, ottieni alla santa Chiesa una perenne e rinnovata Pentecoste. Così sia.

Marzo 2012
D L M M G V S
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
Venerdì 9 Marzo 2012
II SETTIMANA DI QUARESIMA – VENERDÌ
help

La Liturgia di oggi

Venerdì della II settimana di Quaresima
(Viola)
I Lettura Gen 37,3-4.12-13.17-28
Eccolo! È arrivato il signore dei sogni! Orsù, uccidiamolo!
Salmo (Sal 104)
Ricordiamo, Signore, le tue meraviglie.
Vangelo Mt 21,33-43.45
Costui è l’erede. Su, uccidiamolo!

09 marzo 2012
Il Santo del giorno

Santa Francesca Romana Religiosa
i santi di oggi …

I Santi di oggi

Santa Francesca Romana Religiosa –Memoria Facoltativa
Santa Caterina (Vigri) da BolognaVergine – Comune
San Domenico SavioAdolescente – Comune
San Vitale di Castronuovo Asceta
San Brunone Bonifacio di QuerfurtVescovo camaldolese, martire
Santi Quaranta Martiri di Sebaste
San Paciano di Barcellona Vescovo
gli altri santi …
Le Notizie
Agenzia Sir
Osservatore Romano
Avvenire
Misna
Fides
Zenit

PREGHIERA PER I SACERDOTI

Signore Gesù, hai scelto i Tuoi preti tra noi e li hai mandati a proclamare la Tua Parola e ad agire nel Tuo Nome. Per un così grande dono alla Tua Chiesa, Ti lodiamo e Ti rendiamo grazie. Ti chiediamo di riempirli con il fuoco del Tuo amore, cosicché il loro ministero riveli la Tua presenza nella Chiesa. Poiché sono vasi di argilla, preghiamo perché il Tuo potere operi  nella loro debolezza. Nelle loro afflizioni non permettere che siano schiacciati; nei dubbi non disperino; nella tentazione non siano distrutti. Ispirali nella preghiera di vivere ogni giorno il mistero della Tua Morte e Resurrezione. Nel tempo della debolezza, invia loro il Tuo Spirito e aiutali a lodare il Tuo Padre Celeste e a pregare per i poveri peccatori. Con lo stesso Santo Spirito poni la Tua Parola sulle loro labbra e il Tuo Amore nei loro cuori, perché portino la Buona Novella al povero e fascino i cuori spezzati. Possa infine il dono di Maria, Tua Madre, al discepolo che hai amato, essere il Tuo dono a ogni prete. Concedi che Lei, che Ti ha formato alla sua immagine umana, possa formarli alla Tua immagine divina, per la potenza del Tuo Spirito, a gloria di Dio Padre. Amen. Oh Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te.

oh happy day
oh happy day
when Jesus washed
oh really washed
when Jesus washed
Auguri di Buon Compleanno!!

PREGHIERA PER I SACERDOTI ….. !!!!!

Oh Gesù, sommo ed eterno Sacerdote,
custodisci il Tuo Sacerdote dentro il Tuo Sacro Cuore.
Conserva immacolate le sue mani unte
che toccano ogni giorno il Tuo Sacro Corpo.
Custodisci pure le sue labbra
arrossate dal Tuo Prezioso Sangue.
Mantieni puro e celeste il suo cuore
segnato dal Tuo sublime carattere sacerdotale.
Fa’ che cresca nella fedeltà e nell’amore per Te
e preservalo dal contagio del mondo.
Col potere di trasformare il pane e il vino
donagli anche quello di trasformare i cuori.
Benedici e rendi fruttuose le sue fatiche
e dagli un giorno la corona della vita eterna. Amen!

(Santa Teresa di Gesù Bambino)

Implorazione all’Angelo Custode:
Oh Angelo benignissimo mio custode, tutore e maestro, guida e difesa, sapientissimo consigliere e fedelissimo mio amico, al quale io sono raccomandato per la bontà del Signore dal punto in cui nacqui fino all’ultima ora della mia vita; quanta riverenza Vi devo, sapendo che state presente ove io stò! e con quanta devozione Vi devo servire per l’amore col quale vegliate! e che gran confidenza devo avere avendoVi a lato per mia difesa! Or dunque, insegnatemi, oh Angelo santo, correggetemi, assistetemi, guidatemi e custoditemi per il cammino diritto e sicuro alla santa Città di Dio, e non permettete che io faccia in Vostra presenza cosa che vi offende e che io non ardirei di fare in presenza di un altro uomo come sono io. Presentate i miei desideri al Signore, offrite le mie orazioni, mostrate le mie miserie, ed impetratemi il rimedio di esse dalla sua infinita bontà.Vigilate quando dormo, non vi stancate quando sono stanco, sostenetemi quando sto per cadere, guidatemi allorché vado errando; animatemi quando mi perdo d’animo, illuminatemi quando non vedo, difendetemi quando sono combattuto, raffrenate l’impeto dell’astuto nemico, e, nell’ora della mia morte, liberatemi dal dragone infernale, affinché, guidato e difeso da Voi, vada alla Vostra gloriosa dimora, e Voi godiate del mio bene e io goda della Vostra gloria, ed il Signore Vostro e mio sia glorificato in Voi ed in noi, in tutti i secoli dei secoli. E così sia.
A.U.G.U.R.I…S.I.N.C.E.R.I.

Anna Posta e Parrocchia SS. Trinita’ Oblati di S.Giuseppe P.zza Trinita’ Parete (ce)

Giovedì della II settimana di Quaresima 8 Marzo 2012

Gio 08 Mar 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi
Media  Vespri  Compieta

http://www.maranatha.it/PDAliturgy/12qu02/00-ENTRA.htm

[http://www.maranatha.it/calendar/cal12Bpage.htm

Gio   08  Feria quaresimale

Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/EQ024.mp3

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Viola

“Quant’è difficile, per coloro che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!” (Lc 18,24). Perciò è necessario, dice Gesù, un cambiamento radicale del nostro atteggiamento. È necessario liberarci di tutte le ricchezze che appesantiscono il nostro cuore, è necessario staccarsene, perché esse ci impediscono di vedere il povero che “giace alla nostra porta”. Chi tra noi oserebbe dire che non tiene a nessuna ricchezza? Siamo tutti assai preoccupati di noi stessi, del nostro agio, dei nostri interessi… La vera privazione, la più importante agli occhi di Dio, è quella che libera il nostro cuore dal suo egoismo e che lo apre agli altri.
Il Vangelo ci dà modo di conquistare veri tesori che nulla può intaccare: mettendo al servizio dei poveri, con umiltà, tutto ciò che abbiamo in beni materiali, talento, potere, qualità. Allora, coloro che avremo soccorso verranno da questa terra in nostro aiuto: non solamente faranno scaturire ciò che vi è di migliore in noi, la gioia del dare, ma ci faranno ottenere per noi un posto nel regno di Dio, che non appartiene che ai poveri.

Antifona d’ingresso
Scrutami, o Dio, e conosci il mio cuore;
vedi se percorro una via di menzogna,
e guidami sulla via della vita. (Sal 139,23-24)

Colletta
O Dio, che ami l’innocenza,
e la ridoni a chi l’ha perduta,
volgi verso di te i nostri cuori
e donaci il fervore del tuo Spirito,
perché possiamo esser saldi nella fede
e operosi nella carità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura   Ger 17,5-10

Maledetto chi confida nell’uomo; benedetto chi confida nel Signore.

Dal libro del profeta Geremìa

Così dice il Signore:
«Maledetto l’uomo che confida nell’uomo,
e pone nella carne il suo sostegno,
allontanando il suo cuore dal Signore.
Sarà come un tamerisco nella steppa;
non vedrà venire il bene,
dimorerà in luoghi aridi nel deserto,
in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.
Benedetto l’uomo che confida nel Signore
e il Signore è la sua fiducia.
È come un albero piantato lungo un corso d’acqua,
verso la corrente stende le radici;
non teme quando viene il caldo,
le sue foglie rimangono verdi,
nell’anno della siccità non si dà pena,
non smette di produrre frutti.
Niente è più infido del cuore
e difficilmente guarisce!
Chi lo può conoscere?
Io, il Signore, scruto la mente
e saggio i cuori,
per dare a ciascuno secondo la sua condotta,
secondo il frutto delle sue azioni».
Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 1

Beato l’uomo che confida nel Signore.

Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte.

È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene.

Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina.

Canto al Vangelo (Lc 8,15)
Lode e onore a te, Signore Gesù.
Beati coloro che custodiscono la parola di Dio
con cuore integro e buono
e producono frutto con perseveranza.
Lode e onore a te, Signore Gesù.

Vangelo   Lc 16,19-31

Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai farisei:
«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.
Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.
Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.
E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”». Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
La parabola evangelica ascoltata, rivela il tragico inganno di chi confida solo in se stesso e nei suoi beni. Al Signore, che scruta il cuore e lo converte con la sua Parola, rivolgiamo la nostra preghiera, dicendo insieme:
Converti i nostri cuori all’amore, Signore.

Perchè la Chiesa, che vede in ogni uomo l’immagine di Cristo, non cessi di denunciare il peccato personale e sociale dell’egoismo, e di proporre l’ideale evangelico della fraternità e solidarietà. Preghiamo:
Perchè la cooperazione allo sviluppo del terzomondo, sia condivisa da un numero crescente di professionisti, tecnici e lavoratori. Preghiamo:
Perchè nessuno dimentichi la maledizione che incombe sull’uomo che confida in se stesso, e chiude il proprio cuore alle persone indifese e abbandonate. Preghiamo:
Perchè il risveglio religioso nelle comunità ecclesiali alimenti la tensione dei cristiani verso la carità e la giustizia in un impegno morale rigoroso e coerente. Preghiamo:
Perchè l’esempio di Gesù, che spezza il pane per tutti, sia imitato non solo in questa eucaristia, ma anche nella vita quotidiana. Preghiamo:
Per le famiglie in difficoltà a causa dell’inadeguatezza del loro reddito.
Per la conversione delle persone, che sprecano ricchezze per cose superflue.

O Dio, padre dei poveri, rendici sensibili alla tua Parola e alle necessità dei fratelli, perchè l’attesa di occasioni o segni straordinari non ritardi la nostra conversione a quell’amore che viene da te, e ci fa condividere tutto con chi non ha niente. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte

Per questo sacrificio, o Signore,
santifica il nostro impegno di conversione
e fa’ che alla pratica esteriore della Quaresima
corrisponda una vera trasformazione dello spirito.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DI QUARESIMA II
La penitenza dello spirito

È veramente giusto renderti grazie,
è bello cantare la tua gloria,
Padre Santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Tu hai stabilito per i tuoi figli
un tempo di rinnovamento spirituale,
perché si convertano a te con tutto il cuore,
e liberi dai fermenti del peccato
vivano le vicende di questo mondo,
sempre orientati verso i beni eterni.
Per questo dono della tua benevolenza,
uniti agli angeli e ai santi,
con voce unanime
cantiamo l’inno della tua lode: Santo…

Antifona di comunione
Beati i perfetti nella loro condotta,
che camminano nella legge del Signore. (Sal 119,1)

Oppure:

“Se non ascoltano Mosè e i Profeti,

neanche se uno risuscitasse dai morti
sarebbero persuasi”. (Lc 16,31)

Preghiera dopo la comunione

Questo sacramento continui ad agire in noi, Signore,
e la sua efficacia cresca di giorno in giorno
per la nostra attiva collaborazione.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120308.shtml

Movimento Apostolico – rito romano     (Omelia del 08-03-2012)

Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro
Dio conosce una sola Legge. La sua è sempre e solo Legge di carità, compassione,misericordia, pietà, elemosina. Nell’amore non devono esserci ostacoli, limiti, impedimenti. Noi siamo la vita dell’altro. Ecco come Tobi insegna al figlio Tobia come essere vita degli altri, specie dei più poveri: “Ogni giorno, o figlio, ricòrdati del Signore; non peccare né trasgredire i suoi comandamenti. Compi opere buone in tutti i giorni della tua vita e non metterti per la strada dell’ingiustizia. Perché se agirai con rettitudine, avrai fortuna nelle tue azioni. A tutti quelli che praticano la giustizia fa’ elemosina con i tuoi beni e, nel fare elemosina, il tuo occhio non abbia rimpianti. Non distogliere lo sguardo da ogni povero e Dio non distoglierà da te il suo. In proporzione a quanto possiedi fa’ elemosina, secondo le tue disponibilità; se hai poco, non esitare a fare elemosina secondo quel poco. Così ti preparerai un bel tesoro per il giorno del bisogno, poiché l’elemosina libera dalla morte e impedisce di entrare nelle tenebre. Infatti per tutti quelli che la compiono, l’elemosina è un dono prezioso davanti all’Altissimo. Nella pigrizia vi è povertà e miseria, perché la pigrizia è madre della fame. Non trattenere presso di te la paga di chi lavora per te, ma a lui consegnala subito; se così avrai servito Dio, ti sarà data la ricompensa. Poni attenzione, o figlio, a tutto ciò che fai e sii ben educato in ogni tuo comportamento. Non fare a nessuno ciò che non piace a te. Non bere vino fino all’ebbrezza e non avere per compagna del tuo viaggio l’ubriachezza. Da’ del tuo pane a chi ha fame e fa’ parte dei tuoi vestiti agli ignudi. Da’ in elemosina quanto ti avanza e quando fai elemosina il tuo occhio non abbia rimpianti. Deponi il tuo pane sulla tomba dei giusti, non darne invece ai peccatori. Chiedi consiglio a ogni persona che sia saggia e non disprezzare nessun buon consiglio. In ogni circostanza benedici il Signore Dio e domanda che ti sia guida nelle tue vie e che i tuoi sentieri e i tuoi desideri giungano a buon fine, poiché nessun popolo possiede la saggezza, ma è il Signore che elargisce ogni bene e abbassa chi vuole fino al profondo degli inferi. E ora, figlio, ricòrdati di questi comandamenti, non lasciare che si cancellino dal tuo cuore” (cfr Tb 4,5-19). La nostra carità verso i fratelli apre il cuore di Dio alla sua grande carità verso di noi. Noi siamo la vita per gli altri. Dio si fa’, diviene nostra vita. Noi diamo speranza al cuore dell’altro. Dio dona speranza al nostro cuore. La nostra misericordia verso gli altri è la misura di quella di Dio verso di noi.

C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”»

L’eternità beata è dono di Dio, ma anche frutto della nostra misericordia, carità, pietà verso i fratelli. Questa è la legge del Signore ed è una legge inviolabile. Chi vuole godere domani il Paradiso del nostro Dio, deve fare che la terra sia meno inferno per i suoi fratelli, condividendo essi i beni che si possiedono, donando poco, chi ha poco; molto chi ha molto. Se non avremo dato, neanche Dio ci darà e noi finiremo nella dannazione e nella perdizione eterna. La misericordia è la sola chiave del Paradiso.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, dateci questa chiave santa.

Eremo San Biagio     (Omelia del 08-03-2012)

Commento su Geremia 17,7-8

Benedetto l’uomo che confida nel Signore e il Signore è la sua fiducia. È come un albero piantato lungo un corso d’acqua, verso la corrente stende le radici; non teme quando viene il caldo, le sue foglie rimangono verdi, nell’anno della siccità non si dà pena, non smette di produrre frutti.
Ger 17,7-8

Come vivere questa Parola?

È ancora Geremia a rivolgerci, quest’oggi, la sua parola che apre squarci di luce su un orizzonte non sempre limpido. Parla di calura e di siccità, quindi di condizioni non del tutto favorevoli, ma che non riescono a compromettere il pieno fruttificare di una vita le cui radici affondano in Dio.

Ecco: come per ogni uomo, anche per il cristiano non è garantita un’esistenza al sicuro da ogni avversità. Le difficoltà, infatti, non rappresentano punizioni riservate ai peccatori, ma la conseguenza del limite creaturale. Tra l’altro, non necessariamente sono da iscriversi tra le negatività: una vita troppo ovattata non favorisce, in genere quanto la prova e il dolore, lo sviluppo di personalità forti.

Ma qui Geremia spinge lo sguardo oltre: non è in gioco la sola realizzazione creaturale, ma quella dell’uomo così come emerso dal sogno di Dio, segnato, cioè, da una fecondità che lo assimila al Creatore. Il pieno dispiegamento del suo essere procede da una benedizioni divina che risale all’atto creativo stesso, a quel primo momento in cui lo sguardo compiacente di Dio avvolse la prima coppia umana e ne dichiarò la radicale bontà: “Era cosa molto buona” (che è una formula di benedizione).

Nella misura in cui l’uomo rimane nell’alveo di questo sogno, riponendo in Dio la sua piena fiducia, viene anche a beneficare di questa benedizione che ne garantisce il pieno e libero espandersi. “Le sue foglie resteranno verdi” e conoscerà l’abbondanza dei frutti, perché le sue radici continueranno ad essere irrorate dall’acqua viva dello Spirito, principio in assoluto di ogni fecondità.

La mia confidenza nel Signore attinge a un ininterrotto contatto con lo Spirito Santo che dimora in me? – mi chiederò quest’oggi, con il desiderio di rinvigorire la mia relazione con lui.

Irrorami, Signore, con l’onda viva e refrigerante del tuo Spirito, perché la mia vita non inaridisca nell’insano tentativo di attingere a pozzanghere incapaci di dissetare.

La voce di un cistercense

Quando lo Spirito Santo, invocato, viene, giunge con l’abbondanza della benedizione di Dio. È infatti un fiume in piena che allieta la città di Dio (Sal 45,5).
Guglielmo di Saint-Thierry

Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 08-03-2012)

Hai ricevuto i tuoi beni nella tua vita, e Lazzaro la sua parte di mali.
Il Vangelo di oggi riporta la notissima parabola del mendicante di nome Lazzaro e di Epulone, l’uomo ricco che “tutti i giorni banchettava lautamente”, mentre alla sua porta giaceva Lazzaro pieno di ulcere e bisognoso di tutto. Ecco il tema ben noto del capovolgimento delle sorti nell’aldilà. C’è una cosa però che per molti degli ascoltatori di Gesù era certo inaspettata: Lazzaro è nel seno di Abramo, cioè al primo posto. Il Dio di Gesù è il Dio dei più poveri e degli abbandonati. Naturalmente qui non si tratta di una condanna dei ricchi e un’esaltazione dei poveri. E’ piuttosto un ammonimento ad aprire gli occhi e usare giustamente quanto si possiede. Nella parabola si mostra per immagini quel rovesciamento di criteri già cantato nel Magnificat e proclamato nelle beatitudini. L’esistenza terrena è subordinata; non può essere condotta da padroni; da molti è reclamata la giustizia, “La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo”; la si vive esercitando quella misericordia che allora sarà invocata anche da chi l’ha derisa, “Padre Abramo abbi pietà di me e invia Lazzaro, perché sono tormentato da questa fiamma”. Lazzaro è sempre inviato: “i poveri li avrete sempre con voi” come inviati da Dio per salvarci. Per prendere decisioni corrette, è utile porsi sempre dal punto di vista della fine e fare ora ciò che allora si vorrebbe aver fatto. Siamo più che convinti di questo, ma non ne facciamo una dovuta esperienza. La morte non livella, è anzi principio di distinzione, il limite ultimo che stabilisce ciascuno nella sua vera identità. Con essa finisce il tempo per portare frutti di conversione. Dio si rifiuta di mandare Lazzaro dai cinque fratelli del ricco defunto, che vivono come ha vissuto lui, sordi alla parola di Dio. “Non si lasceranno persuadere neanche da uno che risusciterà dai morti”. Lazzaro di Betània fu risuscitato dai morti. Ma i suoi fratelli, piuttosto di convertirsi avrebbero preferito ucciderlo di nuovo. Neppure lo straordinario evento della Risurrezione scuote dall’indurimento del cuore chi rifiuta di ascoltare ciò che il Signore incessantemente insegna attraverso le Scritture.

08/03/2012   SANTO DEL GIORNO   San Giovanni di Dio

08/03/2012  Giovanni di Dio  «Fate del bene, fratelli»

Marzo 2012
D L M M G V S
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
Giovedì 8 Marzo 2012
II SETTIMANA DI QUARESIMA – GIOVEDÌ
help
PER NON DIMENTICARE – 8 MARZO 2012

www.lagazzettadelmezzogiorno.it

BARLETTA –  Lavoravano ‘in nerò, senza contratto, per poter vivere, anzi per «sopravvivere», per pagare il mutuo per la casa o per poter semplicemente fare benzina. In quel laboratorio di confezioni dove cucivano magliette e tute da ginnastica lavoravano dalle 8 alle 14 ore: dipendeva se arrivavano o meno buone commesse. Prendevano 3euro e 95 centesimi all’ora. Le storie delle quattro operaie morte nel crollo della palazzina di via Roma, a Barletta, è quella di donne del Sud che combattono, che si danno da fare per potersi sposare o per pagare un mutuo, per dare una mano ai risicati bilanci di famiglia.
Politica 8 marzo 2012 QUIRINALE «Basta violenze sulle donne»
L’8 marzo di Napolitano: Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha denunciato con forza “l’esposizione alla violenza e alla furia omicida” a cui sono sottoposte le donne nella società italiana. Facendo riferimento “a certe orribili cronache recenti e recentissime che denunciano la dimensione possessiva” degli affetti privat…Continua a leggere
Difficile addentrarsi nei meandri oscuri e tortuosi della mente umana quando scatena e genera atti di malvagità, di crudeltà indicibile, purtroppo non ci sono parole la violenza verso chiunque lascia attoniti, sgomenti e perplessi. Difronte a tanto dolore, solo la supplica verso Dio pùò innalzarsi e con veemenza supplicare che mai più abbiano a verificarsi simili tragedie. L’uomo non perda il senno e prima ancora che le sue azioni possano ledere se stesso ed altri imporsi di chiedere aiuto, farsi aiutare, affinchè torni la ragione ed il buon senso. Ci aiuti il Buon Dio affinchè la nostra preghiera salga e conquisti anche i cuori più duri o malati. Il Signore Iddio che è giudice misericordioso abbia pietà di noi sani le ferite e ci scampi da ogni male. Per loro che più non sono …. il ricordo ed il nostro affetto. 8 MARZO 2012
IN OCCASIONE DELLA FESTA DELLA DONNA CHE SI FESTEGGERà DOMANI VORREI DIRE CHE SECONDO ME LA DONNA ANDREBBE FESTEGGIATA TUTTI I GIORNI DELL’ANNO E NON SOLO L’8 MARZO….UNA CARA AMICA,TERESA SORBO,MI HA CHIESTO DI CREARGLI UNA FOTO PROPRIO X QUESTA RICORRENZA….VI CHIEDEREI DI CONDIVIDERLA SULLE …

La Liturgia di oggi

Giovedì della II settimana di Quaresima
(Viola)
I Lettura Ger 17,5-10
Maledetto chi confida nell’uomo; benedetto chi confida nel Signore.
Salmo (Sal 1)
Beato l’uomo che confida nel Signore.
Vangelo Lc 16,19-31
Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti.

08 marzo 2012
Il Santo del giorno

San Giovanni di DioReligioso
i santi di oggi …

I Santi di oggi

San Giovanni di DioReligioso – Memoria Facoltativa
San Probino di ComoVescovo
San Felice di Dunwich Vescovo
San Ponzio di Cartagine Diacono
Santi Apollonio e Filemone Martiri
San Senano Abate
San Teofilatto di Nicomedia Vescovo
gli altri santi …
Le Notizie
Agenzia Sir
Osservatore Romano
Avvenire
Misna
Fides
Zenit

Mercoledì della II settimana di Quaresima 7 Marzo 2012

Mer 07 Mar 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi
Media  Vespri  Compieta

http://www.maranatha.it/PDAliturgy/12qu02/00-ENTRA.htm

http://www.maranatha.it/calendar/cal12Bpage.htm

Mer  07  Feria quaresimale
Sante Perpetua e Felicita
   


Colore liturgico: Viola

Grado della Celebrazione: Feria

Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/EQ023.mp3

La croce è sempre presente nel cuore di Gesù. È la meta della sua vita. Sarà un sacrificio liberamente offerto, e non solo un martirio: Gesù ben lo mostra annunciando con precisione ai suoi apostoli che cosa gli sarebbe accaduto. Certo, egli aggiunge che “il terzo giorno risusciterà”, ma si sente che ora è tutto rivolto alla passione che si avvicina. I sentimenti di Giacomo, di Giovanni e della loro madre appaiono molto umani. Questo bisogno di gloria, questo bisogno di apparire, esiste in ciascuno di noi. Il nostro io resta sempre più o meno occupato dal desiderio di dominare. Ma Gesù ci avverte come avverte Giacomo e Giovanni: se vogliamo essere con lui nella sua gloria, dobbiamo bere per intero il suo calice, cioè dobbiamo anche noi morire, fare la volontà del Padre, portare la nostra croce seguendo Gesù, senza cercare di sapere prima quale sia il nostro posto nel suo regno.
La reazione di sdegno degli altri dieci discepoli è anch’essa molto umana. E Gesù, seriamente, li invita a un rovesciamento totale di valori. Nella nuova comunità per la quale egli sta per dare la vita, il primo sarà l’ultimo, “appunto come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti”. Chiediamo la grazia di divenire servi, e servi davvero umili, pronti a soffrire e a sacrificarsi. Preghiamo Maria perché interceda per noi: ai piedi della croce, ciò che Maria chiede per i suoi figli è che abbiano parte, come lei e con lei, al sacrificio del suo Figlio.

Antifona d’ingresso
Non abbandonarmi, Signore mio Dio,
da me non stare lontano;
vieni presto in mio aiuto,
Signore, mia salvezza. (Sal 38,22-23)

Colletta
Sostieni sempre, o Padre, la tua famiglia
nell’impegno delle buone opere;
confortala con il tuo aiuto
nel cammino di questa vita
e guidala al possesso dei beni eterni.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura   Ger 18,18-20

Venite, e colpiamo il giusto.

Dal libro del profeta Geremìa

[I nemici del profeta] dissero: «Venite e tramiamo insidie contro Geremìa, perché la legge non verrà meno ai sacerdoti né il consiglio ai saggi né la parola ai profeti. Venite, ostacoliamolo quando parla, non badiamo a tutte le sue parole».
Prestami ascolto, Signore,
e odi la voce di chi è in lite con me.
Si rende forse male per bene?
Hanno scavato per me una fossa.
Ricòrdati quando mi presentavo a te,
per parlare in loro favore,
per stornare da loro la tua ira.

Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 30

Salvami, Signore, per la tua misericordia.

Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,
perché sei tu la mia difesa.
Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.

Ascolto la calunnia di molti: «Terrore all’intorno!»,
quando insieme contro di me congiurano,
tramano per togliermi la vita.

Ma io confido in te, Signore;
dico: «Tu sei il mio Dio,
i miei giorni sono nelle tue mani».
Liberami dalla mano dei miei nemici
e dai miei persecutori.

Canto al Vangelo (Gv 8,12)
Lode e onore a te, Signore Gesù.
Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita.
Lode e onore a te, Signore Gesù.

Vangelo   Mt 20,17-28

Lo condanneranno a morte.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà».
Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dòminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
La Parola ascoltata svela le trame della violenza contro i deboli e gli innocenti, e preannuncia gli eventi della liturgia pasquale. Pensando alla croce di Cristo, albero di vita, rivolgiamo a Dio la nostra preghiera:
Libera la nostra vita, Signore.

Perchè la cultura della vita, che cresce con la civiltà dell’amore, diventi fondamento dell’educazione di ogni uomo, nella famiglia e nella società. Preghiamo:
Perchè il vangelo della vita, annunciato dalla Chiesa, apra le coscienze degli uomini alla speranza e alla gioia, liberandole dagli egoismi e dalla paura. Preghiamo:
Perchè i giovani, che la Chiesa non cessa di amare e di responsabilizzare, progettino il loro avvenire guardando a Cristo, pienezza di vita. Preghiamo:
Perchè le persone violente riflettano sul loro rifiuto della vita, alla luce del bisogno di riconciliazione, che Dio ha messo nel cuore do ogni uomo. Preghiamo:
Perchè noi, che nell’eucaristia celebriamo il sacrificio di Cristo che dona la sua vita divina, offriamo piena collaborazione alle istituzioni che in qualunque modo difendono e promuovono la vita. Preghiamo:
Per le vittime del terrorismo, delle criminalità e dell’eversione.
Per chi soffre a causa delle violenze della vita quotidiana.

O Dio, che hai vinto la violenza della morte con la risurrezione del tuo Figlio Gesù, libera la vita dalle minacce e dalla violenza che la opprimono, e donaci la grazia di diventare servi gli uni degli altri, a imitazione di Gesù, nostro fratello, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Volgi con bontà lo sguardo, Signore,
alle offerte che ti presentiamo,
e per questo santo scambio di doni
liberaci dal dominio del peccato.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DI QUARESIMA II
La penitenza dello spirito

È veramente giusto renderti grazie,
è bello cantare la tua gloria,
Padre Santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Tu hai stabilito per i tuoi figli
un tempo di rinnovamento spirituale,
perché si convertano a te con tutto il cuore,
e liberi dai fermenti del peccato
vivano le vicende di questo mondo,
sempre orientati verso i beni eterni.
Per questo dono della tua benevolenza,
uniti agli angeli e ai santi,
con voce unanime
cantiamo l’inno della tua lode: Santo…

Antifona di comunione
“Il Figlio dell’uomo è venuto
non per essere servito,
ma per servire e dare la sua vita
in riscatto per tutti gli uomini”. (Mt 20,28)

Preghiera dopo la comunione

Questo sacramento, Signore Dio nostro,
che ci hai donato come pegno di immortalità,
sia per noi sorgente inesauribile di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120307.shtml

Chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore

Quanto infinito è l’abisso di pensiero che vi è tra Cristo Gesù e i suoi discepoli. Gesù si vede il Servo del Signore: “È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per poterci piacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia; era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori; e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua posterità? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per la colpa del mio popolo fu percosso a morte. Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse commesso violenza né vi fosse inganno nella sua bocca. Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore. Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà le loro iniquità” (cfr Is 52,13,53,12). Servo del Signore vuole ogni suo discepolo. Vuole ogni suo seguace perfetto imitatore del suo servizio di amore, salvezza, redenzione.
Mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani perché venga deriso e flagellato e crocifisso, e il terzo giorno risorgerà». Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedeo con i suoi figli e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di’ che questi miei due figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli disse loro: «Il mio calice, lo berrete; però sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo: è per coloro per i quali il Padre mio lo ha preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, si sdegnarono con i due fratelli. Ma Gesù li chiamò a sé e disse: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell’uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
I discepoli si vedono come i prodi di Davide: “Questi sono i nomi dei prodi di Davide: Is-Baal, l’Acmonita, capo dei Tre. Egli, impugnando la lancia contro ottocento uomini, li trafisse in un solo scontro. Dopo di lui veniva Eleàzaro, figlio di Dodo, l’Acochita, uno dei tre prodi che erano con Davide: quando i Filistei li insultarono, si schierarono là per combattere, mentre gli Israeliti si ritirarono sulle alture. Egli si alzò, percosse i Filistei, finché la sua mano, sfinita, rimase attaccata alla spada. Il Signore operò quel giorno una grande salvezza e il popolo seguì Eleàzaro soltanto per spogliare i cadaveri. Dopo di lui veniva Sammà figlio di Aghè, l’Ararita. I Filistei erano radunati a Lechì; in quel luogo vi era un campo pieno di lenticchie e il popolo fuggì dinanzi ai Filistei. Egli allora si appostò in mezzo al campo, lo difese e sconfisse i Filistei, e il Signore operò una grande vittoria?” (Cfr 2Sam 23,8-19). Vogliono essere sopra gli altri, non servi degli altri per amore, carità, santità, redenzione, ogni altro bene. I vizio del loro pensiero sta in una falsa interpretazione della verità del Messia di Dio. Questi è dalla discendenza di Davide, ma non sarà Messia alla maniera di Davide e neanche i discepoli di Gesù potranno essere servi di Cristo Signore alla maniera dei trenta prodi dell’antico re.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci veri discepoli di Gesù.

Eremo San Biagio     (Omelia del 07-03-2012)

Commento su Geremia 18,18

Venite e tramiamo insidie contro Geremia, perché la legge non verrà meno ai sacerdoti né il consiglio ai saggi né la parola ai profeti. Venite, ostacoliamolo quando parla, non badiamo a tutte le sue parole.
Ger 18,18

Come vivere questa Parola?

Quando il cuore si chiude nel suo ostinato attaccamento al male, non c’è nulla che riesca a scalfirlo.

Si rimuove senza il minimo scrupolo il ricordo del bene ricevuto e si cerca di tacitare le voci scomode, sostituendole con altre più compiacenti e rassicuranti.

È quanto si coglie nel grido angosciato del profeta Geremia, un uomo totalmente consacrato alla causa di Dio e al bene della nazione, ma rigettato dal popolo che non intende modificare un comportamento dissonante con l’alleanza che lo lega a YHWH. La sua posizione non è certo facilmente sostenibile: da un lato le minacce di chi vorrebbe sopprimerlo, dall’altro il fuoco ardente di una Parola che gli è stata consegnata perché l’annunci nella sua estrema ma salutare durezza. No, non ha il diritto di tacere, anche se egli ne esce dilaniato.

È la posizione scomoda di chiunque intenda fare sul serio, vivendo la propria fede senza sconti e senza compromessi. Molte volte non si tratta neppure di un annuncio verbale che può risultare sferzante: è sufficiente un comportamento che dissociando dall’andazzo comune viene percepito come una riprensione, un far emergere quel richiamo sommesso della coscienza che invano si cerca di tacitare. Eppure, oggi come ieri, non ci si può tirare indietro per codardia: il nostro compito è di essere luce posta sul candelabro perché nessuno inciampi o rimanga impigliato nelle reti di chi ha tutto l’interesse di impedirne il libero e spedito andare verso quel più di vita a cui tutti aneliamo.

Ed io, che tipo di cristiano sono? Avverto l’urgenza di una testimonianza limpida e lineare che rimetta in campo valori capaci di dar senso alla vita?

Con il battesimo, Signore, mi hai consacrato quale tuo profeta perché incarnassi la tua Parola, unica e autentica sorgente di vita. Sostienimi col tuo Spirito perché trovi sempre il coraggio di annunciarla, anche quando ciò risultasse scomodo.

La voce di un Padre apostolico

Abbandoniamo la vanità della gente e le false dottrine, ritorniamo alla parola evangelica trasmessaci da principio.
S.Policarpo

Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 07-03-2012)

Lo condanneranno a morte.

Il cammino di Gesù verso Gerusalemme, la città del sacrificio, mèta dei profeti, testimoni di Dio, dà pieno compimento e significato ad ogni offerta suprema di sé. Oggi ci viene proposto il suo atteggiamento deciso e sereno, mentre annuncia di nuovo (per la terza volta) ai discepoli la sorte dolorosa e gloriosa che lo attenderà a Gerusalemme. Questa gloriosa attesa – forte del desiderio di donarsi – ricorda anche a noi che la Quaresima è da intendersi come un grande viaggio comunitario verso la Pasqua, festa della vita. Non sempre si accoglie così. Perfino da parte dei discepoli, che ascoltano l’annuncio di Gesù, non vi è dato un esempio edificante. Appare più evidente in loro una seria preoccupazione per il futuro, che per la sorte del loro Maestro. Hanno capito che Gesù è il Messia, ma le loro attese si concentrano nella comune convinzione, condivisa da tutti, di un Messia liberatore politico e militare, di conseguenza è opportuno assicurarsi uno spazio onorevole in questo nuovo regno. L’iniziativa parte dalla mamma dei figli di Zebedéo. E’ curioso il testo, “si prostrò e chiese: di’ che questi due figli siedano alla destra e alla sinistra”. Chi adora accetta la maestà di Dio, semmai chiede, ma non comanda. Non si possono mettere sul medesimo piano l’amore di Dio che abbraccia l’universo e i meschini interessi umani. Comunque senza indignarsi, come fa sempre con tutti, Gesù cerca di far sapere che ben altro lo aspetta a Gerusalemme (altro che trionfi!), e che essi in tale circostanza saranno messi a dura prova. Non sembrano di aver capito che la strada del discepolo è condividere la sorte del Maestro. Anzi insistono che tutto potranno fare, perfino bere il calice. Tutto vedono ora e desiderano con occhio umano. Sono veramente ciechi. Siamo ciechi nelle cose di Dio, che ci riguardano. Quanto è bello poter confessare: “Lampada ai miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino”. Gli altri dieci non sono da meno. Si sentono prepotentemente scavalcati da questa temeraria iniziativa. L’indignazione degli apostoli offre a Cristo l’occasione di spiegare ulteriormente il significato dell’apostolato. A imitazione del Maestro, chi nella Chiesa è costituito in autorità deve servire come lui ha servito, dando la vita. Qualunque chiamata di Dio non è mai un privilegio, ma un amore che accetta di farsi servizio per gli altri.

07/03/2012 SANTO DEL GIORNO Sante Perpetua e Felicita

07/03/2012     Perpetua e Felicita      Morire per Gesù

Marzo 2012
D L M M G V S
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
Mercoledì 7 Marzo 2012
II SETTIMANA DI QUARESIMA – MERCOLEDÌ
help

La Liturgia di oggi

Mercoledì della II settimana di Quaresima
(Viola)
I Lettura Ger 18,18-20
Venite, e colpiamo il giusto.
Salmo (Sal 30)
Salvami, Signore, per la tua misericordia.
Vangelo Mt 20,17-28
Lo condanneranno a morte.

07 marzo 2012
Il Santo del giorno

Sante Perpetua e Felicita Martiri
i santi di oggi …

I Santi di oggi

Sante Perpetua e Felicita Martiri –Memoria
Santa Teresa Margherita (Redi) del Cuore di Gesù
Santi Simeone Berneux, Giusto Ranfer de Bretenières, Ludovico Beaulieu e Pietro Enrico DorieMissionari, martiri
Santi Basilio, Eugenio, Agatodoro, Elpidio, Etereo, Capitone ed EfremVescovi e martiri
Santi Saturo, Saturnino, Revocato e Secondino Martiri
Sant’ Eubulio Martire
San Paolo il SempliceMonaco
gli altri santi …

 

Le Notizie
Agenzia Sir
Osservatore Romano
Avvenire
Misna
Fides
Zenit

Anna Posta

Martedì della II settimana di Quaresima 6 Marzo 2012

Mar 06 Mar 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi
Media  Vespri  Compieta

http://www.maranatha.it/PDAliturgy/12qu02/00-ENTRA.htm

Mar  06  Feria quaresimale 


Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/EQ022.mp3

http://www.maranatha.it/calendar/cal12Bpage.htm

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Viola

Sin dall’inizio della Quaresima Gesù ci incita a fare l’elemosina, a pregare e a digiunare non “per essere ammirati dagli uomini”, ma solamente per il Padre. Il nostro io cerca sempre di essere approvato, ama tutto ciò che lo mette in mostra, si compiace delle lusinghe. Non abbiamo paura di chiedere la morte di questo io, perché il nostro cuore possa finalmente risuscitare con Gesù. Guardiamo Maria, umile “serva del Signore”, nella quale si è incarnata, in tutta la sua logica d’amore, questa regola misteriosa: “Chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato”. Maria era immacolata, eppure Dio poteva immediatamente “vedere la sua umiltà”. Noi, che siamo peccatori, abbiamo bisogno di essere “abbassati”, e per questo l’umiliazione è un’ottima scuola. Chiediamo allo Spirito Santo di farci amare le umiliazioni. Smettiamo di affligerci per i nostri difetti, se essi possono contribuire ad umiliarci; rimpiangiamo solamente il peccato che è in noi. Si ama così poco l’essere umiliati! È una delle pratiche più difficili! Non scegliamo le umiliazioni, non cerchiamole, ma chiediamo a Dio di darci quelle di cui abbiamo bisogno, e sforziamoci di vivere nella gioia! 

L’umiliazione è una grazia, essa ci “abbassa”, ma, se noi l’accettiamo, essa ci immerge nella misericordia del cuore di Gesù, che ci “innalza” con lui sino al Padre.

Le tentazioni. Il possedere

Antifona d’ingresso
Illumina i miei occhi, Signore,
perché non mi addormenti nella morte;
perché il mio nemico non dica:
“Ho prevalso su di lui”. (Sal 13,4-5)

Colletta
Custodisci, o Padre, la tua Chiesa
con la tua continua benevolenza,
e poiché, a causa della debolezza umana,
non può sostenersi senza di te,
il tuo aiuto la liberi sempre da ogni pericolo
e la guidi alla salvezza eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura   Is 1,10.16-20

Imparate a fare il bene, cercate la giustizia.

Dal libro del profeta Isaìa

Ascoltate la parola del Signore,
capi di Sòdoma;
prestate orecchio all’insegnamento del nostro Dio,
popolo di Gomorra!
«Lavatevi, purificatevi,
allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni.
Cessate di fare il male,
imparate a fare il bene,
cercate la giustizia,
soccorrete l’oppresso,
rendete giustizia all’orfano,
difendete la causa della vedova».
«Su, venite e discutiamo
– dice il Signore.
Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto,
diventeranno bianchi come neve.
Se fossero rossi come porpora,
diventeranno come lana.
Se sarete docili e ascolterete,
mangerete i frutti della terra.
Ma se vi ostinate e vi ribellate,
sarete divorati dalla spada,
perché la bocca del Signore ha parlato».
Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 49

A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.

Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
i tuoi olocàusti mi stanno sempre davanti.
Non prenderò vitelli dalla tua casa
né capri dai tuoi ovili.

Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle?

Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te!
Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa.
Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora;
a chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio.

Canto al Vangelo (Ez 18,31)
Lode e onore a te, Signore Gesù.
Liberatevi da tutte le iniquità commesse, dice il Signore,
e formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo.
Lode e onore a te, Signore Gesù.

Vangelo   Mt 23,1-12

Dicono e non fanno.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Dio, unico nostro Padre, da cui trae origine ogni paternità sulla terra, si china su di noi e accoglie la nostra preghiera. Diciamo insieme:
Donaci un cuore umile, Signore.

Perchè i ministri di Dio e della Chiesa preferiscano servire che essere serviti, dimostrando che vi è una sola autorità, quella del Padre celeste, e un solo insegnamento, quello del Figlio Gesù. Preghiamo:
Perchè coloro che hanno responsabilità nell’ambito culturale, politico, economico, sociale, adempiano la loro missione con umiltà e spirito di servizio. Preghiamo:
Perchè i paesi poveri possano ricorrere agli aiuti internazionali senza dover accettare egemonie e soprusi. Preghiamo:
Perchè i giovani considerino l’impegno politico come legittima vocazione dei laici cristiani. Preghiamo:
Perchè questa eucaristia, che ricorda l’ultima cena in cui Gesù lavò i piedi agli apostoli, liberi il nostro cuore da ogni chiusura e ci renda capaci di amare il prossimo. Preghiamo:
Per i genitori e gli insegnanti che esercitano la difficile arte dell’educazione.
Per gli animatori di associazioni, di gruppi e di attività parrocchiali.

O Dio, che abbassi i superbi e innalzi gli umili, fa’ che nella corrispondenza alla vocazione battesimale, non cerchiamo l’affermazione di noi stessi, ma ciò che è giusto davanti a te e giova al bene dei fratelli. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Il sacrificio che ti offriamo, Signore,
compia in noi la tua opera di santificazione,
ci guarisca dai nostri egoismi,
e ci renda partecipi dei beni eterni.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DI QUARESIMA II
La penitenza dello spirito

È veramente giusto renderti grazie,
è bello cantare la tua gloria,
Padre Santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Tu hai stabilito per i tuoi figli
un tempo di rinnovamento spirituale,
perché si convertano a te con tutto il cuore,
e liberi dai fermenti del peccato
vivano le vicende di questo mondo,
sempre orientati verso i beni eterni.
Per questo dono della tua benevolenza,
uniti agli angeli e ai santi,
con voce unanime
cantiamo l’inno della tua lode: Santo…

Antifona di comunione
Annunzierò tutte le tue meraviglie.
In te gioisco ed esulto, canto inni al tuo nome, o Altissimo. (Sal 9,2-3)

Oppure:
“Chi si innalza sarà abbassato
e chi si abbassa sarà innalzato”. (Mt 23,12)

Preghiera dopo la comunione

O Dio, nostro Padre, la partecipazione alla tua mensa
ci faccia progredire nell’impegno di vita cristiana,
e ci ottenga il continuo aiuto della tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore

https://vetrinadipreghiera.wordpress.com/wp-admin/post-new.php

Movimento Apostolico – rito romano     (Omelia del 06-03-2012)

Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo

San Giacomo, vero interprete, nello Spirito Santo, del pensiero di Cristo Gesù, insegna che chi vuole essere maestro per gli altri, deve esserlo dalla personale santità: “Fratelli miei, non siate in molti a fare da maestri, sapendo che riceveremo un giudizio più severo: tutti infatti pecchiamo in molte cose. Se uno non pecca nel parlare, costui è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il corpo. Se mettiamo il morso in bocca ai cavalli perché ci obbediscano, possiamo dirigere anche tutto il loro corpo. Ecco, anche le navi, benché siano così grandi e spinte da venti gagliardi, con un piccolissimo timone vengono guidate là dove vuole il pilota. Così anche la lingua: è un membro piccolo ma può vantarsi di grandi cose. Ecco: un piccolo fuoco può incendiare una grande foresta! Anche la lingua è un fuoco, il mondo del male! La lingua è inserita nelle nostre membra, contagia tutto il corpo e incendia tutta la nostra vita, traendo la sua fiamma dalla Geènna. Infatti ogni sorta di bestie e di uccelli, di rettili e di esseri marini sono domati e sono stati domati dall’uomo, ma la lingua nessuno la può domare: è un male ribelle, è piena di veleno mortale. Con essa benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini fatti a somiglianza di Dio. Dalla stessa bocca escono benedizione e maledizione. Non dev’essere così, fratelli miei! La sorgente può forse far sgorgare dallo stesso getto acqua dolce e amara? Può forse, miei fratelli, un albero di fichi produrre olive o una vite produrre fichi? Così una sorgente salata non può produrre acqua dolce. Chi tra voi è saggio e intelligente? Con la buona condotta mostri che le sue opere sono ispirate a mitezza e sapienza. Ma se avete nel vostro cuore gelosia amara e spirito di contesa, non vantatevi e non dite menzogne contro la verità. Non è questa la sapienza che viene dall’alto: è terrestre, materiale, diabolica; perché dove c’è gelosia e spirito di contesa, c’è disordine e ogni sorta di cattive azioni. Invece la sapienza che viene dall’alto anzitutto è pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera. Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustizia” (Gc 3,1-18).
Se non parliamo dalla santità, siamo falsi maestri, perché siamo falsi testimoni di Cristo Gesù, che è il Santo di Dio. Alla falsità della testimonianza si aggiunge anche lo scandalo. Diciamo, ma non facciamo. Siamo di cattivo esempio e in più con il nostro comportamento giustifichiamo tutti i peccati e la stessa non fede di quanti ancora non sono approdati a Cristo Gesù e al suo Vangelo. Grande è la responsabilità del cristiano. La fede in Cristo passa per la sua santità, che è fedeltà alla sua Parola.
Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato.
Gesù non vuole che i suoi discepoli vivano alla maniera degli scribi e dei farisei del suo tempo. Vuole che essi partano dall’umiltà, che è amore che si spoglia di ogni ricerca di gloria terrena, rinunzia ad ogni egoismo, disposizione del cuore e della mente a farsi servi dei fratelli, con la parola e con l’esempio, perché la loro fede in Cristo Gesù cresca ogni giorno fino a raggiungere la perfezione. Il cristiano dovrà essere vero servo della fede di ogni altro uomo. Null’altro. Nulla di più. Servo della fede e solo di essa.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci veri servi dei fratelli.

Eremo San Biagio     (Omelia del 06-03-2012)

Commento su Isaia 1,18

Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve. Se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana. Is 1,18


Come vivere questa Parola?

Non è facile perdonare, ma ancor più difficile è perdonarsi! Di fronte all’ammissione di un nostro sbaglio spesso recalcitriamo non perché temiamo la condanna degli altri, ma perché ci pesa scadere in qualche modo dinanzi a noi stessi. È, in ultima analisi, la sottile tentazione adamitica: essere infallibili, cioè essere Dio.

Talvolta, anche quell’insistere sul fatto che siamo peccatori, è una subdola e mascherata stizza di esserlo e quindi di aver bisogno del perdono.

La liturgia oggi, nel nostro cammino quaresimale, ci sollecita a guardarci dai lacci dell’amor proprio e a spalancare i polmoni dello spirito al soffio vivificante di un perdono capace di restituirci a noi stessi, rendendoci creature nuove.

Un cammino di umiltà che comporta il riconoscimento e l’accettazione della situazione creaturale, segnata dal limite e quindi peccabile, e del conseguente bisogno di essere perdonati dai fratelli e da Dio.

Un semplice moto del cuore che dal narcisistico ripiegamento su se stessi fa passare alla gioiosa ed esaltante scoperta che non c’è assolutamente nulla di irreparabile nella vita quando ci si lascia raggiungere dalla grazia.

Voglio trascorrere la pausa contemplativa di quest’oggi non a tormentarmi con il ricordo dei miei peccati ma a gioire del perdono che li ha già totalmente cancellati.

Donami, Signore, un cuore nuovo, capace di sostare dinanzi a te gioendo per quanto operi nella mia vita.

La voce dei Padri del deserto

Un soldato domandò un giorno a un anziano se Dio concede il perdono ai peccatori. E l’anziano rispose: “Ditemi, carissimo, se il vostro mantello è strappato, voi lo buttate via?” Il soldato replicò: “No, lo accomodo e continuo a usarlo”. L’anziano concluse: “Se voi vi prendete cura del vostro mantello, Dio non sarà misericordioso verso la propria immagine?” Dagli Apoftegmi

Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 06-03-2012)

Dicono e non fanno.
E’ bellissimo il vangelo di oggi, è un vangelo ricco di suggestioni profonde. Gesù parlava alla folla, e gli scribi e i farisei seguivano spesso con molta attenzione i suoi discorsi, perché si sentivano toccati e spesso duramente criticati, come in questa occasione. Diceva a proposito di questi maestri della folla: “Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno”. Gesù rimprovera ai farisei l’ostentazione di opere e meriti per farsi vedere, la ricerca di stima e di gloria, il voler essere considerati maestri di vita, “perché dicono e non fanno”. “Si sono assisi sulla cattedra di Mosè, ma non sono segno di una presenza di Dio. Mettevano in evidenza la loro persona, la loro autorità. “Voi, miei discepoli, non fatevi chiamare maestri; uno solo è il vostro maestro, e voi siete tutti fratelli”. E poteva ben dirlo, egli che era venuto per servire e non essere servito. In opposizione a tutta questa ricerca di consensi personali nel servizio dell’autorità, Gesù ripropone: c’è un solo Maestro che non vi inganna, c’è un solo Padre che vi ama davvero. Tutti siamo nel rischio di farci chiamare maestri, e di attirare indebitamente su di noi un’attenzione. Poco ci preoccupiamo di quello che siamo agli occhi di Dio. Spesso trascuriamo quello che Dio solo vede, la preghiera nascosta, le opere di carità “non sappia la tua sinistra ciò che fa la destra”. Mentre mettiamo maggior cura in ciò che, pur fatto per Dio potrebbe essere visto dagli altri in nostro prestigio, un’esigenza, un presunto diritto, specialmente quando ci si trova ad esercitare un’autorità. L’autorità è un riflesso di Dio e di Cristo, nient’altro. Con la proposta di questo testo evangelico costatiamo come la Chiesa esiga dai suoi figli in questa quaresima una conversione, che scavi in profondità. Essere attenti a non metterci tra gli altri e Dio, semmai servi, non maestri.

06/03/2012   SANTO DEL GIORNO   Santa Rosa da Viterbo

06/03/2012   Rosa da Viterbo   Il fuoco dell’innocenza

Marzo 2012
D L M M G V S
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
Martedì 6 Marzo 2012
II SETTIMANA DI QUARESIMA – MARTEDÌ   versione testuale
help

La Liturgia di oggi

Martedì della II settimana di Quaresima
(Viola)
I Lettura Is 1,10.16-20
Imparate a fare il bene, cercate la giustizia.
Salmo (Sal 49)
A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.
Vangelo Mt 23,1-12
Dicono e non fanno.

06 marzo 2012
Il Santo del giorno

Beata Rosa da Viterbo Vergine
i santi di oggi …

I Santi di oggi

Beata Rosa da Viterbo Vergine –Comune
Santa Coletta BoyletVergine
San Vittore e compagni Martiri di Nicomedia
San Marciano (Marziano) di Tortona Vescovo e martire
San Giuliano di Toledo Vescovo
San Quiriaco (Ciriaco) di TreviriSacerdote
Sant’ Evagrio di CostantinopoliVescovo
gli altri santi …
Le Notizie
Agenzia Sir
Osservatore Romano
Avvenire
Misna
Fides
Zenit

Anna Posta


Lunedì della II settimana di Quaresima 5 Marzo 2012

Lun  05  Feria quaresimale


 http://www.maranatha.it/calendar/cal12Bpage.htm

Lun 05 Mar 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi 
Media  Vespri  Compieta

http://www.maranatha.it/PDAliturgy/12qu02/00-ENTRA.htm


Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/EQ021.mp3

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Viola

Gesù ci chiama di nuovo ad imitare il Padre celeste con l’essere misericordiosi. Questa insistenza è dolcissima, poiché noi tutti abbiamo esperienza della nostra miseria e attraverso questa esperienza possiamo capire cosa sia la misericordia. Ma è anche rigorosissima, poiché Gesù ci avverte che vi è una esatta proporzione tra la misericordia che esercitiamo nei confronti dei nostri fratelli e quella che riceveremo dal Padre. Una frase sconvolgente, a pensarci bene! Dio ci ama al punto di mettere nelle nostre mani la “misura” stessa di cui egli si serve per elargire il suo amore. Ma egli vuole che noi ce ne serviamo come lui, per dare senza misura.
Gesù ci indica quattro modi assai pratici di esercitare la misericordia. Primo: non giudicare. Durante questa Quaresima prendiamo la decisione di non giudicare mai. Sforziamoci di fare un digiuno di quei giudizi spontanei che diamo così spesso, in parole o in pensieri. Anche se siamo responsabili di qualcuno, non dobbiamo mai giudicare le sue intenzioni; non sappiamo quali siano i suoi sentimenti profondi, e il segreto del suo cuore non appartiene che a Dio.
Condannare è ancor peggio: è dare un giudizio definitivo. Evitiamo la più piccola condanna, nelle nostre parole e nei nostri gesti. Al contrario, sforziamoci sempre di assolvere, di scusare, di rimettere a ciascuno il suo debito; cerchiamo di perdonare sempre e riceveremo anche il perdono del Padre. È così che verrà il regno di Dio “come in cielo così in terra”.

Antifona d’ingresso
Salvami, o Signore, e abbi misericordia.
Il mio piede è sul retto sentiero;
nelle assemblee benedirò il Signore. (Sal 26,11-12)

Colletta
O Dio,
che hai ordinato la penitenza del corpo
come medicina dell’anima,
fa’ che ci asteniamo da ogni peccato
per avere la forza di osservare
i comandamenti del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura   Dn 9,4b-10

Abbiamo peccato e abbiamo operato da malvagi.

Dal libro del profeta Daniele

Signore Dio, grande e tremendo, che sei fedele all’alleanza e benevolo verso coloro che ti amano e osservano i tuoi comandamenti, abbiamo peccato e abbiamo operato da malvagi e da empi, siamo stati ribelli, ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi! Non abbiamo obbedito ai tuoi servi, i profeti, i quali nel tuo nome hanno parlato ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri e a tutto il popolo del paese.
A te conviene la giustizia, o Signore, a noi la vergogna sul volto, come avviene ancora oggi per gli uomini di Giuda, per gli abitanti di Gerusalemme e per tutto Israele, vicini e lontani, in tutti i paesi dove tu li hai dispersi per i delitti che hanno commesso contro di te.
Signore, la vergogna sul volto a noi, ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri, perché abbiamo peccato contro di te; al Signore, nostro Dio, la misericordia e il perdono, perché ci siamo ribellati contro di lui, non abbiamo ascoltato la voce del Signore, nostro Dio, né seguito quelle leggi che egli ci aveva dato per mezzo dei suoi servi, i profeti.
Parola di Dio

Salmo responsoriale  Sal 78

Signore, non trattarci secondo i nostri peccati.

Non imputare a noi le colpe dei nostri antenati:
presto ci venga incontro la tua misericordia,
perché siamo così poveri!

Aiutaci, o Dio, nostra salvezza,
per la gloria del tuo nome;
liberaci e perdona i nostri peccati
a motivo del tuo nome.

Giunga fino a te il gemito dei prigionieri;
con la grandezza del tuo braccio
salva i condannati a morte.

E noi, tuo popolo e gregge del tuo pascolo,
ti renderemo grazie per sempre;
di generazione in generazione narreremo la tua lode.

Canto al Vangelo (Gv 6,63.68)
Lode e onore a te, Signore Gesù.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita;
tu hai parole di vita eterna.
Lode e onore a te, Signore Gesù.

Vangelo   Lc 6,36-38

Perdonate e sarete perdonati.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati.
Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio». Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore che nella santa Quaresima chiama a conversione il suo popolo, perchè riconosca e confessi le colpe, ora guarda a noi con particolare sollecitudine ascoltando la nostra supplica:
Perdona, Signore, le nostre colpe.

Per la Chiesa che parla alle coscienze degli uomini, perchè il suo messaggio sia accolto con favore e contribuisca al discernimento della verità. Preghiamo:
Per l’uomo che è tentato di costruirsi una morale personale, perchè con umiltà si metta in ascolto e in dialogo con Dio e con gli altri. Preghiamo:
Per quanti, specialmente fra i giovani, hanno perso il senso del peccato, perchè riconoscano l’opportunità di lasciarsi nuovamente evangelizzare. Preghiamo:
Per i bambini della prima confessione, perchè nell’incontro sacramentale con il sacerdote sperimentino la gioia dell’incontro con Dio Padre. Preghiamo:
Per noi che abbiamo iniziato questa eucaristia confessando i nostri peccati, perchè, liberati da ogni male, perseveriamo nella grazia divina sicuri da ogni turbamento. Preghiamo:
Per i fedeli che ritornano al sacramento della riconciliazione dopo molti anni.
Per il sacerdote che accoglie, ascolta, riconcilia, esorta il peccatore convertito.

O Dio, che non misuri il tuo perdono secondo le nostre categorie, aiutaci a non giudicare e condannare, ma a praticare la misericordia e il perdono. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli con bontà, Signore, le nostre preghiere;
tu che ci dai il privilegio di servirti nei santi misteri
liberaci dalle seduzioni del peccato.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DI QUARESIMA II
La penitenza dello spirito

È veramente giusto renderti grazie,
è bello cantare la tua gloria,
Padre Santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Tu hai stabilito per i tuoi figli
un tempo di rinnovamento spirituale,
perché si convertano a te con tutto il cuore,
e liberi dai fermenti del peccato
vivano le vicende di questo mondo,
sempre orientati verso i beni eterni.
Per questo dono della tua benevolenza,
uniti agli angeli e ai santi,
con voce unanime
cantiamo l’inno della tua lode: Santo…

Antifona di comunione
“Siate misericordiosi,
come è misericordioso il Padre vostro”,
dice il Signore. (Lc 6,36)

Preghiera dopo la comunione

Ci purifichi da ogni colpa, Signore,
questa comunione al tuo sacramento
e ci renda partecipi della gioia eterna.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120305.shtml

Eremo San Biagio     (Omelia del 05-03-2012)

Commento su Daniele 9,4-5

Signore Dio, grande e tremendo, che sei fedele all’alleanza e benevolo verso coloro che ti amano e osservano i tuoi comandamenti, abbiamo peccato e abbiamo operato da malvagi e da empi, siamo stati ribelli, ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi!
Dn 9,4-5

Come vivere questa Parola?

In questa preghiera di Daniele si registrano due movimenti: un volgersi verso il Signore e un tornare a posare lo sguardo su se stessi. Al centro il richiamo all’alleanza: Dio e Israele, oggi possiamo dire Dio e la Chiesa, uniti da un patto di amore a cui Dio rimane costantemente fedele.

È proprio la constatazione di questa fedeltà e benevolenza divina a mettere maggiormente in luce la malizia del nostro recalcitrare alla grazia. La facile giustificazione e copertura della propria situazione di peccatori va sempre di pari passo con l’obnubilamento dell’amore preveniente e continuamente riconfermato del Signore, quel: “di amore eterno ti ho amato” dell’Antico Testamento, che nel Nuovo diviene: “Dio ha tanto amato il mondo da dare suo Figlio”. Se distogliamo lo sguardo da questa realtà, è inevitabile non solo scivolare nel peccato, ma anche restare invischiati in esso, nell’incapacità di percepirne la malizia o bloccati da un superbo e corrosivo senso di colpa, ben lontano dal salutare pentimento.

Quaresima non è il tempo di un più o meno convinto “mea culpa”, ma la stagione favorevole per riscoprire la gioia di un amore che ci ha già riscattati dal male restituendoci alla dignità di figli. L’accento non cade sul “peccatori”, ma sul “perdonati”. E questo ci dà ali per riprendere il cammino, rendendo autentica e operativa la nostra conversione.

Sosterò, quest’oggi, in questa gioiosa certezza, lasciando che il cuore si determini per una più fedele corrispondenza.

Che dirti, mio Dio? Il tuo amore, ben lungi dal condannarmi, mi sollecita a vivere da figlio. Il mio rendimento di grazie si concretizzi nel realizzare il tuo sogno su di me.

La voce di una santa

Non temo il giudizio di Dio, perché il Giudice è mio amico.
S. Teresa di Lisieux

Movimento Apostolico – rito romano     (Omelia del 05-03-2012)

Con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio

Sempre il Signore si è rivelato come il pietoso, il misericordioso, il Dio ricco di amore, compassione, infinita carità. Questa caratteristica del nostro Dio appare già nella Legge dell’Alleanza data ai figli di Israele per mezzo di Mosè presso il Monte Sinai: “Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d’Egitto. Non maltratterai la vedova o l’orfano. Se tu lo maltratti, quando invocherà da me l’aiuto, io darò ascolto al suo grido, la mia ira si accenderà e vi farò morire di spada: le vostre mogli saranno vedove e i vostri figli orfani. Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all’indigente che sta con te, non ti comporterai con lui da usuraio: voi non dovete imporgli alcun interesse. Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai prima del tramonto del sole, perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi dormendo? Altrimenti, quando griderà verso di me, io l’ascolterò, perché io sono pietoso” (Es 22,20-25). 
La pietà di Dio è talmente grande, da vincere ogni peccato e resistenza dell’uomo: “Sei sceso sul monte Sinai e hai parlato con loro dal cielo, e hai dato loro norme giuste e leggi sicure, statuti e comandi buoni; hai fatto loro conoscere il tuo santo sabato e hai dato loro comandi, statuti e una legge per mezzo di Mosè, tuo servo. Hai dato loro pane del cielo per la loro fame e hai fatto scaturire acqua dalla rupe per la loro sete, e hai detto loro di andare a prendere in possesso la terra che avevi giurato di dare loro. Ma essi, i nostri padri, si sono comportati con superbia, hanno indurito la loro cervice e non hanno obbedito ai tuoi comandi. Si sono rifiutati di obbedire e non si sono ricordati dei tuoi prodigi, che tu avevi operato in loro favore; hanno indurito la loro cervice e nella loro ribellione si sono dati un capo per tornare alla loro schiavitù. Ma tu sei un Dio pronto a perdonare, misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e non li hai abbandonati. Anche quando si sono fatti un vitello di metallo fuso e hanno detto: “Ecco il tuo Dio che ti ha fatto uscire dall’Egitto!”, e ti hanno insultato gravemente, tu nella tua grande misericordia, non li hai abbandonati nel deserto, non hai ritirato da loro la colonna di nube di giorno, per guidarli nel cammino, né la colonna di fuoco di notte, per rischiarare loro la strada su cui camminare. Hai concesso loro il tuo spirito buono per istruirli e non hai rifiutato la tua manna alle loro bocche e hai dato loro l’acqua per la loro sete” (Ne 9,13-20). Abbiamo noi la stessa pietà di Dio, forte, irresistibile, capace di abbattere la resistenza del male, del peccato, in modo da vincerla?
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
Chi è Dio? È la carità che salva. La misericordia che redime. La compassione che riscatta. La fedeltà che attende la conversione. La pietà che sa chinarsi sulle infinite piaghe che corrodono la nostra carne e la riducono in putrefazione. È l’amorevolezza che mai si arrende, mai si ferma. È Colui che sempre vince con il bene il male. Il nostro Dio non attende che l’uomo gli chieda perdono. Lo precede. Bussa al suo cuore. Glielo offre. In Cristo il nostro Dio ha pagato ogni nostro debito versando il suo sangue dalla croce. Cosa vuole Gesù da noi? La perfetta imitazione di Dio. Vuole che anche noi ci trasformiamo in strumenti che sanno solo amare. Ogni altra cosa nel rapporto con i fratelli non interessa loro. È fuori della loro natura, sostanza, essenza cristiana. Come la natura di Dio è purissimo amore senza alcun difetto. Così dovrà essere la nostra natura cristiana: purissima carità senza difetto, eccezione, limitazione, pausa. Giudicare e condannare i fratelli è opera contro la nostra nuova natura di Dio. Mai questa cose dovranno essere fatte. Il perdono, legge della nuova natura, va dato a tutti sempre. Dare senza misura è anch’essa legge della nuova essenza cristiana. Se il cristiano darà senza misura, anche il Signore gli darà senza alcuna misura. Dio è così.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci ad immagine di Dio.

Marzo 2012
D L M M G V S
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
Lunedì 5 Marzo 2012
II SETTIMANA DI QUARESIMA – LUNEDÌ
help

 

05/03/2012   SANTO DEL GIORNO   San Giovanni Giuseppe della Croce

1 marzo   Non indurci in tentazione   di Gianfranco Ravasi

La Liturgia di oggi

Lunedì della II settimana di Quaresima
(Viola)
I Lettura Dn 9,4b-10
Abbiamo peccato e abbiamo operato da malvagi.
Salmo (Sal 78)
Signore, non trattarci secondo i nostri peccati.
Vangelo Lc 6,36-38
Perdonate e sarete perdonati.

05 marzo 2012
Il Santo del giorno

San Lucio I Papa
i santi di oggi …

I Santi di oggi

San Lucio I Papa
Sant’ Adriano di Cesarea Martire
San Teofilo di Cesarea di PalestinaVescovo
San Foca l’OrtolanoMartire
San Giovan Giuseppe della Croce (Carlo Gaetano Calosirto)Francescano Alcantarino
San Conone l’ortolano Martire in Panfilia
San GerasimoAnacoreta
gli altri santi …
Le Notizie
Agenzia Sir
Osservatore Romano
Avvenire
Misna
Fides
Zenit

Anna Posta

II DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B) 4 Marzo 2012

Dom 04 Mar 2012
II DOM. DI QUARESIMA – B
Domínica secunda in Quadragésima

MissF.O.  MissF.E.  Letture
Lodi  Media  Vespri  Compieta

Sab 03 Mar 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi
Media  Vespri  Compieta


Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Viola

Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/BQ020.mp3

La trasfigurazione occupava un posto importante nella vita e nell’insegnamento della Chiesa primitiva. Ne sono testimonianze le narrazioni dettagliate dei Vangeli e il riferimento presente nella seconda lettera di Pietro (2Pt 1,16-18).
Per i tre apostoli il velo era caduto: essi stessi avevano visto ed udito. Proprio questi tre apostoli sarebbero stati, più tardi, al Getsemani, testimoni della sofferenza di nostro Signore.
L’Incarnazione è al centro della dottrina cristiana. Possono esserci molti modi di rispondere a Gesù, ma per la Chiesa uno solo è accettabile. Gesù è il Figlio Unigenito del Padre, Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero. La vita cristiana è una contemplazione continua di Gesù Cristo. Nessuna saggezza umana, nessun sapere possono penetrare il mistero della rivelazione. Solo nella preghiera possiamo tendere a Cristo e cominciare a conoscerlo.
“È bello per noi stare qui”, esclama Pietro, il quale “non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento”. La fede pone a tacere la paura, soprattutto la paura di aprire la nostra vita a Cristo, senza condizioni. Tale paura, che nasce spesso dall’eccessivo attaccamento ai beni temporali e dall’ambizione, può impedirci di sentire la voce di Cristo che ci è trasmessa nella Chiesa.

Antifona d’ingresso
Di te dice il mio cuore: “Cercate il suo volto”.
Il tuo volto io cerco, o Signore.
Non nascondermi il tuo volto. (Sal 27,8-9)

Oppure:
Ricorda, Signore, il tuo amore e la tua bontà,
le tue misericordie che sono da sempre.
Non trionfino su di noi i nostri nemici;
libera il tuo popolo, Signore,
da tutte le sue angosce. (Sal 25,6.3.22)

Colletta
O Padre, che ci chiami
ad ascoltare il tuo amato Figlio,
nutri la nostra fede con la tua parola
e purifica gli occhi del nostro spirito,
perché possiamo godere la visione della tua gloria.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura   Gen 22,1-2.9.10-13.15-18

Il sacrificio del nostro padre Abramo.

Dal libro della Gènesi

In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».
Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito».
Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.
L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce». Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 115

Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi.

Ho creduto anche quando dicevo:
«Sono troppo infelice».
Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.

Ti prego, Signore, perché sono tuo servo;
io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.
A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.

Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo,
negli atri della casa del Signore,
in mezzo a te, Gerusalemme.

Seconda lettura   Rm 8,31-34

Dio non ha risparmiato il proprio Figlio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui?
Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica! Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi! Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mc 9,7)
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Dalla nube luminosa, si udì la voce del Padre:
«Questi è il mio Figlio, l’amato: ascoltatelo!».
Lode e onore a te, Signore Gesù!

Vangelo   Mc 9,2-10

Questi è il Figlio mio, l’amato.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.
Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti. Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Padre buono, nella Trasfigurazione del tuo Figlio hai concesso a Pietro, Giacomo e Giovanni di partecipare all’anticipazione della gloria del Risorto. Tu ci doni sempre segni d’amore a sostegno della nostra fede. Perciò ti rivolgiamo le nostre suppliche.
Insieme preghiamo: Signore, mostraci il tuo volto.

1. Hai chiesto ad Abramo di affidarsi alla tua Parola. Guida la Chiesa a liberarsi da quei legami che la rendono meno pronta alla ricerca della tua volontà, preghiamo.
2. Hai proposto ad Abramo l’oscuro cammino della fede, passando per il sacrificio di Isacco. Fa’ che i credenti di ogni religione siano capaci di superare chiusure e incomprensioni, per offrire all’unico Dio il sacrificio della lode, preghiamo.
3. Sul Tabor rivelasti ai discepoli il volto glorioso del tuo Figlio. Non permettere che le nostre comunità intristiscano, incapaci di leggere i segni dei tempi che anche oggi ci offri, per sostenerci nella fiducia e nella speranza, preghiamo.
4. I discepoli videro la gloria della risurrezione. Fa’ che le nostre celebrazioni domenicali diventino reale incontro con il Risorto, per essere segno trasparente della sua presenza nel mondo, preghiamo.

Ascolta, Signore, la nostra preghiera. Tu che conosci il nostro cuore, non farci mancare il tuo sostegno nella nostra storia e accompagnaci all’incontro glorioso con il tuo Figlio Gesù. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Preghiera sulle offerte
Questa offerta, Signore misericordioso,
ci ottenga il perdono dei nostri peccati
e ci santifichi nel corpo e nello spirito,
perché possiamo celebrare degnamente
le feste pasquali.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO
La trasfigurazione annunzio della beata passione.

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo nostro Signore.
Egli, dopo aver dato ai discepoli
l’annunzio della sua morte,
sul santo monte manifestò la sua gloria
e chiamando a testimoni la legge e i profeti
indicò agli apostoli
che solo attraverso la passione
possiamo giungere al trionfo della risurrezione.
E noi, uniti agli angeli del cielo,
acclamiamo senza fine la tua santità,
cantando l’inno di lode: Santo…

Antifona di comunione
“Questi è il mio Figlio prediletto;
nel quale mi sono compiaciuto.
Ascoltatelo”. (Mt 17,5; Mc 9,7; Lc 9,35)

Preghiera dopo la comunione

Per la partecipazione ai tuoi gloriosi misteri
ti rendiamo fervide grazie, Signore,
perché a noi ancora pellegrini sulla terra
fai pregustare i beni del cielo.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120304.shtml

mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 04-03-2012)

La Trasfigurazione di Gesù sul monte

Può sembrare, nel tempo quaresimale, un non senso quello che racconta il Vangelo oggi, nella trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor. Eppure è proprio in Quaresima che dovrebbe essere tempo di penitenza, per essere degni di capire e giungere alla pienezza della gioia, che è la Pasqua di Resurrezione, che occorrono le ‘certezze’ che i sacrifici che facciamo, per la nostra conversione, non sono scelte inutili, ma portano alla gloria. Mi ha impressionato, un giorno, visitando gli ammalati in ospedale, il viso di una persona. Il suo male era di quelli che non perdonano. Ma ciò che colpiva era la serenità, come una trasfigurazione nel dolore… quasi a volerci insegnare che vi è ‘una sofferenza’ che matura e, in più, ci rende davvero figli, degni del premio eterno.
Gesù sapeva che sarebbe venuto il giorno in cui i suoi apostoli si sarebbero ‘scandalizzati’ della Sua apparente rassegnazione alla sofferenza nella Sua Passione. Non sapevano che era la preziosa scelta consapevole e necessaria per giungere al grande evento della Sua e nostra Resurrezione.
Ed è qui il senso che dobbiamo dare al dolore. Così racconta il Vangelo di Marco:
“Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò su un monte alto, in un luogo appartato, soli. Si trasfigurò davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elìa con Mosé e discorrevano con Gesù. prendendo la parola Pietro disse a Gesù: ‘Maestro, come è bello stare qui; facciamo tre tende, una per Te, una per Mosé e una per Elìa!’. Non sapeva infatti cosa dire, perché erano stati presi dallo spavento. Poi si formò una nube che li avvolse nell’ombra e uscì una voce dalla nube: ‘Questi è il Figlio mio prediletto: ascoltatelo!’. E subito, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risuscitato dai morti. Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire ‘resuscitare dai morti’. (Mc. 9, 1-9)
Facciamoci accompagnare per mano, dal nostro caro Paolo VI, nella meditazione e contemplazione di questa straordinaria pagina di Vangelo.
“Figli del nostro tempo, con i suoi ausili di progresso visivo e tecnico, possiamo quasi ricostruire, davanti a noi, l’impressionante scena. Il Vangelo è sobrio; ma, soffermandoci sulle circostanze, notiamo subito che si tratta di un avvenimento pieno di interesse e di stupore…
Gesù chiama in disparte i tre discepoli preferiti: Pietro, Giacomo e Giovanni, e con loro sale su di un alto monte…. Andarono, dunque, per rimanere soli e pregare. Giunti sulla vetta… Gesù pregava ciò egli soleva fare durante le ore di riposo e a lungo – sempre dimostrando di quale personale vita interiore vibrasse il suo divin cuore. Ad un certo momento i tre si svegliano; levano gli occhi e vedono Gesù straordinariamente luminoso come se un fuoco di portento si fosse acceso nella sua Persona… Lo sguardo dei veggenti si fissa attonito, estatico.
Gesù così trasfigurato domina sul monte; ed ecco che ai suoi lati si delineano due figure che intraprendono con il Maestro una misteriosa conversazione…. Mosé ed Elia: l’Antico Testamento che converge intorno a Gesù, il Salvatore del mondo!
Pietro – come in altre circostanze il più entusiasta ed esuberante – prorompe in un grido: come è bello rimanere qui, per sempre!…. Ed ecco che l’intero panorama è avvolto da una nube, pur essa candida. Non è nebbia opaca, ma nimbo di gloria che accresce e pone in risalto la visione. Si avverte una presenza ancora più impressionante: infatti una voce profonda, in cui Palpita tutto il cielo, esclama: Questi è il Figlio mio diletto, ascoltatelo.
I discepoli, a sentire che l’intero creato esalta quella voce tonante e dolce insieme, si prostrano per terra e nascondono la faccia senza osare più nemmeno soffermare gli occhi sulla visione. Ad un tratto si sentono toccare: è Gesù, solo, tornato al suo consueto aspetto di sempre. Forse stava albeggiando. La voce del Maestro ordina: Scendiamo, ormai, e nulla direte di quanto avete visto, fino al giorno in cui il Figlio dell’uomo – l’espressione usata da Gesù per indicare se stesso – non sarà risuscitato dai morti. Parole allora incomprensibili per i tre discepoli: i quali, però, giammai avrebbero dimenticato quel prodigio. San Pietro, molto più tardi, forse trent’anni dopo, lo rievoca quale uno «degli spettacoli della grandezza di lui>, in quella sua seconda lettera, che sembra proprio scritta da Roma. Ed aggiunge: «Egli [Gesù] infatti ricevette onore e gloria da Dio Padre, essendo discesa a lui dalla maestosa gloria quella voce: Questi è il mio Figliolo diletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo. E questa voce procedente dal cielo noi la udimmo mentre eravamo con lui sul monte santo>. La testimonianza per Gesù, in questo racconto, rimase quasi un testamento e un saluto dell’apostolo dalla comunità romana.
Ci domandiamo: perché la Chiesa ripropone, nella liturgia, un quadro così sfavillante della gloria del Signore? Occorre spiegare in che modo quell’evento si innesta nella storia evangelica.
Gesù intende dare un saggio di ciò che egli è; vuole impressionare i suoi discepoli perché poco prima ha parlato della sua Passione e ne riparlerà anche in seguito. Sono gli ultimi giorni della sua missione in Galilea. Gesù sta per trasferirsi nella Giudea, ove accadrà il grande dramma della fine del Vangelo, della vita temporale del Signore. Gesù sarà crocifisso. E perché i discepoli, questi tre specialmente, non siano scandalizzati, stupiti, anzi esterrefatti dalla fine tristissima del Maestro, ma conservino la fede, Gesù decide di imprimere nelle loro anime la meraviglia testé rievocata.
Ora la Chiesa la ripresenta anche a noi, come per dire: vedrete il Redentore crocifisso, avrete indicibile sgomento per il suo sangue sparso, per la sua sofferenza, nel contemplarlo come schiacciato dai suoi nemici; e affinché non vi scandalizziate, e non abbiate a tradirlo o a lasciarlo, in quell’ora grande e amara, considerate ora, chi egli è e quanto può.
In altri termini: questa scena del Vangelo pone dinanzi a noi una questione di grandissima attualità, si direbbe fatta sulla misura delle nostre condizioni spirituali. La domanda è la medesima rivolta da Gesù, sei giorni prima dell’evento sul Tabor, agli apostoli: Chi dite che sia il Figlio dell’uomo? La stessa richiesta ripetiamola anche a noi.
Ecco che il Vangelo diventa incalzante e urgente sulle nostre anime: chi pensiamo che sia Gesù? Chi è Gesù in se stesso? La mente corre al catechismo. Sì, ricordiamo che Gesù è il Figlio di Dio fatto uomo. Ma sappiamo noi bene che cosa ciò vuol significare?
E inoltre: se Gesù è Dio fatto uomo, la meraviglia delle meraviglie, chi egli è per me? Che rapporto c’è tra me e lui? Devo occuparmi di lui? Lo incontro nel cammino della mia vita? È legato al mio destino? Non basta.
Se io domandessi appunto agli uomini del tempo nostro: chi ritenete che sia Cristo Gesù? Come lo pensate? Ditemi: chi è il Signore? Chi è questo Gesù che noi andiamo predicando da tanti secoli e che riteniamo sia ancora più necessario della nostra stessa vita annunciarlo alle anime? Chi è Gesù? Alla domanda alcuni, molti, non rispondono, non sanno che dire .. Esiste come una nube – e questa sì, è opaca e pesante – di ignoranza che preme su tanti intelletti. Si ha una cognizione vaga del Cristo, non lo si conosce bene: si cerca, anzi, di respingerlo. Al punto che all’offerta del Signore di voler essere, per tutti, guida e maestro, si risponde di non averne bisogno, e si preferisce tenerlo lontano. Quante volte gli uomini respingono Gesù e non lo vogliono sui loro passi, lo temono più che identificarlo ed amarlo. Non vogliono che il Signore regni su di loro; cercano in ogni modo di allontanarlo. C’è persino chi urla contro Cristo: Via! E’ il grido blasfemo – alla croce! Lo vogliono come annullare e togliere dalla faccia della civiltà moderna; non c’è posto per Iddio, né per la religione; si affannano a cancellare il suo nome e la sua presenza.
Tale è il contenuto di tutto questo laicismo sfrenato che, talvolta, incalza fino alle porte delle nostre chiese e che in tanti Paesi, ancor oggi, infierisce. Non si vuole più l’immagine di Cristo.
Ma il triste fenomeno è degli altri. Noi che abbiamo questo grandissimo e dolcissimo nome da ripetere a noi stessi; noi che siamo fedeli; noi che crediamo in Cristo; noi sappiamo bene chi è? Sapremo dirgli una parola diretta ed esatta; chiamarlo veramente per nome; chiamarlo Maestro, Pastore; invocarlo quale luce dell’anima e ripetergli: tu sei il Salvatore? Sentire, cioè, che egli è necessario, e noi non possiamo fare a meno di lui; è la nostra fortuna, la nostra gioia e felicità, promessa e speranza; la nostra via, verità e vita? Riusciremo a dirlo bene, e completamente?
Ecco il senso del racconto evangelico. Bisogna che gli occhi della nostra anima siano rischiarati, abbagliati da tanta luce e che la nostra anima prorompa nella esclamazione di Pietro: Come è bello stare davanti a te, o Signore, e conoscerti! Gesù ha due aspetti: quello ordinario, che il Vangelo presenta e la gente del tempo vedeva: un uomo vero. Ma, pur a guardarlo sotto questo aspetto umano, c’è qualche cosa, in lui, di singolare, unico, caratteristico, dolce, misterioso, al punto che -come riferisce il Vangelo – coloro che hanno visto Gesù hanno dovuto confessare: nessuno è come lui; nessuno si è espresso mai nella sua maniera. E cioè, anche naturalmente parlando – ed è la testimonianza data da coloro stessi che hanno studiato Gesù cercando di negare ciò che egli è: il Figlio di Dio fatto uomo – tutti devono ammettere: è unico, non c’e alcuno, nella storia di questa nostra umanità, che possa veramente paragonarsi a lui per candore, purità, sapienza, carità, grandezza d’animo, eroismo, per capacità di arrivare ai cuori, per potenza sulle cose.
Ora quanto io vedo con gli occhi, mi dà la definizione completa del Signore?
I tre apostoli sono rimasti a fissare la visione ed hanno notato la trasparenza: nella persona di Gesù c’è un’altra vita, c’è un’altra natura oltre quella umana: la natura divina.
Gesù è un tabernacolo in moto: è l’uomo che porta dentro di sé l’ampiezza del cielo; è il Figlio di Dio fatto uomo, è il miracolo che passa sui sentieri della nostra terra.
Gesù è davvero l’unico, il buono, il santo. Se lo avessimo ad incontrare anche noi, se fossimo noi così privilegiati come Pietro, Giacomo e Giovanni!
Orbene, questa fortuna l’avremo. Non sarà sensibile come nella trasfigurazione luminosa, che ha colpito la vista e la mente degli apostoli, ma la sua realtà sarà largita anche a noi.
Occorre saper trasfigurare, mercè lo sguardo della fede, i segni con cui il Signore si presenta a noi; non per alimentare la nostra fantasia profilandoci un mito, un fantasma, un’immaginazione. No, ma per completare la realtà, il mistero, ciò che veramente è.
Ripetiamo, con le parole di Pietro, che Gesù è il Figlio di Dio fatto uomo e lasciamo che tali parole si scolpiscono nelle nostre anime, credendo alla realtà ch’esse intendono trasfondere in noi e tutti sappiano che non si tratta d’un uomo che passa e si spegne: non di cosa esteriore, che poco interessa. Senta ognuno e ripeta: è la mia vita, è il mio destino, è la mia definizione, giacché anch’io sono cristiano, anch’io sono figlio di Dio La rivelazione di Gesù svela a me stesso ciò che io sono.
È qui l’inizio della beatitudine, il destino soprannaturale, già ora inaugurato e attivo nel nostro essere. Accresciamo nei nostri cuori la fede in Gesù Cristo, meditando chi veramente egli è; e pensiamo che il suo volto splendente è il sole per le nostre anime. Dobbiamo sempre sentirci illuminati da lui, luce del mondo, nostra salvezza. (marzo 1965)
Non resta che farsi riempire della gioia di Pietro, Giacomo e Giovanni, nei giorni immancabili in cui la vita è più vicina alla ‘passioné che alla ‘trasfigurazioné, sapendo che il Padre permette dubbio e sofferenza, ma ci pone al fianco Suo Figlio, per sostenerci e confermarci nella via alla trasfigurazione in Cielo.

mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 08-03-2009)

Gesù prepara i Suoi alla Sua passione

Come è davvero prezioso questo tempo di austerità, che invita tutti noi a smettere i panni di una dannosa ricerca di felicità nel benessere, che alla fine si rivela un baratro di sofferenze, per ritrovare nella preghiera, nell’ascolto di Dio, in una vita morigerata, chi siamo e cosa ci attende, guardando all’eternità.
Sappiamo – ed è esperienza quotidiana – che ogni giorno o ogni periodo ci mostra la fragilità della nostra esistenza, quando invece desidereremmo quella stabilità che è difficile sulla terra, almeno per quanto riguarda la serenità del cuore.
I passi di Dio, lenti se vogliamo, ma sicuri, che fanno strada alla nostra vita, a volte ci sembrano difficili e oscuri, ma vanno per il verso giusto, perché sono passi di Dio, sempre che li consideriamo così, ma non saprei come pensarli diversamente.
Il Padre, d’altra parte, vuole instaurare con noi un rapporto libero e questa nostra esistenza di creature è il luogo in cui è posta alla prova la nostra libertà e fedeltà, come è ben narrato nella lettura su Abramo, di oggi:
?In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: Abramo, Abramo. Rispose: Eccomi. Riprese: Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, va’ nel territorio di Moira e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò. Abramo si mise in viaggio.
Essi arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato: qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna. Poi stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l’Angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: Abramo, Abramo!. Rispose: Eccomi. L’Angelo disse: Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio. Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio. Poi l’Angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: Giuro per me stesso, oracolo del Signore, poiché tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio, io ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e la sabbia che è sul lido del mare: la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché hai obbedito alla mia voce? (Gen 22, 1-18).
Si resta stupiti di fronte a questo racconto: Dio che mette alla prova la fedeltà di Abramo, chiedendo il sacrificio di ‘suo figlio, il suo unico figlio’. Abramo si trova così a dover fare la scelta tra Dio, in cui certamente aveva posto la sua fiducia, e la vita di suo figlio, donatogli da Dio in tarda età e l’unico in cui, da padre, certamente aveva riposto tutto il suo affetto.
A chi affidarsi? Leggiamo nel brano che Abramo, interpellato da Dio per ben due volte, rispose con una sola parola: ?Eccomi?, che equivale alla totale obbedienza.
Pur non comprendendo razionalmente la richiesta, con il cuore lacerato, ma sostenuto dal coraggio della fede, dà la preferenza a Dio.
Quante volte nella vita siamo messi nella stessa situazione attraverso il dolore – conseguenza del nostro essere creature – ‘permesso’ dal Padre, che attende la nostra fiducia totale, il nostro: ?Eccomi!?.
Conosciamo tutti la difficoltà nel dare questa risposta. Più facile obiettare: chiedersi le ragioni, a cui non sappiamo mai dare una risposta. E alcune volte ci scagliamo contro Dio, insensatamente, dimenticando che il dolore è conseguenza del nostro peccato, mai è stato voluto dal Padre, anzi, ha mandato il Suo stesso Figlio per liberarci, anche dalla morte! Ma noi non capiamo e resistiamo.
Non mi riferisco a quelle sofferenze ‘superficialì, che a volte ci procuriamo noi stessi con la nostra leggerezza. Penso alle autentiche ‘prove della vità, cui siamo chiamati a dare una risposta. I Santi sapevano sempre dire un pronto e a volte entusiastico ‘Sì’, leggendo la loro storia alla luce di un Dio Amore, che non si permetterebbe mai di farci soffrire, semmai ‘permette’ che accada, solo se è per il nostro bene, mai lasciandoci soli, se noi lo vogliamo.
Ripenso alla storia del mio caro Fondatore, Antonio Rosmini, uomo e religioso di autentica grandezza.
Godeva della stima e dell’amicizia dei Pontefici del suo tempo, tempi politicamente difficili. Sembrava incrollabile la stima che si aveva verso di lui. Ma venne il giorno della prova, quando, non solo fu abbandonato da tutti, ma vide le sue grandi opere – come le ‘Cinque piaghe della Chiesa’ ? ?oscurate? da alcuni brani messi addirittura all’Indice. Gli fu imposto il silenzio.
E lui si ritirò a Stresa, nell’istituto da lui fondato, continuando a scrivere, fedele al silenzio. Era come sentirsi ‘sepolto’ dalla storia.
Non così la sua fede, che rimase intatta, tanto che al grande Manzoni, amico fedelissimo, che gli chiedeva, in punto di morte, come avrebbe potuto stare senza di lui, dettò la legge della sua serenità: ?ADORARE, TACERE, GODERE?. Ci vollero tanti anni perché si svelasse il piano dì Dio. Oggi è beato: da sepolto a risorto, anche davanti agli uomini.
O ripenso a quando parroco di Santa Ninfa’, nel Belice, dopo 10 anni di dura fatica pastorale, nel 1967, insieme al mio vescovo, celebravamo la gioia di una comunità risorta, meravigliosa: un vero miracolo, dopo anni di fatiche e sofferenza. Non passarono neanche due mesi da quel giorno e il 16 gennaio ’68, il tremendo terremoto mandò in briciole tutto: la stupenda chiesa che avevamo appena ristrutturata e, in qualche modo, mise allo sbando la stessa comunità, che avevamo allevato con la Grazia di Dio. Ricordo come quella terribile notte, uscendo illeso dalla casa canonica, l’unica rimasta in piedi perché fabbricata con sistemi antisismici, corsi in piazza, totalmente distrutta, a vedere cosa era successo alla Chiesa Madre: sbriciolata. Mi chiesi: ‘Perché?’ e rivolto al cielo dicevo: ‘Signore, fammi capire come ci ami’. Mentre parlavo con Dio venne un mio giovane a chiedere aiuto per la famiglia, rimasta sotto le macerie. Mi risvegliai subito e fu il mio ‘eccomi, Signore’, iniziando la fatica di ricostruire speranza e comunità.
Ma penso, e sono certo, che tutti, anche voi che mi leggete, abbiate vissuto, o forse vivete il dramma di Abramo. Lui non fece domande, disse solo: ?Eccomi?.
La sua era una profonda e sicura fede, che difficilmente possediamo, ma dobbiamo sapere che, nella prova, Dio e vicino e attende solo il nostro ?sì?.
Gesù sapeva che anche i Suoi apostoli, che aveva scelto, formato alla Sua sequela e con i quali aveva tessuto un’amicizia e fiducia senza limiti, per essere poi capaci di donarla alla Chiesa, erano fragili. Da qui l’episodio della Trasfigurazione, come a dire: ?Nella prova, sappiate Chi sono!?. Narra il Vangelo di Marco:
?Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò su un monte alto, in un luogo appartato, soli. Si trasfigurò davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elìa con Mosè e discorrevano con Gesù. prendendo la parola Pietro disse a Gesù: Maestro, come è bello stare qui; facciamo tre tende, una per Te, una per Mosè e una per Elia! Non sapeva infatti cosa dire, perché erano stati presi dallo spavento. Poi si formò una nube che li avvolse nell’ombra e uscì una voce dalla nube: Questi è il Figlio mio prediletto: ascoltatelo! E subito, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro. mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risuscitato dai morti. Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire resuscitare dai morti? (Mc 9, 1-9).
Sappiamo tutti quello che avvenne dopo la cattura di Gesù – gli evangelisti non hanno fatto ?censure?! – la fuga degli apostoli, il tradimento di Pietro. Davanti alla prova la debolezza degli Apostoli ebbe il sopravvento. Ma il terzo giorno, la resurrezione di Gesù fu la conferma della trasfigurazione.
Commentava il nostro grande Paolo VI:
?Alla luce della croce, il dolore (e possiamo intendere ogni miseria, ogni infermità, ogni debolezza, ogni condizione di vita che sia deficiente e bisognosa di rimedio) appare stranamente assimilabile alla passione di Cristo, quasi chiamato ad integrarsi con quella, quasi una condizione di ‘favore’ rispetto alla redenzione operata dalla Croce del Signore. Il dolore diventa sacro. Una volta la sofferenza appariva pura disgrazia, pura inferiorità, più degna di disprezzo e di ripugnanza che meritevole di compassione, di comprensione, di amore. Chi ha dato al dolore dell’uomo, il suo carattere sovrumano, oggetto di rispetto, di cura e di affetto, è Cristo paziente, nostro fratello di ogni povero, di ogni sofferente. Vi è di più. Cristo non mostra soltanto la dignità del dolore. Cristo lancia una vocazione al dolore. Bisogna ripensare al prodigio della Trasfigurazione; bisogna accogliere il monito che riempie il cielo di Cristo e ci invita ad ascoltarLo. Fu un’ora unica e prodigiosa quella che i discepoli fedeli trascorsero quella notte sul Tabor, ma sarà un’ora continuata e consueta per noi se sapremo tenere fisso lo sguardo sul viso dei Cristo e della Chiesa per scorgere la faccia nascosta, la faccia vera, la faccia interiore del Signore e del Suo Corpo mistico e la nostra meraviglia, la nostra letizia non avranno più misura né smentita. Scoprire il volto trasfigurato di Cristo per sentire che Egli è ancora e proprio per noi la nostra luce. Quella che rischiara ogni scena umana, ogni dolore e le dà colore e risalto, merito e destino, speranza e felicità? (21. 02. 1964).
Vorrei oggi farmi vicino a quanti dei miei amici sono nella prova o nella sofferenza, che sono il drammatico e pericoloso buio dell’anima, ma sono anche la prova dell’Eccomi!, che diciamo al Padre, che ci ama.
Ci dia tanta fede, come quella di Abramo, che non fece discussioni, ma rispose, nascondendo il suo atroce dolore, in un meraviglioso ‘Eccomi’.
Ci dia la forza di dire con il beato Rosmini: ‘Adorare, tacere, godere’, pur con le lacrime nel cuore. Fuori di questa ?trasfigurazione? del dolore, c’è solo la disperazione che fa sprofondare ogni amore alla vita e a Dio.
Con madre Teresa di Calcutta preghiamo:
O Gesù, Tu che conosci la sofferenza,
concedimi che oggi e in ogni giorno
io possa vederti sotto le spoglie dei Tuoi malati o sofferenti
e offrendo loro la mia attenzione possa servirTi.
Caro malato o comunque tu che sei nella sofferenza,
mi sei ancora più caro perché rappresenti il Cristo.
Dammi, Signore, questa visione di fede e che l’amore non manchi mai.

mons. Roberto Brunelli     (Omelia del 04-03-2012)

Se Dio è per noi chi sarà contro di noi?

Seconda domenica di quaresima: come ogni anno, la liturgia propone il passo della trasfigurazione di Gesù; quest’anno, nel racconto dell’evangelista Marco (9,2-10), comprendente una delle sue pittoresche annotazioni che rendono il suo scritto così vivace. Gesù prende con sé gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, li conduce in disparte su un monte, e davanti a loro si trasfigura, cioè cambia aspetto; le sue vesti diventano splendenti: tanto che, annota Marco, “nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche”.
A parte il peregrino confronto, l’episodio si arricchisce di altri momenti che lo rendono denso di significati. Tra gli altri è di grande rilievo il riconoscimento e il richiamo della voce che si ode: “Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!” Conviene poi puntare l’attenzione sulla frase conclusiva: “Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti”. Gesù dunque si trasfigura, mostrando ai tre la propria immortale divinità; poi preannuncia la propria morte e risurrezione: insomma la Pasqua. E’ il mistero in cui si intrecciano la sua umanità e la sua divinità, il mistero di un dono giunto sino a dare la vita per riscattare l’uomo, tutti gli uomini, e consentire loro di giungere a Dio, a quel Dio che riconosce Gesù come Figlio e che lo stesso Gesù ha poi insegnato essere, e invocare, come il Padre nostro che sta nei cieli.
Un padre e il suo unico figlio sono i protagonisti anche della prima lettura (Genesi 22,1-18). Siamo alle origini del popolo d’Israele: al capostipite, Abramo, Dio ha promesso una numerosa discendenza, pur se è ormai vecchio e senza figli. Pare realizzarla, quando gliene concede uno, Isacco, sola via perché la promessa si compia; perciò si può capire quale sia lo smarrimento di Abramo, quando Dio gli chiede di offrirglielo in sacrificio. Smarrimento, non per la richiesta di mettere a morte il ragazzo: l’offerta anche dei propri figli alle divinità rientrava nei costumi dell’epoca; per quanto dolorosa potesse essere la richiesta, Abramo avrà pensato che il suo Dio non fosse diverso da quello degli altri popoli. Ma proprio non ne capiva la logica: quale discendenza avrebbe avuto, mettendo a morte quell’unico figlio? Tuttavia la richiesta era inequivocabile, ed egli obbedì. Prese il ragazzo, lo portò su un monte, eresse un altare, prese il coltello e stava per colpire quando Dio lo fermò: “Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito. Perché hai fatto questo, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare”.
La discendenza di Abramo è davvero numerosa: come loro capostipite lo riconoscono non solo gli ebrei ma anche i musulmani (i quali lo chiamano “l’Amico di Dio”) e sul piano spirituale anche i cristiani (la liturgia cattolica lo chiama “padre nella fede”). Ma la terribile prova cui egli fu sottoposto aiuta a capire il sacrificio di Gesù: il Padre suo ha risparmiato il figlio di Abramo, ma non ha risparmiato il proprio!
Il mistero è tanto profondo da rendere inadeguato ogni commento. Lo fa per noi l’apostolo Paolo, nella seconda lettura di oggi (Romani 8,31-34): “Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui?” Ogni cosa: e conoscendo l’apostolo di certo egli non intendeva cose come la salute, i soldi, il successo e quant’altro può desiderare un uomo abituato a camminare terra-terra. Dio, in virtù della Pasqua del suo Figlio, dona agli uomini ogni cosa che vale davvero, perché non si esaurisce nel breve volgere della vita terrena.

http://www.avvenire.it/Rubriche/Pagine/Il%20Vangelo/Finestre%20di%20cielo%20aperte%20sul%20Regno_20120301.aspx?Rubrica=Il%20Vangelo

Marzo 2012
D L M M G V S
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31

Domenica 4 Marzo 2012
SECONDA DOMENICA DI QUARESIMA   versione testuale
help

Il programma di cultura e attualità religiosa è curato e condotto dall’insigne biblista il cardinale Gianfranco Ravasi e dalla giornalista Maria Cecilia Sangiorgi.
Con “Le Frontiere dello Spirito”, per la prima volta una televisione ha affrontato la lettura integrale dei testi sacri.
Ogni domenica, infatti, monsignor Gianfranco Ravasi, dalla Chiesa di Santa Croce in Gerusalemme, accanto a San Giovanni in Laterano a Roma, approfondisce due scritture sacre: la prima è un testo sacro letto da due giovani attori del Piccolo Teatro di Milano, la seconda una poesia di padre Turoldo letta dall’attrice Pia Lanciotti.
Nel corso degli anni, la lettura è stata affidata anche ad attori prestigiosi come Giorgio Albertazzi, Mariangela Melato, Ottavia Piccolo, Pamela Villoresi, Chiara Muti, Gerard Depardieu e molti altri.
Questo approfondimento verrà inoltre pubblicato sul settimanale Famiglia Cristiana.
Nella seconda parte del programma, curata dalla giornalista Maria Cecilia Sangiorgi, vengono affrontati, invece, argomenti di stretta attualità attraverso reportage, testimonianze e storie di vita.
Un vero e proprio itinerario di scoperta e di conoscenza della dimensione religiosa ed ecclesiale nelle sue varie espressioni – istituzionali, comunitarie, personali – sempre improntato al dialogo con le altre religioni, alla cultura moderna e con uno sforzo costante da parte dei curatori della trasmissione: quello di calare la parola del Signore nella quotidianità.
Il produttore esecutivo della trasmissione è Tiziana Colombo e la regia è affidata a Vittorio Riva.

Le frontiere dello Spirito – Puntata del 4 marzo 

1 marzo Non indurci in tentazione  di Gianfranco Ravasi

04/03/2012 SANTO DEL GIORNO San Casimiro

Le Ragioni della Speranza  Padre Ermes Ronchi , ne Le Ragioni della Speranza, commenta il Vangelo della domenica Andato in onda: 03/03/2012  su Rai 1 ore 17:10 Vai all’archivio di A Sua Immagine

La Liturgia di oggi

II DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)
(Viola)
I Lettura Gen 22,1-2.9.10-13.15-18
Il sacrificio del nostro padre Abramo.
Salmo (Sal 115)
Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi.
II Lettura Rm 8,31-34
Dio non ha risparmiato il proprio Figlio.
Vangelo Mc 9,2-10
Questi è il Figlio mio, l’amato.

04 marzo 2012
Il Santo del giorno

San Casimiro Principe polacco
i santi di oggi …

I Santi di oggi

San CasimiroPrincipe polacco –Memoria Facoltativa
San Pietro I (Pappacarbone)Abate di Cava
Santi Fozio, Archelao, Quirino e diciassette compagniMartiri
San Basino di TreviriVescovo
Sant’ Appiano di Comacchio Monaco
Beati Cristoforo Bales, Alessandro Blake e Nicola HornerMartiri
Beato Giovanni Antonio FarinaVescovo
gli altri santi …
Le Notizie
Agenzia Sir
Osservatore Romano
Avvenire
Misna
Fides
Zenit

Anna Posta

Published in: on marzo 4, 2012 at 5:43 PM  Lascia un commento  
Tags:

Giovedì della I settimana di Quaresima 1 Marzo 2012

Gio   01  Feria quaresimale

Gio 01 Mar 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi
Media  Vespri  Compieta

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Viola

http://www.maranatha.it/PDAliturgy/12qu01/00-ENTRA.htm

       

MissaleF.E.

 

MERCOLEDÌ  DELLE  CENERI
IV sett. Salterio 

Feria quarta Cinerum
 
 Tempo di Quaresima
Tempus Quadragésimae
Cattedra di San Pietro

Gio  23 Giovedì dopo le Ceneri

 

Ven 24 Venerdì dopo le Ceneri

 Sab  25 Sabato dopo le Ceneri

 

DOM
26 Feb
 I DOM.  DI QUARESIMA – B
Domínica prima in Quadragésima

MissaleF.E.
 Lun  27  Feria quaresimale
 Mar  28  Feria quaresimale
 Mer  29  Feria quaresimale

Ascolta il Vangelo >http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/EQ014.mp3

Signore, sto alla tua porta e busso. Busso a tutte le finestre della tua casa e imploro…
Mi hai messo in difficoltà con questa tua frase: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Ho preso quest’affermazione alla lettera. Ecco perché non osavo mandare via, senza prima aiutarlo, nessuno di coloro che mi chiedevano aiuto nel nome tuo. Pensavo che tu eri là, davanti a me, con gli occhi bagnati di lacrime, a lamentarti della tua povertà. Credevo che eri tu a scrivere le lettere piene di implorazioni che, a centinaia, ogni giorno, gravavano la mia scrivania e il bilancio della nostra Opera. E io ho detto “sì” sempre, ogni volta che tu sei venuto a me, per chiedermi qualche cosa per te. Perché ogni nostro aiuto non vede che te, che soffri nella tua Chiesa perseguitata.

Ciò è stato possibile per quattordici anni. Quattordici anni durante i quali tu non mi hai deluso nella mia attesa. Tu hai sempre toccato il cuore di amici e benefattori che mi riempivano le mani, permettendomi di distribuire tutto quello che avevo promesso per amor tuo.
Ma tu sei venuto da me troppo spesso, Signore, con troppe esigenze. Tu mi hai assillato troppo inesorabilmente con i lamenti delle tue labbra di mendicante. Mi hai fatto promettere più di quanto possa mantenere.
Tu sai bene, Signore, che anch’io sono solo un uomo debole e limitato. Tu sai quanto io sia stanco la sera e come non dorma di notte, cercando nuovi mezzi per provvedere ai bisogni della tua Chiesa. Tu sai che mi sono affaticato per te fino al limite delle mie forze e sono alla fine delle mie possibilità. Controlla tu stesso, dall’alto dei cieli, la mia contabilità e il lungo elenco delle promesse non mantenute.

Antifona d’ingresso
Ascolta le mie parole, Signore,
intendi il mio lamento.
Sii attento al mio grido di aiuto,
mio Re e mio Dio. (Sal 5,2-3)

Colletta
Ispiraci, o Padre, pensieri e propositi santi,
e donaci il coraggio di attuarli,
e poiché non possiamo esistere senza di te,
fa’ che viviamo secondo la tua volontà.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura  Est 4,17k-u

Non ho altro soccorso fuori di te, o Signore.

Dal libro di Ester

In quei giorni, la regina Ester cercò rifugio presso il Signore, presa da un’angoscia mortale. Si prostrò a terra con le sue ancelle da mattina a sera e disse: «Tu sei benedetto, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe. Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso all’infuori di te, o Signore, perché un grande pericolo mi sovrasta.
Io ho sentito dai libri dei miei antenati, Signore, che tu liberi fino all’ultimo tutti coloro che compiono la tua volontà. Ora, Signore, mio Dio, aiuta me che sono sola e non ho nessuno all’infuori di te.
Vieni in soccorso a me, che sono orfana, e poni sulle mie labbra una parola opportuna davanti al leone, e rendimi gradita a lui. Volgi il suo cuore all’odio contro chi ci combatte, a rovina sua e di quanti sono d’accordo con lui. Quanto a noi, liberaci dalla mano dei nostri nemici, volgi il nostro lutto in gioia e le nostre sofferenze in salvezza». Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 137

Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto.

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.

La tua destra mi salva.
Il Signore farà tutto per me.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.

Canto al Vangelo (Sal 50,12)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Crea in me, o Dio un cuore puro;
rendimi la gioia della tua salvezza.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Vangelo   Mt 7,7-12

Chiunque chiede, riceve.

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.
Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti». Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
O Signore, che riveli nella storia dell’uomo il disegno della tua provvidenza e ci ami al di sopra di ogni misura, guarda alle necessità del tuo popolo e ascolta il grido della sua preghiera. Diciamo insieme:
Ascoltaci, o Signore.

Perchè la Chiesa annunci sempre che Dio attua con amore unico e ineffabile la sua provvidenza verso di noi, inviandoci il suo Figlio diletto come Salvatore. Preghiamo:
Perchè gli uomini scoprano nella preghiera la gioia di essere figli di Dio. Preghiamo:
Perchè le persone provate dalla vita e abbandonate a se stesse, sull’esempio di Ester, ricorrano fiduciose a Dio, che riempie il vuoto della solitudine con la potenza dell’amore. Preghiamo:
Perchè le comunità ecclesiali, che continuano nel tempo l’insegnamento di Gesù sulla preghiera, creino con l’esempio e con appropriate iniziative pastorali, il clima spirituale favorevole al dialogo con Dio. Preghiamo:
Perchè questa eucaristia, che esprime in maniera perfetta la nostra domanda di salvezza, irradi la sua grazia su tutta la giornata, rendendo efficace ogni altra preghiera. Preghiamo:
Per le persone della nostra parrocchia prive di affetto e di aiuto.
Per tutti coloro che si sentono non accettati dagli altri.

O Dio, nostro Padre, tu ci esaudisci donandoci il tuo Figlio Gesù, che è l’unica cosa veramente buona per noi; fà che, pur chiedendo e bussando, non cadiamo nella tentazione di volere ciò che tu non vuoi. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli nella tua bontà, o Dio,
le preghiere e le offerte che ti presentiamo
e converti a te i nostri cuori.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DI QUARESIMA I
Il significato spirituale della Quaresima

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Ogni anno tu doni ai tuoi fedeli di prepararsi con gioia,
purificati nello spirito,
alla celebrazione della Pasqua,
perché, assidui nella preghiera e nella carità operosa,
attingano ai misteri della redenzione
la pienezza della vita nuova
in Cristo tuo Figlio, nostro salvatore.
E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
ai Troni e alle Dominazioni
e alla moltitudine dei Cori celesti,
cantiamo con voce incessante
l’inno della tua gloria: Santo…

Antifona di comunione
“Chiunque chiede, riceve”, dice il Signore,
“chi cerca trova,
e a chi bussa sarà aperto”. (Mt 7,8)

Preghiera dopo la comunione

Signore, nostro Dio,
questi santi misteri, che hai dato alla tua Chiesa
come forza e vigore nel cammino della salvezza,
ci siano di aiuto in ogni momento della nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120301.shtml

Eremo San Biagio     (Omelia del 01-03-2012)

Commento su Matteo 7,12

Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Mt 7,12

Come vivere questa Parola?

Tutte le parole di Gesù splendono di verità e rispondono alle esigenze più profonde del cuore umano e della vita, ma questa è veramente aurea, sì la legge aurea del vangelo.

Capovolge infatti una malformazione dovuta al peccato delle origini e impegna l’uomo a vivere secondo la nobiltà e bellezza della sua natura così come sgorgò dalle mani del Creatore.

La malformazione consiste in questo: siamo sempre propensi a volere che gli altri facciano a noi gentilezze, o almeno ci trattino con stima, rispetto, possibilmente anche affetto. E ciò è giusto.

Il male però è quello di volere intensamente solo questo, avendo per centro di ogni attenzione noi stessi e basta. Un comportamento di questo tipo è, in genere, delle persone che hanno tagliato il filo dall’alto: il rapporto con Dio creatore e salvatore. Sì, quando viene a mancare questo rapporto, la vita intera è come una ragnatela che non regge più, si rattrappisce avviluppata attorno al ragno che ne muore soffocato.

Il correttivo, dunque, della malformazione è questo: a me piace essere stimato, eccomi a dare dimostrazioni di stima anzitutto alle persone più vicine a me. Io amo essere compreso, valorizzato in quelli che sono i miei doni, m’impegno a cogliere quello che c’è di bello e di buono nei familiari e collaboratori, promuovendoli e incoraggiandoli con stima e amore.

Come si dispiega bene, allora, la rete delle relazioni e come è bello vivere in questo modo. È promuovere la vita! È spostare la propria attenzione dal proprio ombelico al solare centro del mondo: l’amore.

Gesù, tu che non hai tenuta stretta la tua vita ma l’hai donata sulla croce, dammi di scegliere il comodo degli altri, ciò che li fa contenti.

La voce di un educatore, scrittore e oratore statunitense 

Più passa il tempo e più mi convinco che l’unica cosa per cui valga la pena di vivere e morire è il privilegio di rendere qualcuno più felice e più utile. Nessun uomo che faccia qualcosa per il suo prossimo fa un sacrificio.
Booker Taliaferro Washington

Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 01-03-2012)

Chiunque chiede, riceve.

La triplice formula: “chi chiede riceve, chi cerca trova, a chi bussa sarà aperto” mira a qualificare la vera preghiera, oltremodo fiduciosa, quella che nasce da un cuore credente e si rivolge a Colui che tutto può. Non è un importunare Dio per estorcergli ciò che vogliamo. E’ l’atteggiamento del figlio, cosciente di essere alla presenza del Padre, perciò non ha timore di chiedergli qualunque cosa, pur rimettendosi alla sua volontà. Ciò non toglie che bisogna continuare a chiedere, senza mai stancarsi. Non perché Dio non doni, ma perché in noi si rafforzi la fiducia nella sua magnanimità. Speranza e desiderio quindi, rivolti in Lui, non per un dono da ricevere, quanto per far nascere la consapevolezza del suo esserci Padre nel nostro essergli figli e fratelli tra noi. Ma non è tutto. Gesù ci svela quanto il Padre vuole fare, infatti “A voi è dato di conoscere il mistero del Regno dei cielo.” Se dunque voi che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro darà cose buone a quelli che gliele domandano. Con umiltà dobbiamo riconoscere di dover imparare a pregare. Non per nulla Gesù ce lo insegnò con la preghiera che più volte al giorno diciamo e con la quale ci rivolgiamo al Padre. Ma se non siamo attenti, è molto facile che non chiediamo ciò che Dio desidera; allora ciò che chiediamo non è buono per noi. Non è male chiedere tutto, specialmente in certi momenti critici, ma è essenzialmente necessario rimettersi alla sua volontà, sicuri che non ci farà mancare la sua paternità. Cercheremo, busseremo, chiederemo di accogliere quanto la Provvidenza ci manda per il nostro vero bene e di fare agli altri quanto desideriamo venga fatto a noi.

Movimento Apostolico – rito romano     (Omelia del 01-03-2012)

Chiedete e vi sarà dato

Chiedere, cercare, bussare nella scrittura non è mai unilaterale. Si vive sempre in una dimensione trilaterale: “Dio – noi – prossimo”. Il prossimo chiede a noi. Noi diamo al prossimo. Noi chiediamo a Dio. Dio dona a noi e noi doniamo ancora e sempre al prossimo, in un perenne scambio di doni che mai si arresta. Ecco come il Libro del Siracide annunzia questa nostra dimensione essenziale: “Chi si vendica subirà la vendetta del Signore, il quale tiene sempre presenti i suoi peccati. Perdona l’offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati. Un uomo che resta in collera verso un altro uomo, come può chiedere la guarigione al Signore? Lui che non ha misericordia per l’uomo suo simile, come può supplicare per i propri peccati? Se lui, che è soltanto carne, conserva rancore, chi espierà per i suoi peccati? Ricòrdati della fine e smetti di odiare, della dissoluzione e della morte e resta fedele ai comandamenti. Ricorda i precetti e non odiare il prossimo, l’alleanza dell’Altissimo e dimentica gli errori altrui” (Sir 28,1-7). In un altro passo così viene illuminata la mente credente: “Tuttavia sii paziente con il misero, e non fargli attendere troppo a lungo l’elemosina. Per amore del comandamento soccorri chi ha bisogno, secondo la sua necessità non rimandarlo a mani vuote. Perdi pure denaro per un fratello e un amico, non si arrugginisca inutilmente sotto una pietra. Disponi dei beni secondo i comandamenti dell’Altissimo e ti saranno più utili dell’oro. Riponi l’elemosina nei tuoi scrigni ed essa ti libererà da ogni male. Meglio di uno scudo resistente e di una lancia pesante, essa combatterà per te di fronte al nemico” (Sir 29,8-13). È questa la legge del chiedere: si chiede per dare. Si dona per chiedere. Chiedere e dare devono essere in noi una cosa sola.
Viene Gesù è non annulla questa legge. La inserisce in una grande verità di fede, aprendo così il nostro cuore ad una speranza contro ogni speranza. Dio è il Buono, il Santo, il Misericordioso, il Pietoso, il Caritatevole, il Paziente. Dio è verso l’uomo un Dono senza fine, senza misura, senza tempi, senza circostanze. Quando l’uomo ricorre a Lui, deve avere nel cuore la certezza che la sua preghiera sarà di certo esaudita. Chi prega però deve sempre osservare la dimensione trilaterale: “Dio – noi – prossimo”. Se questa dimensione non sarà rispettata, Dio mai potrà esaudire la nostra supplica perché solo i misericordiosi troveranno misericordia e solo i pii troveranno pietà. Chi è spietato di cuore mai potrà ricorrere presso Dio. Non sarà ascoltato.
Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
L’uomo viene posto da Cristo Gesù misura del suo esaudimento. San Paolo aveva compreso bene questa regola e così la formalizza per la comunità dei Filippesi: “Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni. Lo sapete anche voi, Filippesi, che all’inizio della predicazione del Vangelo, quando partii dalla Macedonia, nessuna Chiesa mi aprì un conto di dare e avere, se non voi soli; e anche a Tessalònica mi avete inviato per due volte il necessario. Non è però il vostro dono che io cerco, ma il frutto che va in abbondanza sul vostro conto. Ho il necessario e anche il superfluo; sono ricolmo dei vostri doni ricevuti da Epafrodìto, che sono un piacevole profumo, un sacrificio gradito, che piace a Dio. Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù. Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen” (fil 4,14-20). Bisogno per bisogno, urgenza per urgenza, necessità per necessità. È questa la misura della misericordia che noi offriamo il Signore. Se noi saremo larghi, Lui sarà larghissimo.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci misericordiosi sempre.

Marzo 2012
D L M M G V S
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
Martedì 28 Febbraio 2012
I SETTIMANA DI QUARESIMA – MARTEDÌ   versione testuale
help

01/03/2012  Leoluca  Tra Sicilia e Calabria

01/03/2012   SANTO DEL GIORNO   Beata Giovanna Maria Bonomo

1 marzo  Non indurci in tentazione   di Gianfranco Ravasi

La Liturgia di oggi

Giovedì della I settimana di Quaresima
(Viola)
I Lettura Est 4,17k-u
Non ho altro soccorso fuori di te, o Signore.
Salmo (Sal 137)
Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto.
Vangelo Mt 7,7-12
Chiunque chiede, riceve.

01 marzo 2012
Il Santo del giorno

San David di Menevia (del Galles) Vescovo
i santi di oggi …

I Santi di oggi

San David di Menevia (del Galles)Vescovo
Sant’ Albino di Angers Vescovo
Sant’ Albino di Vercelli Vescovo
Sant’ Eudocia (Eudossia) di EliopoliMartire
Santa DomninaVergine in Siria
San Silvio e compagni Martiri venerati ad Anversa
San Suitberto di Kaiserswerth
gli altri santi …
Le Notizie
Agenzia Sir
Osservatore Romano
Avvenire
Misna
Fides
Zenit

Anna Posta

Mercoledì della I settimana di Quaresima 29 Febbraio 2012

Mer 29 Feb 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi
Media  Vespri  Compieta

 


MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
BENEDETTO XVI
PER LA QUARESIMA 2012
 

«Prestiamo attenzione gli uni agli altri,
per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone
» 
(Eb10,24)


[FranceseIngleseItalianoPolaccoPortogheseSpagnoloTedesco]


Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Viola

Ascolta il Vangelo > http://www.lachiesa.it/niftyplayer.swf?file=http://www.lachiesa.it/liturgia/allegati/mp3/EQ013.mp3

Gesù è “più di Salomone”, del quale l’Antico Testamento celebra la sapienza. Egli vuole farci penetrare in quella “sapienza di Dio” che è “follia” finché noi la vediamo dall’esterno, cioè nel mistero della sua croce.
Di fronte ai giudei che da lui reclamano un segno, Gesù proclama che nella religione che egli istituirà non saranno i segni esteriori i più importanti. Egli compirà ogni genere di miracolo, ma il grande segno, il solo segno che deve essere il sostegno estremo di tutti coloro che credono in lui, è la sua morte e la sua risurrezione. Dio ci concede generalmente molti segni del suo amore, della sua presenza. Ma quando la nostra unione con Gesù diventa più profonda, possiamo conoscere dei momenti di grande debolezza, passare attraverso ogni sorta di purificazione, attraverso delle morti, delle agonie a volte molto dolorose. Ma questi momenti sono sempre seguiti da momenti di grazia, di risurrezione del nostro cuore. Gesù ci insegna a camminare senza timore su questa stretta via che ci unisce a lui nei suoi misteri.
 

Antifona d’ingresso
Ricorda, Signore, il tuo amore e la tua bontà,
le tue misericordie che sono da sempre.
Non trionfino su di noi i nostri nemici;
libera il tuo popolo, Signore, da tutte le sue angosce. (Sal 25,6.3.22)

Colletta
Guarda, o Padre, il popolo a te consacrato,
e fa’ che mortificando il corpo con l’astinenza
si rinnovi nello spirito
con il frutto delle buone opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Prima lettura   Gio 3,1-10

I Niniviti si convertirono dalla loro condotta malvagia.

Dal libro del profeta Giona

In quel tempo, fu rivolta a Giona questa parola del Signore: «Àlzati, va’ a Nìnive, la grande città, e annuncia loro quanto ti dico». Giona si alzò e andò a Nìnive secondo la parola del Signore.
Nìnive era una città molto grande, larga tre giornate di cammino. Giona cominciò a percorrere la città per un giorno di cammino e predicava: «Ancora quaranta giorni e Nìnive sarà distrutta».
I cittadini di Nìnive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, grandi e piccoli. Giunta la notizia fino al re di Nìnive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere.
Per ordine del re e dei suoi grandi fu poi proclamato a Nìnive questo decreto: «Uomini e animali, armenti e greggi non gustino nulla, non pascolino, non bevano acqua. Uomini e animali si coprano di sacco e Dio sia invocato con tutte le forze; ognuno si converta dalla sua condotta malvagia e dalla violenza che è nelle sue mani. Chi sa che Dio non cambi, si ravveda, deponga il suo ardente sdegno e noi non abbiamo a perire!».
Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti dalla loro condotta malvagia, e Dio si ravvide riguardo al male che aveva minacciato di fare loro e non lo fece.

Parola di Dio

Salmo responsoriale   Sal 50

Tu non disprezzi, o Dio, un cuore contrito e affranto.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito.

Tu non gradisci il sacrificio;
se offro olocàusti, tu non li accetti.
Uno spirito contrito è sacrificio a Dio;
un cuore contrito e affranto tu, o Dio, non disprezzi.

Canto al Vangelo (Gl 2,12-13)
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
Ritornate a me con tutto il cuore, dice il Signore,
perché sono misericordioso e pietoso.
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Vangelo  Lc 11,29-32

A questa generazione non sarà dato che il segno di Giona

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
O Signore, che non fai mancare la tua grazia a quelli che la cercano con cuore sincero, ascolta la preghiera della tua Chiesa, che vive nella città secolare dell’uomo. Preghiamo insieme e diciamo:
Mostraci il tuo volto, Signore.

Perchè la Chiesa, maestra di verità, accompagni con la luce del suo insegnamento il cammino dell’uomo verso Dio. Preghiamo:
Perchè gli uomini, superando le tentazioni dell’ateismo e dell’indifferenza religiosa, chiedano umilmente a Dio di poter risolvere nella fede i grandi interrogativi della vita. Preghiamo:
Perchè i cristiani che soffrono la limitazione della libertà religiosa trovino, nell’impegno della Chiesa per i diritti dell’uomo, aiuto per la loro perseveranza. Preghiamo:
Perchè le comunità ecclesiali esprimano con appropriate iniziative pastorali la sollecitudine per chi ha abbandonato la pratica religiosa, o vive in situazioni irregolari. Preghiamo:
Perchè questa eucaristia, che supera infinitamente la grandezza di Giona e di Salomone, ci scuota dal nostro torpore, facendoci sentire l’urgenza della conversione e della riconciliazione. Preghiamo:
Per i catechisti incaricati dell’educazione religiosa nelle scuole.
Per i non credenti che cercano il dialogo e l’amicizia con la Chiesa.

O Dio, che porti a conversione coloro che ascoltano la tua Parola, fà che, abbandonando ogni opera malvagia, osserviamo con gioia i tuoi comandamenti per meritare il dono della salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Ti offriamo, Signore, questi doni che ci hai dato
per consacrarli al tuo nome;
trasformali in sacrificio di lode
e rendili a noi come pegno di salvezza eterna.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DI QUARESIMA I
Il significato spirituale della Quaresima

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Ogni anno tu doni ai tuoi fedeli di prepararsi con gioia,
purificati nello spirito,
alla celebrazione della Pasqua,
perché, assidui nella preghiera e nella carità operosa,
attingano ai misteri della redenzione
la pienezza della vita nuova
in Cristo tuo Figlio, nostro salvatore.
E noi, uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
ai Troni e alle Dominazioni
e alla moltitudine dei Cori celesti,
cantiamo con voce incessante
l’inno della tua gloria: Santo…

Antifona di comunione
Si rallegrino, Signore,
quelli che in te confidano,
esultino in eterno perché tu sei con loro. (Sal 5,12)

Oppure:
Ecco, ben più di Salomone e di Giona c’è qui:
Gesù, il Signore. (cf. Lc 11,29-32)

Preghiera dopo la comunione

O Dio, che sempre nutri
come pastore il popolo cristiano
con la tua parola e i tuoi sacramenti,
per questi doni della tua bontà, guidaci alla vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.

http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20120229.shtml

mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 08-03-2006)

Il brano evangelico si apre con la vera beatitudine del discepolo: “Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano”. La prima che ha vissuto questa beatitudine è stata Maria, la madre di Gesù. Ella per prima ha accolto, custodito e messo in pratica la Parola di Dio, vero fondamento della vita dei discepoli e della stessa convivenza tra gli uomini. Tanti, oggi, cercano la sicurezza e la tranquillità in segni prodigiosi o miracoli. È vero del resto che le grandi città di oggi – simili alla grande Ninive – hanno reso difficile la vita. L’esistenza è diventata più dura e più violenta, soprattutto per i più poveri. Non di rado i ritmi convulsi delle nostre città sono fonte di squilibri fisici e mentali, di povertà e di emarginazione, di disperazione e di angoscia. Per questo si cerca qualcosa di prodigioso in cui confidare. In verità, c’è bisogno che le strade e le piazze delle nostre città siano traversate di nuovo dalla predicazione del Vangelo, come fece Giona che predicò la penitenza a Ninive. Ed il Vangelo è ben più prezioso della sapienza di Salomone e ben più forte della predicazione di Giona. Per questo la Parola di Dio non può restare nascosta; essa deve risplendere e dare luce agli uomini. I cristiani debbono essere i lucernieri del Vangelo.

Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 16-03-2011)

Cercare un segno?

Non dovremmo essere noi a chiedere segni se fossimo consapevoli di essere noi segno a noi stessi della presenza di Dio nel nostro mondo e nel segreto del nostro spirito. C’è in noi una scintilla viva e vivificante del creatore e Signore nostro. Tutto il creato di Lui ci parla. Già tutta la storia antica del popolo di Israele è cosparsa di segni e prodigi divini. Il Verbo incarnato è la rivelazione piena della gloria di Dio e del suo infinito amore. Gesù di Nàzaret sta dettando una dottrina nuova e sta operando segni e miracoli a conferma di quanto egli insegna. Prevale però spesso la cecità umana, ricorrente nelle diverse epoche della storia. Vediamo allora l’alternarsi da una parte del bisogno ardente di vedere Dio e dall’altra l’incapacità di scorgerlo dove e quando egli si manifesta. Càpita allora inevitabilmente di incorrere nei più grossolani errori fino a confondere i segni di Dio con quelli di satana. I nemici dichiarati di Gesù incappano ripetutamente in questi errori banali e blasfemi. Arrivano a pensare e dire che egli scaccia i demòni in nome di Beelzebùl, prìncipe dei demòni. Il Signore non può fare a meno di definire quella gente: «Generazione malvagia?». Promette un segno, il segno di Giona, quello della sua morte e della sua gloriosa risurrezione, ma Gesù sa che neanche quel segno servirà loro per credere e convertirsi. La malvagità significa concretamente il rifiuto immotivato contro ogni logica e contro ogni fede. È la malattia inguaribile degli «irriducibili», coloro cioè che hanno deciso in cuor loro di non lasciarsi convincere da niente e da nessuno, neanche dal Signore. Per questa categoria di persone non c’è segno che valga: la difesa ad oltranza di una presunta libertà li confina nei meandri oscuri del male e dell’errore. Gesù è ben più di Giona, è ben più di Salomone eppure i suoi nemici, contrariamente a quanto fecero gli abitanti di Nìnive dopo la predicazione di Giona e la regina del sud dopo l’incontro con Salomone, non danno segno di conversione o di ravvedimento. È l’esatto contrario di quanto ci sta chiedendo il Signore in questo nostro cammino quaresimale. Egli vuole un cuore penitente ed allora non ci mancherà il «segno» della sua divina misericordia.

don Luciano Sanvito     (Omelia del 24-02-2010)

Ritornare al segno

Apprezzare i segni dei tempi.
Non ne siamo più capaci, perché lo sguardo è malvagio.
La malvagità consiste nel cercare segni appaganti e piacevoli.
Ma nessuno di questi segni sarà dato a questa generazione, no.

Ritornare al segno dei segni: al Cristo, segno che interpreta ogni cosa.

La non accoglienza dei segni richiama anche una constatazione: non c’è ancora conversione al segno: Gesù.
Per questo ogni altro segno è insignificante, è come se non ci fosse, se non venisse dato.

Fare più attenzione a quel segno posto da Dio: a Gesù.
Solo così c’è la possibilità di reinterpretare la storia umana e divina.
Altrimenti, c’è solo la condanna da parte di chi, accogliendo il segno, ci richiama a non essere distratti da esso, pena la morte spirirtuale e morale.

Giona…Ninive…
Una profezia che viene accolta.
Cosa io sto accogliendo della profezia che mi viene donata?

Qual’è il segno della mia conversione?
Solo trovando un segno concreto della mia conversione oggi potrò essere sicuro di aver accolto e non rifiutato il segno di Dio: Gesù.

padre Lino Pedron     (Omelia del 24-02-2010)

Non dobbiamo invidiare la generazione dei contemporanei di Gesù. Egli stesso la definisce “generazione malvagia” perché è ancora sotto lo spirito del maligno e chiede dei segni invece di convertirsi all’annuncio della sua parola. Egli si rifiuta di dare dei segni “fuorché il segno di Giona”. Gesù sarà il segno della misericordia di Dio per tutti. Invece di chiedergli segni, bisogna convertirsi all’annuncio della sua morte e risurrezione. Se la fede è obbedire a Dio, il contrario della fede è la pretesa che Dio obbedisca a noi. E questo avviene quando si instaura con Dio un rapporto di ricatto, chiedendo sempre prove nuove e più grandi, senza decidersi a credere al suo amore. Dio ci concede dei segni per farci arrivare alla fede. Ma chi ne cerca ancora dopo essere arrivato alla fede, instaura con Dio un rapporto di ricatto invece che di fiducia. I segni che Dio ci dà rispettano sempre la nostra libertà, ossia non ci costringono mai a credere. Tutti i segni che Dio concede in Gesù si riassumono nel segno di Giona: egli fu segno di un Dio misericordioso e clemente, di grande amore, che si lascia impietosire (Gio 4,2).
Gesù è il maestro di sapienza al quale i credenti possono rivolgersi sicuri di trovare maggior conforto di quanto ne ebbe la regina di Saba nell’ascoltare i responsi di Salomone. La salvezza dipende dalla nostra risposta all’annuncio di misericordia di colui che è più di Salomone e di Giona, al di sopra dei sapienti e dei profeti.

Anna Posta

Martedì della I settimana di Quaresima 28 Febbraio 2012

Mar 28 Feb 2012 – Feria

MissF.O.  Letture  Lodi</